Dino Staffa

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Dino Staffa
cardinale di Santa Romana Chiesa
Dino Staffa.jpg
Il cardinale Dino Staffa
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Lex tua lex mea
Incarichi ricoperti
Nato 14 agosto 1906, Santa Maria in Fabriago
Ordinato presbitero 25 maggio 1929 dal vescovo Paolino Giovanni Tribbioli, O.F.M.Cap.
Nominato arcivescovo 3 settembre 1960 da Papa Giovanni XXIII (poi santo)
Consacrato arcivescovo 28 ottobre 1960 da Papa Giovanni XXIII (poi santo)
Creato cardinale 26 giugno 1967 da papa Paolo VI (poi beato)
Deceduto 7 agosto 1977, Roma

Dino Staffa (Santa Maria in Fabriago, 14 agosto 1906Roma, 7 agosto 1977) è stato un cardinale della Chiesa cattolica italiano nominato da papa Paolo VI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Santa Maria in Fabriago, frazione del comune di Lugo (RA), il 14 agosto 1906.

Nel 1929 fu consacrato sacerdote; nello stesso anno conseguì la laurea in teologia. Nel 1932 ottenne a Roma la laurea in utroque iure (diritto civile a canonico)[1].

Rimase a Roma, dove lavorò nella Congregazione per la chiesa orientale. Nel 1941 fu nominato docente di diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense. Nel 1944 divenne prelato uditore della Rota Romana[1].

Il 18 dicembre 1958 fu nominato segretario della Congregazione dei seminari. Fu nominato arcivescovo titolare il 3 settembre 1960 e fu consacrato il 28 ottobre successivo. Fu membro della commissione anti-preparatoria del Concilio Vaticano II. Fu pro-prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica[1].

Papa Paolo VI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 26 giugno 1967.

Morì il 7 agosto 1977 all'età di 71 anni.

Con il lascito del cardinale venne costruita la chiesa di San Gabriele Arcangelo (attuale parrocchia omonima a Lugo) in memoria di un nipote prematuramente scomparso. All'interno della chiesa sono sepolte le spoglie del porporato, collocate in un sarcofago marmoreo sopra il quale sono poste la statua funebre di bronzo e la lapide commemorativa, recante i dati anagrafici, lo stemma cardinalizio e il motto.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Commento al Primo libro del Codice di Diritto canonico (1939-1942), in collaborazione col cardinale Gaetano Cicognani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Andrea Paiocchi, Don Benigno. La verità con il cuore. Mons. Benigno Carrara vescovo di Imola (1888-1974), Villa di Serio (BG), 1998.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Consulente di Giustizia della Segreteria di Stato Successore Emblem Holy See.svg
Francesco Roberti 18 dicembre 1958 - 7 aprile 1967 -
Predecessore Segretario della Sacra Congregazione per i Seminari e le Università degli Studi Successore Emblem Holy See.svg
Carlo Confalonieri 18 dicembre 1958 - 7 aprile 1967 Joseph Schröffer
Predecessore Arcivescovo titolare di Cesarea di Palestina Successore Archbishop CoA PioM.svg
Luigi Traglia 3 settembre 1960 - 26 giugno 1967 sede vacante
Predecessore Pro-prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore Emblem Holy See.svg
Francesco Roberti
(prefetto)
7 aprile 1967 - 26 marzo 1969 se stesso come prefetto
Predecessore Cardinale presbitero del Sacro Cuore di Cristo Re
(titolo presbiterale pro illa vice)
Successore CardinalCoA PioM.svg
- 29 giugno 1967 - 24 maggio 1976 Bernardin Gantin
Predecessore Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore Emblem Holy See.svg
se stesso come pro-prefetto 26 marzo 1969 - 7 agosto 1977 Pericle Felici
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria sopra Minerva Successore CardinalCoA PioM.svg
Antonio Samorè 24 maggio 1976 - 7 agosto 1977 Anastasio Alberto Ballestrero, O.C.D.
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