Diabolik (film 1968)
Diabolik è un film del 1968 diretto da Mario Bava.
È ispirato all'omonimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani e riprende le situazioni di alcuni episodi della serie a fumetti, in particolare quelli intitolati Sepolto vivo!, Lotta disperata e L'ombra nella notte.
È considerato da alcuni uno dei migliori film pop degli anni sessanta,[1] un misto di pop art, optical art, psichedelia e futurismo,[1] ed ha influenzato film come CQ, diretto da Roman Coppola nel 2001. Coppola ha infatti dichiarato che il film di Bava gli è servito per dare il "mood audiovisivo" al suo lungometraggio.[2]
Nel 2008, la rivista britannica Empire lo ha inserito al 429º posto nella propria lista dei 500 migliori film di sempre.[3]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Diabolik ruba dieci milioni di dollari davanti all'Ispettore Ginko, raggirandolo con l'ausilio di alcuni fumogeni, e fugge a bordo di un motoscafo e successivamente su una Jaguar nera, inseguito da un elicottero della polizia, entrando in una galleria dove l'attende a bordo di una Jaguar bianca la fidanzata Eva Kant. Seminati i poliziotti, i due giungono al loro rifugio sotterraneo.
Intanto il ministro degli interni convoca una conferenza stampa e annuncia il ripristino della pena di morte per combattere il crimine. Diabolik ed Eva si recano sul posto, travestiti da giornalisti, e sprigionano del gas esilarante, provocando le risate di tutti i presenti. Il giorno dopo, il ministro si dimette e l'ispettore Ginko ordina una retata in grande stile contro l'impero criminale gestito dal boss Ralph Valmont; questi è costretto a fare un patto con l'ispettore Ginko e promette di consegnare Diabolik alla polizia.
Diabolik decide di regalare ad Eva una collana di smeraldi di proprietà di lady Clark per il suo compleanno. Immaginando l'intenzione di Diabolik, l'ispettore Ginko fa circondare il castello di lady Clark dalla polizia. Diabolik indossa un costume bianco al posto del classico costume nero, si arrampica sulla torre del castello, e una volta entrato inganna i poliziotti inserendo una fotografia davanti alle telecamere e si impossessa della collana senza alcun problema.
Intanto Valmont, grazie alla descrizione di una prostituta, ottiene un identikit di Eva, quindi la rapisce e chiede a Diabolik come riscatto dieci milioni di dollari e la collana di smeraldi. I due si incontrano per lo scambio sull'aereo di Valmont, il quale rivela a Diabolik che solo dopo la consegna degli smeraldi sarà paracadutato sulla capanna dove Eva è prigioniera, ma Diabolik si lancia con il paracadute trascinandolo con sé, e, in volo, gli fa ammettere che l'ispettore sa di questo appuntamento. Arrivato sul posto, Diabolik riesce a liberarla e uccide Valmont, quindi cade in uno stato di morte apparente ingerendo della droga; si risveglia all'obitorio, mentre sta subendo un'autopsia, e viene portato via da Eva, travestita da infermiera.
Il nuovo ministro degli interni mette una taglia di un milione di dollari sulla testa di Diabolik; per tutta risposta, questi fa esplodere tutti i palazzi del fisco, provocando una crisi economica senza precedenti. Il nuovo ministro delle finanze appare in televisione, appellandosi al buon senso dei cittadini, perché spontaneamente si rechino a pagare le tasse, provocando però l'ilarità generale.
Lo Stato decide di fondere venti tonnellate di lingotti della riserva aurea in un unico grande lingotto d'oro del peso di venti tonnellate, che sarà trasportato su un treno. Diabolik distrugge il treno facendolo precipitare in mare, quindi si immerge e recupera il lingotto con un sommergibile, portandolo al rifugio e fondendolo. L'ispettore Ginko riesce però a localizzare il rifugio e vi fa irruzione. Eva riesce a fuggire, mentre Diabolik viene investito da un getto d'oro fuso e immobilizzato.
Vestita a lutto, Eva si reca a rendere l'ultimo saluto al compagno, ridotto ad una statua, e viene raggiunta dall'ispettore Ginko. Approfittando di un attimo di distrazione dell'ispettore, Diabolik fa l'occhiolino ad Eva, dimostrando di essere ancora vivo, e una risata diabolica echeggia nel rifugio.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Regia
[modifica | modifica wikitesto]Di un film tratto dal fumetto Diabolik si cominciò a parlare nel 1965, quando entrò in produzione il film Kriminal, diretto da Umberto Lenzi e tratto dall'omonimo fumetto di Max Bunker.[4] Nello stesso anno il produttore Dino De Laurentiis acquistò i diritti del fumetto creato dalle sorelle Giussani e, agli inizi del 1966, affidò la regia a Tonino Cervi.[5] Tuttavia, a causa di divergenze creative, Cervi fu licenziato dopo una sola settimana.
In seguito alla defezione di Cervi la produzione si trovò in stallo; il futuro regista Corrado Farina, che all'epoca collaborava alle sceneggiature del fumetto, si offrì per dirigere il film, ma venne rifiutato a causa della scarsa esperienza; fu comunque Farina a proporre Mario Bava, conosciuto per alcuni horror all'italiana. De Laurentiis approvò questa scelta, poiché il film avrebbe necessitato di effetti speciali per l'epoca all'avanguardia e Bava era considerato uno dei maggiori esperti in materia.[6] Bava, che aveva appena diretto il film d'avventura I coltelli del vendicatore, accettò di dirigere il film, ottenendo così il budget più alto della sua carriera: 200 milioni di lire.[1] Budget comunque relativamente basso per gli standard di De Laurentiis.[7]
Cast
[modifica | modifica wikitesto]Per interpretare il personaggio di Diabolik, Tonino Cervi aveva scelto Jean Sorel,[5]; quando Bava prese le redini del progetto, tuttavia, mostrò di non gradire l'attore e decise di sostituirlo. Nello stesso momento John Phillip Law si trovava in Italia per le riprese di Barbarella, altro film prodotto da De Laurentiis; poiché le riprese di quel film avevano subito forti ritardi, De Laurentiis propose a Law di interpretare Diabolik, adducendo come motivazione la stretta somiglianza dell'attore col personaggio[8]. Occorre notare che, nel 1966, in quarta di copertina degli albi di Diabolik era comparso un avviso di casting call per un attore che possedesse le caratteristiche fisiche del personaggio, che avrebbe impersonato Diabolik "in un film di prossima fattura"; si trattò in effetti di una trovata pubblicitaria, poiché all'epoca le trattative per John Philip Law erano già state chiuse e non fu mai effettuato un casting di quel tipo[9].
Per quanto riguarda il personaggio di Eva Kant fu inizialmente scelta una modella, amica di un uomo della produzione, il cui nome non è mai stato rivelato.[8] A causa della scarsa attitudine alla recitazione, ella fu presto sostituita da Catherine Deneuve.[8] Anche l'attrice francese fu però sostituita, poiché Bava non gradiva la sua interpretazione e la Deneuve rifiutava di girare scene di nudo.[8] La parte fu dunque affidata a Marisa Mell, che si trovava in Italia dopo aver finito di girare Che notte, ragazzi!.
Il ruolo dell'ispettore Ginko andò all'attore francese Michel Piccoli. L'annuncio di questo casting suscitò non poche perplessità, poiché Piccoli era fisicamente meno aitante e molto diverso dal corrispettivo a fumetti; le sorelle Giussani, che apprezzavano l'attore, ebbero tuttavia a dire che "Ginko si riconosce da quello che fa e dice, non dal suo volto". Il loro giudizio si rivelò corretto: l'interpretazione di Piccoli fu apprezzata, mentre le critiche si concentrarono su John Philip Law e Marisa Mell, molto somiglianti ai protagonisti del fumetto, ma privi del carisma necessario a interpretarli[10][11]. Un altro straniero da segnalare è l'irresistibile Terry-Thomas, qui nella parte di un politico “riciclato”, che dopo le dimissioni da Ministro dell'Interno viene nominato Ministro delle Finanze: il comico britannico costituisce fra l'altro un trait d'union con il parodistico – e per De Laurentiis problematico – Arrriva Dorellik, della stagione precedente (è lo sconclusionato commissario di Scotland Yard).
Il personaggio di Ralph Valmont invece fu creato appositamente per il film e affidato ad Adolfo Celi, ancora fresco del successo planetario di Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono), (qui però con la voce di Emilio Cigoli)[12]; con lui diversi validi attori italiani, come Caterina Boratto, Carlo Croccolo, Claudio Gora, e Renzo Palmer, curiosamente presente sia come interprete (il nuovo Ministro degli Interni) sia come doppiatore di Terry-Thomas. Tra i personaggi secondari, infine, una parte anche per l'ex-pugile Tiberio Mitri.
Riprese
[modifica | modifica wikitesto]Le riprese del film iniziarono l'11 aprile 1967 e terminarono il 18 giugno dello stesso anno.
Sul set ci furono molti screzi tra Bava e De Laurentiis, soprattutto a proposito delle sequenze di violenza che Bava voleva inserire per rimanere fedele al fumetto. De Laurentiis lo convinse però a evitarle, temendo la censura.[1] Bava ebbe anche alcuni problemi con John Phillip Law, da lui considerato troppo anonimo e poco preparato.[1]
Contemporaneamente a questo film, il regista Steno stava lavorando a una parodia del fumetto originale, con Johnny Dorelli nei panni del ladro imbranato Dorellik; il titolo di lavorazione era proprio "Dorellik". Nel timore che l'assonanza dei titoli potesse creare confisione, De Laurentiis ottenne in extremis che il titolo dell'altra pellicola fosse cambiato in Arrriva Dorellik.[4]
Pur essendo una coproduzione italo-francese, il film fu girato in lingua inglese: le riprese degli interni furono realizzate negli studi De Laurentiis di Roma, mentre gli esterni furono girati tra Tor di Caldano e Torino.[7] Il film presenta scenografie piuttosto scarne: ad esempio, la grande caverna che fa da rifugio per Diabolik ed Eva Kant era in realtà vuota, e tutti i dettagli e le suppellettili sono in realtà fotografie e vetrofanie applicate direttamente sull'obiettivo della cinepresa.[1][8] Law e De Laurentiis rimasero piacevolmente sorpresi da questi semplici ma efficaci effetti, e il produttore suggerì scherzosamente di dichiarare alla Paramount che il set fosse costato 200.000 dollari!.[8]
Al termine delle riprese Mario Bava riuscì a non spendere tutto il budget a disposizione.[7] De Laurentiis pensò così di utilizzare le risorse per girare un sequel del film, affidandogli nuovamente la regia, ma Bava rifiutò nettamente: «Mi ha chiamato per dirigere il seguito. Gli ho fatto dire che sono ammalato, invalido a letto, permanentemente», dichiarò il regista.[13] Il regista aveva trovato la lavorazione del film molto faticosa, e non era soddisfatto del risultato finale, lontano dal film violento e sanguinario che aveva in mente.
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]| Diabolik colonna sonora | |
|---|---|
| Artista | Ennio Morricone |
| Featuring | Christy |
| Pubblicazione | 2001 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 33 |
| Genere | Colonna sonora |
| Etichetta | Pallottola Foro, Sycodelic |
| Formati | CD |
| Singoli | |
| |
La colonna sonora del film, composta da Ennio Morricone, è stata pubblicata solamente nel 2001 in due diverse edizioni su CD dalle etichette Pallottola Foro e Sycodelic. Precedentemente inedita, era stato pubblicato solamente il brano Deep Down, interpretato da Christy (Maria Cristina Brancucci), come lato B del singolo Amore amore amore amore, tratto dalla colonna sonora del film Un italiano in America.
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Deep Down
- Yes Sir, No Sir
- Charading Chauffeurs In Wait
- Driving Decoys
- Into The Cave
- Diaboliks Hide Out
- The Shower (Deep Down 2)
- Logical Suggestion
- Money Orgy
- Criminal/Justice Solution
- Headlines (Organ Freak Out 1)
- Valmont's GoGo Pad
- Dumped By Dimocracy
- Eva's Holy Dress (Deep Down 3)
- Diabolik Capture-Conference)
- Gunfight At Red Sands
- Eva's Sketchy I.D.
- Metamorphosis (Organ Freak Out 2)
- Emerald Bikini (Deep Down 4)
- Doctor Vinear's I.D. Prescription
- Downhill Decoy
- Vinear's X-Out Session/Death/Life
- Jenko's Plan Derails
- Guinness's Gold Bar
- Bubbles (Extracting Au from H2O)
- Under Wah-Wah (Extracted Au from H2O)
- Now Go!!
- Eva Alone
- The Pyrite Wink (Deep Down 5)
- Last Laff
- O.K. Connery
- Valmont (Underworld Don)
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Manifesti
[modifica | modifica wikitesto]La realizzazione dei manifesti del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Renato Casaro.
Slogan promozionali
[modifica | modifica wikitesto]Date
[modifica | modifica wikitesto]Il film uscì in Italia il 24 gennaio 1968. In Francia fu distribuito il 12 aprile 1968.
Titoli alternativi
[modifica | modifica wikitesto]Il film uscì negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia come Danger: Diabolik, in Spagna come Diabolik, in Germania Ovest come Gefahr: Diabolik e in Brasile come Perigo: Diabolik.[7]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Costato 200 milioni di lire, il film incassò in totale 265 milioni (dunque recuperando di appena 65 milioni i costi di produzione),[1] un introito assai inferiore rispetto alle aspettative prefissate: al botteghino fu il 47° della stagione,[14] 28° tra gli italiani.
Molto più soddisfacenti furono gli incassi all'estero, in particolare in Francia. Comunque, deluso dagli incassi registrati in Italia, De Laurentiis accantonò l'idea di realizzarne un sequel.[1]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Alla sua uscita, la critica cinematografica italiana si divise sul film. Tullio Kezich affermò che « nello stupidario degli anni sessanta, magari in una nota a pié di pagina, c'è un posticino per Diabolik », anche se salvò « lo specialista Mario Bava, che si destreggia bene fra caverne sotterranee con attrezzatura cibernetica e Jaguar nere inseguite dagli elicotteri. »[15]
Di diverso parere su Bava fu Morando Morandini, allora critico del quotidiano Il Giorno: « alle prese col famoso personaggio, il più inventivo regista italiano del fantastico è un po' a disagio, nonostante i mezzi e un cast di noti attori, »[16] mentre Giovanni Grazzini scrisse: «L'amalgama di avventura, di farsa, di sadismo e di nudità ne fa un film di moda».[17]
Trent'anni dopo, anche Paolo Mereghetti si dimostrò indulgente con il regista: « Mario Bava sopperisce alle carenze della storia con impennate barocche e tocchi sarcastici. Scenografie pop-art e notevoli musiche »,[18] così come spese parole positive Leonard Maltin, che sintetizzò l'opera in questo modo: « le divertenti e ironiche avventure del supercriminale Diabolik, con costumi e location bizzarre e una colonna sonora psichedelica di Ennio Morricone. Un indimenticabile campionario della vita anni Sessanta. »[19]
Sempre nel periodo della sua uscita, suscitò molto scalpore la scelta di Michel Piccoli per il ruolo dell'ispettore Ginko, poiché tra l'attore e il personaggio dei fumetti non sussisteva alcuna somiglianza fisica. Pare che le stesse Sorelle Giussani avessero però suggerito che "Ginko si riconosce per quello che fa, non per il suo volto". Il giudizio delle creatrici di Diabolik si rivelò in effetti esatto: le critiche dei fan infatti risparmiarono Piccoli e si concentrarono su Marisa Mell, identica a Eva Kant ma per nulla in parte, compreso il fatto che non ha mai l'abituale chignon dell'originale, ma (una parrucca di) lunghi capelli platinati, sciolti e lisci.
In tempi recenti il film è divenuto un cult movie. Alberto Pezzotta scrive: «Pur restando un film su commissione, Diabolik si stacca dalla media degli analoghi film dell'epoca e riesce dove aveva fallito Modesty Blaise di Joseph Losey: vale a dire nel trasporre al cinema il mondo dei fumetti adottando lo stile delle ultime avanguardie artistiche».[1] La rivista Nocturno scrive: «Gioiello nato per esigenze "alimentari" che, pur restando distante dalla materia trattata, invita a una rilettura pop del criminale in calzamaglia inventato dalle sorelle Giussani».[5]
All'estero il film fu invece subito amato, soprattutto in Francia. La prestigiosa rivista francese Cahiers du cinéma apprezzò molto il film, scrivendo: «Gli effetti anamorfici, gli sbandamenti di ordine percettivo in ogni inquadratura, la costante discontinuità spazio temporale, concorrono alla costruzione di un universo dalla bellezza prorompente, improbabile e autoritaria».[20]
Il film fu apprezzato anche dal noto critico Roger Ebert, che scrisse: «Forse perché è meno pretenzioso, Diabolik ha avuto più successo di Barbarella, ed è anche più divertente».[21]
Omaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Diabolik è stato citato e omaggiato oltre che da CQ di Roman Coppola anche nel videoclip Body Movin, realizzato dai Beastie Boys.
- Anche l'album di debutto dei Fantômas è stato influenzato dal film.
- Il figlio di Mario Bava, Lamberto, diresse il videoclip dei Tiromancino Amore impossibile, con protagonisti Diabolik (interpretato da Daniel McVicar) ed Eva Kant (Claudia Gerini). Vi appare anche lo stesso John Philip Law nella parte di una guardia giurata narcotizzata da Diabolik.
- Nel film giapponese Sexual Parasite: Killer Pussy, diretto da Takao Nakano nel 2004, è presente in una sequenza la canzone Deep Down.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Alberto Pezzotta, Mario Bava, Milano, Il Castoro Cinema, 1995.
- ↑ Gabriele Acerbo & Roberto Pisoni, Lounge Cinema, intervista a Roman Coppola contenuta in Kill, Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Roma, unmondoaparte, 2007.
- ↑ (EN) Willow Green, The 500 Greatest Movies Of All Time, su Empire, 3 ottobre 2008. URL consultato il 17 luglio 2016.
- 1 2 Roberto Curti, Diabolika: Supercriminals, Superheroes and the Comic Book Universe in Italian Cinema, Midnight Marquee Press, 2016, ISBN 978-1-936168-60-6.
- 1 2 3 Autori vari, Genealogia del delitto. Guida al cinema di Mario & Lamberto Bava, Milano, Dossier Nocturno n. 24, 2004.
- ↑ Intervista a Dino De Laurentiis presente nel documentario Diabolik. Dal fumetto al film, disponibile sul DVD della Paramount.
- 1 2 3 4 Gabriele Acerbo & Roberto Pisoni, Diabolik in saldo, intervista a Dino De Laurentiis contenuta in Kill, Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Roma, unmondoaparte, 2007.
- 1 2 3 4 5 6 Gabriele Acerbo & Roberto Pisoni, Chi ha paura di Eva Kant?, intervista a John Phillip Law contenuta in Kill, Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Roma, unmondoaparte, 2007.
- ↑ Il Grande Diabolik 2/2004, editoriale
- ↑ GDK 2/2003, editoriale
- ↑ Danger: Diabolik, DVD internazionale, featurette Who is Diabolik?
- ↑ IL MONDO DEI DOPPIATORI - La pagina di EMILIO CIGOLI, su antoniogenna.net. URL consultato il 27 aprile 2019.
- ↑ Intervista a Mario Bava della rivista Horror, 1971.
- ↑ su Hit Parade Italia, su hitparadeitalia.it.
- ↑ Tullio Kezich, Panorama, 1968.
- ↑ il Morandini 1999 – Dizionario dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini, Zanichelli, 1998
- ↑ Giovanni Grazzini, Corriere della sera, 27 gennaio 1968.
- ↑ Dizionario dei film a cura di Paolo Mereghetti, Baldini & Castoldi, 1998
- ↑ Leonard Maltin, Guida Film 2007, Zelig Editore, 2006
- ↑ Jean Narboni, Cahiers du Cinema n. 200, giugno-luglio 1968.
- ↑ Roger Ebert, Sunday Times, 4 dicembre 1968.
Voci correlate
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Diabolik
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Diabolik, su The Encyclopedia of Science Fiction.
- (EN) Diabolik, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Diabolik, su Comic Vine, Fandom.
- Diabolik, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Diabolik, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Diabolik, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Diabolik, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Diabolik, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Diabolik, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Diabolik, su FilmAffinity.
- (EN) Diabolik, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Diabolik, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (EN) Diabolik, su Soundtrack Collector.
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