Diocesi di Crato

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Diocesi di Crato
Dioecesis Cratensis
Chiesa latina
Secatedralcrato.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Fortaleza
Regione ecclesiastica Nordeste 1
Vescovo Gilberto Pastana de Oliveira
Vescovi emeriti Fernando Panico, M.S.C.
Sacerdoti 116 di cui 95 secolari e 21 regolari
7.129 battezzati per sacerdote
Religiosi 28 uomini, 136 donne
Diaconi 18 permanenti
Abitanti 1.034.000
Battezzati 827.000 (80,0% del totale)
Superficie 17.984 km² in Brasile
Parrocchie 55 (5 vicariati)
Erezione 20 ottobre 1914
Rito romano
Cattedrale Nossa Senhora da Penha
Indirizzo Curia Diocesana, Rua Teófilo Siqueira 631, 63100-010 Crato; C.P. 20, 63100-970 Crato, CE, Brazil
Sito web diocesedecrato.org
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Brasile
Il seminario diocesano.
La basilica minore e santuario di Nostra Signora dei Dolori.

La diocesi di Crato (in latino: Dioecesis Cratensis) è una sede della Chiesa cattolica in Brasile suffraganea dell'arcidiocesi di Fortaleza appartenente alla regione ecclesiastica Nordeste 1. Nel 2016 contava 827.000 battezzati su 1.034.000 abitanti. È retta dal vescovo Gilberto Pastana de Oliveira.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 32 comuni dello stato brasiliano del Ceará: Crato, Abaiara, Altaneira, Antonina do Norte, Araripe, Assaré, Aurora, Baixio, Barbalha, Barro, Brejo Santo, Campos Sales, Caririaçu, Farias Brito, Granjeiro, Ipaumirim, Jardim, Jati, Juazeiro do Norte, Lavras da Mangabeira, Mauriti, Milagres, Missão Velha, Nova Olinda, Porteiras, Potengi, Penaforte, Salitre, Santana do Cariri, Tarrafas, Umari e Várzea Alegre.

Sede vescovile è la città di Crato, dove si trova la cattedrale di Nossa Senhora da Penha. A Juazeiro do Norte sorge la basilica minore e santuario di Nostra Signora dei Dolori (Santuário de Nossa Senhora das Dores).

Il territorio si estende su 17.984 km² ed è suddiviso in 55 parrocchie, raggruppate in 5 regioni foranee.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi è stata eretta il 20 ottobre 1914 con la bolla Catholicae Ecclesiae di papa Benedetto XV, ricavandone il territorio dalla diocesi di Fortaleza (oggi arcidiocesi).

Originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Olinda, il 10 novembre 1915 è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Fortaleza.[1]

Il 28 gennaio 1961 ha ceduto una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Iguatu.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Quintino Rodrigo de Oliveira e Silva † (10 marzo 1915 - 29 dicembre 1929 deceduto)
  • Francisco de Assis Pires † (11 agosto 1931 - 11 luglio 1959 ritirato)
  • Vicente de Paulo Araújo Matos † (28 gennaio 1961 - 1º giugno 1992 ritirato)
  • Newton Holanda Gurgel † (24 novembre 1993 - 2 maggio 2001 ritirato)
  • Fernando Panico, M.S.C. (2 maggio 2001 - 28 dicembre 2016 dimesso)
  • Gilberto Pastana de Oliveira, succeduto il 28 dicembre 2016

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2016 su una popolazione di 1.034.000 persone contava 827.000 battezzati, corrispondenti all'80,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 624.400 625.000 99,9 71 47 24 8.794 26 71 30
1961 500.000 ? ? 29 29 17.241 34 158 21
1970 554.520 583.705 95,0 72 51 21 7.701 29 145 35
1976 597.000 631.166 94,6 54 43 11 11.055 12 105 37
1980 758.000 801.000 94,6 51 39 12 14.862 24 105 39
1990 848.000 891.000 95,2 53 40 13 16.000 15 116 40
1999 794.000 975.000 81,4 68 54 14 11.676 24 109 46
2000 799.000 987.000 81,0 67 54 13 11.925 24 105 43
2001 750.000 920.000 81,5 66 54 12 11.363 24 95 43
2002 750.000 920.000 81,5 68 56 12 11.029 21 95 44
2003 750.270 920.000 81,6 79 65 14 9.497 6 17 136 44
2004 750.000 920.000 81,5 66 53 13 11.363 6 14 113 46
2006 810.295 954.411 84,9 65 58 7 12.466 7 12 75 46
2013 893.000 1.059.000 84,3 108 86 22 8.268 17 28 123 54
2016 827.000 1.034.000 80,0 116 95 21 7.129 18 28 136 55

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AAS 7 (1915), p. 571.
  2. ^ La bolla di erezione non viene riportata per intero, ma solo in estratto. Su altra fonte è possibile consultare la notizia senza errori di trascrizione OCR: Le Canoniste contemporain 1914, p. 677.

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