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Deserto siriaco

Coordinate: 33°19′59.88″N 38°49′59.88″E
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Deserto siriaco
Il deserto siriaco nel 2010
StatiSiria (bandiera) Siria
Il deserto siriaco visto dal satellite
Mappa di localizzazione: Siria
Deserto siriaco
Deserto siriaco

Il deserto siriaco[1][2][3] (in arabo بادية الشام ?, Bādiyat al-Shām, noto anche come deserto arabo-siriano o deserto di Badia) è un'alternanza di steppe e deserto reale, presente nella penisola arabica settentrionale.[4]

Fa parte dell'Al-Hamad,[5] che si estende su parti di Siria, Iraq, Giordania e Arabia Saudita: confina ad ovest con la valle del fiume Oronte ed ad est con l'Eufrate. A nord il deserto lascia il posto alle più fertili zone della Siria centro-settentrionale, mentre a sud si protende verso i deserti della penisola arabica meridionale. Vi si trovano molte oasi, tra cui l'oasi Palmira: la stessa Damasco sorge in una di esse. Il suo caratteristico paesaggio è dovuto ai fiumi di lava della regione vulcanica del Gebel Druso nella Siria meridionale.

Il deserto è da sempre abitato dai beduini e molte tribù vivono ancora nella regione, principalmente in città e insediamenti costruiti vicino alle oasi. Alcuni beduini conservano ancora lo stile di vita tradizionale del deserto. Il deserto siriano è il luogo di provenienza del criceto siriano. Nel deserto sono state rinvenute scritte safaitiche, ossia testi proto-arabici di beduini letterati, risalenti approssimativamente al periodo che va dal I secolo a.C. al IV secolo d.C..

Lungo la strada che unisce Damasco all'oasi di Palmira, a circa metà del percorso (pochi chilometri dopo il bivio per il confine con l'Iraq e quindi Baghdad), c'è un punto di ristoro dove mangiare, bere e vedere i fossili provenienti dal deserto circostante; sono in maggior parte conchiglie di molluschi risalenti al Giurassico ed al Cretacico (tra 200 e 60 milioni di anni fa).[6]

Guerra in Iraq

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Il bivio Damasco (girando a destra) Baghdad (girando a sinistra)

Nella guerra in Iraq del 2003 il deserto ha costituito una linea di rifornimento per i guerriglieri iracheni: la parte irachena del deserto è diventata la roccaforte principale dei sunniti operanti in al-Anbar, specialmente dopo la cattura di Falluja da parte delle forze di coalizione durante l'operazione Phantom Fury.

Una serie di operazioni militari della coalizione si è rivelata inefficace nel rimuovere i ribelli dal deserto. Via via che i ribelli hanno preso il controllo delle aree circostanti, anche l'importanza del deserto siriano come centro operativo è diminuita. Nel settembre del 2006 i ribelli avevano virtualmente il controllo di tutta al-Anbar e avevano spostato le loro operazioni più a est, vicino all'Eufrate: ciononostante, il deserto siriaco rimane una delle vie principali di contrabbando, a causa della vicinanza con il confine siriano.[7][8][9][10][11]

  1. Cfr. il lemma "Siriaco, (Deserto)" a p. 517, vol. XVIII, sulla Nuova Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse, Milano, 1994.
  2. Cfr. il lemma "Sirìaco, desèrto-" sull'enciclopedia Sapere.
  3. siriaco, Deserto, in Treccani. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  4. Syrian Desert Archiviato il 13 gennaio 2008 in Internet Archive., New International Encyclopedia, Edition 2, Published by Dodd, Mead, 1914, Arabia, page 795 and Syrian Desert, Encarta
  5. Britannica entry Al-Hamad, su britannica.com.
  6. Alfonso Anania - Antonella Carri - Lilia Palmieri - Gioia Zenoni, Siria, viaggio nel cuore del Medio Oriente, 2009, Polaris, p. 521; (FR) Bagdad Cafe in Le Petit Futé Syrie, di Elodie Vital, Dominique Auzias, Jean-Paul Labourdette, Marine de Tilly, ed. Petit Futé 2008; (EN) sito su Pirineuweb Archiviato il 16 maggio 2009 in Internet Archive.
  7. U.S. diplomat apologizes for remarks - World news - Mideast/N. Africa - Conflict in Iraq - msnbc.com, su msnbc.msn.com.
  8. U.S. Will Reinforce Troops in West Iraq, su washingtonpost.com.
  9. WP: U.S. to reinforce troops in west Iraq - World news - Washington Post - msnbc.com, su msnbc.msn.com.
  10. Situation Called Dire in West Iraq, su washingtonpost.com.
  11. wealth.net | Rebooting Capitalism Archiviato il 12 ottobre 2007 in Internet Archive.

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