Dinosauri nella cultura di massa

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Poster del film Il re dei mostri (1955).

Dal ritrovamento del primo fossile di dinosauro, nel 1822, vi è stato un continuo crescendo di interesse verso questi animali. Nell'immaginario popolare, si concretizzavano mostri, draghi e animali fantastici tramandati da secoli e il tutto non poteva non riverberarsi nella cultura e nei mezzi di comunicazione da allora fino ai giorni nostri.

Mentre fra gli studiosi si accendevano accanite dispute in merito all'origine, alla fisiologia, alla collocazione temporale e all'estinzione dei dinosauri, protrattesi fino al giorno d'oggi, nelle popolazioni si diffondevano sempre di più iconografie e immagini fantastiche di questi animali e del loro habitat. In primo luogo attraverso la stampa, poi con la narrativa popolare incentrata sul tema del "mondo perduto" tra la fine dell'Ottocento e gli anni venti del Novecento, in seguito con il cinema; nel tempo anche cartoni animati, libri, televisione e Internet hanno contribuito ad ampliare ulteriormente il fenomeno.

Di seguito sono elencate le maggiori opere dedicate ai dinosauri.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

L'immaginario collettivo viene anche solleticato, sempre più frequentemente, dall'esibizione di ricostruzioni in dimensioni naturali di dinosauri, più o meno accurate, nel loro possibile aspetto in vita

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Marche, giocattoli e modellini[modifica | modifica wikitesto]

Parchi a tema[modifica | modifica wikitesto]

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Croazia[modifica | modifica wikitesto]

Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Repubblica Ceca[modifica | modifica wikitesto]

Repubblica Slovacca[modifica | modifica wikitesto]

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Switzerland[modifica | modifica wikitesto]

Thailandia[modifica | modifica wikitesto]

Dinosauri[modifica | modifica wikitesto]

Agathaumas[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione errata di Agathaumas sphenocerus, ad opera di Charles R. Knight, 1897.

L'Agathaumas, nonostante sia noto solo per alcune vertebre, fu preso come modello dal pittore Charles R. Knight, che ricostruì l'animale come una chimera e in modo fantomatico, aggiungendogli connotati presi da altri dinosauri affini, nel 1897. Nel suo dipinto l'artista rappresentò l'animale con un cranio simile all'originale della specie Agathaumas sphenocerus, con un grande corno nasale e due piccole corna sopra gli occhi.[1] Tale cranio era stato originariamente pensato per appartenere al genere Monoclonius ma altri studiosi pensano che potrebbe effettivamente appartenere a Styracosaurus.[2] Per il corpo Charles R. Knight, prese come spunto il corpo della specie Triceratops prorsus. Questa confusione che diede origine alla creazione del fantomatico Agathaumas di Knight, era data dal pensiero collettivo dell'epoca che Monoclonius, Agathaumas e Triceratops fossero tutti parenti tra loro e che differissero solo per la disposizione delle corna e la presenza di aperture nel collare osseo.[1] L'animale venne quindi dipinto con un collare ricoperto di spine come quello di uno Styracosaurus, alle quali si aggiungevano tre lunghe corna sul muso e una corazza ossea sul dorso, simile a quella dei moderni coccodrilli. Questa ricostruzione, del tutto inventata, fu notata nel 1925 da Willis O'Brien, un pioniere del cinema fantastico, che così utilizzò l'Agathaumas in una celeberrima scena di lotta con un Allosaurus ne Il mondo perduto, il primo film tratto dal romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle.[3]

Allosaurus[modifica | modifica wikitesto]

L'Allosaurus, insieme al Tyrannosaurus, rappresenta lo stereotipo del grande dinosauro carnivoro, all'interno della cultura popolare occidentale. Si tratta di un dinosauro i cui resti sono molto comuni nei musei americani, ciò è dovuto in particolare agli scavi presso il Dinosaur Quarry Cleveland-Lloyd; nel 1976, a seguito di una cooperazione fra 38 musei di otto paesi su tre continenti, furono scoperti e collezionati una gran quantità di calchi e ossa di Allosaurus, solo nel complesso di Cleveland-Lloyd. Grazie a questa enorme quantità di ritrovamenti sul suolo americano, l'Allosaurus è stato nominato come il fossile di stato dello Utah.[4]

Grazie a questa sua fama, l'Allosaurus è stato ripreso in numerose pellicole e romanzi sui dinosauri, soprattutto nel 20° secolo. Un esempio è lo scritto di Arthur Conan Doyle, che pone l'animale come il massimo predatore del suo habitat nel romanzo Il mondo perduto del 1912 e appare nel suo adattamento cinematografico, del 1925, dove per la prima volta vennero raffigurati dei dinosauri sul grande schermo.[5]

Alvarezsaurus[modifica | modifica wikitesto]

L' Alvarezsaurus è stato caratterizzato dal programma di Discovery Channel, Pianeta dei dinosauri, dove fu speculato che si trattasse di un predatore di giovani Saltasaurus, anche se non vi è alcuna prova di tale comportamento.

Ankylosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Godzilla contro Anguirus

L' Ankylosaurus, Fin dalla prima scoperta del 1908, viene considerato come l'archetipo dei dinosauri corazzati e il suo aspetto è facilmente riconoscibile dal pubblico. Molte sono state le apparizioni nei media del "carro armato vivente". Da protagonista:

  • L'anchilosauro diventa protagonista nel documentario della BBC Nel mondo dei dinosauri, dove lo vediamo combattere contro una femmina di tirannosauro intenta a proteggere i suoi piccoli.
  • Nei film di Godzilla appare un anchilosauro mutante di nome Angilas (o conosciuto come Anguirus) che in seguito sarà il suo alleato.
  • Presente nella serie di film di Jurassic Park, specialmente compare in Jurassic World dove lo si vede combattere con l'indominus rex. Quest'ultimo lo ribalta e gli spezza il collo con un morso.
  • in Transformers robots in disguise (2015) il dinobot Scowl, nonché prigioniero della nave-prigione Alchemor, si trasforma in un Ankylosaurus robotico.

Astrodon[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, L'Astrodon johnstoni è stato scelto come "dinosauro di stato" del Maryland. Compare anche nel romanzo Raptor Red.

Baryonyx[modifica | modifica wikitesto]

Brontosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Obsoleta ricostruzione del 1897, di Charles R. Knight di un Brontosaurus con stile di vita acquatico, e un Diplodocus che trascina la coda

Nel lasso di tempo che impiegò Riggs fino al 1903, per classificare Brontosaurus come sinonimo di Apatosaurus ed esporre al pubblico tale scoperta, ha permesso invece ad Osborn di far diventare il Brontosaurus uno dei dinosauri più famosi al mondo, e nonostante in paleontologia il genere non esistesse la popolazione mondiale era ormai abituata al termine Brontosaurus e cominciò ad usarlo anche per indicare qualunque dinosauro dal collo lungo. Infatti, il nome "brontosauro" appare spesso anche come sinonimo di dinosauro stesso. Fu così che il celebre Brontosaurus venne raffigurato in vari film, a cominciare da quello di Winsor McCay Gertie the Dinosaur nel 1914, uno dei primi film d'animazione.[6] McCay basò il suo dinosauro animato sullo scheletro di apatosaurine del American Museum of Natural History.[7] Il film muto del 1925 The Lost World fu caratterizzato proprio da battaglia tra un Brontosaurus e un Allosaurus, utilizzando degli effetti speciali di Willis O'Brien.[8] Il Brontosaurus fu anche il protagonista del film per bambini del 1985, Baby: il segreto della leggenda perduta.[9][10] Questi e altri usi dell'animale come principale rappresentante del gruppo, ha contribuito a far sì che il Brontosaurus diventasse lo stereotipo del dinosauro per eccellenza sperando in fama persino il famoso Tyrannosaurus rex.[11]

Il Brontosaurus venne addirittura utilizzato come mascotte dalla Sinclair Oil Corporation, che ha appunto come simbolo un brontosauro verde, il cui logo viene sfoggiato per le strade americane. All'inizio la pubblicità della Sinclair comprendeva una serie di diversi dinosauri, alla fine solo Brontosauro fu utilizzato per rappresentare la compagnia, grazie al suo fascino popolare.[12]

Nel 1989, la società paleontologica fece causa alla US Postal Service, che aveva sollevato polemiche per aver pubblicato dei francobolli raffiguranti dei "dinosauri": un Tyrannosaurus, uno Stegosaurus, uno Pteranodon e un Brontosaurus. L'uso del termine Brontosaurus al posto di Apatosaurus portò la società paleontologica a denunce il servizio postale per "diffamazione scientifica".[13] Il servizio postale si difese affermando di aver scelto il nome Brontosauro poiché e più famoso e più familiare al pubblico. La casa postale inoltre si difese affermando ce le accuse erano poco coerenti e che il termine "dinosauro" era stato usato genericamente, in quanto per dinosauro era stato spacciato anche lo Pteranodon (che è uno pterosauro). Su tale argomento il paleontologo Stephen Jay Gould scrisse un libro chiamato Bully for Brontosaurus.[11] Nonostante ciò la gente continuerà erroneamente ad utilizzare il nome Brontosauro per indicare genericamente i sauropodi e i dinosauri in generale.[11]

Vista l'affezione dei fan dei dinosauri per il nome Brontosauro, sono molte le denunce dei paleontologi che vengono respinte anche dagli appassionati di dinosauri stessi che non vogliono veder scomparire il nome che tanto rappresenta il dinosauro.[11] Non è inaspettato, quindi, che lo studio di Tschopp, [14], che ha apparentemente "rivendicato" l'uso popolare del nome, abbia generato un numero molto elevato di risposte negative,[15] dal personale notizie,[16][17] e blog personali sulla natura (correlate [18][19] e non [20]). Tuttavia il ritorno del genere Brontosaurus come genere e specie a se stante sembra aver finalmente placato gli animi degli oppositori, anche se la maggior parte delle persone continua ad usare il termine Brontosauro per indicare un gigantesco dinosauro dal collo lungo e la testa massiccia con zampe di elefante e una lunga coda strisciante.[21][22][23][24][25][26][27][28][29][30][31][32][33][34][35]

Camarasaurus[modifica | modifica wikitesto]

Pleo

La UGOBE ha costruito un piccolo dinosauro robot di nome Pleo che ha le sembianze di un cucciolo di Camarasaurus e che è capace, grazie ad un complesso sistema operativo e a vari sensori, di percepire ed esprimere emozioni.[36]

Carnotaurus[modifica | modifica wikitesto]

In Dinosaur King uno dei tre dinosauri protagonisti, Ace, è un carnotauro. Nel film Disney Dinosauri due esemplari sono gli antagonisti.

Deinonychus[modifica | modifica wikitesto]

I "Velociraptor" di Jurassic Park e il suo film omonimo furono modellati su Deinonychus, che a quel tempo era stato temporaneamente rinominato Velociraptor antirrhopus da Gregory Scott Paul. Sia nel romanzo che nel film, i resti di "Velociraptor" vengono trovati in Montana, dove viveva Deinonychus. Il vero Velociraptor infatti viveva nell'Asia centrale.[37] Nel film, la taglia e la forma del muso sono molto più caratteristici di Deinonychus che del Velociraptor vero.[38][39]

Dilophosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Il Dilophosaurus di Jurassic Park

Il dilofosauro compare nel libro Jurassic Park di Michael Crichton e nel film del 1993 Jurassic Park di Steven Spielberg. Inoltre compare sotto forma di ologramma nel film del 2015 Jurassic World di Colin Trevorrow. Nel film, l'animale viene raffigurato con un collare membranoso come un clamidosauro e ha la capacità di sputare veleno (similmente ad un cobra), entrambi invenzioni cinematografiche senza alcuna prova o indizio paleontologico.[40] Questa peculiarità è stata riconosciuta dallo scrittore Crichton, come licenza creativa.[41] Nel film, Steven Spielberg ha inoltre ridotto le dimensioni del dilofosauro a 3 piedi (0,91 m) di altezza e 5 piedi (1,5 m) di lunghezza, al fine di evitare confusione con i Velociraptor.

Dryosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Il suo tipico aspetto da piccolo dinosauro erbivoro corridore ha fatto del Dryosaurus uno dei dinosauri meglio conosciuti e più interessanti per i paleontologi. Il suo aspetto è da "gazzella del Giurassico".

Gorgosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Un Gorgosaurus di nome Gorgon è l'antagonista principale nel film A spasso con i dinosauri. Appare con lo stesso ruolo anche ne La marcia dei dinosauri.

Iguanodon[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Disney Dinosauri il protagonista è un iguanodonte di nome Aladar. Gli iguanodonti compaiono anche in Nel mondo dei dinosauri.

Pachyrhinosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Un Pachyrhinosaurus è protagonista assoluto nel film A spasso con i dinosauri ed è stato scelto come mascotte per gli Arctic Winter Games del 2010 tenutisi a Grande Prairie.

Spinosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spinosaurus di Jurassic Park 3

Lo spinosauro compare nel terzo lungometraggio della saga di Jurassic Park, divenendo il carnivoro "cattivo" di turno. In una scena ingaggia anche una lotta con il Tyrannosaurus, contro cui vince spezzandogli il collo. Il paleontologo Jack Horner, che lavorava come consulente del film, dichiarò che lo spinosauro sarebbe stato il dinosauro carnivoro più feroce mai esistito se la sua aggressività fosse in proporzione alla sua lunghezza.[42]

Oltre ai film, i giocattoli e i libri, Spinosaurus è stato raffigurato su francobolli in Angola, Gambia e Tanzania.[43][44]

Stegosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione di Stegosaurus dal romanzo Il mondo perduto

Lo stegosauro è piuttosto conosciuto per il suo aspetto caratteristico dato dalle placche dorsali. Diventa uno dei protagonisti nei cartoni animati Fantasia, Alla ricerca della Valle Incantata e I Saurini e i viaggi del meteorite nero.

Styracosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Lo stiracosauro, grazie al suo aspetto particolarmente vistoso, è uno dei dinosauri cornuti più noti tra i bambini. Non si contano, quindi, i giocattoli ispirati a questo parente del triceratopo. Nella cinematografia, viene mostrato nei film Il figlio di King Kong (1933), La vendetta di Gwangi (1969), La terra dimenticata dal tempo (1973) e soprattutto in Dinosauri della Disney (2000).

Triceratops[modifica | modifica wikitesto]

I Triceratops nel film Il mondo perduto

L'aspetto distintivo del Triceratops oltre all'eccezionale numero di ritrovamenti fossili, lo ha reso uno dei dinosauri più famosi al mondo, secondo in fama solo al Tyrannosaurus rex. Sono infatti molte le ricostruzioni di triceratopo nei parchi a tema, nei documentari, nei film e nelle linee di giocattoli per bambini (dove viene però mostrato con errori anatomici evidenti come la presenza di denti nel becco). Inoltre, grazie all'eccezionale numero di ritrovamenti fossili il Triceratops è diventato il fossile ufficiale del Dakota del Sud,[45] e il dinosauro ufficiale del Wyoming.[46]

Un tema ricorrente, soprattutto nei libri e nei documentari di dinosauri, è il titanico scontro tra il Triceratops e il Tyrannosaurus, nella cultura popolare infatti questi due colossi sono spesso considerati nemici per natura e spesso sono raffigurati insieme mentre lottano.[47]

Tyrannosaurus rex[modifica | modifica wikitesto]

T. rex raffigurato in battaglia con King Kong (1933).

Il tirannosauro è nell'immaginario popolare il carnivoro grande, feroce e inarrestabile per eccellenza ed è forse addirittura il dinosauro più famoso di tutti i tempi, tanto che sin dalla sua scoperta fino ad oggi è definito da molti il Re dei Dinosauri. È inoltre il solo dinosauro di cui il pubblico conosca il nome scientifico completo nonché il sinonimo più celebre di dinosauro.

Il tirannosauro è diventato ben presto l'icona per antonomasia della preistoria e uno degli animali estinti più famosi in tutto il mondo, tanto da apparire o anche essere citato in vari film e serie tv non riguardanti i dinosauri. Tuttavia, nonostante la sua straordinaria ed ineguagliata fama, molte sue ricostruzioni presentano svariati errori, come rappresentare questo dinosauro con 3 dita anziché 2 e di dimensioni eccessivamente maggiori o minori, nonché l'errata credenza popolare che il tirannosauro vedesse solo le cose in movimento[senza fonte].

Velociraptor[modifica | modifica wikitesto]

Il Velociraptor è stato reso famoso per il suo ruolo nel romanzo del 1990 Jurassic Park e dal film omonimo del 1993. Questi "raptor" furono modellati sul dromaeosauride imparentato Deinonychus, che a quel tempo fu rinominato Velociraptor antirrhopus da Gregory Scott Paul.[48] Infatti, i personaggi nel romanzo e nel film scoprono i resti d'un "raptor" in Montana, che è consistente col raggio geografico di Deinonychus, ma non Velociraptor, che abitava nell'Asia centrale.[49]

Nel film, l'anatomia e la grandezza dei Velociraptor corrisponde a quella di Deinonychus.[50][51] Siccome la conferma della presenza di piumaggio in Velociraptor fu scoperta dopo la distribuzione di Jurassic Park e il suo primo sequel, nel film i "raptor" sono raffigurati con squame simile a quelli dei rettili moderni. In Jurassic Park III (2001), i maschi della specie sono raffigurati con spine calamose sulla testa e la nuca, malgrado il fatto che una tale struttura non sia compatibile con il piumaggio soffice e ben sviluppato degli uccelli moderni.[52] Altre critiche rivolte ai "raptor" dei film includono la posizione prona degli arti anteriori (anatomicamente impossibile nell'animale reale), la loro intelligenza elevata, la loro velocità nella corsa, e il loro comportamento di caccia sociale e cursorio, di cui ci sono poche prove nel Velociraptor propriamente detto.[53] Secondo il paleontologo italiano Andrea Cau:

« Anche se banale da dire, esso non deve essere visto come una terrificante "macchina da morte" ma solamente come un interessante predatore diapside opportunista, molto probabilmente solitario e tendente all'agguato, con un comportamento ed un'intelligenza intermedi tra quelli dei coccodrilli e quelli dei grandi uccelli non volatori. »
(Andrea Cau (2012)[53])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b AMNH, Department of Vertebrate Paleontology. (1904). "Review List of Casts, Models, and Photographs of fossil Vertebrates." Supplement to Bulletin of the American Museum of Natural History, vol. 20.
  2. ^ Sternberg, C. H. (1914). Notes on the Fossil Vertebrates Collected on the Cope Expedition to the Judith River and Cow Island Beds, Montana, in 1876. Science, 134-135.
  3. ^ http://silentmoviemonsters.tripod.com/TheLostWorld/LWDELGADO.html
  4. ^ Utah Symbols – State Fossil, Pioneer: Utah's Online Library, State of Utah. URL consultato il 16 giugno 2010 (archiviato il 16 gennaio 2010).
  5. ^ Glut, Donald F.; Brett-Surman, Michael K. (1997). "Dinosaurs and the media", in Farlow, James; and Brett-Surman, Michael K. (eds.): The Complete Dinosaur. Bloomington and Indianapolis: Indiana University Press, 675–706. ISBN 978-0-253-33349-0.
  6. ^ Donald Crafton, Before Mickey: The Animated Film 1898-1928, MIT Press, 1982, ISBN 0-262-03083-7.
  7. ^ Dinos Parade across the Silver Screen, San Diego Natural History Museum. (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2011).
  8. ^ Donald F. Glut e Michael K. Brett-Surman, Dinosaurs and the media, in James Farlow e Michael K. Brett-Surman (a cura di), The Complete Dinosaur, Bloomington and Indianapolis, Indiana University Press, 1997, pp. 675–706, ISBN 978-0-253-33349-0.
  9. ^ Boyar, Jay, TALE OF BABY DINOSAUR IS A REAL DOG OF A FILM, THE ORLANDO SENTINEL - Monday, April 8, 1985
  10. ^ Baby: Secret of the Lost Legend
  11. ^ a b c d S.J. Gould, Bully for Brontosaurus: Reflections in Natural History, W. W. Norton & Co., 1991, pp. 540pp.
  12. ^ Evolution of the Company Symbol, Sinclair Oil Corporation, 2013. URL consultato l'8 aprile 2014.
  13. ^ Topics of The Times: Leapin' Lizards!, in The New York Times, 11 ottobre 1989. URL consultato l'8 giugno 2008.
  14. ^ DOI: 10.7717/peerj.857
  15. ^ Rachael Larimore, Dino-Mite! Study Suggests That the Brontosaurus Really Did Exist., in Slate, 7 aprile 2015, ISSN 1091-2339. URL consultato il 18 giugno 2015.
  16. ^ James Gorman, A Prehistoric Giant Is Revived, if Only in Name, in New York Times, 7 aprile 2015. URL consultato il 7 aprile 2015.
  17. ^ Why Do We Love the Brontosaurus?, su The New Yorker. URL consultato il 18 giugno 2015.
  18. ^ Bully for Brontosaurus, su Greg Laden's Blog. URL consultato il 18 giugno 2015.
  19. ^ Welcome back, Brontosaurus! And other first thoughts on Tschopp et al. (2015), svpow.com. URL consultato il 18 giugno 2015.
  20. ^ Did You Ever Think You'd See The Day? THE BRONTOSAURUS EXISTS ONCE AGAIN!, perezhilton.com. URL consultato il 18 giugno 2015.
  21. ^ Brontosaurus is back! (in 60 years or so) - SlashGear, su www.slashgear.com. URL consultato il 18 giugno 2015.
  22. ^ Hannah Devlin Science correspondent, Brontosaurus is back! New analysis suggests genus might be resurrected, su the Guardian. URL consultato il 18 giugno 2015.
  23. ^ Brontosaurus is back: Scientists reclassify dinosaur as separate genus | Al Jazeera America, america.aljazeera.com. URL consultato il 18 giugno 2015.
  24. ^ Mégis létezett a Brontosaurus, index.hu. URL consultato il 18 giugno 2015.
  25. ^ Dinosaurier: Die Donnerechse ist zurück, in Die Zeit, 7 aprile 2015. URL consultato il 18 giugno 2015.
  26. ^ That's no Apatosaurus! Brontosaurus makes a comeback., newsforafrica.co.za.
  27. ^ Estado Minas, Pesquisa propõe a volta do gênero Brontosaurus, em.com.br. URL consultato il 18 giugno 2015.
  28. ^ Brontosaurus is back!, frontline.in. URL consultato il 18 giugno 2015.
  29. ^ Brontosaurus – Store norske leksikon, snl.no. URL consultato il 18 giugno 2015.
  30. ^ The Brontosaurus is back, radionz.co.nz. URL consultato il 18 giugno 2015.
  31. ^ Scientists restore the good name of Brontosaurus, azertag.az. URL consultato il 18 giugno 2015.
  32. ^ Brontosaurus is back! – Björn Kurtén Club, su blogs.helsinki.fi. URL consultato il 18 giugno 2015.
  33. ^ Ilona Sergheevna, Brontosaurus e din nou dinozaur. Savanții au demonstrat existența acestuia într-un studiu, su #diez. URL consultato il 18 giugno 2015.
  34. ^ Mungkinkah Brontosaurus Kembali Lagi? Ini Kisahnya... | Tempo Teknologi, tempo.co. URL consultato il 18 giugno 2015.
  35. ^ Brontosaurus - The Japan Times, su The Japan Times. URL consultato il 18 giugno 2015.
  36. ^ PLEOworld
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  39. ^ Robert T. Bakker, Raptor Red, New York, Bantam Books, 1995, pp. 4, ISBN 0-553-57561-9.
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  41. ^ Michael Crichton, Jurassic Park, Alfred A. Knopf, 1990, ISBN 0-394-58816-9.
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  52. ^ A.H. Turner, P.J. Makovicky e M.A. Norell, Feather quill knobs in the dinosaur Velociraptor, in Science, vol. 317, nº 5845, 2007, p. 1721, Bibcode:2007Sci...317.1721T, DOI:10.1126/science.1145076, PMID 17885130.
  53. ^ a b Andrea Cau, Theropoda volume II: Deinonychosauria, Amazon Media EU S.à r.l., 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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