Diocesi di Ermopoli Maggiore

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Ermopoli Maggiore
Sede vescovile titolare soppressa
Dioecesis Hermopolitana
Patriarcato di Alessandria
Sede titolare di Ermopoli Maggiore
Mappa della diocesi civile dell'Egitto (V secolo)
Istituita1729
Soppressa1949
StatoEgitto
Diocesi soppressa di Ermopoli Maggiore
Suffraganea diAntinoe
Erettacirca III secolo
Soppressacirca XIV secolo
Sede trasferita a Minya
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Ermopoli Maggiore è una sede soppressa del patriarcato di Alessandria ed è stata una sede titolare della Chiesa cattolica (in latino: Dioecesis Hermopolitana).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ermopoli Maggiore, l'antica Khmunu di epoca faraonica, identificata oggi con il sito di el-Ashmuneyn nei pressi della città di Mallawi (governatorato di Minya), fu una sede vescovile della provincia romana della Tebaide Prima nella diocesi civile di Egitto. Faceva parte del patriarcato di Alessandria ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Antinoe.

Secondo una tradizione, è in questa città che si rifugiarono Giuseppe, Maria e Gesù durante la loro fuga in Egitto. Da qui trae origine la presunta antichità della sede vescovile. In effetti il primo vescovo è attestato verso la metà del III secolo, Conone (o Colone), destinatario di una lettera sulla penitenza di Dionisio di Alessandria (248-264).

I sinassari greci menzionano diversi santi originari della regione. Tra questi san Sabino, ricordato anche dal Martirologio Romano alla data del 13 marzo: «A Minya in Egitto, san Sabino, martire, che, dopo aver patito molto, morì infine gettato nel fiume». La regione era poi uno dei principali centri monastici egiziani; san Pacomio vi fondò due monasteri; è tra questi monasteri della Tebaide che trovò rifugio Atanasio di Alessandria durante la sua fuga dalla persecuzione nel 363.

Sono oltre una decina i vescovi noti di epoca romana e bizantina, mentre si conoscono anche i nomi di alcuni vescovi copti dal X al XIV secolo. In seguito alla decadenza della città, nel corso del XIV secolo i vescovi lasciarono il sito di el-Ashmuneyn per trasferirsi nella vicina città di Minya, dove esiste ancora oggi una metropolia del patriarcato copto-ortodosso di Alessandria.

Ermopoli Maggiore è stata anche una sede vescovile titolare della Chiesa cattolica, istituita nel XVIII secolo e soppressa nel 1949. Nel 1895, la diocesi era stata restaurata come eparchia della Chiesa cattolica copta (l'Eparchia Hermopolitana). Il titolo è stato conferito inizialmente con il solo termine Hermopolis nella Tebaide, divenuto Hermopolis Maior nell'Annuario Pontificio del 1885 per distinguerla dalla sede di Ermopoli Minore.[1]

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi copti[modifica | modifica wikitesto]

  • Severo † (menzionato verso il 975)
  • Khayil † (menzionato nel 1078)
  • Boutros I † (prima del 1299 - dopo il 1305)
  • Boutros I † (menzionato nel 1326)
  • Michele † (menzionato dopo il 1326)

Vescovi titolari latini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario Pontificio 1885, p. 282.
  2. ^ Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), pp. 42 e 654.
  3. ^ Vescovo menzionato da Martin ma senza ulteriori informazioni (p. 782), ignoto agli altri autori.
  4. ^ I due vescovi di nome Giovanni sono indicati in questa posizione e con questa cronologia da Worp. Stiernon documenta anche lui due Giovanni, ma pone come date le seguenti: Giovanni I fu contemporaneo di Teofilo di Alessandria (382-412); Giovanni II fu vescovo sotto il patriarca Damiano (576-605).
  5. ^ Vescovo menzionato da Le Quien e da David, autore di diverse omelie, vissuto in epoca incerta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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