Determinismo geografico

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Per determinismo geografico s'intende un'inclinazione tipica della geopolitica classica ad attribuire alle caratteristiche fisiche e demografiche di uno Stato, nonché al suo posizionamento nello spazio, la capacità di predeterminare le sue possibilità successive di sviluppo, espansione e successo. Spesso associato a concezioni organiciste e darwiniane dello Stato.

Il determinismo geografico nasce con Friedrich Ratzel nella seconda metà del 1800, a partire dalla Germania. Secondo Ratzel, il compito del geografo era fondamentalmente quello di comprendere in che maniera gli ambienti avevano influenzato i gruppi umani insediati nelle varie zone della Terra. Il determinismo, con Ratzel e i suoi prosecutori, si adopera soprattutto a descrivere in che modo l'ambiente obbliga l'uomo ad assumere certi comportamenti.

Opposta al determinismo sarà la corrente possibilista e, in seguito, quella funzionalistica o volontaristica.

Ha caratterizzato soprattutto la Scuola di Monaco, diretta dal generale bavarese Karl Haushofer, che codificò addirittura delle vere e proprie leggi geopolitiche. Ma in una certa misura i suoi echi si avvertono anche nella dottrina nordamericana del "destino manifesto". Opposto al cosiddetto volontarismo geografico, che considera l'uomo e le sue comunità alla stregua di un fattore geografico in grado di incidere sul futuro dello Stato, tipico invece della geopolitica francese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Jean, Geopolitica, Laterza, Roma-Bari, 1995
  • Michel Korinman, Quand l'Allemagne pensait le monde. Grandeur et décadence d'une géopolitique, Fayard, 1990
  • Pascal Lorot, Histoire de la Géopolitique, Economica, Paris, 1995