Diocesi di Foro Flaminio

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Foro Flaminio
Sede vescovile titolare
Dioecesis Foroflaminiensis
Chiesa latina
Vescovo titolare Angelo Mascheroni
Istituita 1966
Stato Italia
Regione Umbria
Diocesi soppressa di Foro Flaminio
Eretta circa III secolo ?
Soppressa circa VIII secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Foro Flaminio (in latino: Dioecesis Foroflaminiensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Forum Flaminii, corrispondente all'odierna San Giovanni Profiamma, frazione del comune di Foligno, fu una sede vescovile attestata nel III secolo e scomparsa in seguito alle distruzioni operate dal passaggio delle truppe longobarde nella prima metà dell'VIII secolo.

Secondo Burchi, che riprende le parole dello studioso faentino Francesco Lanzoni, protovescovo della diocesi di Forum Flaminii è san Feliciano, come racconta la sua passio, scritta tra VI e VII secolo. Benché questa contenga elementi fantasiosi che non meritano la fiducia degli storici, «nelle sue linee principali potrebbe essere vera», perché scritta in un'epoca in cui «i dittici di Forum Flaminii probabilmente esistevano ancora; quindi la prerogativa di protovescovo non incontra serie difficoltà».[1] La stessa passio racconta che Feliciano morì e fu sepolto a Foligno, dove è venerato come patrono.[2]

Il primo vescovo storicamente documentato è Bonifacio, che prese parte al concilio celebrato da papa Simmaco il 6 novembre del 501 o 502[3], durante il quale fu presa la decisione di interdire l'alienazione dei beni della Chiesa. Bonifacio è assente nella lista delle presenze al concilio, ma è presente in quella delle sottoscrizioni conciliari al 51º posto, tra i vescovi Venerioso di Spello e Sebastiano di Sora.[4]

Non sono noti altri vescovi di Forum Flaminii fino alla seconda metà del VII secolo, quando Decenzio prese parte al concilio romano del 680 voluto da papa Agatone per condannare l'eresia monotelita che ancora divideva le Chiese cristiane. Decenzio sottoscrisse la lettera sinodale tra Floro di Foligno e Giovanni di Norcia.[5]

In seguito non si hanno più notizie della diocesi e dei vescovi di Forum Flaminii. Nella bolla di papa Innocenzo II del 1138, con la quale vennero definiti i confini e la giurisdizione dei vescovi di Foligno, appare anche la plebs S. Joannis de Foroflamini cum ecclesiis suis; Sbaraglia ne deduce che l'antica cattedra episcopale dei vescovi di Forum Flaminii fosse dedicata a San Giovanni.[6]

Dal 1966 Foro Flaminio è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; l'attuale vescovo titolare è Angelo Mascheroni, già vescovo ausiliare di Milano.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi residenziali[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 453.
  2. ^ Burchi, BS IV, col. 598.
  3. ^ Sulla datazione dei concili simmachiani del 23 ottobre e del 6 novembre non c'è ancora unanimità tra i vari studiosi. Lo studio classico di Theodor Mommsen (Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894) assegna il concilio del 6 novembre al 502 ; il più recente studio di Eckhard Wirbelauer (Zwei Päpste in Rom. Der Konflikt zwischen Laurentius und Symmachus (498–514), München 1993) lo attribuisce al 501. Anche: Teresa Sardella, Società, chiesa e stato nell'età di Teoderico: papa Simmaco e lo scisma laurenziano, Soveria Mannelli-Messina 1996; Id., Simmaco, santo, in Enciclopedia dei Papi Treccani, vol. I, Roma 2000, pp. 464-473.
  4. ^ Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, p. 330.
  5. ^ Giovanni Domenico Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, vol. XI, Florentiae 1765, coll. 298-315.
  6. ^ Faloci Pulignani, L'Umbria sacra del padre Sbaraglia, p. 569.
  7. ^ Vescovo ausiliare di Brescia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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