Dino Menichini

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Dino Menichini (Stupizza, 8 maggio 1921[1]Udine, 4 aprile 1978) è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era di padre umbro e madre slavo-veneta, e visse con disagio il suo stato di frontaliero. Combattente nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza, soffrì per gli orrori visti e sofferti: cosa che influenzò i suoi primi esiti poetici, di matrice decadente e crepuscolare, dove è notevole l'attenzione alle ricercatezze stilistiche e alla musicalità; ma dove pure emerge "il senso eroico ma non tronfio della lotta e quello umano e dolorosissimo della morte"[2]. Nelle opere successive la sua poesia si apre a un "cordiale realismo...ricco di patetico, di gusto aperto e limpido del passaggio e dei suoi simboli umanizzati"[3]. Era anche insegnante elementare e critico letterario, e si è inoltre cimentato nella critica d'arte lavorando insieme a Giancarlo Pauletto e Luciano Padovese[4]. Collaborò al Messaggero veneto di Udine curando la rubrica culturale del quotidiano e alla RAI di Trieste; collaborò con Il Friuli, rivista edita dall'Ente Provinciale per il Turismo di Udine; diresse il mensile Friuli nel mondo, giornale udinese di collegamento fra i friulani emigrati[5]. Ricevette vari premi (premio Cittadella, Premio Bergamo, premio Alta-Ceccato)[5] e morì per attacco cardiaco. Nel 1986 a San Pietro al Natisone si è svolto un convegno sul tema "La Figura e l'opera di Dino Menichini", i cui atti sono stati pubblicati nel 1987 dall'editore Campanotto di Udine.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Cugina, Spoleto, L'Arcitaliano, 1944, ISBN non esistente.
  • Ho perduto i compagni, Milano, Esperia, 1947, ISBN non esistente.
  • Patria del mio sangue, Udine, Tipografia G. Chiesa, 1950, ISBN non esistente.
  • Otto poesie per le Valli del Natisone, Udine, Avanti cul brun!, 1952, ISBN non esistente.
  • Una più casta luce, Roma, Il Canzoniere, 1952, ISBN non esistente.
  • Via Calvario, Torino, Quaderni di Momenti, 1953, ISBN non esistente.
  • IL Friuli, una valle, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1956, ISBN non esistente.
  • La cieca ostinazione, Cittadella, Rebellato, 1968, ISBN non esistente.
  • Paese di frontiera, Roma, I Quaderni del Fogolar, 1970, ISBN non esistente.
  • Poesie, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1971, ISBN non esistente.
  • (con Manlio Cecovini), L'autostrada Trieste-Udine-Venezia, Trieste, Autovie Venete, 1972, ISBN non esistente.
  • Poesia friulana del Novecento in lingua italiana, Udine, Arti grafiche friulane, 1974, ISBN non esistente.
  • Opere in poesia, Udine, Società filologica friulana, 1998, ISBN non esistente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ biografia, su dizionariobiograficodeifriulani.it. URL consultato il 25 aprile 2021.
  2. ^ Giuliano Manacorda, Storia della letteratura italiana contemporanea, Roma, Editori riuniti, 1996
  3. ^ Giorgio Barberi Squarotti, La cultura e la poesia italiana del dopoguerra, Bologna, Cappelli, 1968
  4. ^ Dino Menichini, Giancarlo Pauletto, Luciano Padovese, Diamante, Pordenone, Centro Iniziative Culturali, Edizioni d'Arte, 1974
  5. ^ a b AA. VV., Valli del Natisone Nediške Doline - Ambiente, Cultura popolare, Arte, Tradizioni popolari, Lingua, Storia, San Pietro al Natisone, Cooperativa Lipa editrice, 2000, p. 464.
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