Dio è donna e si chiama Petrunya

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Dio è donna e si chiama Petrunya
Titolo originaleGospod postoi, imeto i' e Petrunija
Lingua originalemacedone
Paese di produzioneMacedonia del Nord, Belgio, Francia, Croazia, Slovenia
Anno2019
Generedrammatico
RegiaTeona Strugar Mitevska
SceneggiaturaTeona Strugar Mitevska, Elma Tataragic
Casa di produzioneSister and Brother Mitevski, Entre Chien et Loup, Vertigo, Spiritus Movens, Deuxieme Ligne Films
Distribuzione in italianoTeodora Film
FotografiaVirginie Saint-Martin
MontaggioMarie-Hélène Dozo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dio è donna e si chiama Petrunya (Gospod postoi, imeto i' e Petrunija) è un film del 2019 diretto da Teona Strugar Mitevska.

God Exists, Her Name Is Petrunya è stato presentato in concorso nella selezione principale della Berlinale 2019 e in numerosi altri festival internazionali, tra cui il Torino Film Festival.[1][2] Il film ha, inoltre, vinto il Premio Lux 2019, riconoscimento attribuito dal Parlamento europeo ad opere cinematografiche europee che si distinguono per la capacità di trattare temi rilevanti nel dibattito socio-politico e dunque di contribuire alla costruzione di una comune identità.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno nella città di Stip si svolge una festa religiosa durante la quale una croce viene lanciata nel fiume. Per tradizione solo gli uomini della comunità partecipano alla competizione per recuperare la croce e avere giovamento della buona sorte che il possesso dell'oggetto sacro porta per un intero anno. Petrunya è una giovane donna di 32 anni, laureata in storia, in sovrappeso e disoccupata, che vive ancora con i genitori subendo le umiliazioni della madre.[4] Petrunya trovandosi lì per caso, di ritorno da un umiliante colloquio di lavoro, partecipa in modo istintivo e impulsivo alla competizione riuscendo inaspettatamente a vincere la concorrenza maschile e quindi a recuperare la croce prima di tutti. La tradizione religiosa risulta, però, violata e nessuno tra i partecipanti alla competizione ha intenzione di lasciare l'oggetto sacro nelle mani di una donna. La ragazza decide allora di fuggire con la croce, suscitando grande scandalo e riprovazione da parte della sua comunità, anche a seguito della diffusione della notizia in Tv. Petrunya viene quindi individuata dalla polizia locale che la conduce nella locale centrale di polizia, pur senza che le vengano formalmente formulate delle accuse o che venga arrestata, poiché alcune riprese video pubblicate su YouTube provano come la ragazza abbia regolarmente conquistato la croce. Qui si susseguono interrogatori, dialoghi e discussioni con (e tra) le autorità laiche e religiose, senza trovare una soluzione, mentre all'esterno si raduna una folla violenta di uomini che vorrebbe fare giustizia sommaria di questo scandalo contro la tradizione religiosa. Dall'esterno, una giornalista che aveva documentato gli eventi prova ad aiutare la ragazza a riconquistare la libertà denunciando i segni di un perdurante sistema patriarcale, che limita le possibilità di autoaffermazione per le donne. Petrunya nel corso della vicenda acquisisce consapevolezza di sé e, sempre più sagace e caparbia, non cede alle richieste e alle proposte delle autorità fino a essere liberata senza accuse. La croce a quel punto ha, però, già mostrato i suoi benefici effetti sulla vita della ragazza, che quindi una volta libera decide di restituirla al capo locale della Chiesa e si incammina verso casa.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gospod postoi, imeto i’ e Petrunija | God Exists, Her Name Is Petrunya, su berlinale.de. URL consultato il 21 settembre 2019.
  2. ^ God Exists, Her Name is Petrunya, su inter.pyramidefilms.com. URL consultato il 21 settembre 2019.
  3. ^ Premio LUX 2019: annunciati a Roma i tre finalisti, su europarl.europa.eu. URL consultato il 21 settembre 2019.
  4. ^ Premio LUX 2019. “Petrunya mostra il potere del cinema di cambiare le cose” | Attualità | Parlamento europeo, su europarl.europa.eu, 28 novembre 2019. URL consultato il 16 dicembre 2019.
  5. ^ Awards of the 66th Pula Film Festival Presented, su pulafilmfestival.hr. URL consultato il 21 settembre 2019.

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