Diagnostica olfattiva

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La diagnostica olfattiva è una metodica diagnostica che si prefigge di utilizzare il senso dell'olfatto nella diagnosi di particolari malattie.

Negli ultimi anni del XX secolo sono state sviluppate alcune tecniche diagnostiche basate sull'impiego di nasi elettronici[1] e sull'utilizzo di cani opportunamente addestrati al riconoscimento olfattivo di campioni biologici nell'ambito dello screening oncologico (definito in inglese canine cancer detection)[2].

È sorto un certo interesse da parte della comunità scientifica circa l'impiego di cani Labrador opportunamente addestrati a riconoscere gli odori caratteristicamente prodotti nelle fasi iniziali e/o conclamate di diverse patologie umane[3] tra queste: il tumore del colon,[4] ma non solamente. In questa ricerca i cani hanno mostrato una sensibilità dello 0,97 ed una specificità dello 0,99 nella rilevazione di odori dalle feci e da campioni di respiro.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse per questa particolare, e per certi versi curiosa, metodica di indagine clinica ha avuto inizio nel 1989 quando due clinici inglesi: Williams e Pembroke[5][6] pubblicano sul Lancet un articolo che mostrava testimonianze di soggetti che avevano avuto segnalazioni di rilevamento di "anormalità" da parte di cani sul proprio corpo. In particolare quello di una donna che aveva segnalato al proprio dermatologo l' "interesse" del proprio cane per un neo che si rivelò poi essere un melanoma.

Successivamente nel 2004 Willis e coll. del Dipartimento di Dermatologia dell'Ospedale di Amersham nel Buckinghamshire Gran Bretagna,[7][8] descrissero la capacità di cani, addestrati opportunamente, di discriminare con grande precisone le urine di soggetti con tumore della vescica e della prostata rispetto alle urine di soggetti sani usate come controllo.

Lo stesso anno Pickel e coll. confermano la capacità dei cani di riconoscere e discriminare efficacemente i tumori della pelle (melanomi).[9]

Sempre nel 2004 il prof. James S Welsh, suggerisce che:

«nuovi studi occorrono per rafforzare l'idea che i cani (con il loro olfatto) possono un giorno rivelarsi utili per la diagnosi precoce del cancro.»

(James S Welsh, associate professor of human oncology[10])

In una ricerca condotta dalla: Pine Street Foundation, San Anselmo, California si è sostenuto che i cani hanno nei pazienti con carcinoma del polmone rispetto ai controlli, una sensibilità complessiva di rilevazione dell'alito del 0,99 (95% intervallo di confidenza [CI], 0.99, 1.00) e con una specificità del 0,99 (95% CI, 0.96, 1.00) rispetto alla biopsia del tessuto. Tra i pazienti con cancro al seno la sensibilità era del 0,88 (95% CI, 0.75, 1.00) e la specificità dello 0,98 (95% CI, 0,90, 0,99) rispetto ai controlli. La sensibilità e la specificità erano molto simili in tutte le 4 fasi di entrambe le malattie.[11] Va rilevato però che lo studio è preliminare e la casistica è modesta per poter trarre conclusioni definitive.

Successivamente, nel 2011, in uno studio condotto sul tumore del polmone si conferma una sensibilità del 71% ed una specificità del 93% indipendentemente dal fumo o dal consumo di alimenti particolari.[12]

Razionali scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Il rilevamento olfattivo con cani è un approccio di screening al cancro che si basa sulle spiccate capacità olfattive dei cani[13] nel rilevare concentrazioni molto basse degli alcani e composti aromatici solitamente prodotti dalla crescita dei tessuti tumorali.[14][15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Spanel, D. Smith; TA. Holland; W. Al Singary; JB. Elder, Analysis of formaldehyde in the headspace of urine from bladder and prostate cancer patients using selected ion flow tube mass spectrometry., in Rapid Commun Mass Spectrom, vol. 13, n. 14, 1999, pp. 1354-9, DOI:10.1002/(SICI)1097-0231(19990730)13:141354::AID-RCM6413.0.CO;2-J, PMID 10407324.
  2. ^ K. Yamada, N. Walsh; H. Hara; K. Jimbow; H. Chen; S. Ito, Measurement of eumelanin precursor metabolites in the urine as a new marker for melanoma metastases., in Arch Dermatol, vol. 128, n. 4, aprile 1992, pp. 491-4, PMID 1580656.
  3. ^ Fiuto cani per diagnosi tumore, su saluteme.it. URL consultato il 28 aprile 2012.
  4. ^ H. Sonoda, S. Kohnoe; T. Yamazato; Y. Satoh; G. Morizono; K. Shikata; M. Morita; A. Watanabe; M. Morita; Y. Kakeji; F. Inoue, Colorectal cancer screening with odour material by canine scent detection., in Gut, vol. 60, n. 6, giugno 2011, pp. 814-9, DOI:10.1136/gut.2010.218305, PMID 21282130.
  5. ^ H. Williams, A. Pembroke, Sniffer dogs in the melanoma clinic?, in Lancet, vol. 1, n. 8640, aprile 1989, p. 734, PMID 2564551.
  6. ^ HC. Williams, AC. Pembroke, Naevus of Jamaica., in Lancet, vol. 2, n. 8616, ottobre 1988, p. 915, PMID 2902374.
  7. ^ CM. Willis, SM. Church; CM. Guest; WA. Cook; N. McCarthy; AJ. Bransbury; MR. Church; JC. Church, Olfactory detection of human bladder cancer by dogs: proof of principle study., in BMJ, vol. 329, n. 7468, settembre 2004, p. 712, DOI:10.1136/bmj.329.7468.712, PMID 15388612.
  8. ^ (EN) Dogs Can Smell Cancer - CBS News, su cbsnews.com.
  9. ^ Pickel D, Manucy GP, Walker DB, Hall SB, Walker JC. Evidence for canine olfactory detection of melanoma. Applied Animal Behaviour Science 2004;89: 107-16. op. cit. da: Olfactory detection of human bladder cancer by dogs, su ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 28 aprile 2012.
  10. ^ Olfactory detection of human bladder cancer by dogs, su ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 28 aprile 2012.
  11. ^ M. McCulloch, T. Jezierski; M. Broffman; A. Hubbard; K. Turner; T. Janecki, Diagnostic accuracy of canine scent detection in early- and late-stage lung and breast cancers., in Integr Cancer Ther, vol. 5, n. 1, marzo 2006, pp. 30-9, DOI:10.1177/1534735405285096, PMID 16484712.
  12. ^ R. Ehmann, E. Boedeker; U. Friedrich; J. Sagert; J. Dippon; G. Friedel; T. Walles, Canine scent detection in the diagnosis of lung cancer: revisiting a puzzling phenomenon., in Eur Respir J, vol. 39, n. 3, marzo 2012, pp. 669-76, DOI:10.1183/09031936.00051711, PMID 21852337.
  13. ^ (EN) Dogs Smell Cancer in Patients' Breath, Study Shows, su news.nationalgeographic.com.
  14. ^ M. Phillips, K. Gleeson; JM. Hughes; J. Greenberg; RN. Cataneo; L. Baker; WP. McVay, Volatile organic compounds in breath as markers of lung cancer: a cross-sectional study., in Lancet, vol. 353, n. 9168, giugno 1999, pp. 1930-3, DOI:10.1016/S0140-6736(98)07552-7, PMID 10371572.
  15. ^ C. Di Natale, A. Macagnano; E. Martinelli; R. Paolesse; G. D'Arcangelo; C. Roscioni; A. Finazzi-Agrò; A. D'Amico, Lung cancer identification by the analysis of breath by means of an array of non-selective gas sensors., in Biosens Bioelectron, vol. 18, n. 10, settembre 2003, pp. 1209-18, PMID 12835038.
  16. ^ M. Phillips, RN. Cataneo; BA. Ditkoff; P. Fisher; J. Greenberg; R. Gunawardena; CS. Kwon; F. Rahbari-Oskoui; C. Wong, Volatile markers of breast cancer in the breath., in Breast J, vol. 9, n. 3, pp. 184-91, PMID 12752626.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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