Diocesi di Fabriano-Matelica

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Diocesi di Fabriano-Matelica
Dioecesis Fabrianensis-Mathelicensis
Chiesa latina
Fabriano - S.Venanzio facciata.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Ancona-Osimo
Regione ecclesiastica Marche
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Stefano Russo
Vicario generale Tonino Lasconi
Vescovi emeriti Giancarlo Vecerrica
Sacerdoti 60 di cui 38 secolari e 22 regolari
875 battezzati per sacerdote
Religiosi 80 uomini, 88 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 56.000
Battezzati 52.550 (93,8% del totale)
Superficie 681 km² in Italia
Parrocchie 58 (3 vicariati)
Erezione 15 novembre 1728 (Fabriano)
V secolo (Matelica)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Venanzio Martire
Concattedrali Santa Maria Assunta
Santi patroni San Giovanni Battista
Indirizzo Piazza Giovanni Paolo II, 2 - 60044 Fabriano (Ancona), Italia
Sito web www.fabriano-matelica.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
La chiesa di Santa Maria a Matelica, concattedrale della diocesi.
Il palazzo vescovile di Fabriano.
L'abbazia di San Vittore alle Chiuse, nel comune di Genga, fondata nell'XI secolo.

La diocesi di Fabriano-Matelica (in latino: Dioecesis Fabrianensis-Mathelicensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2013 contava 52.550 battezzati su 56.000 abitanti. È retta dal vescovo Stefano Russo.

Patrono della diocesi è San Giovanni Battista.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 6 comuni marchigiani: Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Sassoferrato e la frazione Domo di Serra San Quirico in provincia di Ancona; e Matelica in provincia di Macerata.

Confina a nord con le diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e di Senigallia, a est e a sud con l'arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, ad ovest con le diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Gubbio.

Sede vescovile è la città di Fabriano, dove si trova la basilica cattedrale di San Venanzio Martire; a Matelica sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Il territorio si estende su 681 km² ed è suddiviso in 58 parrocchie raggruppate in 3 vicarie: Fabriano, Matelica-Cerreto d'Esi e Sassoferrato-Genga; e 10 zone pastorali: Fabriano, Matelica, Argignano-Collamato, Cerreto d'Esi-Albacina, Genga, montagna, San Nicolò, Sassoferrato I, Sassoferrato II, valle del Giano.

Istituti religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 la diocesi comprendeva i seguenti ordini e istituti religiosi:

Istituti religiosi maschili[modifica | modifica wikitesto]

Istituti religiosi femminili[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Matelica fu sede vescovile già nel V secolo: sono storicamente documentati i vescovi Equizio, presente al sinodo celebrato a Roma nel 487 da papa Felice III; Basilio presente ad un altro sinodo romano del 499 indetto da papa Simmaco; e Fiorenzo, che nel 551 sottoscrisse a Costantinopoli la condanna pronunciata da papa Vigilio contro Teodoro Ascida, metropolita di Cesarea di Cappadocia. La diocesi cessò di esistere al tempo della discesa dei Longobardi in Italia ed in seguito il suo territorio passò sotto la giurisdizione dei vescovi di Camerino.

Nel concistoro del 4 novembre 1728 fu decisa l'erezione della diocesi di Fabriano[1], sancita da una bolla di papa Benedetto XIII del 15 novembre successivo, con la quale il pontefice concesse a Fabriano il titolo di città e la dignità di sede vescovile ed eresse la chiesa di San Venanzio in cattedrale: la diocesi di Fabriano venne unita aeque principaliter a quella di Camerino, da cui il territorio era stato ricavato.

L'unione di Fabriano con Camerino fu tuttavia controversa; la Congregazione Concistoriale dovette intervenire nel 1732 per ribadire la cattedralità della chiesa di Fabriano. Questo non bastò per ridurre «le discordie tra le due diocesi, anzi crescendo queste con grave scandalo e vergogna».[2] La Santa Sede dovette perciò intervenire per porvi rimedio.

Infatti, l'8 luglio 1785 Pio VI, con la bolla Saepe factum est, restaurò l'antica sede vescovile di Matelica, con territorio sottratto a quello di Camerino, e la unì aeque principaliter alla diocesi di Fabriano, a sua volta separata da quella camerte: contestualmente le due diocesi furono dichiarate immediatamente soggette alla Santa Sede. Da questo momento inizia il percorso comune fra le due diocesi che dura tuttora.

Tra Ottocento e Novecento, Fabriano conobbe episodi di violenza anticlericale e massonica, come l'attentato in duomo al predicatore delle missioni il gesuita Egidi nel 1879, oppure quando nel 1891 i pellegrinaggi a Loreto furono vietati per motivi di igiene; oppure quando nel 1911 fu organizzato un assalto contro la processione del Corpus Domini ed il vescovo Pietro Zanolini dovette rifugiarsi con l'ostensorio nel primo portone aperto.

In seguito alla riorganizzazione territoriale attuata il 19 marzo 1984 con il decreto Conferentia Episcopalis Picena della Congregazione per i vescovi, la diocesi di Fabriano acquisì oltre 30 parrocchie, tutte in territorio marchigiano, dalla diocesi umbra di Nocera-Gualdo Tadino e 6 parrocchie dall'arcidiocesi di Camerino.[3]

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, è stata stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome di Fabriano-Matelica.

L'11 marzo 2000 la diocesi ha perso il privilegio dell'immediata soggezione ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Il seminario diocesano è stato riaperto il 26 novembre 2005.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Matelica[modifica | modifica wikitesto]

  • Equizio † (attestato nel 487)
  • Basilio † (attestato nel 499)
  • Fiorenzo † (attestato nel 551)

Vescovi di Camerino e Fabriano[modifica | modifica wikitesto]

  • Cosimo Torelli † (15 novembre 1728 - 27 agosto 1736 deceduto)
  • Ippolito Rossi † (27 settembre 1736 - 17 gennaio 1746 nominato vescovo di Senigallia)
  • Francesco Viviani † (17 aprile 1746 - 30 dicembre 1767 deceduto)
  • Luigi Amici † (20 giugno 1768 - 8 luglio 1785 nominato vescovo di Camerino)

Vescovi di Fabriano e Matelica[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Zoppetti, O.E.S.A. † (26 settembre 1785 - 12 luglio 1796 deceduto)
    • Sede vacante (1796-1800)
  • Giovanni Francesco Capelletti † (11 agosto 1800 - 26 agosto 1806 nominato vescovo di Ascoli Piceno)
  • Domenico Buttaoni † (26 agosto 1806 - 15 agosto 1822 deceduto)
  • Pietro Balducci † (27 settembre 1822 - 18 luglio 1837 deceduto)
  • Francesco Faldi † (2 ottobre 1837 - 18 novembre 1858 dimesso)[4]
  • Antonio Maria Valenziani † (23 dicembre 1858 - 20 febbraio 1876 deceduto)
  • Leopoldo Angelo Santanché, O.F.M.Ref. † (3 aprile 1876 - 10 febbraio 1883 deceduto)
  • Macario Sorini † (15 marzo 1883 - 12 giugno 1893 dimesso)[5]
  • Aristide Golfieri † (18 marzo 1895 - 29 novembre 1895 nominato vescovo di Città di Castello)
  • Luciano Gentilucci † (29 novembre 1895 - 14 settembre 1909 deceduto)
  • Pietro Zanolini † (22 febbraio 1910 - 8 luglio 1913 nominato vescovo di Lodi)
  • Andrea Cassulo † (15 aprile 1914 - 24 gennaio 1921 dimesso)[6]
  • Luigi Ermini † (13 giugno 1921 - 16 maggio 1945 deceduto)
  • Lucio Crescenzi † (10 luglio 1945 - 19 febbraio 1960 deceduto)
  • Macario Tinti † (17 maggio 1960 - 31 maggio 1978 ritirato)
  • Luigi Scuppa † (31 maggio 1978 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Fabriano-Matelica)

Vescovi di Fabriano-Matelica[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 56.000 persone contava 52.550 battezzati, corrispondenti al 93,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 28.000 28.000 100,0 63 45 18 444 37 120 35
1970 38.387 38.409 99,9 137 98 39 280 48 144 46
1980 38.800 39.200 99,0 89 53 36 435 1 47 112 48
1990 51.300 51.622 99,4 112 64 48 458 67 135 58
1999 53.630 54.130 99,1 81 55 26 662 34 97 58
2000 53.730 54.830 98,0 76 52 24 706 32 95 58
2001 53.641 54.591 98,3 79 51 28 679 32 94 58
2002 53.900 54.900 98,2 73 49 24 738 28 92 58
2003 53.720 54.950 97,8 70 47 23 767 27 91 58
2004 53.000 54.188 97,8 78 49 29 679 35 98 58
2006 52.000 54.850 94,8 72 45 27 722 33 94 58
2013 52.550 56.000 93,8 60 38 22 875 3 80 88 58

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Notoriae sunt riportato da: Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. VII, pp. 638-639.
  2. ^ Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. VII, p. 641.
  3. ^ Elenco delle parrocchie in: AAS 76 (1984), pp. 910-911.
  4. ^ Morì nel gennaio 1863. Cfr. Eubel, vol. 8, p. 267.
  5. ^ Contestualmente nominato arcivescovo titolare di Filippopoli di Tracia.
  6. ^ Nominato arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]