Diabolik

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Diabolik
Diabolik.jpg
Lingua orig. Italiano
Alter ego Sconosciuto
Autore Angela e Luciana Giussani
Editore Astorina
1ª app. 1º novembre 1962
1ª app. in Diabolik n. 1 "il re del terrore
Interpretato da John Phillip Law (film)
Voci italiane
Sesso Maschio
Abilità
  • Abilissimo nell'uso di coltelli in combattimento
  • Genio del male e abilissimo inventore
  • Grande determinazione
  • Eccellente tattico, stratega e grandi doti analitico-deduttive
  • Capacità psicofisiche ai limiti delle possibilità umane
  • Grande intenditore d'arte e di preziosi nonché collezionista delle medesime opere
  • Esperto tagliatore di pietre preziose
  • Estremamente colto nei più svariati campi del sapere
  • Massima esperienza nel campo della chimica
  • Vaste conoscenze scientifiche
  • Esperto artista marziale
  • Genio nel travestimento, nell'assassinio e nelle tecniche stealth
  • Abile trasformista, capace di indossare maschere perfette e inimitabili a seconda delle occasioni in altre persone (personaggi) che interpreta alla perfezione.
  • Memoria fotografica
  • Eccellente pilota e tiratore
  • Eccezionale mente analitica e deduttiva
  • Grande maestria nell'utilizzo di qualsiasi arma, veleni, droghe e strumenti hi-tech
  • Esperto ipnotizzatore
  • Conoscenza dell'alfabeto Morse
  • Massima resistenza al dolore
  • Poliglotta
Parenti
Diabolik
fumetto
Logo Diabolik.png
Logo del fumetto, disegnato dall'architetto Remo Berselli
Testi Angela Giussani, Luciana Giussani
Editore Astorina
1ª edizione 1º novembre 1962
Periodicità mensile
Albi 841 (in corso)
Genere letteratura gialla

Diabolik (pronuncia [djaˈbɔːlik][1][2]) è un personaggio dei fumetti creato nel 1962 da Angela Giussani. Le sue avventure vengono pubblicate dalla casa editrice milanese Astorina. Luciana Giussani affiancò la sorella sin dal 1963 e, dopo la morte di Angela avvenuta nel 1987, portò avanti la direzione della casa editrice anche da sola.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Diabolik nacque da un'idea di Angela Giussani che, osservando tutti i giorni i pendolari che transitavano per la Stazione di Milano Cadorna (vicino alla quale viveva), ebbe l'intuizione di realizzare un fumetto con un formato "tascabile", cioè che si potesse facilmente leggere aspettando il treno e poi in viaggio, per riporlo infine comodamente "in tasca". Per capire i gusti dei potenziali lettori, Angela condusse un'indagine di mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli (secondo un'altra versione, l'intuizione le venne per caso dopo aver trovato su un treno un romanzo di Fantomas). Nasce così il "formato Diabolik" (12 x 17 cm)[3][4], poi ripreso da molte altre pubblicazioni del genere, formato che contribuirà al successo nel tempo di questo personaggio dei fumetti.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero, uscito nel novembre 1962 portava il titolo Il re del terrore. Diabolik è un ladro spietato e quasi sempre vincente. Fidanzato inizialmente con Elisabeth Gay, nel terzo numero della serie incontra la bellissima Eva Kant, che diventerà la sua compagna di vita; il loro costante scopo è rubare denaro e gioielli. Non si fanno scrupoli, anche perché spesso le vittime sono ricche famiglie, banche o altri personaggi criminalmente arricchiti. Agiscono sempre con estrema sicurezza e freddezza. Il ricavato serve per vivere una vita agiata e per finanziare i nuovi e sofisticati metodi per le future rapine, spesso tecnologicamente al limite dell'irreale ma di grande impatto emotivo.

L'incontro di Diabolik con Eva ammorbidirà nei successivi numeri il carattere, pur sempre forte, del "re del terrore", il quale da spietato e crudele ladro assassino diventerà un personaggio via via più umano, contraddistinto da un suo particolare senso morale. Questo anche naturalmente per assecondare il favore del pubblico del fumetto col trascorrere degli anni. Eva Kant, cosa molto particolare per un fumetto nato negli anni sessanta, diviene via via meno sottomessa al partner, e il suo aiuto si rivela indispensabile e apprezzato per il protagonista. Quanto alle origini del personaggio, su di esse fa una qualche luce il n. 5 (107) del 1968, il celebre Diabolik, chi sei?: (disegnato magistralmente dal duo Coretti-Facciolo) unico sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le più svariate tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La biografia di Diabolik è emersa soltanto tramite alcuni albi della serie regolare e gli albi speciali chiamati "Il grande Diabolik".

Il nome anagrafico di Diabolik è tuttora ignoto. Egli è l'unico sopravvissuto di un naufragio, ritrovato poco più che neonato su una scialuppa alla deriva a largo di un'isola popolata da alcuni pescatori e dai membri della banda criminale del potentissimo boss del crimine King. Insieme al bambino furono ritrovati alcuni documenti dal contenuto tuttora ignoto[5] ma della massima importanza, che portarono King a decidere di non eliminarlo ma di tenerlo con sé, accettando che crescesse sull'isola accudito un po' da tutti i membri dell'organizzazione che si riferivano a lui chiamandolo semplicemente Il ragazzo.

Diabolik ha trascorso i primi 22 anni della sua vita sull'isola di King girando liberamente per il quartier generale, dimostrando fin da piccolo un'intelligenza prodigiosa. Il ragazzo viene apprezzato da tutti e tutti gli insegnano qualcosa: da Dempur impara a tagliare pietre preziose e a riconoscere i falsi a vista d'occhio, dall'ingegner Suanda apprende i segreti del mondo dei motori, ma soprattutto grazie allo scienziato Wolf si appassiona alle scienze, in particolare la chimica in cui dimostra un talento unico.

Durante la sua adolescenza Il ragazzo viene a sapere dell'esistenza nella jungla di una terribile pantera nera chiamata Diabolik che terrorizza i pescatori e i membri della banda. Scopre inoltre che il pericoloso animale è l'unico che King non è mai stato in grado di uccidere, arrivando a proibire a chiunque di avvicinarsi alla zona in cui abitualmente vive. Diabolik vuole vedere l'animale con i propri occhi, ma viene scoperto da uno scagnozzo di King mentre si addentra nella zona proibita: per farlo tacere, il futuro criminale commette il primo omicidio della sua vita, riuscendo a realizzare una messa in scena per fare in modo che l'omicidio sembri opera della pantera. Diabolik scopre che la pantera esce solo di notte e approfitta di una eclissi per vederla, rimanendo incantato dalla sua agilità nei movimenti e delle sue letali movenze aggraziate. Purtroppo Diabolik scopre che anche King ha avuto la stessa idea e approfittando dell'eclissi uccide la pantera per poi imbalsamarla. Da quel momento il futuro Re del Crimine inizia a provare una profonda avversione per King[6], arrivando a studiare e realizzare anni dopo un piano per derubare il boss di ogni avere ed ucciderlo proprio di fronte alla grande pantera imbalsamata[7].

Dopo aver derubato ed ucciso King il ragazzo scappa dall'isola, ma viene rintracciato dagli uomini della banda, desiderosi di vendicare il loro capo, mentre cerca di vendere parte dei gioielli ad un ricettatore in oriente. Dopo una dura colluttazione viene salvato da un contrabbandiere di nome Ronin, che notando le potenzialità del giovane gli offre di entrare a far parte della propria scuola, luogo dove vige una rigida disciplina che tempra i migliori soldati e assassini mercenari del pianeta. Nella scuola il ragazzo adotta definitivamente il nome di Diabolik e si sottopone ai duri insegnamenti, intessendo anche una relazione con una ragazza, anche lei allieva, di nome Jin. Nel periodo gli vengono insegnate numerose tecniche che in seguito faranno parte della sua attività, come i mille trucchi che utilizza per seminare i nemici e il lancio del pugnale (in cui già eccelleva e che perfezionerà grazie ai consigli di Ronin). Affinerà anche il suo stile di combattimento, in precedenza efficace ma decisamente grezzo e non al livello degli avversari più forti, con lo studio di tutte le principali arti marziali. Inoltre, in questa scuola adotterà il famoso costume nero modificando la divisa rituale per poter essere più libero nei movimenti.

Le cose precipitano e Jin, gelosa del talento di Diabolik, decide di ucciderlo e derubarlo. Diabolik riesce però a sconfiggere l'avversaria e ucciderla a malincuore. Poco tempo dopo la scuola viene distrutta e tutti gli allievi e i maestri, compreso Ronin, vengono uccisi da Walter Dorian, un criminale di Clerville sosia di Diabolik. Come unico sopravvissuto, Diabolik in apparenza uccide il criminale, impossessandosi della sua Jaguar E-Type e di tutte le sue proprietà ed assumendone l'identità[8].

Avendo perso l'unico amico della sua vita (quasi un padre), Diabolik abbandona la scuola e, dopo aver perfezionato le sue maschere, si trasferisce a Clerville, dove Walter Dorian aveva parecchi possedimenti. In questa città incontrerà Natasha Morgan, potente boss a capo di una grande organizzazione criminale. Tra i due si instaurerà un rapporto singolare: la donna, affascinata dai suoi modi, lo aiuterà a perfezionare le sue tecniche criminali. Più avanti i due si separeranno, ma Natasha, segretamente innamorata di lui, verrà catturata dai suoi nemici e portata di forza su un aereo. La donna riuscirà però a chiudersi in cabina pilotaggio e, capendo di essere spacciata, si suicida facendo schiantare l'aereo, non prima di aver inviato un messaggio in cui dichiara che il dirottamento è opera di Diabolik. Questo gesto, pur non compiuto da lui in persona, gli sarà per sempre attribuito e contribuirà a far nascere il mito del "Re del Terrore"[9].

Poco tempo dopo Diabolik tornerà in Oriente, nel Deccan. Qui avviene il primo incontro tra lui e Ginko. L'ispettore, sulle tracce di trafficanti di droga, avrà il primo faccia a faccia col criminale e da quel momento inizia la loro eterna sfida. Poco tempo dopo, Ginko lo cattura, senza sapere che il criminale indossa una delle sue maschere (non ancora note alla polizia) e lo rinchiude nel carcere di massima sicurezza di Asen, da cui nessun detenuto è mai riuscito a fuggire. Tuttavia proprio grazie alle sue maschere, Diabolik riesce a fuggire poco tempo dopo semplicemente togliendosi la maschera e uscendo col suo volto normale, allora ancora sconosciuto[10].

Sempre nel Deccan Diabolik inizierà a ordire il colpo raccontato nel primo episodio della serie, Il re del terrore, che vede come vittime la famiglia Garian. Con un abile gioco di maschere e intrighi, Diabolik (sotto lo pseudonimo di Walter Dorian) rovina l'intera nobile casata. Farà la prima apparizione Gustavo Garian, che nei primi numeri sarà una sorta di assistente di Ginko. Nel primo numero facciamo anche la conoscenza di Elisabeth Gay, la prima ragazza di Diabolik, bella ma molto ingenua, che crede che il suo amante sia un ricco uomo d'affari. Sarà Elisabeth a scoprire la vera identità di "Walter" e a denunciarlo nel terzo numero, L'arresto di Diabolik. Sempre nel terzo numero fa la sua prima apparizione Eva che, dopo la denuncia di Elisabeth, salva il ladro dalla ghigliottina, facendo giustiziare al suo posto un fastidioso pretendente.

Comprimari[modifica | modifica wikitesto]

  • Elizabeth "Tina" Gay (1962-2006): Fidanzata di Diabolik e prima protagonista incontrerà Diabolik in ospedale e ne resterà affascinata. Nel terzo episodio, dopo una lunga serie di indagini scoprirà l'identità di Diabolik e lo denuncerà.
  • Eva Kant (1962-): Lady Kant appare per la prima volta nel 1963, nel terzo numero della testata (L'arresto di Diabolik) e trova subito in Diabolik il compagno di vita ideale; presto si imporrà stabilmente nelle pubblicazioni, scardinando lo stereotipo del "criminale solitario" che inizialmente andava delineandosi. Diabolik e Eva sono dei ladri molto sofisticati, padroni di un preciso e personale codice morale, ma non appartengono alla categoria dei ladri gentiluomini. Uccidono per impossessarsi delle fortune altrui, ma (almeno da un certo punto in poi della loro storia editoriale) evitano potendo i delitti, magari narcotizzando le loro vittime con qualcuna delle diavolerie inventate da Diabolik. Allo stesso modo si è evoluto il personaggio di Eva: nelle prime storie la donna aveva un ruolo decisamente subalterno a Diabolik, e spesso veniva ritratta mentre si disperava per essersi trovata in una vita da incubo, dalla quale non può fuggire per il grande amore da lei nutrito per il grande criminale. In un albo, Diabolik arriva addirittura a tentare di strangolarla dopo una sua disobbedienza (salvo poi retrocedere in nome del suo amore). Col tempo però il rapporto uomo-donna e di partnership tra Diabolik ed Eva è divenuto via via di perfetta uguaglianza, diversamente da quanto accade nella quasi totalità dei rapporti tra partner in altri fumetti. Lady Kant è diventata la controparte ideale di Diabolik, mutuando da lui i caratteri fondamentali del suo essere; lo stesso è accaduto a lui, che ha acquisito dalla sua donna alcuni lati del suo carattere. Eva si è inoltre imposta al lettore come modello di stile, in particolare per la sua indipendenza e negli anni è apparsa come icona visiva nella pubblicità e nella moda femminile, ma soprattutto come moderno modello di femminilità (caratteristica accentuata in particolare nel periodo compreso tra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta).
  • Ginko (1962-): È estremamente leale con il proprio avversario, di qualunque risma esso sia. Persegue l'ideale di ogni tutore della legge: assicurare i delinquenti alla giustizia terrena. In particolare Ginko è ossessionato dalla coppia Diabolik-Eva Kant perché i due criminali, con impensabili e ingegnosi piani (alle volte tecnologicamente fantasiosi), riescono quasi sempre a raggiungere il loro scopo e sempre a farla franca.
  • Gustavo Garian (1962-2012): Si tratta del primo personaggio comparso nel fumetto, e il primo a pronunciare il nome Diabolik. È il figlio di un ricco antiquario (la prima vittima del Re del Terrore) e il miglior amico del commissario Ginko.
  • King (1968): King è il ricco magnate proprietario dell'isola in cui cresce Diabolik. È il capo di una grossa organizzazione che opera in tutto il mondo che contrabbanda oggetti di valore. Viene ucciso dallo stesso Diabolik, che aveva capito che King lo avrebbe eliminato a sua volta per rubargli il segreto di come realizzare le maschere. Comparirà in seguito in altre storie, ma solo come flashback o ricordo di Diabolik.

L'eterna sfida con Ginko[modifica | modifica wikitesto]

L'ispettore Ginko, l'eterno rivale di Diabolik.

Il duo romantico e criminale è in lotta perenne con l'ispettore Ginko, e anche se a volte costui riesce a catturarli, essi riescono sempre a farla franca grazie a ingegnosi trucchi e straordinarie fughe spesso a bordo della famosa Jaguar E-Type, o evasioni che si svolgono anche grazie alle famose maschere, così perfette da ingannare chiunque; con tali maschere Diabolik ed Eva Kant riescono ad assumere le sembianze più disparate. Diabolik, Eva Kant e l'ispettore Ginko formano un triangolo di personaggi indissolubile: non esisterebbe Diabolik senza Ginko, il suo alter ego più pericoloso, non esisterebbe Ginko senza un così temibile criminale e soprattutto non ci sarebbe Diabolik senza Eva, di cui è follemente innamorato e ricambiato in uguale misura. Anche Ginko, comunque, ha una fidanzata storica: la duchessa Altea di Vallenberg.

Clerville[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clerville.

Clerville è la capitale dell'omonimo stato fittizio in cui Diabolik compie le sue attività criminali. Nei primi numeri della serie, il personaggio agiva a Marsiglia, poi gli autori decisero di inventare una città nuova, per evitare continue documentazioni sulla città. Sembra che le sorelle Giussani si siano ispirate alla città di Parigi, così come del resto lo stato di Clerville appare chiaramente ispirato alla Francia ed agli Stati posti nella sua regione geografica (il Principato di Monaco, il Granducato del Lussemburgo ed il Belgio).

Si sa che Clerville è un Paese europeo visto che nel 2002 adotta l'euro come moneta. La moneta precedente non è mai stata nominata, ad eccezione del secondo numero intitolato L'inafferrabile criminale, dove il personaggio a cui Diabolik si sostituisce utilizzando una delle sue famose maschere, l'avvocato Bonard, presta a Payot, un poliziotto del paese, 100 mila Lire (Diabolik, travestito da Bonard, alla pagina 95 dice "Ecco qui le 100 mila Lire, me le renderai quando potrai"), da qui si evince che la valuta in uso ha lo stesso valore della Lira italiana.

Lo Stato di Clerville comprende anche altre città, apparse regolarmente negli albi, come ad esempio Ghenf, la seconda città più importante dello stato di Clerville: situata sul mare. Ghenf è il nome in lingua tedesca di Ginevra e si affaccia se non proprio sul mare, sull'omonimo lago. (Clerville invece è nell'interno, attraversata da un fiume), covo di bande malavitose.

A Clerville ci sono molti ricconi e criminali, gli obiettivi del Re del terrore. Nel microcosmo diaboliko i cognomi sono tutti stranieri, mentre i nomi propri sono italiani. Forse per echeggiare sia i vecchi romanzi di Liala, che talvolta aveva questa usanza, che i vecchi romanzi d'appendice stranieri e i vecchi film noir stranieri, in cui i nomi dei personaggi (ma ovviamente non i cognomi) venivano spesso italianizzati dal traduttore e dai doppiatori[11][12]. O forse, e molto più semplicemente, per evitare casi di omonimia[13].

A Clerville inoltre ci sono numerosi criminali e una forte mafia, molti di questi fuorilegge si sono arricchiti col tempo e possiedono gioielli e denaro. Questi sono gli obiettivi di Diabolik, ma non perché si ritiene un giustiziere desideroso di emulare Robin Hood: coloro che si sono arricchiti in modo illegale sono più facoltosi e tengono i frutti delle loro attività in casa e non in banca. Non mancano, comunque, numerosi episodi in cui la vittima dell'assassino dai 1000 volti è un onesto e tranquillo nobile che vive in una di quelle numerosissime ville che si possono ammirare nelle colline appena fuori Clerville.

A Clerville è ancora in vigore la pena capitale: in molti albi in cui Diabolik è stato catturato si è trovato di fronte alla ghigliottina. In tempi recenti[14] si è aperto un dibattito sociale sull'eventualità di sopprimere questo metodo brutale, peraltro ormai desueto, ma è fortemente suggerito che in ogni caso per Diabolik ci sarà un'esecuzione in caso di cattura.

Non c'è solo la "città-megalopoli" di Clerville a far da sfondo alle avventure di Diabolik, Eva e Ginko: in tutti gli oltre ottocento episodi, i lettori si sono trovati immersi in diverse altre cittadine, paesini e altre grandi città e metropoli come ad esempio Clemon, piccolo villaggio sulla costa abitato da pescatori con le stradine in acciottolato e il porticciolo ("Agguato sul fondo" 1968); Colleverde è invece il luogo in cui vive la tenera Bettina ("Angoscia" 1966), mentre Montvert è un paese sulle colline di Clerville. Esiste inoltre il Beglait, stato confinante con quello di Clerville, da cui proviene Altea di Vallenberg: si tratta di uno ex-stato monarchico, attualmente repubblica ma con una forte persistenza della nobiltà negli affari di stato.

Nel novembre 2005, la casa editrice Astorina ha pubblicato la Guida turistica di Clerville, un volume che contiene la mappa intera dello stato e della sua capitale, con tutti i riferimenti agli oltre settecento episodi del Re del Terrore.

  • Last train to Clerville (brano musicale) Bolero, contenuto nell'album Diabolik, uscito 11 novembre 2012.

Le armi[modifica | modifica wikitesto]

La Jaguar E, da tutti conosciuta come l'auto di Diabolik

Diabolik non ama le armi da fuoco: se ne avesse bisogno non si farebbe scrupoli ad impiegarle, ma quelle poche volte che impugna una pistola o un fucile difficilmente poi ne fa uso, nonostante questo quando usa pistole e fucili (generalmente non caricate con proiettili ma con aghi narcotizzanti) dimostra in più occasioni una mira infallibile. Le sue armi preferite sono altre, da sua stessa ammissione, e in generale le armi bianche, predilette dal Re del Terrore per la loro efficacia, precisione e silenziosità:

Pugnali: sono spesso dotati di accessori nell'impugnatura (spesso una torcia elettrica, ma anche gas narcotizzanti o congegni lancia aghi avvelenati). Diabolik è un maestro nell'arte di lanciare il pugnale e ha ucciso innumerevoli persone pugnalandole al cuore con coltelli lanciati da alcuni metri di distanza che vanno a segno con precisione millimetrica.

Droghe e veleni: Diabolik ne conosce di ogni tipo in virtù di quanto appreso sull'isola di King. Le droghe provocano gli effetti più disparati, dalla confusione all'annullamento della volontà del soggetto pur mantenendone lo stato di coscienza, fino ad arrivare a tecniche di condizionamento attuate anche con l'ausilio dell'ipnosi. I veleni possono essere ad azione lenta e indolore oppure fulminare l'avversario senza dargli la minima possibilità di reagire. L'applicazione più consueta si basa su aghi al narcotico o al cianuro con cui punge direttamente la sua vittima o che spara da qualche metro tramite un piccolo tubetto lancia-aghi. Anche Eva ne porta quasi sempre uno con sé. Per stordire o uccidere molti nemici in una volta sola Diabolik può ricorrere ad altri espedienti, a partire da capsule di narcotico o gas mortale fatte rompere gettandole a terra al momento opportuno, fino ad arrivare a congegni di sua invenzione molto più complessi. Spesso Diabolik si cautela immunizzando sé stesso ed Eva dai veleni che usa o proteggendosi con piccoli filtri applicati all'interno del naso.

Trappole e trabocchetti: I rifugi e le automobili di Diabolik sono pieni di trabocchetti che comprendono varie alternative: botole mortali, scariche elettriche, lanciafiamme, esplosivi, dispositivi lancianti aghi narcotizzanti o velenosi, lame, gas soporiferi o mortali.

Paura: le armi principali di Diabolik restano sempre e comunque la paura e il terrore che incute nelle sue vittime: la sua sagoma nera nel buio della notte fa tremare chiunque, il suo nome è pronunciato con timore, pochi di quelli che lo hanno incontrato sono sopravvissuti per raccontarlo e nessuno osa sfidarlo perché quelle rare volte in cui qualcuno si è deliberatamente messo contro di lui (alcuni tra i maggiori boss della criminalità organizzata hanno provato a catturarlo, derubarlo o ricattarlo) non solo non ne ha tratto alcun profitto ma non ne è mai uscito vivo.

Alcuni degli epiteti con cui è chiamato Diabolik, che rendono l'idea della sua fama, sono: Il Re del Terrore, L'Inafferrabile Criminale, Il Genio del Delitto, L'Assassino Fantasma, L'Assassino dai 1000 Volti, Il Genio della Rapina, Il Genio della Fuga, Il Genio del Male, Il Maledetto Criminale, L'Invincibile Criminale, L'Uomo dai 1000 Trucchi, L'Uomo senza Legge. Queste espressioni, utilizzate anche per dare il titolo ad alcuni albi a fumetti della serie, vengono talora effettivamente usate dai personaggi per soprannominare Diabolik.

Le maschere[modifica | modifica wikitesto]

Un capitolo a parte meritano le maschere di cui Diabolik ed Eva si servono spesso e che sono un elemento essenziale delle vicende narrate. Le maschere sono composte da una resina sottile e trasparente come la pelle umana, replicandone perfettamente l'elasticità. Questo materiale, insieme alla straordinaria abilità di Diabolik nel modellarlo, gli permette di riprodurre alla perfezione i lineamenti di un volto umano creando un viso maschile o femminile, giovane o anziano, di propria invenzione oppure duplicando fedelmente quello di una persona conosciuta partendo dall'osservazione diretta o anche solo da fotografie scattate di nascosto o recuperate da riviste e giornali. Con il tempo anche Eva Kant ha appreso la tecnica di realizzazione, sempre partendo dalla plastica base di cui ignora però l'origine chimica.

In effetti questo ingrediente principale è una resina di origine vegetale unica nel suo genere. In natura si trova solo su una piccola isola immaginaria dall'ubicazione imprecisata denominata Bo-Tang. Gli abitanti di Bo-Tang sono doppiamente legati a Diabolik da un sentimento di riconoscenza: in passato ha salvato la vita della figlia del capotribù, mentre in tempi più recenti sono stati liberati dal pericolo di una potente multinazionale operante nel campo delle comunicazioni satellitari, intenzionata a impiantare sull'isola una base missilistica. Inizialmente anche lo stesso Diabolik ignorava il principio attivo della sostanza. Dopo molti anni, grazie ad analisi svolte con attrezzature sofisticatissime, solitamente non disponibili e alle quali ha avuto accesso durante un colpo, è riuscito a sintetizzare in laboratorio il componente sconosciuto. Questa scoperta gli ha permesso di avere più libertà di azione visto che non dipende più dalla resina proveniente dall'isola di Bo-Tang a cui, però, rimarrà fedele per via del giuramento fatto ad uno dei capi del villaggio di non rivelare mai a nessuno da dove proviene la suddetta plastica necessaria per fabbricare le maschere. Diabolik rimarrà sempre fedele a questo giuramento, anche con Eva.

Le maschere ricoprono interamente il volto e la testa di chi le indossa, compreso il collo. Capelli e sopracciglia sono parte della maschera e quindi non c'è bisogno di usare parrucche, così come barba e baffi, se presenti. Da come sono raffigurate le maschere non indossate, persino orecchie, palpebre, labbra ne fanno parte, andando a ricoprire e celare quelle dell'utilizzatore. L'unico aspetto che rende necessario un trucco a parte sembra essere il colore degli occhi, perciò in varie occasioni Diabolik ed Eva usano lenti a contatto colorate. Le maschere permettono la traspirazione al viso di chi le porta, infatti possono essere indossate più volte e per lunghi periodi di tempo. Si tolgono facilmente, velocemente e senza romperle, permettendo alla coppia cambi di ruolo repentini. Possono essere ripiegate e tenute nascoste in spazi ridotti, come ad esempio la borsetta di Eva. Ogni piega del viso è fedelmente riprodotta e risponde in modo stupefacente ai cambiamenti di espressione e ai movimenti facciali. Il bordo inferiore della maschera di solito aderisce alla base del collo e una volta sistemato è assolutamente invisibile. Ad esempio, Eva indossa abitualmente maschere di donne con acconciature corte o lunghe, presentandosi con un abito décolleté ad un ricevimento o in bikini sulla spiaggia, senza per questo rischiare di essere scoperta. Come unica accortezza tiene la sua lunga chioma bionda raccolta sulla nuca in modo da nasconderla sotto la maschera.

I lineamenti e il viso conferiti dalla maschera non variano a seconda di chi la indossa. Per questo in rare occasioni anche Ginko o altre persone hanno utilizzato maschere, recuperate ad esempio tra quelle (rare) tenute in custodia dalla polizia dopo esser state rinvenute in qualche rifugio di Diabolik, scoperto e abbandonato frettolosamente dalla coppia.

Le maschere e il camuffamento sono in effetti elementi centrali non solo per le vicende del fumetto, ma anche nel rapporto di coppia tra Diabolik ed Eva Kant. Li differenziano dalle altre persone, pur celandone la vera identità. Questo aspetto è sempre tra le righe e la disinvoltura con cui i due lo vivono rende l'ambientazione più intrigante. Di solito Diabolik ed Eva, essendo i loro volti molto conosciuti, usano le maschere per confondersi in mezzo alla gente e vivere situazioni normali interagendo con le persone. Tuttavia cambiano continuamente e radicalmente identità, fattezze, residenze, costruendosi coperture insospettabili. Molto spesso però le maschere servono per sostituirsi a persone specifiche che Diabolik ed Eva generalmente spiano studiandone prima abitudini, comportamenti e timbro di voce, per poi essere in grado di imitarli senza tradirsi. La corporatura dell'individuo da impersonare è importante: deve essere compatibile, cioè non troppo diversa da quella di Diabolik o Eva. I soggetti sostituiti di solito sono rapiti con qualche stratagemma e tenuti prigionieri, spesso narcotizzandoli o drogandoli con il tiopental sodico per carpirne informazioni utili e segreti. Diabolik a volte uccide il soggetto da impersonare, ma questo è accaduto sempre più raramente, in linea con il cambiamento del codice etico che ha caratterizzato l'evoluzione del personaggio.

Nei primi episodi del fumetto qualcuno è stato capace di accorgersi a vista se Diabolik o Eva indossavano una maschera. Con l'andare del tempo e il perfezionarsi della tecnica diventa invece virtualmente impossibile capirlo visivamente. Anche il tempo di realizzazione di una maschera è cambiato nel corso del tempo, infatti nei primi albi Diabolik impiega diverse ore per produrre una maschera con sembianze casuali, e addirittura molte settimane per fabbricare una maschera che riproduce le sembianze altrui mentre al giorno d'oggi impiega meno di due ore in entrambi i casi. A volte si ha l'impressione che persino al tatto non si riesca a distinguere il camuffamento. In alcune scene ad esempio Diabolik ed Eva, preso il posto di determinate persone, riescono a ingannarne persino i familiari nel fingere atteggiamenti ed effusioni di intimità dettati dall'esigenza di impersonare in modo credibile la persona sostituita agli occhi di mogli, mariti, parenti, amici, eccetera.

La polizia di Clerville è addestrata a effettuare il controllo approfondito del volto, afferrando opportunamente con le dita la pelle del sospetto sulla guancia o sul collo in modo da individuarne il camuffamento. In qualche episodio è stato possibile individuare le maschere anche quando il volto si bagna perché le gocce di acqua sembrano scorrere sulla superficie della maschera in modo strano. Altre volte eventi accidentali (lacerazione o spostamento della maschera, a causa di colluttazioni in cui i capelli vengono tirati o il viso è afferrato) hanno permesso di smascherare Diabolik o Eva.

In ogni caso l'inganno consentito dalla perfezione del travestimento è quasi sempre determinante, anche perché garantisce a Diabolik ed Eva l'enorme vantaggio dell'elemento sorpresa.

Il successo di Diabolik[modifica | modifica wikitesto]

Le avventure inedite di Diabolik vengono pubblicate ancora oggi mensilmente, ad oltre 50 anni di distanza dalla prima uscita, con numerose ristampe periodiche. I primi numeri sono oggetto di culto da parte dei collezionisti. Le sue storie, smussate dal cambiare dei tempi e delle mode affascinano ancora perché improntate ad uno stile classico in cui il bene e il male sempre si fronteggiano. Col passare del tempo, questo fumetto si è diffuso sempre più in tutto il mondo, facendo salire il prezzo del primo numero del fumetto Diabolik alle stelle.

Alla realizzazione grafica del personaggio si sono alternati nel tempo diversi disegnatori di fama fra i quali Sergio Zaniboni, Enzo Facciolo, Franco Paludetti, Giorgio Montorio, Brenno Fiumali, Flavio Bozzoli, Glauco Coretti, Lino Jeva, Mario Cubbino, Emanuele Barison, Giuseppe di Bernardo, Angelo Maria Ricci, Jacopo Brandi, Giuseppe Palumbo, Paolo Zaniboni, Pierluigi Cerveglieri, Matteo Buffagni, Bruno Brindisi, mentre per le sceneggiature, oltre alle sorelle Angela e Luciana Giussani, molto si deve a Patricia Martinelli, alla direzione di Diabolik per circa dieci anni, nonché a Mario Gomboli, attuale direttore della casa editrice e della testata ed autore di più di cento soggetti, Alfredo Castelli, Tito Faraci, Andrea Pasini, Diego Cajelli, Carla Massai e la supervisionista delle sceneggiature, Licia Ferraresi.

Diabolik è stato pubblicato, oltre che in Italia, anche in: Argentina, Brasile, Colombia, Finlandia, Belgio, Messico, Francia, Germania, Danimarca (con il nome di "Satano"), Grecia, Israele, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Stati Uniti e Jugoslavia. Nel 2009 ne è uscita una storia ("Il Re del Terrore") in lingua esperanto[15]. Ritrovamenti non autorizzati vengono inoltre registrati in altre nazioni: è recente la scoperta di un Diabolik in lingua cingalese. All'estero, attualmente, Diabolik è ancora pubblicato soltanto in Croazia dall'editore Ludens, che pubblica anche fumetti della Sergio Bonelli.

Nel 2011 esce la serie restaurata degli albi chiamata "Gli anni del terrore" che comprende cinquanta albi.

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albi di Diabolik e Il grande Diabolik.

DK: la "versione parallela" di Diabolik[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2012, in occasione dei cinquant'anni del personaggio, la Astorina ha presentato un nuovo progetto editoriale che porta il nome di DK. DK è una "versione parallela" di Diabolik, un fumetto che si ispira alla serie originale mantenendone le caratteristiche di base, adattandole però agli stilemi grafici e di storytelling dei comics americani. Il nuovo fumetto è stato originariamente pubblicato sotto forma di un volume da collezione intitolato DK: work in progress, nel quale solo le prime due parti erano complete di disegni e colori, mentre le restanti erano realizzate a matita o addirittura ancora in fase di sceneggiatura; nell'aprile 2013 la storia completa è stata pubblicata sulle pagine de Il grande Diabolik di primavera con il titolo DK: Io so chi non sono. Attualmente il secondo capitolo (DK chi sei?) della nuova serie è in lavorazione.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diabolik (film).

Diabolik ha ispirato anche un film omonimo che lo vede protagonista e che si è avvalso della regia di Mario Bava. La pellicola, che all'epoca non ebbe un notevole successo in Italia, fu molto apprezzata dai Cahiers du Cinéma ed è diventata un piccolo culto all'estero; sorte che è toccata a gran parte della produzione di quelli che vengono considerati film di serie B. Il film risale al 1968 e vede John Phillip Law nei panni del ladro in calzamaglia nera, Marisa Mell in quelli di Eva Kant e Michel Piccoli nei panni dell'ispettore Ginko. Una menzione speciale merita anche la colonna sonora che era firmata da Ennio Morricone. Nel 1967 è uscito un film parodistico ispirato sul personaggio, Arriva Dorellik, diretto da Steno. Il film fu interpretato magistralmente dall'attore e cantante Johnny Dorelli: al suo primo ruolo di protagonista.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 la cantante Betty Curtis ha inciso un 45 giri ispirato al personaggio di Diabolik, che però non è mai stato legato a nessuna serie, film o cartone animato.

Nel maggio 2016 il cantautore Graziano Romani pubblica l'album Diabolik, Genius of Crime, ispirato alle atmosfere del fumetto e contenente, oltre ad una decina di brani autografi, la reinterpretazione di tre brani composti da Ennio Morricone per la colonna sonora del film Danger:Diabolik.

La copertina del booklet è un inedito di Giuseppe Palumbo.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 è stata realizzata una serie animata basata sull'antieroe: Diabolik (Diabolik - Track of the Panther), prodotta da Saban International, con la collaborazione dell'emittente francese M6, e Fox Television, composta da 40 episodi di 24 minuti (che mostra molte incongruenze col fumetto). Quasi poi a voler segnare una sorta di continuità del film di Mario Bava, il figlio Lamberto Bava, ha firmato la regia del videoclip dei Tiromancino Amore impossibile, dove i protagonisti sono: Diabolik (Daniel McVicar, interprete di Beautiful, scelto semplicemente per i suoi tratti simili a quelli di Diabolik), Claudia Gerini (nella parte di Eva Kant) e come cameo lo stesso John Phillip Law nella parte del "guardiano del museo". Oltre ai Tiromancino vi è anche il videoclip della band hip-hop statunitense Beastie Boys Body Movin' che riprende il personaggio di Diabolik, attraverso una parodia del film e utilizzando spezzoni del lungometraggio di Mario Bava.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Romanzi di Diabolik.

A metà degli anni '70 venne varata una pubblicazione semestrale dal nome "Il romanzo di Diabolik", che venivano distribuiti in edicola in albetti da circa 150 pagine l'uno. Scritti da vari sceneggiatori della testata principale, a volte ricalcavano i soggetti di storie già apparse in edicola ampliati con dettagli e sottotrame varie; altre volte si trattava invece di storie originali. La testata non ebbe molto successo e chiuse dopo una decina di numeri. Più di recente, Diabolik e Eva Kant sono protagonisti di 4 romanzi scritti da Andrea Carlo Cappi (sceneggiatore noto per Martin Mystere)

  • Diabolik: La Lunga Notte: Diabolik si imbarca in una sfida quasi impossibile, rubare 5 talismani di giada disseminati nel mondo; sulla sua strada l'immancabile Ginko, i servizi segreti di Clerville, gangster orientali e occidentali, una potente triade di Gau Long (versione diabolika di Hong Kong) e soprattutto un misterioso miliardario che sembra a conoscenza di molti segreti rimasti sepolti nel passato del Re del Terrore
  • Diabolik: Alba di Sangue: durante un colpo alla Zecca di Stato, qualcosa va storto Diabolik è costretto a lavorare per i Servizi Segreti sotto minaccia di morte per Eva; il viaggio lo porterà fino agli antipodi del mondo, ma anche indietro di circa 30 anni nel passato ancora vicino di Clerville all'epoca di una dittatura feroce; dittatura che i responsabili dei Servizi, su ordine di membri del Governo, vogliono riportare in auge; per fermarli, l'Inafferrabile Criminale ricorrerà ad alleati momentanei ed improbabili...
  • Diabolik: L'Ora del Castigo: nella precedente avventura, Diabolik ed Eva hanno attirato su di loro l'ira di una temibile trafficante di armi, Valentina Piaget; la donna, evasa con l'aiuto del suo socio ed amante, l'industriale delle armi Fairbanks, progetta la vendetta; dopo un primo tentativo non riuscito, il Genio del Delitto manda la sua compagna nella Repubblica del Rennert allo scopo di stornare gli inseguitori e progetta di infiltrarsi nella tana del nemico per ottenere due scopi: la vendetta e il furto di un oggetto rarissimo ed eccezionale!
  • Eva Kant: Il Giorno della Vendetta: Eva, ormai maturata al punto di poter agire in modo indipendente dal suo compagno, compie uno spettacolare furto nel Rennert, per allontanare l'attenzione da lui e per dimostrargli la sua abilità; ma Valentina Piaget la attende al varco, come pure Ginko e la polizia del Rennert

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Diabolik è stato protagonista del primo Radiofumetto, trasmesso dalla Rai a puntate su RadioDue, con l'adattamento di Armando Traverso e la regia di Arturo Villone. Le voci di Diabolik ed Eva Kant erano quelle di Luca Ward e Roberta Greganti.
Nel 2002, in occasione dei 40 anni del personaggio è stato anche pubblicato il primo Audiofumetto, tratto dal remake del primo episodio della serie: Diabolik, il re del terrore, registrato a Cinecittà, sempre con la regia di Arturo Villone.

Pubblicità e campagne sociali[modifica | modifica wikitesto]

Diabolik, come molti altri personaggi dei fumetti, è stato utilizzato anche nella pubblicità, soprattutto per campagne sociali, come quella contro l'eccessiva velocità e quella contro l'abbandono degli animali lungo le autostrade. È comparso anche in spot pubblicitari di tipo più commerciale, come quelli della Securmark, del Crodino e della Renault Twingo.

Collezionismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 la ditta Sorprese & Dintorni ha presentato le statue in resina di marmo a tiratura limitata dedicate al Re del Terrore. Ogni statua è dotata di certificato di garanzia e autenticità autografato da Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina. Nel 2009 la stessa Sorprese & Dintorni ha lanciato anche una linea di borse e accessori moda a marchio Diabolik, per l'uomo, e a marchio Eva Kant, per la donna.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Diabolik è stato anche protagonista di alcuni videogiochi sviluppati dalla software house italiana Simulmondo all'inizio degli anni novanta.

Nel 2007 è uscito Diabolik: The Original Sin sviluppato dalla software house italiana Artematica; un'avventura grafica completamente in 3D. Il tema della colonna sonora "Diabolik" è a cura di Andrea Vialardi.

Giochi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, per celebrare i 30 anni dell'uscita del fumetto, è stato realizzato un gioco da tavolo chiamato Caccia a Diabolik, edito dalla G.E.MI, e attualmente introvabile. Nel gioco, che ricalcava due storie pubblicate in quegli anni, Diabolik, eventualmente aiutato da Eva Kant, effettuava una rapina e doveva sfuggire a Ginko.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Diabolik, Eva Kant e l'ispettore Ginko hanno ispirato i personaggi topolineschi di Paperinik, Fantomius, Dolly Paprika e il commissario Pinko.
  • I collezionisti tipicamente suddividono i primi albi in "Diabolik Ingoglia" e "Diabolik Sodip". La "Ingoglia" era un piccolo distributore di Milano, alla quale Astorina affidò la distribuzione dei primi 17 albi di Diabolik. Poi man mano che il volume di vendite aumentava all'Astorina nacque l'esigenza di trovarne uno più grande, e scelsero la "Sodip". Con la distribuzione Sodip vennero ristampati anche i primi numeri (partendo da agosto 1964), che dunque sono effettivamente una seconda edizione (a distribuzione Sodip, per l'appunto). Inoltre i primi due albi, vengono effettivamente ridisegnati, e la copertina del n.1 presenta un paio di piccole differenze rispetto all'originale.
  • Per i tratti di Diabolik le sorelle Giussani hanno preso spunto dall'attore Robert Taylor[16] mentre per quelli di Eva Kant, dalla Principessa di Monaco Grace Kelly.
  • È nel volume "Diabolik". collana (i quaderni del fumetto italiano)" n.8 (1992) dell'editore Paolo Ferriani, che verranno svelati per la prima volta le inedite notizie, che il primo disegnatore del n.1 "Il Re del terrore" fu lo sconosciuto "Zarcone". L'autore della copertina fu Brenno Fiumali, mentre il creatore della testata fu il grafico pubblicitario Remo Berselli.
  • Nella puntata Ripulendo casa (6ª stagione, 2º episodio) della serie televisiva How I Met Your Mother, si scopre che il personaggio Barney Stinson era un fan di Diabolik. Nella sua cameretta possiede infatti un poster raffigurante una pagina del fumetto.
  • Diabolik appartiene al gruppo sanguigno AB negativo, come si evince negli episodi "Lo sparviero" e "Imboscata al rifugio".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luciano Canepari, Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  2. ^ Oreste Del Buono (a cura di) I grandi ladri. Il meglio del furto con destrezza, Mondadori, 1970, p. 702
  3. ^ Kenneth D. Nordin, Joseph Ursitti, Understanding the funnies: critical interpretations of comic strips, Procopian Press, 1997
  4. ^ Luca Raffaelli, Il fumetto: un manuale per capire, un saggio per riflettere, Il Saggiatore, 1997
  5. ^ Questi eventi vengono narrati ne Il Grande Diabolik 1/2014, La Vera Storia dell'Isola di King.
  6. ^ Da Il Grande Diabolik 1/2010, L'Ombra della Luna.
  7. ^ Diabolik n° 107, Diabolik, chi sei?
  8. ^ Il Grande Diabolik 1/2006, Gli anni perduti nel Sangue
  9. ^ Il Grande Diabolik 1/2009, Io sono Diabolik
  10. ^ Il Grande Diabolik 2000, Diabolik e Ginko: Tempesta di Ricordi
  11. ^ CINECHIACCHIERE E NON SOLO > DIABOLIK, su cinechiacchiereenonsolo.iobloggo.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  12. ^ Antenati:, su www.girodivite.it. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  13. ^ #CriticCOMICS - Diabolik, chi sei?, su www.criticaletteraria.org. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  14. ^ Diabolik anno XLIX n° 12, Fermate la Ghigliottina!
  15. ^ (EOIT) "Diabolik" in esperanto, dal sito della Gioventù Esperantista Italiana
  16. ^ Ascendenze di Diabolik

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Castelli e Mario Gomboli (a cura di), Diabolik, aster-dardo, 1974.
  • Lillo Gullo, Un buon cattivo, nostra intervista alle sorelle Giussani, autrici di Diabolik, in la Città Futura, nº 5, 1º febbraio 1978.
  • Paolo Ferriani e Franco Spiritelli, Diabolik, in I quaderni del fumetto italiano (grandi eroi), nº 8, 2ª ed., Paolo Ferriani editore, 1992.
  • Salvatore D'Angelo e Paolo Ferriani, Grande enciclopedia illustrata, in I quaderni del fumetto italiano (grandi eroi), nº 9, 2ª ed., Paolo Ferriani, 1992.
  • Simona Vassetti, Diabolik, in archivio comics, nº 4, Alessandro Tesauro, 1995.
  • Enzo Linari glamour (a cura di), Un giallo in maschera, international production, 1996. catalogo della mostra omonima
  • Patricia Martinelli (a cura di), Strisce di storia, Astorina, 1996. catalogo della mostra omonima
  • Salvatore D'Angelo e Andrea Agati ripostes, Collezionare Diabolik, 1997.
  • Andrea Agati, Da diabolik a Diabolikmania, Diabolik Club, 1997.
  • L'uomo dai mille volti, Lo Scarabeo Edizioni d'Arte, 1997.
  • Luigi Codazzi, Diabolik, in I classici del fumetto, presentato da Carlo Lucarelli, RCS, 1999.
  • Valentina Semprini (a cura di), Sulle tracce della pantera, Cartoon Club, 2000.
  • Mauro Giordani e Gisello Puddu (a cura di), 40 anni in nero, Mercury, 2001.
  • Carlo Scaringi (a cura di), Il mito Diabolik, in Superstar, Gremese, 2003.
  • Andrea Agati e Aberto Caroscio, Index illustrato 1-100, in I quaderni del fumetto italiano (grandi eroi), nº 24, Paolo Ferriani, 2005.
  • Lorenzo Altariva e Roberto Altariva, Guida alle pubblicazioni extra, in Clerville book, 2 volumi, 11-23, Diabolik club, 2006-2011.
  • Egisto Quinti Seriacopi (a cura di), L'uovo alla Diabolik, Dada, 2006. catalogo della mostra omonima
  • Roberto Altariva e Andrea Agati, Diabolik in the world, numeri 1-2-3-4-5, Diabolik club, 2007-2011.
  • Davide Barzi, Le regine del terrore, Edizioni DB, 2007.
  • Roberto Altariva, Cronistoria di un film, in Clerville book, nº 18, Diabolik club, 2008.
  • Vincenzo Mollica e Mario Gomboli (a cura di), Diabolik-Eva Kant: una vita vissuta diabolikamente, provincia di Roma, 2009. catalogo della mostra omonima
  • Guida al merchandising di Diabolik - gli allegati Lorenzo Altariva, Clerville Book, nº 20, Diabolik club, 2009.
  • Davide Barzi, Gino Marchesi: L'uomo che diede un volto a Eva Kant, Comune di Brembio, 2009. libro-catalogo della mostra dedicata a Gino Marchesi
  • Diabolik, la reĝo de la teroro, Edistudio, 2209, ISBN 978-88-7036-083-7.
  • Io sono Diabolik - l'autobiografia, Mondadori, 2010.
  • La Diabolika Astorina, Napoli, Comicon, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]