Demografia della Russia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Demografia della Russia secondo la FAO, anno 2008; Numero di abitanti in milioni.
Piramide delle età della Russia 2010

La Russia si estende per circa 17 milioni di km quadrati, una superficie che la rende il Paese con il territorio più esteso del mondo (che supera il Canada per più di 7 milioni di chilometri quadrati). La densità è di 9 persone per chilometro quadrato, una delle densità più basse al mondo, e la popolazione in prevalenza urbana.

1950-2008

Il cambiamento demografico[modifica | modifica wikitesto]

Eurasia Nord[modifica | modifica wikitesto]

(Non include regioni dell'Asia centrale, il Caucaso o Crimea sotto la dominazione persiana e poi sotto il dominio romano o cinese).

  • 0: da 2 a 4 milioni.
  • 1000: da 4 a 7 milioni.
  • 1300: da 7 a 7,5 milioni (ridotto a meno di 3 milioni dopo la conquista mongola).

Impero russo[modifica | modifica wikitesto]

  • 1500: 6.000.000.
  • 1550: 11 milioni (7 milioni in Ucraina, non conquistata).
  • 1600: 13 milioni.
  • 1650: 15 milioni.
  • 1722: 14 milioni.
  • 1750: 23 milioni.
  • 1789: 25 milioni.
  • 1795: 29 milioni.
  • 1800: 35,5 milioni.
  • 1810: 40,7 milioni.
  • 1815: 45 milioni.
  • 1820: 48,6 milioni.
  • 1830: 56,1 milioni.
  • 1840: 62,4 milioni.
  • 1850: 68,5 milioni.
  • 1860: 74,1 milioni.
  • 1870: 84,5 milioni.
  • 1880: 97,7 milioni.
  • 1890: 118 milioni.
  • 1900: 132,9 milioni (67 milioni di russi).
  • 1914: 175 milioni (85 milioni di russi).

Unione Sovietica[modifica | modifica wikitesto]

(Questo segmento della popolazione darà i dettagli di tutti gli URSS e tra parentesi la popolazione propriamente russa).

  • 1917: 184,6m (91m)
  • 1926 (censimento): 147m (93,5m)
  • 1939 (censimento): 170m (108,4m)
  • 1941: 191m (111,5m)
  • 1950: 181m (101,4 m), la riduzione è dovuta alla seconda guerra mondiale che è costata la vita a 19-34m di sovietici.
  • 1959 (censimento): 214,2 m (117,8m)
  • 1970 (censimento): 242,8 m (130,1m)
  • 1979 (censimento): 265,5 m (137,6m)
  • 1989 (censimento): 288,6 m (147,8m)

Russia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1991: 148,6 milioni.
  • 1996: 147.7 milioni.
  • 1999: 146,2 milioni.
  • 2001: 145,5 milioni.
  • 2010: 142,9 milioni.
  • 2015: 146,3 milioni.

Informazioni sulla popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ultimo censimento della Russia, realizzato nel 2016, il paese avrebbe circa 144 milioni di persone, 103 milioni in Europa e 41 milioni in Asia.

La maggior parte dei Russi ha origine dagli slavi orientali, l'8,4% dagli altaici, il 3,3% dal Caucaso, l'1,9% dagli uralici e l'1,5% da altre minoranze.

Crisi demografica[modifica | modifica wikitesto]

Calo della popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Scarsa natalità e alta mortalità hanno ridotto la popolazione russa[1] dello 0,5% ogni anno durante gli anni '90. Questo tasso si presentava in continua accelerazione. Per ogni 1000 russi vi furono 16 morti e solo 10,5 nascite, provocando il declino della popolazione da 800.000 a 750.000 l'anno. L'ONU stimò che la popolazione della Russia del 2006, circa 140 milioni, sarebbe potuta diminuire di un terzo entro il 2050[2]. Con la dissoluzione dell'URSS nel 1991 si avviò, in effetti, un processo demografico di diminuzione continua dell'ammontare della popolazione russa[3], fenomeno accelerato nel periodo 2000-2005. Il 2005 rappresentò, tuttavia, un momento di rottura con il passato e di ripresa demografica attraverso un calo della mortalità e un aumento della natalità[4]. Il 1991 non è solo l'anno della dissoluzione dell'URSS ma è l'anno del fallimento dell'economia e della società sovietica. Il passaggio da economia a pianificazione centralizzata a economia di mercato ha provocato un tracollo del benessere del popolo sovietico e, in particolare, del sistema sanitario e pensionistico. La situazione economicamente e socialmente disastrosa non fece che incentivare un aumento della mortalità infantile e della mortalità nelle età più anziane, in una popolazione che soffriva ancora di malattie che nella maggior parte del globo erano state debellate (tifo, colera, tubercolosi...)[4].

All'aumento della mortalità seguì una repentina diminuzione del tasso di natalità che provocò dei saldi naturali, intesi come differenza tra il numero delle nascite e quello delle morti annuali, fortemente negativi, sui quali hanno inciso gli effetti della crisi finanziaria del 1998 che ha piegato ulteriormente l'economia russa. Il periodo 2000-2005, sotto la presidenza Putin, è stato un periodo segnato dall'acuirsi della crisi demografica: basti pensare che il cumulo dei saldi negativi dal 2000 al 2005 arrivò a 5.365.068 abitanti, ossia una media di 849.178 all'anno[4]. Nel 2005 con il secondo mandato del Presidente la stabilità della situazione politica ed economica ha comportato una maggiore attenzione del governo sulla questione demografica, attraverso strumenti che favorissero da una parte l'aumento della natalità, come incentivi economici alla nascita del secondo e terzo figlio o crediti immobiliari alle coppie di neo-sposi, da altra parte la diminuzione della mortalità attraverso una riforma generale del sistema sanitario nazionale, in particolare, attuando una campagna di lotta alle tossicodipendenze e, soprattutto, all'alcolismo, che può essere giustamente ritenuto come una delle cause principali dell'aumento della mortalità, soprattutto per la popolazione maschile. Il 2010 segnò la fine di questa spirale demografica negativa poiché in quell'anno il numero delle nascite e delle morti si attestava rispettivamente a 1.789.600 e 2.031.000, valori simili a quelli registrati nel 1991[4]. Nel 2013, per la prima volta dal 1991, la Russia ha fatto segnare un saldo naturale positivo[5], pari a 24013 unità. Nel 2014 e nel 2015 il Paese ha segnato nuovamente dei saldi naturali positivi, ma nel 2016 il saldo naturale è tornato negativo, seppur per 2286 unità.

La questione dell'immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

I saldi naturali negativi sono stati, negli anni, in parte compensati dai saldi migratori positivi che caratterizzarono il panorama demografico sovietico fin dal 1991. Dagli anni 2000 il fenomeno venne maggiormente controllato e dal 1992 al 2010 all'incirca 7 milioni di individui ottennero o recuperarono la cittadinanza russa[4], compensando il calo demografico e riequilibrando la proporzione di popolazione giovane sulla popolazione totale, dato che i popoli immigrati presentavano spesso dei tassi di fecondità più elevati. Gli immigrati erano spesso russi, tornati in patria dopo la dissoluzione dell'URSS. Il loro ritorno fu, poi, ulteriormente facilitato dalla nascita dell'unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhistan, che permetteva anche la libera circolazione degli individui all'interno dei tre Paesi[4]. La struttura multietnica della società russa favorì l'immigrazione da differenti parti del pianeta, perciò il fenomeno migratorio divenne parte integrante del piano demografico di Putin che prevedeva un aumento del livello di ingressi a 250-500 mila ingressi annuali[4].

Cause del precedente aumento della mortalità[modifica | modifica wikitesto]

Aborti[modifica | modifica wikitesto]

Si stima che in Russia ci siano più aborti che nascite. Nel 2004, 1,6 milioni di donne hanno interrotto la gravidanza a fronte di 1,5 milioni che hanno dato i natali. La principale causa del tasso di aborti in Russia è che la nascita del primo figlio può ridurre la famiglia in povertà.[6] Il governo ha deciso, tuttavia, di iniziare a regolamentare e controllare questa pratica[4]. Dal 2012 al 2016 gli aborti sono stati dimezzati[7], e hanno toccato quota 836.611 unità.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Nascite 1761700 (2009)

Morti 2010500 (2009)

Tasso di crescita della popolazione:. 0,07 per mille abitanti (stima 2009)

Tasso di natalità: 11,00 nascite per mille abitanti (stima 2017[8]).

Mortalità: 13,50 morti per mille abitanti (stima 2017[8]).

Tasso migratorio: 1,83 immigrati per mille abitanti (2006 stima).

Distribuzione del sesso:

Alla nascita: 1,06 maschi / femmine
Sotto i 15 anni: 1.06 maschi / femmine
15-24 anni: 0.96 maschi / femmine
25-64 anni: 0.75 maschi / femmine
65 anni e oltre: 0.45 maschi / femmine
Popolazione totale: 0,86 maschi / femmine (stime 2017).

Età distribuzione:

0-14 anni: 14,2%
15-64 anni: 71,3%
oltre 65 anni: 14,4% (2006 stima).

Tasso mortalità infantile: 15,13 morti/1.000 nati vivi (2006 est).

Speranza di vita alla nascita:

Popolazione totale: 68,67 anni
Uomini: 62,77 anni
Donne: 74,67 anni (stima 2009).

Tasso di fecondità: 1,61 bambini nati / donna[8] (2017)

I gruppi etnici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Gruppi etnici nella Federazione Russa.

Secondo l'ultimo censimento, condotto nel 2002, 79,83% della popolazione russo è etnicamente russa.

Il seguente elenco comprende tutti i gruppi etnici a seconda del censimento 2002, raggruppati per lingua:

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Il russo è la lingua ufficiale della Russia, ed è compreso da 99% della popolazione. Le suddivisioni nazionali hanno, in alcuni casi, una lingua ufficiale supplementare. Ci sono oltre 100 lingue parlate in Russia, la maggior parte di questi sono minacciate di estinzione.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La più grande comunità religiosa in Russia è la Chiesa ortodossa russa (tra 43,3 e il 63% della popolazione e circa 90 milioni di iscritti), che è anche considerata informalmente la confessione nazionale, con un ruolo importante nelle cerimonie ufficiali. Ci sono anche i seguaci di altre correnti cristiane (cattolici, armeni e riformati), atei, musulmani e meno ebrei, buddisti e indù.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crisi demografica Post-sovietica
  2. ^ MonrifNet, Putin: "La Russia è in coma demografico" - Quotidiano Net, su qn.quotidiano.net. URL consultato l'08 ottobre 2017.
  3. ^ Mauro De Bonis, L’incubo demografico della Russia, su Limes, 24 luglio 2013. URL consultato l'08 ottobre 2017.
  4. ^ a b c d e f g h Alexandre Latsa, Declino demografico russo: la soluzione è nella crescita, "Geopolitica", vol.I, no.I (Primavera 2012)
  5. ^ (IT) Putin all’attacco della bassa natalità. La politica del “capitale materno” - neodemos, in neodemos, 27 novembre 2013. URL consultato il 06 ottobre 2017.
  6. ^ 23/abortionproblems.shtml Più aborti che nascite in Russia (Inglese)
  7. ^ (IT) RUSSIA PRO VITA: ABORTI DIMEZZATI IN QUATTRO ANNI, su www.eurus.it. URL consultato il 06 ottobre 2017.
  8. ^ a b c (EN) The World Factbook — Central Intelligence Agency, su www.cia.gov. URL consultato il 09 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]