Delitto senza peccato

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Delitto senza peccato
Titolo originale The Accused
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1949
Durata 97 min.
Dati tecnici B/N
Genere noir
Regia William Dieterle
Soggetto June Truesdell (romanzo)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Delitto senza peccato (The Accused) è un thriller psicologico del 1949 diretto da William Dieterle. È tratto dal bestseller Be Still My Love scritto da June Truesdell due anni prima.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Wilma Tuttle, una giovane e bella professoressa che insegna psicologia in un college californiano, è vittima di stalking da parte di uno dei suoi studenti, Bill Perry.

Un pomeriggio, dopo un test, il ragazzo si offre gentilmente di accompagnarla a casa però, all'imbrunire, dopo essersi appartato con l'auto in cima a una scogliera, cerca di violentarla; lei si difende con tutte le sue forze e lo fa precipitare giù in mare.

Il giovane muore e il tenente Ted Dorgan, incaricato dell'inchiesta, pensa a una caduta accidentale ma solo inizialmente e inizia perciò a indagare personalmente coadiuvato da Warren Ford, un avvocato di San Francisco tutore del giovane, che era molto ricco. I due uomini finiscono con l'innamorarsi entrambi di Wilma ma la verità viene inevitabilmente a galla. La donna viene processata e difesa da Warren: sarà assolta per legittima difesa.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano dell'opera è quello originario, tuttavia la scena del delitto, all'inizio della pellicola, venne completamente tagliata dalla nostra censura dell'epoca restandone conseguentemente priva. È visibile solo in lingua inglese.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« The Accused, ...is a super-duper psychological job, well spiced with terminology which sounds impressive, if not always crystal clear in meaning, and the performers go about their business with an earnestness which commands attention. Under William Dieterle's assured direction, the story flows smoothly and methodically builds up suspense to a punchy climax which leaves it to the audience to determine whether the defendant should be punished or go free. »

(IT)

« The Accused è un'opera super-ingannatrice psicologica, ben vivacizzata con una terminologia che suona impressionante, anche se non sempre cristallina nei significati, e i protagonisti svolgono il loro lavoro con un'onestà che impone attenzione. Sotto la direzione di William Dieterle, la storia scorre regolarmente e metodicamente crea suspense fino a un intenso punto culminante che lascia allo spettatore la determinazione se l'accusato debba essere punito o lasciato libero »

(The New York Times del 13 gennaio 1949[1])
  • Anche la rivista Variety lo ha apprezzato:
(EN)

« The Accused exploits fear and emotional violence into a high grade melodrama...Director William Dieterle, with a solid story foundation and an ace cast upon which to build, marches the melodrama along with a touch that keeps punching continually at audience emotions...Loretta Young's portrayal of the distraught professor plays strongly for sympathy. It's an intelligent delineation, gifting the role with life. She gets under the skin in bringing out the mental processes of an intelligent woman who knows she has done wrong but believes that her trail is so covered that murder will never out. »

(IT)

« The Accused sfrutta paura e violenza emotiva a un alto grado melodrammatico [...] Il regista William Dieterle, con una vicenda dalle solide fondamenta e un asso giocato sul quale costruire, segna il melodramma con un tocco che pungola continuamente le emozioni dello spettatore [...] Il ritratto che Loretta Young fa della sconvolta professoressa attira fortemente la simpatia. Si tratta di un'intelligente descrizione, che dà vita al ruolo. Ella è ossessionante nel mandare in scena il processo mentale di una donna intelligente che sa di aver sbagliato ma è convinta che le tracce siano così occultate che l'omicidio non verrà mai fuori. »

(Variety del 13 gennaio 1949.[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The New York Times. Film review, "Psychological Murder Drama at Paramount", January 13, 1949. Last accessed: January 7, 2008.
  2. ^ Variety. Film review, January 13, 1949. Last accessed: January 7, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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