Diamond v. Chakrabarty

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Sidney A. Diamond contro Ananda Mohan Chakrabarty (1980) fu la sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti diede per la prima volta il permesso di brevettare organismi geneticamente modificati.

Il caso[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 1972 l'impresa General Electric presentò presso l'Ufficio Marchi e Brevetti degli Stati Uniti una domanda di brevetto per proteggere un batterio geneticamente modificato, derivato dal genene Pseudomonas capace di degradare le molecole del petrolio grezzo. In altre parole si trattava di un batterio in grado, sulla carta, di bonificare le aree inquinate da idrocarburi. L'ingegnere genetico che sviluppò l'organismo si chiamava Ananda Mohan Chakrabarty. L'ufficio brevetti si rifiutò inizialmente di accettare la richiesta sulla concessione i diritti di proprietà intellettuale sul batterio, sebbene esistesse negli USA una lunga storia di brevetti concessi riguardanti esseri viventi,[1], affermando che secondo la legge gli esseri viventi non erano brevettabili. Il primo esempio noto risale al 1873 quando fu concesso a Louis Pasteur un brevetto su di un processo per la produzione di lievito di birra che nella descrizione[2] includeva il lievito ottenuto tramite il processo descritto.

A questo primo rifiuto seguì il ricorso d'appello presso Board of Patent Appeals and Interferences, anch'esso con esito negativo. Quindi la United States Court of Customs and Patent Appeals (CCPA) stabilì che il fatto che gli organismi siano vivi fosse privo di valore legale ai fini della applicazione della legge sulla brevettabilità.

La decisione finale, dopo 8 anni di discussioni e sentenze contrastanti, venne dopo la discussione del caso alla Corte Suprema il 17 marzo 1980. Il 16 giugno 1980 fu emesso il verdetto, a maggioranza di 5 contro 4, che acconsentì alla proprietà intellettuale sul batterio. Il diritto alla proprietà intellettuale sul batterio venne concessa sulla base dell'interpretazione della sezione 101 della norma US Patents Act del 1952, che regola la legislazione statunitense sui brevetti, secondo la quale il brevetto può essere richiesto da qualunque persona che possa avere inventato una macchina o un procedimento di lavoro, includendo qualsiasi cosa che sia fatta da un uomo sotto il sole[3]. Nella sua sentenza la corte motivò: Il brevettante ha prodotto un nuovo batterio con caratteri marcatamente differenti da ogni batterio scoperto in natura, avente una potenzialità per un utilizzo significativamente utile. La sua scoperta non corrisponde ad un prodotto della natura, ma ad opera del medesimo, quindi è brevettabile secondo il paragrafo B 101.14[4]. Il ratio decidendi della corte suprema consistette nel riconoscere la rilevanza dell'intervento umano nell'oggetto del brevetto, il suo non ritrovamento in natura, ed infine i suoi potenziali utilizzi positivi.

La concessione del brevetto, dopo otto anni di conflitti giudiziari, costituì una rivoluzione nella prassi brevettuale americana e, indirettamente, anche su quella europea.

Le conseguenze[modifica | modifica sorgente]

La sentenza di fatto aprì la possibilità di considerare la vita come servizio e bene commerciabile. Oggi, a causa di questa sentenza, le società di genomica e di biotecnologie possono brevettare singoli geni che costituiscono la struttura della mappa umana.

Membri della corte[modifica | modifica sorgente]

Chief Justice:

  • Warren E. Burger

Associate Justices:

  • William J. Brennan
  • Potter Stewart
  • Byron White
  • Thurgood Marshall
  • Harry Blackmun
  • Lewis Franklin Powell, Jr.
  • William Rehnquist
  • John Paul Stevens

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.science-et-cite.ch/archiv/themen/patente/dossier/broschuere/3_index/it.html
  2. ^ in inglese claim, erroneamente in alcune discussioni sulla brevettabilità di organismi viventi questo claim viene confuso con l'oggetto del brevetto, arrivando in taluni casi ad affermare che nel 1873 Pasteur avrebbe brevettato l'organismo del lievito
  3. ^ ...a person may have invented a machine or a manufacture, which may include anything under the sun that is made by man.
  4. ^ … the patentee has produced a new bacterium with markedly different characteristics from any found in nature and one having the potential for significant utility. His discovery is not nature’s handiwork, but his own; accordingly it is patentable subject matter under ß 101.14 Diamond, the Commissioner of Patents v Chakrabarty (1980) 447 U.S. 303, 310 (US Supreme Court)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Brevetto dell'essere vivente

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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