Delitto di Santa Croce Camerina

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Delitto di Santa Croce Camerina
omicidio
TipoStrangolamento
Data29 novembre 2014
8:30 ca. – 9:30 ca.
LuogoSanta Croce Camerina
StatoItalia Italia
ArmaFascetta
ObiettivoLorys Stival
ResponsabiliVeronica Panarello
MotivazioneRapporti conflittuali, probabilmente il rifiuto di Lorys di andare a scuola[senza fonte]
Conseguenze
Morti1

Il delitto di Santa Croce Camerina è stato un caso di omicidio commesso il 29 novembre 2014 nel comune di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, ai danni di Lorys Andrea Stival di 8 anni.

L'unica imputata del reato di omicidio e occultamento di cadavere è stata la madre del bambino, Veronica Panarello,[1] che si è dichiarata inizialmente innocente e poi coinvolta nel delitto, riferendo più versioni diverse su come esso sarebbe avvenuto. Veronica Panarello è stata ritenuta colpevole dell'omicidio e condannata a trent'anni di carcere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 29 novembre 2014, verso le 13, alla stazione dei Carabinieri di Santa Croce Camerina, si presenta Veronica Panarello, 26 anni, che sporge denuncia dell'avvenuta scomparsa del figlio Lorys Andrea Stival, 8 anni (18 giugno 2006). La donna dichiara di essere uscita, quella mattina, dalla propria abitazione, sita al civico 82 di Via Giuseppe Garibaldi, e di aver accompagnato il figlio a scuola, presso l'istituto "Psaumide" in Via dei Fratelli Cervi, dove però le insegnanti affermano che Lorys non si è mai presentato a scuola né è stato visto entrare da nessuno nell'istituto. Le ricerche vengono subito avviate, e, dopo una breve perlustrazione per le strade del centro del paese, si ampliano verso le periferie. Verso le 16:00 il centralino dei Carabinieri del paese riceve una chiamata da Orazio Fidone, un residente del posto pensionato e cacciatore per hobby, che riferisce di aver appena ritrovato il cadavere di un bambino gettato in un canalone nei pressi del Mulino Vecchio, nell'estrema periferia di Santa Croce Camerina.

I carabinieri si recano a ispezionare la zona, confermando la presenza di un cadavere. Viene quindi fatta giungere sul posto la Panarello, che conferma che il cadavere in questione è quello del figlio scomparso[2].

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla scoperta dei resti del bambino, dopo un iniziale sequestro dell'auto del cacciatore che aveva ritrovato il corpo[3], le indagini proseguono in tutte le direzioni, finché, improvvisamente, si concentrano esclusivamente sulla madre, la quale, dopo un interrogatorio in Procura[4], viene tratta in arresto[5] con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere[6].

Il corpo viene raccolto dalla polizia scientifica per disporne l'autopsia, depositata per il 6 marzo 2015, da cui risulta che il bimbo sia morto tra le 8:30 e le 10 del giorno del delitto per strangolamento. Il corpicino presenta anche altre violenze.

L'indagine successiva rende chiaro che lo strangolamento sarebbe stato causato da alcune fascette di plastica. Veronica Panarello afferma di aver consegnato a Lorys delle fascette di plastica quel giorno, che il figlio le avrebbe domandato per svolgere un'attività scolastica, tuttavia le insegnanti negano di aver formulato tale richiesta[7]. Il 18 dicembre 2014 vengono officiati i funerali del piccolo nella chiesa principale del paese, a cui però la Panarello non prende parte, trovandosi in custodia cautelare.

Le versioni della madre[modifica | modifica wikitesto]

Per quasi un anno la madre si dichiara del tutto estranea all'accaduto e ribadisce di avere lasciato quel giorno il figlio in prossimità della scuola. Solo dopo dieci mesi di carcerazione, la Panarello comincia a rilasciare affermazioni, tutte diverse e poco verosimili, nelle quali dichiara invece di essere stata presente ai tragici fatti.

La prima versione proposta racconta di un capriccio del bambino, relativo al fatto di non voler andare a scuola, che avrebbe scatenato una reazione negativa da parte della madre.

In seguito la Panarello fornisce una nuova versione secondo la quale, mentre lei era occupata a lavare i panni in bagno, il figlio, giocando con le fascette, se le sarebbe strette al collo da solo e senza accorgersene si sarebbe strangolato[8]. La madre avrebbe quindi sentito le urla di Lorys ed avrebbe tentato di soccorrerlo, ma solo quando era ormai troppo tardi; temendo la reazione da parte del marito Davide Stival, avrebbe caricato il figlio morto in macchina, lo avrebbe gettato nel canalone del Mulino Vecchio e poi avrebbe nascosto lo zainetto.[9]

Nel 2016 Veronica Panarello fornisce un'ulteriore versione su quanto accaduto, dichiarando che ad uccidere Lorys sarebbe stato il nonno paterno Andrea Stival. La donna riferì di aver intrattenuto una relazione clandestina con il suocero, che Lorys avrebbe scoperto e minacciato di raccontare al padre Davide, pertanto il nonno lo avrebbe ucciso strangolandolo con un cavo elettrico, la madre gli avrebbe stretto le fascette addosso ed insieme lo avrebbero gettato nel canalone, dicendo inoltre di non aver mai raccontato ciò in precedenza per paura di ritorsioni da parte del suocero sul figlio più piccolo, fratello minore di Lorys[10]. Andrea Stival ha respinto tutte le accuse, definendole calunnie e annunciando una querela contro la Panarello[11].

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 ottobre 2016, al termine del processo con rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica, Veronica Panarello venne condannata a 30 anni di reclusione per omicidio[12]. Il tribunale ha disposto anche il regime di libertà vigilata per cinque anni e il risarcimento delle parti civili riconosciute: 350.000 euro al marito e 100.000 euro a ciascuno dei suoceri.[13] Il 5 luglio 2018 la corte d'assise d'appello di Catania ha confermato la condanna.[14][15] Il 21 novembre 2019 la corte suprema di cassazione ha confermato la sentenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omicidio Loris, “Veronica lucida assassina, ha ucciso il figlio per vendetta”, in LaStampa.it. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  2. ^ Ragusa, morto bambino di 8 anni. Carabinieri: "Non escluso omicidio" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 29 novembre 2014. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  3. ^ Loris è stato strangolato. Sequestrata l'auto del cacciatore. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  4. ^ Loris, madre da 4 ore in procura prelevata da casa con il marito, su agi.it.
  5. ^ Andrea Loris Stival, Veronica Panarello trasferita al carcere di Agrigento - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 21 dicembre 2014. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  6. ^ Loris, la madre fermata per omicidio aggravato e occultamento di cadavere - Sicilia, in ANSA.it, 6 dicembre 2014. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  7. ^ Loris Stival, la perizia: "Morì per asfissia da strangolamento". URL consultato il 5 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2018).
  8. ^ Loris Stival, la madre Veronica Panarello: "Mio figlio morto per incidente con fascette" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2015. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  9. ^ Veronica Panarello: Loris è morto per un incidente con fascette - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  10. ^ La madre di Loris: “Io e mio suocero eravamo amanti, ha ucciso lui il bambino”, in LaStampa.it. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  11. ^ Loris, il nonno accusato da Veronica risponde: "Combatterò per mio nipote" -Foto/Video. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  12. ^ Omicidio Loris, Veronica Panarello condannata a 30 anni. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  13. ^ Loris Stival, Veronica Panarello condannata a 30 anni. Esclusa la premeditazione. Ma rischia un altro processo per calunnia - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2016. URL consultato il 5 gennaio 2018.
  14. ^ Loris, corte conferma condanna: 30 anni a Veronica Panarello - Sicilia, 5 luglio 2018. URL consultato il 13 novembre 2018.
  15. ^ Veronica Panarello condannata a 30 anni: in aula al suocero urla «t'ammazzo». URL consultato il 16 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Andrzej Zuczkowski, Ramona Bongelli, Ilaria Riccioni, Epistemic positions in Italian crime case talk-shows, in Epistemic Stance in Dialogue: Knowing, Unknowing, Believing, John Benjamins Publishing Company, 2017, ISBN 978-9027210463.
  • Davide Stival, Simone Toscano, Daniele Scrofani, Nel nome di Lorys, Piemme, 2018, ISBN 978-8858519837.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]