Diabolik

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Diabolik
Diabolik.jpg
Lingua orig. Italiano
Alter ego Sconosciuto
Autore Angela e Luciana Giussani
Editore Astorina
1ª app. 1º novembre 1962
1ª app. in Diabolik n° 1 "Il re del terrore"
Interpretato da John Phillip Law (film)
Voci italiane
Specie Umano
Sesso Maschio
Diabolik
fumetto
Logo Diabolik.png
Logo del fumetto, disegnato dall'architetto Remo Berselli
Testi Angela Giussani, Luciana Giussani
Editore Astorina
1ª edizione 1º novembre 1962
Periodicità mensile
Albi 844 (in corso)
Genere giallo

Diabolik (pronuncia [djaˈbɔːlik][1][2]) è un personaggio immaginario dei fumetti, creato nel 1962 da Angela Giussani e protagonista dell'omonima testata pubblicata dalla casa editrice milanese Astorina.[3][4] In poco tempo raggiunse alte tirature arrivando a diventare un fenomeno di costume studiato da sociologi ed esperti di comunicazione.[5] Ha portato alla nascita del genere del fumetto nero italiano del quale è stato il precursore generando numerosi epigoni a partire dal 1964, quando il fenomeno esplose,[5] pubblicati nel caratteristico formato libretto tascabile che la testata fece diventare famoso e imitato dopo essere esordito in edicola nel novembre 1962[3]; viene da allora edito senza interruzioni e ha superato gli 800 numeri pubblicati[5]; i primi numeri della serie hanno raggiunto elevate quotazioni nel mercato del collezionismo[6][7][8]. Il personaggio ha poi avuto una trasposizione cinematografica nel 1968 diretta dal regista Mario Bava, una serie a cartoni animati e un vasto merchandising.[4] Edizioni tradotte sono state pubblicate in molti paesi europei, americani, e africani.[4][9] Il successo del personaggio è tale da generare anche parodie sia a fumetti, come Cattivik, personaggio creato da Bonvi nel 1965[10][11] che a film, come Arriva Dorellik diretto da Steno[12] o Sadik, episodio del film Thrilling[13].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albi di Diabolik e Il grande Diabolik.

Il personaggio venne creato da Angela Giussani, autrice anche delle prime sceneggiature che, a partire dal nº 14, venne affiancata per la realizzazione delle storie dalla sorella Luciana.[3][4] La serie ha esordito nel novembre 1962 edita dalla casa editrice Astorina che ne continua le pubblicazioni da oltre cinquanta anni; i primi quattro anni la pubblicazione venne divisa in due serie, la prima edita dal 1962 al 1964 e la seconda nel 1965 mentre dal 1966 la suddivisione viene fatta per annate.[14] Alle sceneggiature, oltre alle sorelle Giussani, si sono alternati autori come Giancarlo Berardi, Pier Carpi, Alfredo Castelli, Nino Cannata e molti altri[15] come Mario Gomboli, direttore della casa editrice[16] e Patricia Martinelli, precedente direttore della testata[15]; alla realizzazione grafica del personaggio si sono alternati nel tempo diversi disegnatori fra i quali: Zarcone (autore solo del primo numero)[17], Sergio Zaniboni, Brenno Fiumali (autore anche della prima copertina), Enzo Facciolo, Franco Paludetti, Remo Berselli (creatore anche della testata), "Kalissa" Giacobini, Flavio Bozzoli, Lino Jeva, Eros Kara, Luigi Marchesi (ridisegna tra l'altro il primo numero per la ristampa), Giorgio Montorio, Glauco Coretti, Giancarlo Alessandrini, Leo Cimpellin, Giovanni Freghieri, Carlo Peroni e altri come Mario Cubbino, Gabriele Pennacchioli.[15]

Il formato degli albi di Diabolik, di piccola dimensione per poter essere tascabili (11,5x16,9 cm), venne ideato per venire incontro alle esigenze dei pendolari che Angela Giussani osservava ogni mattina da casa sua nelle vicinanze della stazione[18][19][20] e divenne lo standard anche per tutti gli epigoni[3][21].

Il primo numero ha una copertina realizzata da Brenno Fiumali mentre la storia fu disegnato da un autore del quale si sa solo il cognome, Zarcone, e niente altro. La trama è congegnata in modo che lettore non sappia all'inizio chi sia veramente Diabolik che così risulta una figura inquietante e imprevedibile. Il riscontro delle vendite non fu soddisfacente e si decise di pubblicare il numero successivo solo dopo tre mesi, nel febbraio del 1963, nel quale per prima volta il personaggio usa le maschere di gomma per camuffarsi. Il terzo numero viene pubblicato nel mese di marzo ed è il primo a essere disegnato in maniera professionale da Luigi Marchesi e vede l'esordi della sua spalla fissa, Eva Kant.[22]

Il primo distributore fu la Ingoglia, piccolo distributore di Milano, alla quale Astorina affidò la distribuzione dei primi 17 albi della serie per poi passare, con l'aumento del numero di copie vendute, a un distributore più grande,[senza fonte] la "Sodip"; con la distribuzione Sodip vennero ristampati anche i primi 17 numeri della serie, partendo da agosto 1964, che sono quindi una seconda edizione; i primi due albi vennero anche ridisegnati e la copertina del primo numero presenta piccole differenze rispetto all'originale.[15]

Lo stesso editore ha pubblicato anche due collane di ristampa della serie originale[4][15]: Diabolik R, edita dal 1978 al 2001 per 486 numeri[23] e Diabolik SWIISSS, edita dal 1994[24].

Diabolik è stato pubblicato anche all'estero: Argentina, Brasile, Colombia, Finlandia, Belgio, Messico, Francia, Germania, Danimarca (con il nome di "Satano"), Grecia, Israele, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Stati Uniti e Jugoslavia.[4] Nel 2009 è stata pubblicata una storia ("Il Re del Terrore") tradotta in esperanto[25].

Nel 2012 è stato pubblicato un volume intitolato "DK: work in progress", nel quale solo le prime due parti erano complete di disegni e colori, mentre le restanti erano realizzate a matita o ancora in fase di sceneggiatura;[senza fonte] nell'aprile 2013 la storia completa è stata pubblicata su Il grande Diabolik con il titolo "DK: Io so chi non sono".[26] Nel novembre 2015, l'Astorina ha presentato un nuovo progetto editoriale intitolato DK che presenta una versione alternativa del personaggio pubblicato nel formato tipico dei fumetti americani.[27]

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Angela Giussani, moglie dell'editore Gino Sansoni, all'interno della casa editrice del marito, l'Astoria, aveva creato una propria casa editrice che aveva battezzato Astorina.[22] Ricercando una idea che potesse risultare vincente ebbe l'intuizione di realizzare un fumetto con un formato tascabile, che fosse di facile lettura per i pendolari e che fosse poi possibile riporre in tasca.[21][3] Il target prescelto dei pendolari dal ritorno dal lavoro avrebbe potuto essere interessato a leggere qualcosa che fosse coinvolgente ma di facile lettura e di breve durata, per poter essere letto per intero durante un breve viaggio in treno e inoltre doveva costare poco.[22]

Per capire poi i gusti dei potenziali lettori, Angela condusse un'indagine di mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli (secondo un'altra versione, l'intuizione le venne per caso dopo aver trovato su un treno un romanzo di Fantomas).[senza fonte][non è chiaro]

All'epoca riviste come Grand Hotel avevano un successo notevole pubblicando storie a tinte forti a fumetti e la Giussani, ispirandosi anche alla tradizione editoriale del marito - che sin dagli anni cinquanta aveva pubblicato con successo romanzi che solleticavano la curiosità del tempo tramite titoli morbosi e copertine allusive - aveva capito che per attirare l'attenzione dei potenziali lettori, doveva puntare su questi elementi creando un personaggio che intimorisse il lettore suscitandone però anche ammirazione per la genialità e la temerarietà. Qualcosa di simile esisteva già, Fantômas, geniale ladro e assassino, personaggio creato da Pierre Souvestre e Marcel Allain e protagonista di una serie di romanzi d’appendice di inizio novecento che si faceva beffe delle forze dell'ordine e capace di dissimulare la propria identità attraverso efficaci travestimenti.[22] Non a caso nel romanzo "Diabolik: la lunga notte", il nome Souvestre viene dato a un contrabbandiere che viene ucciso da Diabolik.

L'origine di Diabolik in poi si può ricercare nei romanzi di appendice pubblicati a puntate nei quotidiani francesi i quali erano solitamente storie di facile consumo spesso a tinte forti con intrighi, delitti e rapimenti: non solo Fantômas - al quale Angela Giussani si ispirerà per creare Diabolik - ma anche Arsenio Lupin e Rocambole furono protagonisti di grande richiamo della narrativa popolare ottocentesca[28]. Alla fine degli anni cinquanta e nei primi sessanta altre testate avevano raggiunto un certo successo come quelle della Casa Editrice Universo, che pubblicava feuilleton a fumetti dalle tinte forti e partendo da queste la Giussani, ispirandosi anche alla tradizione editoriale del marito che era riuscito a raggiungere il successo pubblicando titoli nei quali si poneva l'accento su aspetti torbidi e morbosi. Serviva quindi un personaggio che incutesse paura ma anche che suscitasse ammirazione per la sua genialità e audacia.[22] Nel novembre 1962, ispirato a Fantômas e a Fantax, un altro personaggio dei fumetti crato in Francia nel 1946, venne creato Diabolik, un personaggio che avrebbe rilanciato con successo il fumetto nero in Italia anche se non mancarono controversie rispetto alla morale dell'epoca[28][29]. La copertina del primo numero della serie rappresentava una donna in primo piano che urlava di terrore e riportava termini come "brivido", "diabolico" e "terrore" oltre alla dicitura «per adulti». L'importanza di questa serie a fumetti è quella di aver permesso lo svecchiamento e lo scardinamento di un sistema nel giro di pochi anni[29]. Si decise inoltre d non contestualizzare in maniera precisa e riconoscibile le storie ma ambientarle in un mondo immaginario con scenari indefinibili e perciò molto è lasciato nell'indeterminatezza e molte domande sono lasciate senza risposta come le origini stesse del personaggio che verranno raccontate solo nel 1968 dopo ben 107 numeri nell'albo "Diabolik chi sei?".[29] Nelle prime storie del personaggio vengono riprese intere sequenze presenti nei romanzi di Fantômas così come la tecnica del flashback tipica di certi romanzi d'appendice. Fantômas era un criminale con le stesse doti di ladro gentiluomo di Lupin ma con una malvagità che mancava in quest'ultimo. I lettori venivano anche attirati da titoli espliciti come "L'impiccato senza volto", "La campana di sangue" o "La bara vuota" ma anche dalla genialità del protagonista e dal cinismo con cui uccideva riuscendo sempre a sfuggire alla giustizia, tutte caratteristiche che si ritrovano decenni dopo in Diabolik[30]. L'apparizione del poliziotto Juve e il giovane giornalista Fando sono solo alcune delle molte citazioni di Fantomas che si ritrovano nei fumetti Diabolik, che successivamente si baseranno su soggetti e ispirazioni originali[30].

Relativamente alla scelta del nome, nel febbraio 1962 uscì il film Totò diabolicus diretto da Steno[31][32]; il film è precedente all'esordio di Diabolik nelle edicole (novembre 1962) pertanto non è da ritenersi una parodia del genere ma più probabilmente si ispirava a un vero fatto di cronaca avvenuto a Torino nel 1958 e nel quale un misterioso assassino lasciò sul luogo del delitto una lettera nella quale si firmava Diabolich[33]. Probabilmente l'assassino si era ispirato a sua volta al romanzo del giallista Bill Skyline (alias Italo Fasan) dal titolo "Uccidevano di notte" e il cui protagonista si faceva chiamare Diabolic (senza l’acca finale)[34]. Nel 1962 le sorelle Giussani battezzarono “Diabolik” il loro personaggio oscuro e amante della sfida proprio come il misterioso assassino di Torino[35].

Per i tratti di Diabolik la Giussani prese spunto dall'attore Robert Taylor[36] mentre per quelli di Eva Kant, dalla Principessa di Monaco Grace Kelly.[senza fonte]

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Diabolik è un ladro e assassino spietato che riesce quasi sempre a portare a compimento i suoi piani. Fidanzato inizialmente con Elisabeth Gay, incontra poi la bellissima Eva Kant, che diverrà la sua compagna di vita e sua complice[37]. Insieme non si fanno scrupoli derubando ricche famiglie, banche o altri personaggi arricchiti spesso in maniera illecita, al fine di garantirsi una vita agiata e per finanziare nuove e complesse rapine, spesso tecnologicamente al limite dell'irreale ma di grande impatto emotivo[senza fonte][chi lo dice?]. L'incontro di Diabolik con Eva ne ammorbidirà col tempo il carattere, il quale, da spietato e crudele ladro e assassino diventerà un personaggio via via più umano, contraddistinto da una sua morale anche per assecondare il favore del pubblico del fumetto col trascorrere degli anni.[senza fonte] Anche Eva Kant evolve col tempo divenendo da amante sottomessa a complice indispensabile.

Le origini del personaggio vengono rivelate nel n° 5 (107) del 1968, Diabolik, chi sei?: unico sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali rotte dove fu allevato da una banda di criminali comandata da King dalla quale apprese le sue tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato. In seguito, altri albi (sia regolari che fuoriserie) narreranno particolari e avventure di Diabolik accadute durante la sua infanzia, adolescenza e giovinezza, contribuendo a spiegarne il carattere e le scelte di vita; in particolare, la collana "Il Grande Diabolik" pubblica storie ambientate nel passato del personaggio. Il resto della biografia è raccontata da alcuni albi della serie regolare e dagli albi speciali della serie Il grande Diabolik. Il nome anagrafico di Diabolik è ignoto. Di lui si sa che fu l'unico sopravvissuto di un naufragio e che venne ritrovato, poco più che neonato, su una scialuppa alla deriva a largo di un'isola popolata da alcuni pescatori e dai membri di banda criminale guidata da un boss chiamato King.[38][39] Insieme al bambino furono ritrovati alcuni documenti dal contenuto tuttora ignoto[40] ma della massima importanza, che portarono King a decidere di non eliminarlo ma di tenerlo con sé, accettando che crescesse sull'isola accudito un po' da tutti i membri dell'organizzazione che si riferivano a lui chiamandolo semplicemente il ragazzo. Diabolik ha trascorso i primi 22 anni della sua vita sull'isola di King girando liberamente per il quartier generale, dimostrando fin da piccolo un'intelligenza prodigiosa. Il ragazzo viene apprezzato da tutti e tutti gli insegnano qualcosa: da Dempur impara a tagliare pietre preziose e a riconoscere i falsi a vista d'occhio, dall'ingegner Suanda apprende i segreti del mondo dei motori, ma soprattutto grazie allo scienziato Wolf si appassiona alle scienze, in particolare la chimica in cui dimostra un talento unico.[38] Durante la sua adolescenza viene a sapere dell'esistenza nella jungla di una terribile pantera nera chiamata Diabolik che terrorizza i pescatori e i membri della banda. Scopre inoltre che il pericoloso animale è l'unico che King non è mai stato in grado di uccidere, arrivando a proibire a chiunque di avvicinarsi alla zona in cui abitualmente vive. Diabolik vuole vedere l'animale con i propri occhi, ma viene scoperto da uno scagnozzo di King mentre si addentra nella zona proibita: per farlo tacere, il futuro criminale commette il primo omicidio della sua vita, riuscendo a realizzare una messa in scena per fare in modo che l'omicidio sembri opera della pantera. Diabolik scopre che la pantera esce solo di notte e approfitta di una eclissi per vederla, rimanendo incantato dalla sua agilità nei movimenti e delle sue letali movenze aggraziate. Purtroppo Diabolik scopre che anche King ha avuto la stessa idea e approfittando dell'eclissi uccide la pantera per poi imbalsamarla. Da quel momento il futuro Re del Crimine inizia a provare una profonda avversione per King[41], arrivando a studiare e realizzare anni dopo un piano per derubare il boss di ogni avere ed ucciderlo proprio di fronte alla grande pantera imbalsamata[38]. Dopo aver derubato e ucciso King il ragazzo scappa dall'isola, ma viene rintracciato dagli uomini della banda, desiderosi di vendicare il loro capo, mentre cerca di vendere parte dei gioielli ad un ricettatore in oriente. Dopo una dura colluttazione viene salvato da un contrabbandiere di nome Ronin, che notando le potenzialità del giovane gli offre di entrare a far parte della propria scuola, luogo dove vige una rigida disciplina che tempra i migliori soldati e assassini mercenari del pianeta. Nella scuola il ragazzo adotta definitivamente il nome di Diabolik e si sottopone ai duri insegnamenti, intessendo anche una relazione con una ragazza, anche lei allieva, di nome Jin. Nel periodo gli vengono insegnate numerose tecniche che in seguito faranno parte della sua attività, come i mille trucchi che utilizza per seminare i nemici e il lancio del pugnale (in cui già eccelleva e che perfezionerà grazie ai consigli di Ronin). Affinerà anche il suo stile di combattimento, in precedenza efficace ma decisamente grezzo e non al livello degli avversari più forti, con lo studio di tutte le principali arti marziali. Inoltre, in questa scuola adotterà il famoso costume nero modificando la divisa rituale per poter essere più libero nei movimenti. Le cose precipitano e Jin, gelosa del talento di Diabolik, decide di ucciderlo e derubarlo. Diabolik riesce però a sconfiggere l'avversaria e ucciderla a malincuore. Poco tempo dopo la scuola viene distrutta e tutti gli allievi e i maestri, compreso Ronin, vengono uccisi da Walter Dorian, un criminale di Clerville sosia di Diabolik. Come unico sopravvissuto, Diabolik in apparenza uccide il criminale, impossessandosi della sua Jaguar E-Type e di tutte le sue proprietà ed assumendone l'identità[42].

Avendo perso l'unico amico della sua vita, Diabolik abbandona la scuola e, dopo aver perfezionato le sue maschere, si trasferisce a Clerville, dove Walter Dorian aveva parecchi possedimenti. In questa città incontrerà Natasha Morgan, potente boss a capo di una grande organizzazione criminale. Tra i due si instaurerà un rapporto singolare: la donna, affascinata dai suoi modi, lo aiuterà a perfezionare le sue tecniche criminali. Più avanti i due si separeranno, ma Natasha, segretamente innamorata di lui, verrà catturata dai suoi nemici e portata di forza su un aereo. La donna riuscirà però a chiudersi in cabina pilotaggio e, capendo di essere spacciata, si suicida facendo schiantare l'aereo, non prima di aver inviato un messaggio in cui dichiara che il dirottamento è opera di Diabolik. Questo gesto, pur non compiuto da lui in persona, gli sarà per sempre attribuito e contribuirà a far nascere il mito del "Re del Terrore"[43].

Poco tempo dopo Diabolik tornerà in Oriente, nel Deccan. Qui avviene il primo incontro tra lui e Ginko. L'ispettore, sulle tracce di trafficanti di droga, avrà il primo faccia a faccia col criminale e da quel momento inizia la loro eterna sfida. Poco tempo dopo, Ginko lo cattura, senza sapere che il criminale indossa una delle sue maschere (non ancora note alla polizia) e lo rinchiude nel carcere di massima sicurezza di Asen, da cui nessun detenuto è mai riuscito a fuggire. Tuttavia proprio grazie alle sue maschere, Diabolik riesce a fuggire poco tempo dopo semplicemente togliendosi la maschera e uscendo col suo volto normale, allora ancora sconosciuto[44].

Sempre nel Deccan Diabolik inizierà a ordire il colpo raccontato nel primo episodio della serie, Il re del terrore, che vede come vittime la famiglia Garian. Con un abile gioco di maschere e intrighi, Diabolik (sotto lo pseudonimo di Walter Dorian) rovina l'intera nobile casata. Farà la prima apparizione Gustavo Garian, che nei primi numeri sarà una sorta di assistente di Ginko. Nel primo numero facciamo anche la conoscenza di Elisabeth Gay, la prima ragazza di Diabolik, bella ma molto ingenua, che crede che il suo amante sia un ricco uomo d'affari. Sarà Elisabeth a scoprire la vera identità di "Walter" e a denunciarlo nel terzo numero, L'arresto di Diabolik. Sempre nel terzo numero fa la sua prima apparizione Eva che, dopo la denuncia di Elisabeth, salva il ladro dalla ghigliottina, facendo giustiziare al suo posto un fastidioso pretendente.

Gadget e armi[modifica | modifica wikitesto]

La Jaguar E, da tutti conosciuta come l'auto di Diabolik

Il personaggio non usa armi da fuoco se non molto raramente e a volte caricati con aghi narcotizzanti dimostrando comunque una mira infallibile. Usa in generale pugnali o altre armi bianche spesso dotati di accessori nell'impugnatura come una torcia elettrica o gas narcotizzanti o altri congegni lancia aghi avvelenati. Il personaggio è abile nel lancio dei pugnali divenendo questa una caratteristica della serie.

Inoltre conosce molti tipi di veleni e droghe grazie a quanto appreso sull'isola di King. Le droghe provocano gli effetti più disparati, dalla confusione all'annullamento della volontà del soggetto pur mantenendone lo stato di coscienza, fino ad arrivare a tecniche di condizionamento per mezzo dell'ipnosi. I veleni vengono iniettati spesso con aghi con cui punge direttamente la sua vittima o che spara tramite un tubicino. Per stordire o uccidere gli avversari può ricorrere ad altri espedienti come capsule di narcotico o gas mortale o altri congegni di sua invenzione più complessi. Spesso si cautela immunizzandosi dai veleni che usa o proteggendosi con filtri applicati all'interno del naso. Inoltre il personaggio ha rifugi sparsi un po' ovunque e pieni di trabocchetti come botole mortali, scariche elettriche, lanciafiamme, esplosivi, dispositivi lancianti aghi narcotizzanti o velenosi, lame, gas soporiferi o mortali. Ha una automobile Jaguar E con dispositivi per seminare gli avversari. Inoltre la sua fama di spietato criminale è ormai tale che basta la sua sagoma nera nel buio della notte per incutere terrore nelle vittime e pochi osano sfidarlo. Alcuni degli epiteti con cui è chiamato Diabolik, che rendono l'idea della sua fama, sono: Il Re del Terrore, L'Inafferrabile Criminale, Il Genio del Delitto, L'Assassino Fantasma, L'Assassino dai 1000 Volti, Il Genio della Rapina, Il Genio della Fuga, Il Genio del Male, Il Maledetto Criminale, L'Invincibile Criminale, L'Uomo dai 1000 Trucchi, L'Uomo senza Legge. Queste espressioni, utilizzate anche per dare il titolo ad alcuni albi a fumetti della serie, vengono talora effettivamente usate dai personaggi per soprannominare Diabolik.

Le maschere con le quali il personaggio camuffa la propria identità sono un elemento essenziale delle trame. Sono composte da una sostanza artificiale che simula la pelle umana e grazie alla quale riesce a replicare le fattezze delle sue vittime grazie alla straordinaria abilità nel modellarla riuscendo a riprodurre perfettamente i lineamenti di un volto. Questa sostanza è una resina vegetale proveniente da una piccola isola immaginaria i cui abitanti sono legati a Diabolik da un sentimento di riconoscenza. Successivamente è riuscito a sintetizzarla in laboratorio. La polizia di Clerville è addestrata a effettuare il controllo approfondito del volto del sospetto in modo da individuarne il camuffamento.

Comprimari[modifica | modifica wikitesto]

L'ispettore Ginko, l'eterno rivale di Diabolik
  • Elizabeth "Tina" Gay (1962-2006): Infermiera con la quale Diabolik instaurerà una breve relazione dopo averla conosciuta in ospedale. Nel terzo episodio della serie, dopo una lunga serie di indagini scoprirà chi è in realtà l'uomo del quale si è innamorata e lo denuncerà. Finirà rinchiusa in un manicomio.[22]
  • Eva Kant (1962-): Esordisce nel terzo numero della serie (L'arresto di Diabolik) e trova subito in Diabolik il compagno di vita ideale[22]; Era la vedova di Lord Antony Kant e conosce Diabolik quando lo scopre mentre lui sta tentando di rubarle un anello. Diviene la sua compagna e partecipando attivamente ai suoi crimini.[5][22] Col tempo il personaggio si è evoluto: nelle prime storie la donna aveva un ruolo decisamente subalterno a Diabolik, e spesso veniva ritratta mentre si disperava per essersi trovata in una vita da incubo, dalla quale non può fuggire per il grande amore da lei nutrito per il grande criminale. In un albo, Diabolik arriva addirittura a tentare di strangolarla dopo una sua disobbedienza (salvo poi retrocedere in nome del suo amore). Col tempo però il rapporto uomo-donna e di partnership tra Diabolik ed Eva è divenuto via via di perfetta uguaglianza, diversamente da quanto accade nella quasi totalità dei rapporti tra partner in altri fumetti. Lady Kant è diventata la controparte ideale di Diabolik, mutuando da lui i caratteri fondamentali del suo essere; lo stesso è accaduto a lui, che ha acquisito dalla sua donna alcuni lati del suo carattere. Eva si è inoltre imposta al lettore come modello di stile, in particolare per la sua indipendenza e negli anni è apparsa come icona visiva nella pubblicità e nella moda femminile, ma soprattutto come moderno modello di femminilità (caratteristica accentuata in particolare nel periodo compreso tra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta).
  • Ginko (1962-): poliziotto intelligente, determinato e integerrimo, è estremamente leale con il proprio avversario e ha fatto della caccia a Diabolik la sua ragione di vita, arrivando talvolta assai vicino alla meta ma la coppia Diabolik ed Eva Kant riescono sempre a raggiungere a farla franca.[5]
  • Gustavo Garian (1962-2012): Si tratta del primo personaggio comparso nel fumetto, e il primo a pronunciare il nome Diabolik. È il figlio di un ricco antiquario (la prima vittima del Re del Terrore) e il miglior amico del commissario Ginko.
  • King (1968): King è il ricco magnate proprietario dell'isola in cui cresce Diabolik. È il capo di una grossa organizzazione che opera in tutto il mondo che contrabbanda oggetti di valore. Viene ucciso dallo stesso Diabolik, che aveva capito che King lo avrebbe eliminato a sua volta per rubargli il segreto di come realizzare le maschere. Comparirà in seguito in altre storie, ma solo come flashback o ricordo di Diabolik.

Ambientazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clerville.

Clerville è la capitale dell'omonimo stato fittizio in cui Diabolik compie le sue attività criminali. Nei primi numeri della serie, il personaggio agiva a Marsiglia, poi gli autori decisero di inventare una città nuova, per evitare continue documentazioni sulla città ed essere libere di aggiungere località, laghi, fiumi, montagne ed opere costruite dall'uomo come dighe e cliniche private. Sembra che le sorelle Giussani si siano ispirate alla città di Parigi, così come del resto lo stato di Clerville appare chiaramente ispirato alla Francia ed agli Stati posti nella sua regione geografica (il Principato di Monaco, il Granducato del Lussemburgo ed il Belgio). In seguito, le Giussani adotteranno la stessa tecnica per paesi stranieri vicini, come il Beglait (dove Ginko incontrerà Altea) o il Rennert, e lontani come il Deccan o la metropoli asiatica Gau Long (analoga a Hong Kong).[senza fonte]

Si desume che Clerville sia all'interno di uno stato europeo visto che nel 2002 adotta l'euro come moneta. La moneta precedente non è mai stata nominata, ad eccezione che nel nº 2 (L'inafferrabile criminale), dove l'avvocato Bonard, presta a Payot, un poliziotto, 100 mila Lire e Diabolik, travestito da Bonard, a pagina 95 dice «Ecco qui le 100 mila Lire, me le renderai quando potrai». Ci sono persone ricche e benestanti, sia oneste che criminali, che divengono vittime dei piani del personaggio; cognomi sono tutti stranieri, mentre i nomi propri sono italiani per evitare casi di omonimia.[45]. Forse per echeggiare sia i vecchi romanzi di Liala, che talvolta aveva questa usanza, che i vecchi romanzi d'appendice stranieri e i vecchi film noir stranieri, in cui i nomi dei personaggi (ma ovviamente non i cognomi) venivano spesso italianizzati dal traduttore e dai doppiatori.[senza fonte] Inoltre sono presenti molti criminali e una forte organizzazione criminale simile alla mafia che in molti casi posseggono ricchezze delle quali Diabolik tenta di impadronirsi. Non mancano episodi in cui la vittima sia una persona facoltosa ma onesto di Clerville. A Clerville è ancora in vigore la pena capitale e spesso Diabolik ha rischiato di finire ghigliottinato. In tempi recenti[46] si è aperto un dibattito sociale sull'eventualità di sopprimerla. Ci sono altre cittadine piccole o grandi come ad esempio Ghenf, situata sul mare o su un lago, (Genf è il nome in lingua tedesca di Ginevra) ed covo di bande malavitose o Clemon, piccolo villaggio sulla costa abitato da pescatori con le stradine in acciottolato e il porticciolo ("Agguato sul fondo" 1968) o anche Colleverde, luogo in cui vive Bettina ("Angoscia" 1966), mentre Montvert è un paese sulle colline di Clerville. Esiste inoltre il Beglait, stato confinante con quello di Clerville, da cui proviene Altea di Vallenberg: si tratta di uno ex-stato monarchico, attualmente repubblica ma con una forte persistenza della nobiltà negli affari di stato.

Nel novembre 2005, la casa editrice Astorina ha pubblicato la Guida turistica di Clerville, un volume che contiene la mappa intera dello stato e della sua capitale, con tutti i riferimenti agli oltre settecento episodi.[39]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo numero della prima serie del personaggio, L'arresto di Diabolik, pubblicato nel marzo 1963, fu causa di una prima serie di denunce e processi penale dei quali furono oggetto Diabolik e altri epigoni negli anni sessanta. Angela Giussani, al fine di promuovere la nuova testata, aveva avuto l’idea di distribuirne copie omaggio ai ragazzi delle scuole medie e questo venne visto come un tentativo di traviamento della gioventù. Ne seguì un processo che, il 6 luglio 1964, assolse Angela Giussani dal reato di incitamento alla corruzione anche perché, si legge nella motivazione della sentenza, nella copertina il personaggio compariva con le manette ai polsi e sullo sfondo di una lugubre ghigliottina e la qual cosa induceva a pensare che il criminale avrebbe pagato per le sue colpe.[22]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diabolik (film).

Diabolik ha ispirato anche un film omonimo che lo vede protagonista e che si è avvalso della regia di Mario Bava. La pellicola, che all'epoca non ebbe un notevole successo in Italia, fu molto apprezzata dai Cahiers du Cinéma ed è diventata un piccolo culto all'estero; sorte che è toccata a molti altri di quelli che vengono considerati film di serie B. Il film risale al 1968 e vede John Phillip Law nei panni del ladro in calzamaglia nera, Marisa Mell in quelli di Eva Kant e Michel Piccoli nei panni dell'ispettore Ginko. Una menzione speciale merita anche la colonna sonora che era firmata da Ennio Morricone. Nel 1967 è uscito un film parodistico ispirato sul personaggio, Arriva Dorellik, diretto da Steno. Il film fu interpretato magistralmente dall'attore e cantante Johnny Dorelli: al suo primo ruolo di protagonista.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diabolik (serie animata).

Nel 2000 è stata realizzata una serie animata basata sull'antieroe: Diabolik (Diabolik - Track of the Panther), prodotta da Saban International, con la collaborazione dell'emittente francese M6, e Fox Television, composta da 40 episodi di 24 minuti (che mostra molte incongruenze col fumetto). Quasi poi a voler segnare una sorta di continuità del film di Mario Bava, il figlio Lamberto Bava, ha firmato la regia del videoclip dei Tiromancino Amore impossibile, dove i protagonisti sono: Diabolik (Daniel McVicar, interprete di Beautiful, scelto semplicemente per i suoi tratti simili a quelli di Diabolik), Claudia Gerini (nella parte di Eva Kant) e come cameo lo stesso John Phillip Law nella parte del "guardiano del museo". Oltre ai Tiromancino vi è anche il videoclip della band hip-hop statunitense Beastie Boys Body Movin' che riprende il personaggio di Diabolik, attraverso una parodia del film e utilizzando spezzoni del lungometraggio di Mario Bava.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Romanzi di Diabolik.

Nel 1969 venne varata una testata mensile distribuita in edicola dal nome "Il romanzo di Diabolik" che, nel formato ad albo di circa 150 pagine, pubblicava romanzi scritti da vari sceneggiatori della testata principale, a volte riprendendo soggetti già usati per le storie a fumetti e ampliati con dettagli e sotto-trame varie mentre altre volte si trattava di soggetti originali. La testata chiuse dopo trenta numeri nel 1971.[47]

Più recentemente, Diabolik e Eva Kant sono protagonisti di quattro romanzi scritti da Andrea Carlo Cappi:

  • Diabolik: La lunga notte: Diabolik si imbarca in una sfida quasi impossibile, rubare 5 talismani di giada disseminati nel mondo; sulla sua strada l'immancabile Ginko, i servizi segreti di Clerville, gangster orientali e occidentali, una potente triade della immaginaria città di Gau Long e soprattutto un misterioso miliardario che sembra a conoscenza di molti segreti rimasti sepolti nel passato del personaggio.
  • Diabolik: Alba di sangue: durante un colpo alla Zecca di Stato, qualcosa va storto Diabolik è costretto a lavorare per i Servizi Segreti sotto minaccia di morte per Eva; il viaggio lo porterà fino agli antipodi del mondo, ma anche indietro di circa 30 anni nel passato ancora vicino di Clerville all'epoca di una dittatura feroce; dittatura che i responsabili dei Servizi, su ordine di membri del Governo, vogliono riportare in auge; per fermarli, l'Inafferrabile Criminale ricorrerà ad alleati momentanei ed improbabili...
  • Diabolik: L'ora del castigo: nella precedente avventura, Diabolik ed Eva hanno attirato su di loro l'ira di una temibile trafficante di armi, Valentina Piaget; la donna, evasa con l'aiuto del suo socio ed amante, l'industriale delle armi Fairbanks, progetta la vendetta; dopo un primo tentativo non riuscito, il Genio del Delitto manda la sua compagna nella Repubblica del Rennert allo scopo di stornare gli inseguitori e progetta di infiltrarsi nella tana del nemico per ottenere due scopi: la vendetta e il furto di un oggetto rarissimo ed eccezionale!
  • Eva Kant: Il giorno della vendetta: Eva, ormai maturata al punto di poter agire in modo indipendente dal suo compagno, compie uno spettacolare furto nel Rennert, per allontanare l'attenzione da lui e per dimostrargli la sua abilità; ma Valentina Piaget la attende al varco, come pure Ginko e la polizia del Rennert

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Diabolik è stato protagonista del primo Radiofumetto, trasmesso dalla Rai a puntate su Rai Radio 2, con l'adattamento di Armando Traverso e la regia di Arturo Villone. Le voci di Diabolik ed Eva Kant erano quelle di Luca Ward e Roberta Greganti[48][49].

Nel 2002, in occasione dei 40 anni del personaggio, è stato anche pubblicato il primo audiofumetto, tratto dal remake del primo episodio della serie, Diabolik, il re del terrore, registrato a Cinecittà, con la regia di Arturo Villone.

Pubblicità e campagne sociali[modifica | modifica wikitesto]

Diabolik è stato utilizzato per campagne sociali, come quella contro l'eccessiva velocità e quella contro l'abbandono degli animali lungo le autostrade. È comparso anche in spot pubblicitari di tipo più commerciale, come quelli della Securmark, del Crodino e della Renault Twingo.

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2007 la ditta Sorprese & Dintorni ha presentato le statue in resina di marmo a tiratura limitata dedicate al personaggio. Ogni statua è dotata di certificato di garanzia e autenticità autografato da Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina.
  • Nel 2009 la Sorprese & Dintorni ha lanciato anche una linea di borse e accessori dedicate al personaggio, per l'uomo, e a Eva Kant, per la donna.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diabolik: The Original Sin.

Giochi da tavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, per celebrare i 30 anni dell'uscita del fumetto, è stato realizzato un gioco da tavolo chiamato Caccia a Diabolik, edito dalla G.E.MI. Nel gioco, che ricalcava due storie pubblicate in quegli anni, Diabolik, eventualmente aiutato da Eva Kant, effettuava una rapina e doveva sfuggire a Ginko.

Influenze e impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Diabolik appartiene al gruppo sanguigno AB negativo, come si evince negli episodi "Lo sparviero" e "Imboscata al rifugio".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luciano Canepari, Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  2. ^ Oreste Del Buono (a cura di) I grandi ladri. Il meglio del furto con destrezza, Mondadori, 1970, p. 702
  3. ^ a b c d e FFF - Fumetto, DIABOLIK, su www.lfb.it. URL consultato il 26 maggio 2017.
  4. ^ a b c d e f Diabolik, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 26 maggio 2017.
  5. ^ a b c d e Diabolik - uBC "Enciclopedia online del fumetto", su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 26 maggio 2017.
  6. ^ valutazionefumetti.it.
  7. ^ DIABOLIK - Prima serie n.1 - Il re del terrore (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 15 giugno 2017.
  8. ^ DIABOLIK - Prima serie n.1 - ed.2 (1963) - Il re del terrore (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 15 giugno 2017.
  9. ^ Diabolik (1967), su mymovies.it. URL consultato il 04 novembre 2016.
  10. ^ Cattivik, il nero genio del male di Bonvi, Silver, Bonfatti, su www.slumberland.it. URL consultato il 04 novembre 2016.
  11. ^ Cattivik e il fumetto nero - Chi? Come? Dove? Quando? Perché? - Un excursus dell'oscuro antieroe, su www.scanner.it. URL consultato il 04 novembre 2016.
  12. ^ Arriva Dorellik (1968), su mymovies.it. URL consultato il 04 novembre 2016.
  13. ^ Thrilling (1965), su mymovies.it. URL consultato il 04 novembre 2016.
  14. ^ Diabolik - testata, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  15. ^ a b c d e FFF - Testate, DIABOLIK, su www.lfb.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  16. ^ FFF - Mario GOMBOLI, su www.lfb.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  17. ^ volume "Diabolik" della collana i quaderni del fumetto italiano" n°8 del 1992 dell'editore Paolo Ferriani: vengono svelati per la prima volta che il primo disegnatore del n.1 fu lo sconosciuto "Zarcone" e l'autore della copertina fu Brenno Fiumali, mentre il creatore della testata fu il grafico pubblicitario Remo Berselli.
  18. ^ Diabolik compie cinquant'anni, su Il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2012. URL consultato il 04 novembre 2016.
  19. ^ Diabolik ha 50 anni - Living Corriere, in Living, 14 marzo 2012. URL consultato il 04 novembre 2016.
  20. ^ Un fumetto...Diabolik -, in Rai Teche, 1° novembre 2014. URL consultato il 04 novembre 2016.
  21. ^ a b Fumetti Neri - icollezionisti, su www.icollezionisti.com. URL consultato il 10 novembre 2016.
  22. ^ a b c d e f g h i I primi tre Diabolik - uBC Fumetti, su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  23. ^ Diabolik R, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 giugno 2017.
  24. ^ Diabolik SWIISSS, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 giugno 2017.
  25. ^ (EOIT) "Diabolik" in esperanto, dal sito della Gioventù Esperantista Italiana
  26. ^ Il Grande DIABOLIK, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 giugno 2017.
  27. ^ DK, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 20 giugno 2017.
  28. ^ a b I fumetti “neri” nascono con Fantax - afnews.info, in afnews.info, 07 giugno 2011. URL consultato il 04 novembre 2016.
  29. ^ a b c Fumetti neri, su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 21 novembre 2016.
  30. ^ a b Fantomas, il padre dei fumetti neri - afnews.info, in afnews.info, 12 aprile 2011. URL consultato il 04 novembre 2016.
  31. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Totò Diabolicus (1962), su mymovies.it. URL consultato il 22 novembre 2016.
  32. ^ Totò diabolicus - Film (1962), su ComingSoon.it. URL consultato il 22 novembre 2016.
  33. ^ Carlo Scaringi, Il mito Diabolik, Gremese Editore, 1° gennaio 2003, ISBN 9788884400888. URL consultato il 22 novembre 2016.
  34. ^ L'assassino che si firmava Diabolich Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 22 novembre 2016.
  35. ^ Da Diabolich a Diabolik: storia di un assassino, tra mito e realtà -, in Cronaca-Nera.it, 16 marzo 2013. URL consultato il 22 novembre 2016.
  36. ^ MadManMoon, Art Villone - Radio Diabolik - Chi è Diabolik, su www.arturovillone.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  37. ^ nel terzo numero della serie
  38. ^ a b c Diabolik nº 107, Diabolik, chi sei?
  39. ^ a b #CriticCOMICS - Diabolik, chi sei?, su www.criticaletteraria.org. URL consultato il 26 maggio 2017.
  40. ^ Questi eventi vengono narrati ne Il Grande Diabolik 1/2014, La Vera Storia dell'Isola di King.
  41. ^ Da Il Grande Diabolik 1/2010, L'Ombra della Luna.
  42. ^ Il Grande Diabolik 1/2006, Gli anni perduti nel Sangue
  43. ^ Il Grande Diabolik 1/2009, Io sono Diabolik
  44. ^ Il Grande Diabolik 2000, Diabolik e Ginko: Tempesta di Ricordi
  45. ^ #CriticCOMICS - Diabolik, chi sei?, su www.criticaletteraria.org. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  46. ^ Diabolik anno XLIX nº 12, Fermate la Ghigliottina!
  47. ^ FFF - IL ROMANZO DI DIABOLIK, su www.lfb.it. URL consultato il 26 maggio 2017.
  48. ^ Radio 2 Radio2 a Fumetti - Diabolik, Rai, 9 ottobre 2012. URL consultato il 19 aprile 2017.
  49. ^ Il primo novembre 2000 Diabolik ha compiuto trentott’anni. E dal 13 novembre la saga del ladro in calzamaglia e della bella Eva diventa un radiofumetto, il primo nel genere, se si escludono alcune puntate di ”Dick Tracy” trasmesse dalla vecchia Eiar agli albori della radio, su Cinquantamila.it, 9 novembre 2000. URL consultato il 19 aprile 2017.
  50. ^ 1964-93, su Diabolik Club. URL consultato il 19 aprile 2017.
  51. ^ Davide Spotti, Diabolik: Original Sin arriva su console, su SpazioGames.it, 1º gennaio 2007. URL consultato il 19 aprile 2017.
  52. ^ Cristiano Ghidotti, Diabolik torna a “rubare” su console con The Original Sin, su Webnews, 24 febbraio 2009. URL consultato il 19 aprile 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Enzo Linari glamour (a cura di), Un giallo in maschera, international production, 1996. catalogo della mostra omonima
  • Patricia Martinelli (a cura di), Strisce di storia, Astorina, 1996. catalogo della mostra omonima
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  • Davide Barzi, Le regine del terrore, Edizioni DB, 2007.
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  • Vincenzo Mollica e Mario Gomboli (a cura di), Diabolik-Eva Kant: una vita vissuta diabolikamente, provincia di Roma, 2009. catalogo della mostra omonima
  • Guida al merchandising di Diabolik - gli allegati Lorenzo Altariva, Clerville Book, nº 20, Diabolik club, 2009.
  • Davide Barzi, Gino Marchesi: L'uomo che diede un volto a Eva Kant, Comune di Brembio, 2009. libro-catalogo della mostra dedicata a Gino Marchesi
  • Diabolik, la reĝo de la teroro, Edistudio, 2209, ISBN 978-88-7036-083-7.
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