Devil (film)

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Devil
Devil film.jpg
Logo del film.
Titolo originale Devil
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2010
Durata 80 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere orrore, thriller
Regia John Erick Dowdle
Soggetto M. Night Shyamalan
Sceneggiatura Brian Nelson
Produttore M. Night Shyamalan, Sam Mercer, Joseph Boccia
Casa di produzione Media Rights Capital
Night Chronicles
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Tak Fujimoto
Montaggio Elliot Greenberg
Musiche Fernando Velázquez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Devil (conosciuto anche come The Night Chronicles: Devil) è un film del 2010 diretto da John Erick Dowdle.

Il film è sceneggiato da Brian Nelson su un soggetto di M. Night Shyamalan, che figura tra i produttori della pellicola. È un thriller soprannaturale, primo capitolo di una trilogia denominata The Night Chronicles.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con un monologo in cui viene narrata una vecchia leggenda messicana, che racconta la storia del Diavolo che prima di reclamare l'anima dei Dannati li raduna in un un luogo dove li tortura fino alla morte. Durante una qualsiasi giornata lavorativa, un uomo si uccide gettandosi dall'ultimo piano di un alto palazzo. Il detective Bowden, durante lo svolgimento delle indagini, si ritrova inoltre ad indagare su cinque persone misteriosamente bloccate in un ascensore dello stesso palazzo: l'ex marine Tony, la giovane Sarah, la guardia giurata Ben, l'anziana signora Jane e il signor McCormick. Si scoprirà che McCormick, un venditore di materassi, ha rovinato diverse persone, Sarah è una bugiarda per natura, Ben ha mandato in coma una persona, la signora Jane è una ladra e Tony un assassino. Strani fatti avvengono all'interno dell'ascensore e il guardiano Ramirez, mentre osserva i movimenti dei cinque dalle telecamere di sicurezza, resta inquietato da quello che sembra uno strano gioco di luci all'interno dell'ascensore che forma un simbolo. All'improvviso, McCormick muore con un pezzo di specchio conficcato nella giugulare. Dato che la tragedia è avvenuta al buio, i quattro rimasti pensano ad un incidente. Il tecnico dell'azienda cerca di salvarli, ma muore precipitando nella tromba dell'ascensore. Il guardiano Ramirez, non creduto dagli altri, pensa che le morti siano provocate dal Diavolo in persona visto che lanciando un toast alla marmellata questo cade sempre dal lato della gelatina. Poco dopo, anche la signora Jane muore: la sua morte sembra però inspiegabile, poiché viene impiccata. Le tre persone iniziano ad accusarsi a vicenda: Tony inizia a discutere con Ben, mentre vengono divisi da Sarah. La paura porta i presenti alla violenza e il detective Bowden fa mettere tutti con le mano al muro, in modo che li possa vedere: la luce però va via ancora una volta, per poi tornare illuminando il cadavere di Ben, con la testa rivoltata. Sarah e Tony si minacciano a vicenda con un pezzo di specchio, ma l'intervento del detective li costringe ad abbassare le armi. Tony obbedisce, mentre la donna nasconde in tasca un altro frammento di vetro. La luce si spegne ancora e non appena torna, Tony si trova davanti Sarah in fin di vita, con la gola tagliata. Il solo rimasto, Tony, sembra essere l'assassino. All'improvviso, alle sue spalle appare la signora Jane, con occhi spenti e minacciosi: si scopre dunque che il Diavolo è proprio l'anziana signora, che ha inscenato la sua morte per ingannare la polizia e gli altri e che intende reclamare le anime di tutti per portarle all'Inferno poiché hanno tutte compiuto un peccato. Tony, però, raccoglie la radio del tecnico morto con la quale confessa il suo omicidio: in stato di ebbrezza, aveva investito una donna e suo figlio in piena notte, fuggendo dopo aver lasciato sul luogo dell'incidente un biglietto dell'autolavaggio con scritto "I am so sorry" (mi dispiace tanto). Inconsapevolmente grazie a quella confessione Tony si salva e attonito fissa il diavolo che dice "peccato, non sai quanto ti volevo". La luce scompare ancora e, quando riappare, la signora Jane è scomparsa e dunque l'incubo è finito. La polizia arresta Tony che viene portato alla centrale dal detective Bowden: questi gli racconta che la donna e il bambino che erano morti in quell'incidente erano la sua famiglia (cosa che gli spettatori già sapevano). Il detective, però, perdona l'uomo. Il film termina con una frase di speranza pronunciata dal guardiano Ramirez: se esiste il Diavolo, allora esiste anche Dio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di ottobre 2008, Shyamalan ha annunciato, con la partnership di Media Rights Capital, che Devil sarebbe stato diretto dai fratelli Dowdle, già autori di Quarantena, e che Brian Nelson lo avrebbe sceneggiato. Un anno dopo, le riprese iniziate il 26 ottobre a Toronto.[1] Ci sono state delle riprese supplementari, che sono effettuate qualche mese dopo a Los Angeles.[2] Il film è liberamente ispirato al romanzo Dieci piccoli indiani.[3]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film era inizialmente previsto per uscire negli Stati Uniti l'11 febbraio 2011, ma in seguito la data fu anticipata al 17 settembre 2010.

La divisione italiana della Universal Pictures ha indicato come parziale data d'uscita cinematografica per l'Italia il maggio 2011,[4] a oltre sette mesi dalla distribuzione americana.

Come per gli Usa anche per l'Italia l'uscita del film è stata anticipata. Infatti la data definitiva è stata fissata per il 12 novembre 2010, avendo pubblicato anche il trailer in italiano[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Dowdle Brothers Gear Up for 'Devil', First Casting!, Bloody Disgusting. URL consultato il 16-07-2010.
  2. ^ (EN) Addition Shooting for M. Night Shyamalan's 'Devil', Bloody Disgusting. URL consultato il 16-07-2010.
  3. ^ (EN) Shyamalan's 'Devil' Arrives in the Form of a Trailer and Poster!!, Bloody Disgusting. URL consultato il 16-07-2010.
  4. ^ Ecco l'uscita italiana di Devil, badtaste.it. URL consultato il 19-07-2010.
  5. ^ Devil:il trailer in Italiano, Filmissimo.it, 19 settembre 2010. URL consultato il 19-09-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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