Diego La Matina

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Diego La Matina (Racalmuto, 1622Palermo, 1658) è stato un religioso e omicida italiano.

Fra' Diego La Matina è uno dei personaggi più interessanti della storia dell'inquisizione siciliana, ricordato come eroe da alcuni, primo tra tutti Leonardo Sciascia nel suo Morte dell'Inquisitore, per esser riuscito a uccidere il suo inquisitore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Religioso agostiniano all'età di 22 anni, è incarcerato per esser «scorridore di campagne»[1], inizia un iter che lo porterà fuori e dentro le carceri dell'inquisizione siciliana per ben 5 volte, con capi di imputazione sempre più gravi: blasfemia, ingiuria, disprezzo delle sacre immagini e dei sacramenti, eresia[1]-, fino alla condanna al rogo del 1658, condanna che segue l'aggressione mortale all'inquisitore Juan Lopez de Cisneros, avvenuta durante un «colloquio privato».

Dalla ricostruzione fatta dallo storico Vittorio Sciuti Russi[2], sulla base delle lettere tra l'inquisizione siciliana e la suprema di Madrid, La Matina al momento del colloquio aveva le catene spezzate e ferì a morte l'inquisitore con un ferro da tortura, («un ferro — scrive il giornalista Felice Cavallaro, riportando le conclusioni di Sciuti Russi — che non dovrebbe trovarsi nella sala adibita al colloquio, al recupero dell'anima, come si vorrebbe da un candidato alla santità», ossia lo stesso vescovo spagnolo).[3] Questo omicidio avviene nel quadro di una detenzione che si protraeva ormai da quasi tredici anni e che continuava nonostante la sentenza arrivata da Madrid che voleva fra Diego rinchiuso a vita in un convento.[4]

La vicenda di Fra Diego ispirò anche Luigi Natoli che scrisse un romanzo dallo scarso rigore storico, ma che si basa, piuttosto, sull'intreccio di fatti storici ruotanti attorno alle rivolte palermitane di Giuseppe D'Alesi (1647 e 1649) contemporanee a quelle di Masaniello a Napoli. Il romanziere volle fra Diego difensore di due donne (madre, Isabella, e figlia, Cristina) e un bambino (figlio naturale di Cristina avuto da un guantaio ugonotto) perseguitate dall'avido prete Don Angelo, parente di Cisneros, il quale aveva il fine di impossessarsi della ricca eredità delle donne, divenendo loro tutore. Leonardo Sciascia[5] riporta, per poi smentirla, la precedente leggenda racalmutese di un cosiddetto delitto d'onore (avendo egli invece ucciso il sovrintendente del Conte del Carretto, a Racalmuto, per vendicare lo stupro di sua sorella)[3]. Tesi smentita inoltre dagli studiosi che dopo di lui esaminarono il caso. A Racalmuto esistono ancora una contrada e delle grotte, antiche necropoli sicane, recanti il suo nome. In tali grotte si dice che fra Diego si fosse nascosto dopo la fuga dallo Steri di Palermo.

Sciascia, che nel suo libro arriva a dipingere fra Diego come un eroe rivoluzionario, sottolineava il fatto che il frate di Racalmuto fu l'unico tra le migliaia di detenuti delle carceri dell'inquisizione di tutto il mondo[6] a riuscire a uccidere il suo inquisitore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Girolamo Matranga, "Raconto dell'atto di fede celebrato a Palermo a diciasette di marzo 1658", Palermo 1658
  2. ^ V. Sciuti Russi, Gli uomini di Tenace concetto, Milano 1996
  3. ^ a b Felice Cavallaro, Ecco la vera morte dell'Inquisitore, Corriere della Sera, 28 novembre 1994, p. 29
  4. ^ Il carteggio tra l'inquisizione siciliana e la suprema di Madrid, efficacemente analizzata da Sciuti Russi, è conservata all'Archivo Histórico Nacional di Madrid
  5. ^ Leonardo Sciascia, "Morte dell'inquisitore"
  6. ^ Solo nella storia siciliana si calcola che il totale si aggiri sulle 7000 tra uomini e donne, si veda: F. Renda, "Storia dell'inquisizione in Sicilia", Palermo 1997; e M. S. Messana, "Inquisitori negromanti e streghe nella Sicilia moderna", Palermo 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Sciascia, Morte dell'Inquisitore, Bari, Laterza, 1964
  • Luigi Natoli (William Galt), Fra Diego La Matina, S. F. Flaccovio, 1979
  • Leonardo Sciascia, Morte dell'Inquisitore, Adelphi, 1992, 13ª ediz., pp. 117 ISBN 9788845908774

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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