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Delitto di Garlasco

Coordinate: 45°11′39.2″N 8°56′05.3″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Delitto di Garlasco
omicidio
TipoAggressione
Data13 agosto 2007
09:12 09:35 (incerto)
LuogoVia Giovanni Pascoli, 8[1]
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Lombardia
Provincia  Pavia
Comune Garlasco
Coordinate45°11′39.2″N 8°56′05.3″E
ArmaIgnota
ObiettivoChiara Poggi
ResponsabiliAlberto Stasi (incerto secondo la Procura di Pavia)
MotivazioneIgnota
Conseguenze
Morti1

Il delitto di Garlasco è un caso di omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, di cui fu vittima Chiara Poggi, ritrovata senza vita nella villetta di famiglia dal fidanzato Alberto Stasi.

Secondo le prime ricostruzioni, Stasi, avendo tentato senza riuscirci di contattare la fidanzata da casa, dove si trovava per ultimare la tesi di laurea, si recò presso l'abitazione della vittima poco dopo le 13:30. Entrato nell'abitazione, rinvenne il corpo sui gradini della scaletta che conduce in cantina; immediatamente uscì e, mentre si recava alla caserma dei carabinieri, contattò il 118 alle 13:50, dando l'allarme. Pochi minuti più tardi giunsero i sanitari e i carabinieri, che constatarono il decesso.[2]

L'orario del delitto fu oggetto di ampio dibattito nei vari gradi di giudizio. Le prime valutazioni medico-legali collocarono la morte nella tarda mattinata, tra le 10:30 e le 12:00, con una stima centrale intorno alle 11:00; in seguito, le sentenze di appello e di Cassazione ridussero la finestra temporale a un intervallo precedente, compreso tra le 9:12 e le 9:35, ritenuto compatibile con l'ultima disattivazione dell'allarme di casa Poggi e inconciliabile con l'alibi fornito da Stasi.[3][4]

Il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, all'inizio unico indagato e rinviato a giudizio, fu assolto sia in primo grado nel 2009 e sia in appello nel 2011. Tuttavia, la Cassazione annullò la sentenza e ordinò un nuovo processo di secondo grado: Stasi venne riconosciuto colpevole nella sentenza d'appello bis e condannato a 16 anni di reclusione. Nel 2015 la Corte Suprema di Cassazione confermò definitivamente la condanna.[5]

La rilevanza mediatica del caso[6] sollevò il problema di come la pressione dei mass media possa averne influenzato le indagini e l'esito dei processi[7][8] (tra i primi in Italia a essere basati interamente sulle perizie scientifiche[9]) e, inoltre, di come il modo con cui furono condotte le indagini possa avere pregiudicato l'esito delle stesse a seguito di errori accertati nella raccolta delle prove[10][11][12][13], tanto che, a distanza di quasi vent'anni dal delitto e nonostante una sentenza definitiva di condanna pronunciata nei confronti di Alberto Stasi, sono state avviate nuove indagini e nuove ipotesi investigative sono state vagliate dagli inquirenti[14][11][12][13].

«Si tratta di un delitto assoluto. (...) Sullo sfondo nessuna marginalità sociale, nessuna figura borderline, nessuna radice ambientale, nessuna causa psicopatologica che aiuti a spiegarlo. Ma forse è proprio questo a motivare tanto interesse e tanto morboso zelo nel seguire le ricostruzioni vere e quelle verosimili e, ancora di più, quelle decisamente inaudite. Ecco, questo è un crimine perfettamente "piccolo-borghese".»

Nella mattinata di lunedì 13 agosto 2007, Chiara Poggi, 26 anni, originaria di Vigevano, impiegata laureata in economia all'Università di Pavia, fu colpita a morte con un oggetto contundente mai identificato (forse un martello[15] o un attizzatoio da camino)[16] nella villetta in cui viveva con la famiglia a Garlasco; al momento del delitto la ragazza era sola in casa, poiché il resto della famiglia era in vacanza.[10]

Il corpo venne ritrovato riverso sulle scale che conducevano alla cantina della villetta dal fidanzato della vittima, Alberto Stasi, 24 anni, all'epoca studente di economia all'Università Bocconi di Milano; Stasi tornò in auto e chiamò i soccorsi mentre si dirigeva alla caserma dei carabinieri, dove raccontò che aveva trovato il corpo di Chiara Poggi. Le prime indagini vennero svolte senza le necessarie attrezzature che di norma vengono utilizzate per evitare di inquinare la scena del delitto,[17] e il gatto stesso della ragazza fu lasciato libero di muoversi per la casa per tutto il tempo.[10]

I sospetti si concentrarono su Stasi a causa del fatto che le scarpe che aveva indosso al momento della scoperta del cadavere erano pulite, pura avendo camminato su pavimenti sporchi di sangue. Le scarpe vennero sequestrate 19 ore dopo, durante l'interrogatorio di Stasi, il quale a domanda su quali scarpe avesse indossato quella mattina, rispose indicando quelle che aveva ai piedi.[10]

Il corpo fu tumulato il 18 agosto. Quando gli investigatori iniziarono a esaminare le relazioni scientifiche, si accorsero che non erano state prese le impronte digitali della vittima, fondamentali per poterle escludere da tutte le altre rinvenute sulla scena del crimine; per questo motivo una settimana dopo il delitto il cadavere fu riesumato.[10]

Stasi fu arrestato il 24 settembre 2007, per del presunto sangue sui pedali della sua bicicletta nera (non compatibile con quella vista da una testimone), con un ordine della procura di Vigevano, ma venne scarcerato quattro giorni dopo dal giudice per le indagini preliminari Giulia Pravon per insufficienza di prove.

L'ora del delitto e l'alibi di Stasi

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A causa della mancanza della bilancia nell'obitorio di Vigevano dove era stato portato il cadavere, non ne venne misurato il peso, parametro fondamentale, insieme alla temperatura, per determinare l'ora della morte e di conseguenza le indagini si dovettero basare su dati approssimativi per ricostruire l'ora del delitto.[10] L'autopsia fu svolta il 16 agosto e stabilì che la ragazza era stata uccisa tra le 10:30 e le 13 del 13 agosto.[18]

Secondo l'alibi che fornì fin da subito Stasi, la mattina del delitto stava lavorando alla redazione della sua tesi di laurea sul suo computer. Il computer fu consegnato ai carabinieri già il giorno successivo. Alcune operazioni inappropriate degli inquirenti, tuttavia, avrebbero alterato e cancellato gli accessi alla memoria di archiviazione dell'elaboratore[10][19]. Solo grazie a una perizia informatica molto più approfondita si accertò che Stasi ne fece uso continuativamente dalle 9:35 alle 12:20.[20]

Venne appurato che, probabilmente, alle 9:12 la vittima era ancora viva, perché a quell'ora venne disattivato l'antifurto di casa Poggi; questo quindi lascia non chiarito cosa accadde nella finestra temporale di 23 minuti tra le 9:12 e le 9:35.

L'assenza di tracce di sangue

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Le scarpe di Stasi, quelle che calzava nel momento in cui sarebbe entrato nella villetta e con le quali avrebbe percorso i corridoi sporchi di sangue fino alla scoperta del cadavere, vennero sequestrate circa 19 ore dopo il delitto e non presentavano più tracce di sangue. Secondo l'accusa non erano quelle usate da Stasi il giorno del delitto ma, secondo la perizia ordinata dal giudice, era possibile che nelle ore successive le suole si fossero ripulite per sfregamento durante l'uso.[18]

Secondo la perizia dei RIS del 2014, le scarpe avrebbero dovuto trattenere particelle ematiche, e queste avrebbero dovuto trasferirsi al tappetino dell'auto usata da Stasi dopo la scoperta del delitto. L'auto col tappetino vennero sequestrati dagli inquirenti una settimana dopo il delitto, rendendo incerte tutte le successive perizie.[21]

Secondo l'ipotesi accusatoria, Stasi non sarebbe veramente entrato nella villetta per scoprire il delitto, un delitto di cui era già a conoscenza perché sarebbe stato lui a commetterlo. La difesa invece sostenne che Stasi camminò nella villetta evitando le pozze di sangue e che, a causa del tempo ormai trascorso dal delitto, gli schizzi più piccoli di sangue di cui era cosparso tutto il pavimento erano ormai già secchi (al tempo si sostenne che eventuali bassi residui si sarebbero ripuliti al contatto con l'erba bagnata del giardino). In effetti, particelle di DNA della vittima furono trovate già nel 2007 sul tappeto dell'automobile da lui usata, ma ci fu incertezza sul fatto che fossero sangue e furono scartate dal GUP. Secondo le nuove analisi, invece, almeno le tracce del tappetino sono ematiche.[22]

Il giallo delle biciclette e dei pedali

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Due testimoni (Franca Bermani ed Emanuela Travain) ritenute affidabili notarono quella mattina, verso le 9:10, una bicicletta nera da donna appoggiata al muro di cinta esterno della villetta dei Poggi, che fu da subito collegata con l'assassino di Chiara.[23] Stasi possedeva invece una bicicletta da uomo bordeaux di marca "Umberto Dei", che fu subito sequestrata. Sui pedali di questa bicicletta furono trovate tracce biologiche di Chiara Poggi, benché non ematiche. Stasi aveva anche a disposizione una bicicletta nera da donna di marca "Luxury", di proprietà dei suoi familiari, che fu visionata dal maresciallo dei Carabinieri Francesco Marchetto ma non sequestrata, perché ritenuta non compatibile con la descrizione di una testimone, che la descriveva con un portapacchi nero.

Una perizia condotta 7 anni dopo dalla parte civile, l'avvocato Tizzoni, accertò che la bicicletta nera da donna della famiglia Stasi montava pedali "Union", montati di serie anche sulla bicicletta "Umberto Dei" da uomo bordeaux personale di Stasi. Viceversa, tale bicicletta, sequestrata ai tempi dell'inchiesta, montava pedali non originali Wellgo, sui quali sono state trovate tracce del DNA della vittima. Si è supposto pertanto che potesse esserci stato uno scambio di pedali tra le due biciclette.[24][25] Secondo questa ricostruzione, Stasi, essendo venuto a conoscenza che delle testimoni avevano notato una bicicletta nera fuori della villetta, nella settimana successiva al delitto avrebbe scambiato i pedali della bicicletta nera, sporchi delle tracce biologiche di Chiara Poggi, con quelli della sua bicicletta bordeaux, allo scopo di confondere le prove.

Al processo di appello-bis nel 2014 è tuttavia il rappresentante dell'accusa, il sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini, a sostenere che «È matematicamente escluso che vi sia stato uno scambio tra i pedali» delle due biciclette disponibili ad Alberto Stasi. Ella esclude lo scambio di pedali sulla base di una consulenza «sulla data di fabbricazione dei vari componenti e sulle eventuali modifiche» affidata a degli esperti durante le attività istruttorie eseguite nell'ambito del processo di appello-bis. Nell'istanza in cui ha chiesto ai giudici della Corte di Assise d'Appello che siano svolte ulteriori attività istruttorie, Barbaini spiega che la bicicletta nera sequestrata «è coerente in tutti i suoi componenti che hanno date di fabbricazione tra loro congruenti». In realtà - chiarisce il magistrato - non è mai avvenuto nessuno scambio di pedali tra la "Umberto Dei" bordeaux di Stasi e la bicicletta nera da donna sequestrati.[26]

Dell'omicidio fu indagato il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, che venne assolto dall'accusa con rito abbreviato, sia in primo grado, nel 2009[27][28], che in secondo grado, nel 2011,[29] ma la Corte di cassazione, il 18 aprile 2013, annullò la sentenza di assoluzione ordinando esami del DNA sul capello trovato tra le mani della vittima (non noto durante il primo giudizio) e su residui di DNA sotto le unghie, repertati e mai analizzati; nonostante l'annullamento con rinvio dell'assoluzione, la Suprema corte ribadì che fosse, a proprio giudizio, difficile «pervenire a un risultato, di assoluzione o di condanna, contrassegnato da coerenza, credibilità e ragionevolezza» e quindi «impossibile condannare o assolvere Alberto Stasi», preferendo però non confermare l'assoluzione, in attesa dei nuovi esami scientifici.[30][31]

Al processo d'appello di rinvio il 17 dicembre 2014 Stasi viene ritenuto colpevole[32] e condannato a ventiquattro anni di reclusione per omicidio volontario, con l'esclusione però delle aggravanti della crudeltà e della premeditazione; la pena verrà ridotta a 16 anni grazie al rito abbreviato.[33] Presentando poi ricorso in Cassazione, il PM chiede la conferma della condanna e l'aggiunta dell'aggravante della crudeltà, mentre la difesa chiede l'annullamento senza rinvio o un nuovo processo, ricollegandosi ai dubbi espressi in precedenza dalla stessa Cassazione sull'impossibilità di determinare la colpevolezza o l'innocenza con certezza.

Il procuratore della Cassazione dott. Cedrangolo chiese l'annullamento della condanna, con preferenza per il rinvio e, il 12 dicembre 2015, la Corte di cassazione confermò la sentenza-bis della Corte d'appello di Milano, condannando quindi in via definitiva Stasi a 16 anni di reclusione.[34]

Nel 2020 la richiesta di revisione del processo da parte di Stasi è stata rigettata[35], esito confermato in cassazione nel 2021.[36]

In particolare, la colpevolezza di Alberto Stasi sarebbe fondata anche su queste considerazioni:

  1. Chiara Poggi è stata uccisa da una persona conosciuta, arrivata da sola in bicicletta, che ella stessa ha fatto entrare in casa. Chi si è introdotto nell'abitazione della famiglia Poggi conosceva bene tale luogo, come desumibile anche dal percorso effettuato all'interno delle stanze al piano terra.
  2. Stasi, fidanzato della vittima, in rapporto di confidenza con lei, conoscitore della sua casa e delle sue abitudini e possessore di più di una bicicletta da donna, compatibile con la "macrodescrizione" fattane dalle testimoni Bermani e Travain, ha fornito un alibi non sufficiente a escludere la sua presenza sulla scena del crimine nella "finestra temporale" compatibile con la commissione dell'omicidio;
  3. Alberto Stasi ha reso un racconto incongruo, illogico e falso, quanto al ritrovamento del corpo senza vita della fidanzata, sostenendo di avere attraversato di corsa i diversi locali della villetta per cercare Chiara; sulle sue scarpe, tuttavia, non è stata rinvenuta traccia di residui ematici, né le macchie di sangue sul pavimento sono risultate modificate dal suo passaggio;
  4. L'assassino era un uomo che calzava scarpe n. 42 e Alberto Stasi possedeva e indossava anche scarpe della marca di quelle dell'aggressore, nonché anche di taglia 42.[37]

Richiesta di revisione processuale

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Gli avvocati di Alberto Stasi presentano ricorso presso la Corte europea dei diritti dell'uomo per ottenere la revisione del processo.[38]

Il 19 dicembre 2016 la difesa presenta una perizia genetica che indica che il DNA ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi apparterrebbe a un conoscente della vittima e non a Stasi.[39] Il 22 dicembre la procura di Pavia ha aperto una nuova indagine[40] riguardante un amico di Marco Poggi, fratello minore di Chiara, cioè Andrea Sempio, il quale era solito spostarsi in bicicletta a Garlasco e avrebbe il numero di scarpe simile a quello di Stasi, oltre a un alibi non completamente solido.[41][42] Il giorno seguente il Procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, ha accolto l'istanza di richiesta della revisione del processo e l'ha trasmessa alla competente Corte d'appello di Brescia.[41]

La Corte d'appello di Brescia si è dichiarata nel 2017 non competente per vizio procedurale (gli avvocati di Stasi non hanno presentato esplicita richiesta). I legali hanno poi ripresentato istanza, allegando anche prove testimoniali.[43][44] L'inchiesta su Andrea Sempio è stata invece archiviata il 2 marzo 2017.[45] Sempio ha poi querelato i legali di Stasi per calunnia. Stasi a maggio del 2017 ha invece inoltrato ricorso straordinario in Cassazione per vizio di procedura (testimoni e prove di primo e secondo grado non richiamati in appello sebbene non delegittimati nell'annullamento, che chiese solo alcuni nuovi accertamenti: ossia la donna che vide la bicicletta non riconoscendola, i periti informatici e i periti medico-legali di primo grado) e quindi violazione del diritto al giusto processo, chiedendo la revoca della condanna, il sollevamento della questione di legittimità costituzionale e un nuovo processo d'appello.[46]

Il 19 marzo 2021 la prima sezione penale della Corte suprema di cassazione ha respinto la richiesta di revisione della condanna per omicidio, permanendo «la valenza indiziaria di altri numerosi e gravi elementi» contro Stasi.[36]

Il 12 dicembre 2023 la Corte europea dei diritti dell'uomo (prima sezione) ha respinto la richiesta di revisione della condanna per omicidio.[47] Il 7 febbraio 2025 la medesima Corte europea ha respinto per la seconda volta la richiesta di revisione.[48]

L'ipotesi Sempio

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Le indagini condotte tra il 2016 e il 2017 a seguito di una perizia della difesa di Stasi che ipotizzava la presenza del DNA di Andrea Sempio, un amico del fratello della vittima, sulle unghie di Chiara Poggi, furono archiviate in quanto la perizia fu ritenuta inaffidabile.[49][50]

L'11 marzo 2025 l'inchiesta sull'omicidio venne riaperta ufficialmente con la notifica di un nuovo avviso di garanzia nei confronti di Andrea Sempio da parte della procura di Pavia, sulla base di una nuova indagine sulle tracce di DNA presenti sotto le unghie della vittima.[50][51] Il 14 maggio 2025 viene perquisita casa dell'indagato Andrea Sempio e dei suoi amici Roberto Freddi e Mattia Capra. Successivamente, verso mezzogiorno, iniziano a dragare il canale di Tromello (paese limitrofo di Garlasco), di fianco all'abitazione della casa della nonna delle gemelle Cappa, cugine di Chiara Poggi.[52][53]

Il 26 settembre 2025 avvengono delle perquisizioni a casa dell'indagato Andrea Sempio e a casa dell'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti. L'indagine è partita dopo il ritrovamento di un appunto «VENDITTI GIP ARCHIVIA X 20. 30. € euro» in casa Sempio, rinvenuto durante la perquisizione del 14 maggio 2025. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo sostenendo che Venditti avrebbe ricevuto dei soldi dai familiari Sempio per l'archiviazione dell'indagine a carico del figlio Andrea Sempio aperta tra il 2016 e 2017.[54] Il 30 ottobre 2025 Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, risulta indagato con l'accusa di aver corrotto l'ex procuratore di Pavia Venditti.[55]

Il 26 novembre 2025, il perito del gabinetto di Polizia Scientifica, dottoressa Denise Albani, ha stabilito che il DNA presente nelle unghie è comparabile ed è riconducibile in linea paterna alla famiglia Sempio, quindi per logica investigativa al nuovo indagato, Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello della vittima.[56]

Il 30 novembre 2025, la youtuber Bugalalla Crime ha mostrato durante una diretta su Twitch delle foto inedite che ritraggono Andrea Sempio nel pomeriggio tra le 15:53 e le 16:13 del 13 agosto 2007 nelle vicinanze di Via Giovanni Pascoli,[57] ed il giorno seguente le foto originali vengono acquisite dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.[58]

In data 8 maggio 2026 la procura di Pavia, ritenendo che sia stato Sempio a uccidere Chiara Poggi in seguito a un'avance rifiutata, chiude le nuove indagini e notifica all'indagato il 415 bis. Il pubblico ministero Fabio Napoleone comunica inoltre che "provvederà" a inoltrare gli atti a Francesca Nanni, Procuratore Generale di Milano, per la revisione del processo di Alberto Stasi. Dalla rilettura di un'intercettazione ambientale del 2017, le registrazioni riascoltate nel maggio del 2026 conterrebbero riferimenti compatibili con la conoscenza dell'orario dell'omicidio. Secondo il PM, Sempio farebbe riferimento a un evento accaduto alle "9:30", orario ritenuto compatibile con la finestra temporale dell’assassinio di Chiara Poggi.[59]

Tra gli elementi maggiormente discussi vi è la cosiddetta “impronta 33”, una traccia palmare repertata anni prima sulle scale della villetta dei Poggi e recentemente rivalutata attraverso nuove tecnologie di comparazione dattiloscopica. Secondo la Procura, l’impronta sarebbe attribuibile ad Andrea Sempio con un elevato grado di compatibilità.[60] La difesa dell’indagato contesta tuttavia la validità scientifica della comparazione, sostenendo che la traccia fosse incompleta e inutilizzabile già nelle precedenti indagini. La questione è divenuta uno dei principali punti di scontro tecnico fra accusa e consulenti difensivi.[61]

Procedimenti correlati

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Alberto Stasi è stato condannato a risarcire un milione di euro in sede civile alla famiglia Poggi.[62] Dopo aver lavorato come centralinista al carcere di Bollate e rinunciato all'eredità paterna, risultando nullatenente,[63] nel 2018 Stasi ha raggiunto un accordo con la famiglia Poggi per il risarcimento di 700 000 euro, di cui metà già liquidati, e dal 2023 è potuto uscire dall'istituto penitenziario in orario diurno per lavorare come contabile.[64]

Accuse di pedopornografia

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Stasi è stato accusato anche di possesso di materiale pedopornografico e, come possibile movente del delitto, venne indicato dall'accusa del processo per omicidio in primo e secondo grado il fatto che Chiara potesse averlo scoperto. Egli venne inizialmente condannato in primo grado e in appello, in un processo separato, a una pena di 30 giorni di reclusione convertiti poi in 2 540 euro di multa più l'interdizione perpetua a lavorare a contatto con minorenni; venne invece assolto con annullamento senza rinvio dalla Cassazione nel 2014, per insussistenza del fatto in quanto tali presunti file visivi erano solo "tracce", mai scaricate, recuperate parzialmente dalla polizia scientifica ma che non furono mai visibili all'imputato. Nel computer venne trovato solo materiale pornografico legale, che Stasi ammise di possedere e visionare periodicamente, anche in compagnia della fidanzata Poggi.[65]

Falsa testimonianza di Francesco Marchetto

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L'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, nel 2015, è stato invece accusato di falsa testimonianza poiché avrebbe mentito sulla sua presenza durante l'interrogatorio della teste Bermani riguardo alla bicicletta nera da donna vista sul luogo del delitto (Marchetto era presente in caserma ma non nella stanza dove si svolgeva l'interrogatorio). Egli esaminò il 14 agosto 2007 la bicicletta situata nell'officina di Nicola Stasi, padre di Alberto constatando, verbale alla mano, che non assomigliava a quella descritta dalla Bermani.[66] Il 23 settembre 2017 il giudice monocratico del Tribunale di Pavia Daniela Garlaschelli ha condannato per falsa testimonianza Marchetto a due anni e mezzo di reclusione e a una provvisionale di 10 000 euro per risarcimento danni da pagarsi ai familiari di Chiara Poggi.[67] Nel 2017 la corte d'appello ha dichiarato l'intervenuta prescrizione del reato e la fine del procedimento.[10]

Diffamazione contro Stasi

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Il 15 novembre 2017 si è aperto un procedimento per diffamazione e minacce ai danni di Alberto Stasi contro l'amministratrice di una pagina Facebook, che aveva scritto ingiurie e usato stalking contro Stasi seguendolo in un parcheggio quando era ancora libero.[68] Gli avvocati di Stasi chiesero 40 000 euro di risarcimento e rifiutarono il patteggiamento per 15 000 euro. La donna, sedicente medium, ha risarcito Stasi extragiudizialmente di 6 000 euro ed è stata condannata per diffamazione in sede civile a risarcirlo di 9 000 euro, per un totale di 15 000 euro, nonché al pagamento di una multa di 800 euro e al pagamento delle spese processuali per il solo reato di diffamazione aggravata, non ritenendo invece fondata l'accusa di minacce.[69]

Nella cultura di massa

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  • Indagini: Garlasco, 13 agosto 2007 (2022), podcast in due puntate a cura di Stefano Nazzi per il Post.[71]
  • Falsissimo Ep. 10 - Tutta la verità su Garlasco (2025), Falsissimo Ep. 10 - Tutta la verità su Garlasco - Parte 2 (2025), Falsissimo Ep. 16 - Speciale Garlasco Parte 3 (2025), Falsissimo Ep. 17 - Speciale Garlasco Parte 4 - È Tutta Una Fiction (2025), Fabrizio Corona, YouTube.
  • Bugalalla Crime, YouTube
  • Come il crimine, YouTube
  1. «Ero in via Pascoli solo nel pomeriggio», su Necrologie. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  2. Delitto di Garlasco, la Cassazione conferma i 16 anni a Stasi, su ANSA, 12 dicembre 2015. URL consultato il 9 novembre 2025.
  3. Delitto di Garlasco: i dubbi sugli orari e l’alibi di Stasi, su Il Giorno, 17 dicembre 2014. URL consultato il 9 novembre 2025.
  4. Garlasco, la Cassazione conferma i 16 anni a Stasi, su la Repubblica, 11 dicembre 2015. URL consultato il 9 novembre 2025.
  5. Garlasco, la Cassazione conferma la condanna a 16 anni per Stasi, su Corriere della Sera, 12 dicembre 2015. URL consultato il 9 novembre 2025.
  6. Al tempo di Garlasco. Dubito dunque condanno, su HuffPost Italia, 26 maggio 2025. URL consultato il 26 maggio 2025.
  7. Marco Covacich, Garlasco e Cogne come le partite di Coppa, in La Gazzetta dello Sport, 27 settembre 2007, p. 38.
  8. Stasi e Sempio: un omicidio e due destini incrociati (di A. Azzaro), su HuffPost Italia, 22 maggio 2025. URL consultato il 22 maggio 2025.
  9. La prima storia di “Indagini”, su Il Post, 1º aprile 2022. URL consultato il 14 giugno 2025.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 Le indagini sull'omicidio di Garlasco furono un disastro fin dall'inizio, su Il Post, 21 maggio 2025. URL consultato il 22 maggio 2025.
  11. 1 2 "Errori voluti? Sicuramente". La stoccata dell'ex comandante di Garlasco, in ilGiornale.it, 3 giugno 2025. URL consultato il 4 giugno 2025.
  12. 1 2 Filippo di Chio, Garlasco, tutti i dubbi degli inquirenti sulle impronte nella villetta: «Errore clamoroso sulle scarpe, rilievi da rifare», su Open, 28 maggio 2025. URL consultato il 4 giugno 2025.
  13. 1 2 Garlasco, il grande circo dei complottisti, su La Stampa, 9 giugno 2025. URL consultato il 10 giugno 2025.
  14. Garlasco, errori e omissioni nelle intercettazioni di Sempio: “Chi indaga è dalla nostra parte”, su La Stampa, 4 giugno 2025. URL consultato il 4 giugno 2025.
  15. Sentenza 25799/16 pagina 2 primo paragrafo (PDF), su ilsole24ore.com. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2016).
  16. «Due le armi per assassinare Chiara», su laprovinciapavese.gelocal.it. URL consultato il 9 maggio 2025.
  17. Le 25 persone che ebbero accesso alla scena del crimine non indossarono i calzari protettivi e questo costrinse il PM a sequestrare le 25 paia di scarpe per rilevarne le impronte (comprese le proprie in quanto anche il PM era entrato senza protezioni).
  18. 1 2 La storia del delitto di Garlasco, dall'inizio, su Il Post, 12 marzo 2025. URL consultato il 23 maggio 2025.
  19. Una perizia fatta durante il processo di primo grado a Stasi ha poi rilevato che le errate metodologie messe in pratica dai carabinieri avevano manomesso oltre il 70 per cento dei file visibili.
  20. Omicidio Garlasco, depositata la perizia sul pc di Stasi: regge l'alibi dell'imputato - Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 22 maggio 2025.
  21. Omicidio Garlasco, nei nuovi test le scarpe di Stasi sempre sporche di sangue, su www.ilmattino.it, 26 settembre 2014. URL consultato il 23 maggio 2025.
  22. Blitz Quotidiano - il quotidiano online fondato da Marco Benedetto, su Blitz quotidiano. URL consultato il 23 maggio 2025.
  23. Omicidio Garlasco, la vicina di casa: "La bici che ho visto era un'altra", su liberoquotidiano.it.
  24. Alberto Stasi e il mistero della bici, su ansa.it.
  25. Garlasco, dopo 7 anni la scoperta «Scambiati i pedali delle bici di Stasi», su Corriere della Sera, 30 giugno 2014. URL consultato il 16 marzo 2025.
  26. Garlasco, il giallo delle foto sparite Mancano 41 scatti di Alberto e Chiara, su Corriere della Sera, 21 ottobre 2014. URL consultato il 16 marzo 2025.
  27. Il giudice di primo grado: "Vi spiego perché ho assolto Alberto Stasi", su La Stampa, 21 aprile 2013. URL consultato il 16 marzo 2025.
  28. Il ragionevole dubbio di Garlasco. Parla il giudice che assolse Stasi: "Vi spiego perché è innocente", su La Stampa, 21 maggio 2025. URL consultato il 21 maggio 2025.
  29. Garlasco, Alberto Stasi assolto anche in appello La mamma di Chiara: «Non mi arrendo», in Corriere della Sera, 6 dicembre 2011. URL consultato il 22 maggio 2025.
  30. Garlasco, giallo infinito. "Impossibile condannare o assolvere Alberto Stasi"[collegamento interrotto], in leggo.it.
  31. Omicidio di Garlasco: "Impossibile condanna o assoluzione di Alberto Stasi", in Today, 31 ottobre 2013. URL consultato il 22 maggio 2025.
  32. Alberto Stasi condannato a 16 anni. Ai giudici aveva detto: "Non cercate a tutti costi un colpevole condannando un innocente", in Huffington Post, 17 dicembre 2014. URL consultato il 22 maggio 2025.
  33. Garlasco, Stasi condannato a 16 anni e a un risarcimento da un milione di euro, 17 dicembre 2014. URL consultato il 22 maggio 2025.
  34. Stasi in carcere, provato e frastornato, in Ansa, 15 dicembre 2015. URL consultato il 22 maggio 2025.
  35. Delitto Garlasco, rigettata la richiesta di revisione del processo di Alberto Stasi dalla corte d'appello di Brescia, su Il Fatto Quotidiano, 5 ottobre 2020. URL consultato il 23 maggio 2025.
  36. 1 2 Delitto di Garlasco, il no della Cassazione. Questa la decisione, su Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2021. URL consultato il 16 marzo 2025.
  37. Cassazione penale, sez. V, sentenza n. 25799/2016 (PDF), su ilsole24ore.com. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2016).
  38. Anna Mangiarotti, Delitto di Garlasco, Stasi ricorre alla Corte europea, in La provincia pavese, 23 giugno 2016. URL consultato il 22 maggio 2025.
  39. Caso Stasi, il dna sulla scena del delitto Poggi torna alla ribalta: sei anni di battaglie tra genetisti, su milano.repubblica.it.
  40. Garlasco, colpo di scena. C'è una nuova inchiesta sul delitto di Chiara, su ilgiornale.it.
  41. 1 2 Garlasco, aperta una "seconda" inchiesta: indagato il "ragazzo del Dna", su tgcom24.mediaset.it.
  42. Omicidio di Chiara Poggi, svolta dopo nove anni. I PM indagano sull’amico del fratello, su ilfattoquotidiano.it.
  43. Flavia Montanaro, Alberto Stasi innocente? La video inchiesta de Le iene getta nuovi dubbi, su delitti.net, 20 febbraio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2021).
  44. Delitto Garlasco, news: la difesa non si arrende, 'Nessuna bocciatura, presenteremo nuova istanza', in Il Sussidiario.net. URL consultato il 16 marzo 2025.
  45. Garlasco, dubbi finiti: Stasi colpevole, in ilGiornale.it, 2 marzo 2017. URL consultato il 16 marzo 2025.
  46. Alberto Stasi, ricorso straordinario in Cassazione: processo non equo, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 26 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2017).
  47. Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 12 dicembre 2023 - Ricorso n. 2693/17 - Causa Stasi c. Italia, su giustizia.it.
  48. Garlasco, respinto dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo il ricorso di Alberto Stasi, su ilfattoquotidiano.it.
  49. Il gip scrisse che "è radicalmente priva di attendibilità la consulenza tecnica sul materiale genetico offerto dalla difesa Stasi (...) viziata ab origine già nella formulazione del quesito laddove pretende di confrontare i risultati di oggi con quelli ottenuti nella perizia De Stefano. Quest'ultimo aveva concluso la propria perizia affermando che, essendo i risultati incostanti, gravati da artefatti conseguenti a possibile degradazione e inserimenti contaminanti, nonché soggetti a probabile contaminazione ambientale, non sono utilizzabili per definire una 'ipotesi di identità', quindi per effettuare alcun confronto con un profilo genetico".
  50. 1 2 Com'è possibile che l'impronta di Andrea Sempio sia venuta fuori solo 18 anni dopo, su Il Post, 21 maggio 2025. URL consultato il 23 maggio 2025.
  51. Garlasco, caso riaperto dopo 18 anni: un nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, in RaiNews, 11 marzo 2025.
  52. Sky TG24, Delitto Garlasco, un martello tra oggetti ritrovati nel canale, su tg24.sky.it, 15 maggio 2025. URL consultato il 6 dicembre 2025.
  53. T. G. R. Lombardia, Garlasco, le nuove ricerche: tutti gli aggiornamenti, su RaiNews, 14 maggio 2025. URL consultato il 6 dicembre 2025.
  54. L'ex procuratore di Pavia è accusato di essersi fatto corrompere per scagionare Andrea Sempio, su Il Post, 26 settembre 2025. URL consultato il 25 ottobre 2025.
  55. Il padre di Andrea Sempio è indagato con l’accusa di aver corrotto l’ex procuratore di Pavia per scagionare suo figlio, su Il Post, 30 ottobre 2025. URL consultato il 5 dicembre 2025.
  56. Garlasco, la perizia: "Sotto le unghie di Chiara Dna compatibile con quello di Sempio", su rainews.it, 27 novembre 2025. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  57. Francesca Bugamelli / YouTube @bugalalla, Caso Garlasco, le foto inedite di Sempio davanti a casa Poggi il giorno dell'omicidio, su RaiNews, 2 dicembre 2025. URL consultato il 5 dicembre 2025.
  58. Redazione di Rainews, Caso Garlasco, ora le foto di Sempio davanti casa Poggi nel 2007 entrano nell'inchiesta. Il movente, su RaiNews, 3 dicembre 2025. URL consultato il 5 dicembre 2025.
  59. Redazione di Rainews, Garlasco, secondo i pm in un audio Sempio sembra svelare orario in cui entrò per uccidere, su RaiNews, 11 maggio 2026. URL consultato il 13 maggio 2026.
  60. Simona Musco, Delitto di Garlasco, il vero peso dell’impronta 33: cosa dicono gli atti su Andrea Sempio, su www.ildubbio.news, 9 maggio 2026. URL consultato il 13 maggio 2026.
  61. Garlasco, spunta una nuova intercettazione che secondo la procura incastrerebbe Sempio | LA7. URL consultato il 13 maggio 2026.
  62. Garlasco, Stasi condannato a 16 anni e a un risarcimento da un milione di euro, su www.tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 15 maggio 2025.
  63. Alberto Stasi rinuncia alla "consistente" eredità del padre: la decisione dei giudici, su www.ilmessaggero.it, 26 marzo 2018. URL consultato il 15 maggio 2025.
  64. Alberto Stasi: il lavoro fuori dal carcere e i 700 mila euro da liquidare alla famiglia di Chiara Poggi, su www.open.online, 2023-05-26..
  65. Garlasco: Cassazione assolve Alberto Stasi dall’accusa di pedopornografia, su corriere.it, 16 gennaio 2014.
  66. Delitto di Garlasco, l’ex maresciallo accusato di falsa testimonianza, su milano.corriere.it.
  67. N.P., Falsa testimonianza: due anni e mezzo al maresciallo che indagò sul delitto di Garlasco - Il Giorno, su ilgiorno.it, 23 settembre 2016. URL consultato il 23 settembre 2016.
  68. Alberto Stasi per la prima volta in aula dopo la condanna: è parte offesa, su ilfattoquotidiano.it.
  69. Insulta Alberto Stasi su Facebook, condannata a pagare 9.000 euro, ecco cosa è successo, su notizieora.it. URL consultato il 10 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2020).
  70. Crime+Investigation: Delitti: Speciale Garlasco, questa sera il docufilm in esclusiva su Sky, su comingsoon.it, 29 agosto 2017. URL consultato il 29 agosto 2017.
  71. Indagini - Garlasco, 13 agosto 2007 – Prima parte, su Il Post, 1º aprile 2022. URL consultato il 3 giugno 2022.
  72. IMMANUEL CASTO: guarda il video di "Killer Star" il nuovo singolo!, su rockrebelmagazine.com, Rock Rebel Magazine, 19 settembre 2011. URL consultato il 5 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2015).
  73. Massimo Carlotto, Attrazioni criminali nella fabbrica del consenso, il manifesto, 2007
  • Gian Luigi Tizzoni, Processo Garlasco: diritto alla verità, Collezione P.Q.M. collana di psicologia giuridica n.3, Pisa, Edizioni ETS, 2018, ISBN 978-88-467-5046-4.
  • Francesco Caringella, L'estate di Garlasco. La ricostruzione del delitto che ha sconvolto l'Italia, Collana Strade blu, Milano, Mondadori, 2019, ISBN 978-88-047-2027-0.
  • Gabriella Ambrosio, Il garbuglio di Garlasco. Un perfetto colpevole e l'ostinata ricerca della verità, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, ISBN 9788849870985.
  • Gianluca Zanella, Nel sangue di Garlasco, ponte alle grazie, 2025

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