Dimorphodon

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Dimorphodon
Dimorphodon mount.jpg
Scheletro ricostruito al Rainbow Forest Museum
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Ordine † Pterosauria
Famiglia † Dimorphodontidae
Sottofamiglia Dimorphodontinae
Seeley, 1870
Genere Dimorphodon
Owen, 1859
Nomenclatura binomiale
Pterodactylus macronyx
Buckland, 1829
Specie
  • D. macronyx
    (Buckland), 1829
  • D. weintraubi
    Clark et al., 1998

Dimorphodon era uno pterosauro di medie dimensioni, vissuto nei primi del periodo Giurassico. Questo animale fu descritto per la prima volta dal paleontologo inglese Richard Owen, nel 1859. Il nome Dimorphodon deriva dal greco antico e significa letteralmente "denti di due forme", con δι/"di" che significa "due", μορφη/"morphe" che significa "forma" e οδων/"odon" che significa "dente". Ciò fa riferimento alla presenza di due tipologie di denti presenti nel becco dell'animale, fatto estremamente raro nei rettili. Il Dimorphodon visse nel Giurassico inferiore, circa 195-190 milioni di anni fa, in quelli che oggi sono l'Inghilterra e il Messico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Dimorphodon, a caccia[1]

La struttura corporea del Dimorphodon mostra molte caratteristiche "primitive", come ad esempio il voluminoso cranio e l'apertura alare proporzionalmente ridotta.[2] Altra caratteristica piuttosto primitiva era data dalla prima falange del dito che supportava la membrana alare che risulta più lunga dell'intero braccio.[2] Il collo era piuttosto breve ma incredibilmente forte e flessibile e sembra fosse provvisto di una sorta di sacca golare, al di sotto del becco. Le vertebre presentavano dei forami pneumatici, aperture attraverso cui i sacchi d'aria potevano raggiungere l'interno dell'osso per rendere l'animale più leggero durante il volo. Un Dimorphodon adulto poteva raggiungere una lunghezza di circa 1 metro (3,3 piedi) e avere un'apertura alare di circa 1,45 metro (4,6 ft).[2][3] La coda, che da sola misura circa 50 cm (ossia la metà della lunghezza effettiva dell'animale adulto) era composta da trenta vertebre, di cui le prime cinque o sei erano brevi e flessibili ma le restanti aumentavano gradualmente di lunghezza e diventavano gradualmente meno flessibili e più rigide grazie a dei processi vertebrali allungati.[2] All'estremità della coda probabilmente si trovava una sorta di "timone" costituita da tessuti molli, che davano maggiore manovrabilità in volo all'animale; tale struttura è stata infatti ritrovata in molti generi del sottordine dei Rhamphorhynchoidea, tuttavia in Dimorphodon tale struttura non è mai stata ritrovata pertanto l'ipotesi della presenza di tale struttura in Dimorphodon è tuttora da confermare.[2]

Cranio[modifica | modifica wikitesto]

Il Dimorphodon aveva un cranio esageratamente grande ed ingombrante in proporzione al resto del corpo. In un animale adulto il cranio poteva misurare circa 23 centimetri di lunghezza. Tuttavia gran parte del peso del cranio era ridotto dalle grandi aperture o "finestre" separate l'una dall'altra da pareti ossee molto sottili.[2] La sua struttura, che ricorda gli archi di sostegno di un ponte, ricordano molto i crani dei moderni tucani o delle pulcinelle di mare, entrambi dotati di un cranio enorme ma alleggerito internamente.[4] La parte anteriore della mascella possedeva dai quattro ai cinque denti simili a zanne, seguiti da un'indeterminato numero di denti più piccoli; Da qui il nome del genere che significa "denti di due forme". La mascella inferiore, invece, possedeva cinque denti lunghi dai trenta ai quaranta centimetri, dalla forma a lancetta, seguiti da un'infinita di denti nettamente più piccoli di forma conica.[2] Per la conformazione del suo cranio, alto e relativamente convesso, il Dimorphodon è stato spesso raffigurato come una versione mesozoica dell'attuale pulcinella di mare.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione dell'olotipo (NHMUK PV R 1034)

Il primo fossile attribuito al Dimorphodon fu ritrovato in Inghilterra, dalla famosa collezionista di fossili Mary Anning, a Lyme Regis a Dorset, Regno Unito, nel dicembre del 1828.[5] Questa regione della Gran Bretagna è oggi un patrimonio dell'umanità, soprannominata come "la Jurassic Coast"; formazione nota per aver restituito fossili datati dall'Hettangiano al Sinemuriano. L'olotipo fu in seguito acquistato da William Buckland che lo presentò in seguito alla comunità scientifica della Geological Society of London, il 5 febbraio del 1829.[6] Nel 1835, dopo uno studio approfondito da parte di William Clift e di William John Broderip fu pubblicato nel Transactions della Società Geologica, un'approfondita descrizione del fossile insieme alla denominazione ufficiale del campione come nuova specie. Come accaduto alla maggior parte delle nuove specie di pterosauro, inizialmente il Dimorphodon fu classificato come una nuova specie del genere Pterodactylus, ossia Pterodactylus macronyx.[7] Il nome specifico deriva dal greco; "makros" che vuol dire "grande" e "onice" che significa "artiglio", in riferimento ai grandi artigli delle zampe anteriori e posteriori. L'olotipo (NHMUK PV R 1034), consiste in uno scheletro parziale e disarticolato privo del cranio. Nel 1835 Buckland assegnò alla specie una mascella parziale isolata. In seguito, il fatto che le diverse specie di Pterodactylus fossero così diverse le une dalle altre portò i paleontologi alla conclusione che si trattava di generi diversi e di specie a se stanti.

Campione di D. macronyx (NHUK PV R 1035)

Nel 1858, Richard Owen riportò alla luce due nuovi esemplari: NHMUK PV R 41212 e NHMUK PV R 1035. Si trattava ancora una volta di scheletri parziali, ma entrambi dotati di cranio. Essendo il nuovo cranio ritrovato molto diverso da quello dello Pterodactylus, Owen assegnò la specie Pterodactylus macronyx ad un proprio genere, che verrà chiamato Dimorphodon.[8] Tuttavia la sua prima descrizione dei due campioni non conteneva alcuna descrizione ne il nuovo nome del genere rimanendo un nomen nudum, fino al 1859 quando Owen fornì una descrizione dettagliata dei fossili.[9] Dopo vari studi, che evidenziavano molti nuovi aspetti dell'anatomia del Dimorphodon, nel 1874 Owen dichiarò che l'olotipo del nuovo genere sarebbe stato il campione NHMUK PV R 1034.[10]

Illustrazione del campione NHMUK PV R 41212

Nel frattempo, anche se il Dimorphodon non è un fossile molto comune, furono ritrovati vari resti scheletrici frammentari. Alcuni di questi, furono acquisiti da Othniel Charles Marsh tra il 1873 e il 1881 da un collezionista di fossili londinese, tale Bryce McMurdo Wright. Uno di questi era stato recuperato nei primi strati del Giurassico, sulla riva sud del fiume Severn, ad Aust Cliff.[2]

Successivamente, fu rinvenuta una seconda specie chiamata Dimorphodon weintraubi, descritta da James Clark ed altri nel 1998 da uno scheletro parziale recupero nei siltiti del sito Huizachal Canyon, nella Formazione La Boca, a Tamaulipas, in Messico, in terreni datati al Giurassico inferiore (Pliensbachiano), dove sono stati riportati alla luce anche resti di rhynchocephalia, dinosauri e mammiferi arcaici.[11] Questa nuova specie è nota dal campione tipo, IGM 3494 (Instituto Geologico de México, della Università Nazionale Autonoma del Messico), che comprende pezzi articolati dello scheletro, tra cui la parte posteriore del cranio, quattro vertebre cervicali, le scapulocoracoidi, l'omero sinistro, e alcune ossa della gamba sinistra. Il campione dimostra che la specie messicana era di dimensioni maggiori; il fossile, inoltre, rivela maggiori dettagli sull'anatomia del Dimorphodon come ad esempio l'anatomia dei piedi. Il ritrovamento di un piede fossile di pterosauro, dimostra che questi ultimi non avevano una postura digitigrade come i dinosauri, ma presentano piuttosto una postura da plantigrado, come è stato dedotto dalle impronte. Il nome della specie è un omaggio al Dr. Robert L. Weintraub.[12]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione scheletrica di D. weintraubi in posizione di volo

Nel 1870, Seeley assegnò il genere Dimorphodon in una famiglia a se stante che venne battezzata Dimorphodontidae, di cui il Dimorphodon era l'unico membro. Nel 1991, il paleontologo tedesco Peter Wellnhofer suggerì che il Dimorphodon poteva essere il discendente di un animale simile ma vissuto nel Triassico, ossia il Peteinosaurus.[2] In seguito ad un'analisi cladistica si scoprì che tale ipotesi era inesatta. Si suppose infatti che il Dimorphodon fosse solo imparentato alla lontana con il Peteinosaurus, di cui però non era un discendente. Questi due pterosauri fanno entrambi parte della famiglia dei Dimorphodontidae, ed a lungo tempo sono stati considerati entrambi come due dei più primitivi rappresentanti di pterosauria, ad eccezione di Preondactylus. Secondo Alexander Kellner però, il Dimorphodon è più evoluto rispetto al Peteinosaurus di cui probabilmente non era neanche uno stretto parente.

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Postura[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro di D. macronyx con postura bipede
Scheletro di D. macronyx con postura quadrupede

I paleontologi, primo fra tutti Owen, ha sempre considerato il Dimorphodon come un animale essenzialmente quadrupede. Owen ipotizzò anche che il quinto dito del piede sostenesse la membrana alare tra la coda e le zampe e dando all'animale un'andatura sgraziata a terra.[2] Tuttavia il suo rivale, Harry Govier Seeley, sostenendo l'ipotesi che gli pterosauri fossero animali a sangue caldo e quindi molto attivi, diffuse l'idea che il Dimorphodon fosse un quadrupede agile e veloce capace anche di una sostenuta corsa bipede, sulla base delle lunghe zampe posteriori e della conformazione del bacino.[13] Questa ipotesi fu ripresa in seguito da Kevin Padian, negli anni Ottanta.[14] Tuttavia, le tracce fossili di altri pterosauri (icniti) mostrano un'andatura quadrupede. In tutte queste tracce vi è anche una breve impronta del quinto dito. In Dimorphodon questo quinto dito era allungato, privo di artiglio e orientato di lato.[2] David Unwin capì, quindi, che anche il Dimorphodon era un quadrupede, e tale ipotesi fu confermata dai modelli su computer di Sarah Sangster.[15]

Inoltre, come la maggior parte degli pterosauri rhamphorhynchoidi è molto probabile che il Dimorphodon fosse anche un provetto arrampicatore. Grazie ai lunghi artigli ricurvi poteva facilmente far presa su qualsiasi superficie probabilmente anche se questa fosse stata verticale. I paleontologi pensano che questo animale trascorresse molto del suo tempo nel sottobosco del suo habitat o sui rami degli alberi, usando il volo per spostarsi più rapidamente e per sfuggire ai predatori. Vivendo in ambienti ristretti è probabile che il Dimorphodon fosse in grado di muoversi facilmente anche sugli alberi, non essendo troppo impacciato per via delle ali, scalando la dura corteccia degli alberi con gli artigli e compiendo di tanto in tanto piccoli saltelli mentre saliva, come un moderno scoiattolo.[16]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Dai pochi fossili ritrovati è difficile ricostruire come vivesse davvero questo animale. L'ipotesi più accreditata è che il Dimorphodon abitasse in regioni costiere e avesse una dieta piuttosto varia. A suo tempo, studiando l'anatomia del cranio, Buckland ipotizzò che l'animale si sarebbe potuto benissimo cibare di insetti. In seguito a nuove teorie, divenne un'immagine rappresentare il Dimorphodon come un animale piscivoro (mangiatore di pesce), anche se l'ipotesi di Buckland oggi è meglio supportata da studi biomeccanici. I denti e le mascelle del Dimorphodon suggeriscono che potesse chiudere la bocca in modo molto veloce, ma che non avesse un morso potente. Ciò, insieme all'anatomia del cranio e alla forma dei denti anteriori confermano l'ipotesi di Buckland su una dieta insettivora, anche se forse poteva integrare nella propria dieta anche piccoli vertebrati come lucertole, rane e piccoli mammiferi; non è escluso che potesse nutrirsi anche di carogne.[16][17]

Volo[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Dimorphodon macronyx in volo

Fin dai primi anni del ritrovamento il Dimorphodon, come molti altri pterosauri, era stato subito visto come una versione mesozoica di uccello marino. Tuttavia, studi più recenti mostrano che questo animale non era un vero asso del volo: le sue ali erano proporzionalmente brevi rispetto al corpo e il suo scheletro era piuttosto robusto rendendolo più impacciato nelle manovre aeree. Probabilmente, in vita, il Dimorphodon era più adatto a voli brevi e veloci come i moderni galliformi, tinamidi e picchi, non essendo in grado di volare per lunghe distanze e, probabilmente, usava le correnti ascensionali come ultima risorsa per il volo.[16][18]

È interessante notare come questa inettitudine al volo prolungato sia una capacità acquisita e non ereditata, in quanto gli pterosauri ancestrali da cui deriva il Dimorphodon erano in realtà ottimi volatori. Ciò significa che caratteristiche come le ali corte, il corpo robusto e l'inettitudine al volo lungo e prolungato sono un'evoluzione propria del Dimorphodon, per vivere in ambienti stretti come i sottoboschi.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

I dimorphodon e gli pteranodonti sono gli antagonisti secondari del film Jurassic World.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mark P. Witton, Were early pterosaurs inept terrestrial locomotors?,Evolutionary StudiesPaleontology
  2. ^ a b c d e f g h i j k "Dimorphodon." In: Cranfield, Ingrid (ed.). The Illustrated Directory of Dinosaurs and Other Prehistoric Creatures. London: Salamander Books, Ltd. Pp. 288-291.
  3. ^ Peter Wellnhofer, The Illustrated Encyclopedia of Pterosaurs, New York, Barnes and Noble Books, 1996 [1991], p. 71, ISBN 0-7607-0154-7.
  4. ^ Padian. K. (1995). "Pterosaurs and Typology: Archetypal Physiology in the Owen-Seeley Dispute of 1870", In: Sarjeant, W.A.S. & Halstead, L.N. (ed.) Vertebrate fossils and the evolution of scientific concepts: writings in tribute to Beverly Halstead, by some of his many friends, Gordon & Breach 1995
  5. ^ Peter Wellnhofer, The Illustrated Encyclopedia of Pterosaurs, New York, Barnes and Noble Books, 1996 [1991], p. 69, ISBN 0-7607-0154-7.
  6. ^ Buckland, W. (1829). Proceedings of the Geological Society London, 1: 127
  7. ^ Buckland, W. (1835). "On the discovery of a new species of Pterodactyle in the Lias at Lyme Regis." Transactions of the Geological Society of London, series 23: 217-222.
  8. ^ Owen, R. (1859). "On a new genus (Dimorphodon) of pterodactyle, with remarks on the geological distribution of flying reptiles." Rep. Br. Ass. Advmnt Sci., 28 (1858): 97–103.
  9. ^ Owen, R. (1857/1859). "On the vertebral characters of the order Pterosauria (Ow.), as exemplified in the genera Pterodactylus (Cuv.) and Dimorphodon (Ow.)", Proceedings of the Royal Society of London, 9: 703-704
  10. ^ Owen, R. (1874). "Monograph of the fossil Reptilia of the Mesozoic Formations. Part I. Pterosauria", Palaeontographical Society of London, 27: 1-14
  11. ^ Marisol Montellano, James A. Hopson and James M. Clark (2008). Late Early Jurassic Mammaliaforms from Huizachal Canyon, Tamaulipas, México. Journal of Vertebrate Paleontology, Vol. 28, No. 4 (Dec. 12, 2008), pp. 1130-1143.
  12. ^ J. M. Clark, J. A. Hopson, R. Hernández R., D. E. Fastovsky & M. Montellano (1998). Foot posture in a primitive pterosaur. Nature 391, 886-889 (26 February 1998). doi:10.1038/36092.
  13. ^ Seeley, H. G. (1870). "Remarks on Prof. Owen's Monograph on Dimorphodon", Annals and Magazine of Natural History, Series 4, 6:129
  14. ^ Padian, K. (1983). "Osteology and functional morphology of Dimorphodon macronyx (Buckland) (Pterosauria: Rhamphorhynchoidea) based on new material in the Yale Peabody Museum", Postilla, 189: 1-44
  15. ^ Sangster, S. (2001). "Anatomy, functional morphology and systematics of Dimorphodon", Strata 11: 87-88
  16. ^ a b c Wilton, Mark P., Pterosaurs: Natural History, Evolution, Anatomy, Princeton University Press, 2013, ISBN 0-691-15061-3.
  17. ^ Osi, A. (2010). "Feeding-related characters in basal pterosaurs: implications for jaw mechanism, dental function and diet." Lethaia, DOI10.1111/j.1502-3931.2010.00230.x
  18. ^ Rayner et all 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Buckland, W. (1829). "On the discovery of a new species of Pterodactyle in the Lias at Lyme Regis." Transactions of the Geological Society of London, series 23: 217-222.
  • Owen, R. (1859). "On a new genus (Dimorphodon) of pterodactyle, with remarks on the geological distribution of flying reptiles." Rep. Br. Ass. Advmnt Sci., 28 (1858): 97–103.

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