Dictator (romanzo)

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Dictator
AutoreRobert Harris
1ª ed. originale2015
Generethriller-romanzo storico
Lingua originaleinglese
AmbientazioneRoma Repubblicana
ProtagonistiMarco Tullio Cicerone
CoprotagonistiTirone
Altri personaggiCatone l'Uticense, Giulio Cesare, Pompeo Magno, Marco Licinio Crasso, Marco Antonio Gaio Ottavio, Marco Celio Rufo, Clodio, Clodia, Lepido, Gaio Cassio Longino, Marco Giunio Bruto

Dictator è un romanzo di Robert Harris pubblicato nel 2015, che conclude la trilogia dedicata a Cicerone, descrivendo con la voce narrante di Tirone, gli ultimi 15 anni di vita dell'oratore, senatore e avvocato Romano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Ignorare tutto quello che accade prima che tu nascessi equivale a essere sempre fanciullo. Cos'è infatti la vita di un uomo se non la si riallaccia con quella degli antenati attraverso la memoria storica?»

(Cicerone, Orator, 46 a.c.)

La storia è raccontata da Tirone, segretario di Cicerone, che illustra in dettaglio gli ultimi quindici anni di Cicerone. Inizia con Cicerone in fuga da Publio Clodio e dalla sua folla ritirandosi a Thessalonica. È in grado di tornare a Roma dopo più di un anno con la promessa di sostenere Giulio Cesare. Di ritorno a Roma, tenta di far rivivere la Repubblica Romana, ma le forze contro di lui sono troppo ingenti. Giulio Cesare, Pompeo e Crasso rappresentano le forze a lui contrastanti poiché avevano formato il primo triumvirato. Cesare diventa troppo potente e viene assassinato da un gruppo guidato da Caio Cassio Longino, Decimo Giunio Bruto e Marco Giunio Bruto. Il Senato non riesce a prendere il controllo e Marco Antonio ne approfitta mettendo sotto il suo dominio Roma. Cicerone pone le sue speranze sul giovane Ottaviano, ma quando Ottaviano sigla un accordo con Antonio e Marco Emilio Lepido, Cicerone è condannato e i giorni della Repubblica Romana sono finiti. La conseguenza a questo triumvirato è quella della pubblicazione delle liste di proscrizione nella quale ci sono Cicerone, il fratello Quinto Cicerone e il nipote, figlio di Quinto. Tutti e tre furono assassinati dai sicari dei triumviri e la narrazione si conclude con Tirone ormai anziano che descrive brevemente la sua nuova vita, durante il principato di Augusto dopo molti anni dalla morte di Cicerone.

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Note[modifica | modifica wikitesto]

Molte delle lettere del libro XVI delle Epistulae ad Familiares sono di Cicerone a Tirone e testimoniano il rapporto di intensa collaborazione e stima dell'oratore con il suo segretario. ^ G. Brugnoli, Premessa, in Cicerone, Lettere, Milano, BUR, 1994, pp. 22-23. ^ Per la biografia tironiana di Cicerone, cfr. Tac., Dial., 17; Gell. IV 10, 6; Ascon., In Mil., pp. 38, 43. ^ Macr., Sat., II 1, 12. ^ Gell. XIII 9, 2. ^ Anche se in realtà Plut., Cat. Min., 23, 3 afferma che a quell'epoca si iniziò a usare la trascrizione stenografica. ^ A proposito di queste abbreviazioni, nel 1747 Pierre Carpentier fu uno dei primi a tentare di comprendere i metodi di "cifra" delle note di Tirone, pubblicando l'Alphabetum Tironianum, seu Notas Tironis Explicandi Methodus. Egli studiò in particolare il manoscritto latino numero 2718 della Bibliothèque nationale de France.