Diidrotachisterolo

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Diidrotachisterolo
Dihydrotachysterol Stereoinformation.svg
Nome IUPAC
(1S,3E,4S)-3-[(2E)-2-[(1R,3aS,7aR)-1-[(E,2R,5R)-5,6-Dimethylhept-3-en-2-yl]-7a-methyl-2,3,3a,5,6,7-hexahydro-1H-inden-4-ylidene]ethylidene]-4-methylcyclohexan-1-ol
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC28H46O1
Massa molecolare (u)398.664 g/mol
Numero CAS67-96-9
Numero EINECS200-672-7
Codice ATCA11CC02
PubChem5311071
DrugBankDB01070
SMILES
CC1CCC(CC1=CC=C2CCCC3(C2CCC3C(C)C=CC(C)C(C)C)C)O
Indicazioni di sicurezza

Il diidrotachisterolo è un analogo della vitamina D, strutturalmente correlato al calciferolo, ed è esso stesso considerato una vitamina del gruppo D.
Rispetto al calciferolo, il diidrotachisterolo possiede un'attività antirachitica assai più debole, probabilmente perché dotato di scarsa influenza sull'assorbimento intestinale di calcio.
Il diidrotachisterolo è in grado di aumentare la calcemia con un effetto simile a quello del paratormone.[1][2][3]

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto al calciferolo, il diidrotachisterolo ha un'emivita più breve e, per poter essere trasformato in composto attivo, richiede solo un'idrossilazione in posizione 25.
Il diidrotachisterolo pertanto non necessita della 1-idrossilazione renale, cioè della attivazione ad opera del rene. Infatti il 25-OHDHT è attivo anche nei ratti nefrectomizzati.
Il diidrotachisterolo viene metabolizzato nei reni, per idrossilazione in posizione 24.

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Il diidrotachisterolo rappresenta una valida alternativa al calciferolo o all'ergocalciferolo nella terapia dell'ipoparatiroidismo[4][5] e dello pseudoipoparatiroidismo, nell'ipofosfatemia familiare (rachitismo resistente alla vitamina D), nell'ipocalcemia indotta da tiroidectomia con paratiroidectomia, nell'osteoporosi,[6][7] nell'insufficienza renale cronica,[8][9] per controllare l'iperparatiroidismo e trattare l'osteodistrofia renale.[10][11]

Effetti collaterali ed indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

Essi dipendono essenzialmente dalla ipercalcemia. Si osservano: anoressia, nausea, vomito, diarrea, astenia, perdita di peso, calcificazioni, insufficienza renale,[12][13] calcoli renali,[14] anemia, convulsioni.
Più raramente, in caso di ipercalcemia grave,[15] cefalea, vertigini, tinnito, crampi addominali, sete, poliuria, atassia, albuminuria.[16]

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

È controindicato in caso di insufficienza renale o di iperfosfatemia.
Deve essere somministrato con cautela onde evitare rischi di sovradosaggio. Durante il primo mese di terapia, la calcemia deve essere misurata almeno una volta alla settimana e poi periodicamente (in genere con cadenza mensile).[17]

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Il diidrotachisterolo è disponibile in soluzione oleosa e va somministrato per via orale.
Il dosaggio va adattato alle condizioni di ipocalcemia del paziente e deve essere finalizzato al raggiungimento di livelli plasmatici di calcio di 9–10 mg/dl. Nella ipocalcemia associata e ipoparatiroidismo e nella ipofosfatemia familiare, si somministra 1 mg (pari ad 1 ml di soluzione) una volta al giorno (corrispondente a 3 mg o 120.000 unità di ergocalciferolo). Nell'ipoparatiroidismo e pseudoipoparatiroidismo, la dose iniziale per adulti è di 0,75-2,5 mg al giorno per i primi giorni, cui fa seguito una dose di mantenimento di 0,2–1 mg al giorno. Nei pazienti con osteoporosi, la dose giornaliera suggerita è di 0,6 mg da associare alla somministrazione orale di calcio e di fluoruro.

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

I farmaci in grado di stimolare gli enzimi microsomiali epatici (fra questi la glutetimide, i barbiturici e la fenitoina), in quanto stimolano gli enzimi microsomiali epatici, accelerano il metabolismo del diidrotachisterolo con conseguente abbassamento dei livelli plasmatici.
La colestiramina e il colestipolo riducono l'assorbimento intestinale di tutte le vitamine liposolubili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lindquist B, Studies on the mode of action of dihydrotachysterol on the calcium metabolism, in Helv Paediatr Acta, vol. 10, n. 1-2, maggio 1955, pp. 131–4, PMID 13241945.
  2. ^ Terepka AR, Chen PS, Comparison of the effects of crystalline dihydrotachysterol, vitamin D2 and parathyroid extract on calcium and phosphorus metabolism in man, in J. Clin. Endocrinol. Metab., vol. 22, ottobre 1962, pp. 1007–17, PMID 13980645.
  3. ^ Carlsson A, Lindquist B, A comparative study on the mode of action of dihydrotachysterol and vitamin D on the calcium metabolism, in Acta Paediatr, vol. 44, n. 6, novembre 1955, pp. 548–58, PMID 13292292.
  4. ^ (ES) Gomez Rojas R, Cruz-Coke Madrid R, [Primary hypoparathyroidism treated with dihydrotachysterol], in Rev Med Chil, vol. 86, n. 7, luglio 1958, pp. 453–5, PMID 13591780.
  5. ^ (JA) Furukawa Y, [Treatment of hypoparathyroidism with dihydrotachysterol], in Nippon Rinsho, vol. 30, n. 2, febbraio 1972, pp. 646–51, PMID 5062758.
  6. ^ Bosch R, Thijssen JH, Duursma SA, Serum concentrations of dihydrotachysterol-2 in the treatment of osteoporosis and hypoparathyroidism, in Clin. Endocrinol. (Oxf), vol. 16, n. 3, marzo 1982, pp. 295–301, PMID 7074979.
  7. ^ (RU) Gincherman EZ, Stoilov LD, [Treatment of hypoparathyroidism with dihydrotachysterol], in Probl Endokrinol (Mosk), vol. 20, n. 6, 1974, pp. 39–42, PMID 4449814.
  8. ^ Kliger AS, Yap P, Jensen P, Finkelstein FO, Dihydrotachysterol (DHT) and supplemental calcium therapy in dialysis patients, in Proc Clin Dial Transplant Forum, vol. 6, 1976, pp. 184–90, PMID 1029884.
  9. ^ (DE) Pogglitsch H, Schmidberger H, Gell G, [Renal osteopathy and bone mineralisation in patients treated with dihydrotachysterol during long term dialysis (author's transl)], in MMW Munch Med Wochenschr, vol. 118, n. 5, gennaio 1976, pp. 131–6, PMID 814443.
  10. ^ Teredesai P, Winaver J, Martin LG, et al., Therapy of renal osteodystrophy with dihydrotachysterol in non-dialyzed patients, in Clin. Nephrol., vol. 13, n. 1, gennaio 1980, pp. 31–9, PMID 7363513.
  11. ^ Van Kesteren RG, Duursma SA, Dorhout Mees EJ, Dihydrotachysterol treatment in renal osteodystrophy; the effect on alkaline and acid phosphatase, in Neth J Med, vol. 21, n. 1, 1978, pp. 17–22, PMID 634412.
  12. ^ Jehle DR, Keller F, Schwarz A, Jehle PM, Hypercalcemia-induced renal insufficiency during therapy with dihydrotachysterol, in J Med, vol. 30, n. 1-2, 1999, pp. 39–50, PMID 10515239.
  13. ^ Kuhlback B, Gordin R, Lamberg BA, Hypercalcaemia and renal failure following long-term treatment with dihydrotachysterol (AT 10), in Acta Med Scand, vol. 163, n. 3, marzo 1959, pp. 257–63, PMID 13636824.
  14. ^ (DE) Lenk S, Brien G, Bick C, [Formation of urinary calculi due to overdosage of dihydrotachysterol], in Z Arztl Fortbild (Jena), vol. 70, n. 9, maggio 1976, pp. 470–1, PMID 936674.
  15. ^ Lamberg BA, Tikkanen MJ, Hypercalcaemia due to dihydrotachysterol treatment in patients with hypothyroidism after thyroidectomy, in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 283, n. 6289, agosto 1981, pp. 461–2, PMC 1506235, PMID 6790016.
  16. ^ (DE) Kaiser W, Schmidt GA, [Adverse effects of longtime dihydrotachysterol substitution therapy], in Z Gesamte Inn Med, vol. 28, n. 8, aprile 1973, pp. 117–8, PMID 4197805.
  17. ^ Blind E, Fassnacht M, Körber C, Körber-Hafner N, Reiners C, Allolio B, [Severe Vitamin D(dihydrotachysterol)-intoxication with temporary anemia and hypercalcemia responsive to bisphosphonates], in Dtsch. Med. Wochenschr., vol. 126, n. 12, 2001, pp. T21–T24, DOI:10.1055/s-2001-12096, PMID 12751020.
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