Dina Ferri

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Dina Ferri

Dina Ferri (Radicondoli, 29 settembre 1908Siena, 18 giugno 1930) è stata una poetessa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad Anqua di Radicondoli (SI) il 29 settembre 1908 da una famiglia di poveri contadini. Pochi anni dopo la sua nascita, i genitori si trasferirono in un podere a Ciciano nel comune di Chiusdino. La piccola Dina fu mandata presto dietro il gregge delle pecore; dopo i 9 anni frequentò le prime classi elementari della scuola del paese, ma dopo tre anni i genitori le fecero interrompere lo studio per farla ritornare a pascolare gli animali.

Appassionata dello studio, prese qualche lezione di nascosto da una compagna di classe. Senza conoscere la metrica, iniziò a scrivere le sue impressioni poetiche che la bellezza della natura le produceva nell'animo. L'11 gennaio 1924 si tagliò tre dita della mano destra con il trinciafieno; per lenire il dolore della piccola, i genitori la mandarono di nuovo alla scuola elementare, per frequentare la quale fece a piedi tutti i giorni circa dieci chilometri di strada.

Notando il suo talento, l'ispettore scolastico persuase i genitori a inviare la bambina all'Istituto Magistrale e ottenne per lei un sussidio annuo dal Monte dei Paschi. Nel 1927 iniziò i corsi nell'Istituto di Santa Caterina di Siena, tornando a casa per le vacanze natalizie ed estive ed aiutando i genitori nella cura del gregge. A Siena, nonostante la rigida vita di Collegio, conobbe i più bei monumenti e l'arte della città e il 1º aprile 1928 assisté con commozione per la prima volta nella sua vita ad un concerto di Arthur Rubinstein che volle conoscerla.

Il suo talento fu scoperto dal critico Aldo Lusini che pubblicò su La Diana un saggio delle poesie da lei composte e che ebbero subito una larga diffusione. La notorietà non la distolse dagli studi. Nel 1929 fu promossa alle Magistrali superiori. Un grave attacco d'influenza nell'inverno scosse la sua salute; in dicembre si allettò definitivamente e a febbraio fu portata all'Ospedale di Siena dove rimase in agonia per quattro mesi. Il 18 giugno 1930 a soli 22 anni giunse anche per lei la bella Signora dall'abito nero che addormenta l'ultima volta con la carezza delle sue gelide dita - così chiamava la morte.

Dina Ferri teneva sempre un piccolo libro con sé, sul quale scriveva i suoi pensieri e le poesie. L'aveva intitolato Quaderno del nulla. Fu pubblicato nel 1931 dall'editore Treves e in ristampa nel 1999. Da esso si riporta questa poesia:

« Sotto vel di bianca brina
dorme squallida natura
non ha verde la collina
non ha messi la pianura.
Acqua, vento, neve, gelo,
densa nube copre il cielo.

Non più nidi tra le fronde;
non si perdono nel vento,
non echeggiano gioconde
le canzoni a cento a cento.
Acqua, vento, neve, gelo,
densa nube copre ‘l cielo. »

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Dina Ferri. Quaderno del nulla. Frammenti del Diario lirico di una pastorella senese, a cura di Piero Misciattelli, Fratelli Treves Editori, Milano 1931.

Dina Ferri. Quaderno del nulla, prefazione di Piero Misciattelli, Fratelli Treves Editori, Milano 1931; ristampa anastatica con appendice critica a cura di Luigi Oliveto, Edizioni Il Leccio, Siena 1999.

Dina Ferri e altre scrittrici toscane tra ottocento e novecento, Atti del convegno di studi Scrittrici e poetesse toscane fra Ottocento e Novecento: omaggio a Dina Ferri nel centenario della nascita, Chiusdino (Siena), 2-3 ottobre 2008, a cura di Daniele Montagnani, Società editrice Fiorentina, Firenze 2011.

Controllo di autorità VIAF: (EN58722244 · LCCN: (ENno99086416 · SBN: IT\ICCU\CFIV\021641 · ISNI: (EN0000 0000 6129 0380 · BAV: ADV10193585