Delitto di Avetrana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il delitto di Avetrana è un caso di omicidio avvenuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana (vicino a Taranto, in Puglia) a danno della quindicenne Sarah Scazzi.

Per il delitto sono stati condannati in primo grado e poi in appello[1], dalla Corte d'assise di Taranto, la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano all'ergastolo con le accuse di concorso in omicidio doloso aggravato, mentre Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, è stato condannato alla pena di otto anni per soppressione di cadavere e per il furto del cellulare di Sarah. Sono stati inoltre condannati in primo grado a sei anni di reclusione per concorso in soppressione di cadavere con Michele Misseri anche suo fratello Carmine Misseri (pena ridotta a cinque anni e undici mesi in appello) e suo nipote Cosimo Cosma[2][3](quest'ultimo deceduto il 7 aprile 2014[4]).

La vicenda ha avuto un grande rilievo mediatico in Italia, culminato nell'annuncio della confessione dello zio in diretta sul programma Rai Chi l'ha visto? dove era ospite, in collegamento, la madre di Sarah[5].

La scomparsa di Sarah[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 agosto 2010 venne denunciata dalla madre la scomparsa della quindicenne Sarah Scazzi, studentessa al secondo anno dell'istituto alberghiero, una ragazzina con una forte nostalgia per il padre ed il fratello, emigrati al Nord Italia. La ragazza era uscita di casa intorno alle 14.30[6] per raggiungere l'abitazione della cugina Sabrina, distante poche centinaia di metri, e andare con lei e un'altra amica al mare; da quel momento vennero perse le tracce di Sarah, che non rispose più al telefono e scomparve nel nulla[6].

La scomparsa della giovane Sarah ha avuto un immediato ed enorme risalto mediatico[7]. Dal principio l'attenzione dei media si concentrò sulla vita privata di Sarah, analizzando le sue abitudini, il suo diario segreto ed il suo profilo di Facebook alla ricerca di eventuali motivi che avrebbero spinto la ragazza ad una possibile fuga da casa[8]. Sarah fu dipinta dai media come un'adolescente inquieta, che frequentava sul web ragazzi molto più grandi di lei[8] e capace di progettare la propria scomparsa per diventare famosa e poter finalmente fuggire da un paesino dove si annoiava e si sentiva oppressa da una madre con cui frequentemente litigava[8]; viceversa la madre, gli amici ed i parenti (compresa la cugina Sabrina) rinnegavano tale immagine e continuavano a sostenere la tesi del rapimento, anche se le modeste condizioni economiche della famiglia rendevano tale ipotesi poco probabile.

Inizialmente le indagini dei Carabinieri si orientarono verso una fuga della ragazza[8] o su un sequestro[9] ad opera di un uomo che l'avrebbe adescata su Facebook[8]. Le ricerche della ragazza andarono avanti per tutto il mese di settembre[10], in un crescendo di interesse mediatico che vide la madre e i suoi familiari (in particolare la cugina Sabrina) ospitati dalle principali trasmissioni televisive per lanciare appelli per il ritorno di Sarah a casa[11].

Dopo oltre un mese di ricerche, il 29 settembre venne ritrovato il cellulare di Sarah semibruciato in un campo poco distante dalla sua abitazione[10]. A ritrovarlo fu lo zio Michele Misseri il quale, mostrando dolore e preoccupazione, affermò di essere in grado di trovare la nipote; ciò contribuì ad alimentare i sospetti intorno alla sua persona. Lo zio Michele Misseri e sua moglie Cosima Serrano, sorella della madre di Sarah, entrambi agricoltori ex emigrati in Germania, conosciuti e stimati in paese come persone rispettabili ed ottimi genitori, avevano praticamente cresciuto in casa loro la ragazza scomparsa, della quale parlavano come di una terza figlia.

Le indagini e i processi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un'altra settimana di ricerche, il 6 ottobre Michele Misseri, alla fine di un interrogatorio durato circa nove ore, confessò l'omicidio della nipote, indicando agli inquirenti il luogo dove aveva nascosto il cadavere[10]. La notizia del ritrovamento del corpo venne comunicata ai familiari in diretta televisiva dalla trasmissione Chi l'ha visto?[5].

Nei giorni successivi lo zio Michele ritrattò la confessione iniziale e disse di aver fatto sogni erotici sulla nipote Sarah diverse volte[12], finché il 15 ottobre confermò i sospetti degli inquirenti sul coinvolgimento della figlia Sabrina[12]. Il giorno seguente, dopo un interrogatorio di sei ore, Sabrina fu arrestata con l'accusa di concorso in omicidio[13]. Il 21 ottobre il GIP di Taranto decise la convalida del fermo, basandosi anche sulla testimonianza dell'amica Mariangela Spagnoletti - la quale riferì che, vedendo la cugina in ritardo all'appuntamento, Sabrina Misseri "appariva agitata", ripetendo che la ragazzina era stata certamente rapita e che occorreva avvertire immediatamente i Carabinieri.

Le indagini si mossero nel senso che il movente di Sabrina fosse la gelosia per le attenzioni che la cugina riceveva da Ivano Russo, un cuoco di Avetrana del quale Sabrina -secondo la tesi della Procura- sarebbe stata innamorata. Quest'ultima e Sarah avevano conosciuto Ivano alcuni mesi prima ossia a dicembre 2009, ed il giovane cuoco aveva subito stretto una forte amicizia con le due ragazze, e Sabrina avrebbe ben presto iniziato a mostrare interesse per lui. Secondo gli inquirenti, Sabrina si confidava con la cugina Sarah riguardo alla sua infatuazione per Ivano e al rifiuto di questi di allacciare una relazione sentimentale con lei. Oltretutto i due, precisamente il 21 giugno 2010 avrebbero avuto -come dichiarato dallo stesso Ivano- un rapporto sessuale che però lui non si sentì di portare a compimento ritenendo di non sentirsela come già detto che l'amicizia nei suoi confronti diventasse qualcosa di più. Sarah in seguito avrebbe raccontato in giro di questo deludente episodio della cugina, dando il via a moltissimi pettegolezzi e maldicenze portando così Ivano, pochi giorni prima della morte di Sarah a troncare definitivamente con Sabrina, aumentando così in lei l'astio verso la cugina, costituendo per l'accusa il movente dell'omicidio, maturato probabilmente a seguito di un acceso diverbio tra le ragazze avvenuto la sera del 25 agosto, alla vigilia della scomparsa di Sarah, in un pub del paese, davanti ad alcuni testimoni[14]. Nel corso del dibattimento, però, detti testimoni seppero unicamente confermare che vi fu un rimprovero rivolto da Sabrina a Sarah, che la prima spiegò essere dovuto al modo, a suo parere, troppo espansivo con cui la cuginetta manifestava in pubblico la propria ricerca di "coccole" da parte di Ivano (dallo stesso ricondotte alla ricerca di una figura maschile di riferimento a causa dell'assenza del padre e del fratello maggiore) temendo che ciò potesse alimentare pettegolezzi in paese.

Intanto Michele Misseri, non essendo stato confermato dall'esame autoptico sul corpo di Sarah la violenza sessuale sul cadavere, ritrattò ancora la confessione iniziale dichiarando di non aver abusato del corpo senza vita della nipote[15]. Il 6 novembre Michele Misseri cambiò ulteriormente versione, attribuendo l'omicidio alla figlia e dichiarando di essere stato chiamato da Sabrina dopo la morte di Sarah per aiutarla a occultarne il cadavere[16]. A seguito di queste ulteriori indagini l'accusa nei confronti di Sabrina divenne di omicidio, mentre cadde quella di sequestro di persona[14].

A seguire, il 26 maggio 2011 veniva arrestata Cosima Serrano, madre di Sabrina, con l'accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. Dall'analisi dei tabulati risultava, infatti, che il suo telefono cellulare avrebbe effettuato una chiamata dal garage, mentre la donna aveva dichiarato che, quel pomeriggio, non si era mai recata nel garage[17]. Circostanza sulla quale i Carabinieri del Ros in sede di deposizione all'udienza del 27 marzo 2012[18], pur precisando di non poter esprimere alcuna certezza, si espressero in termini di "compatibilità". Cinque giorni dopo l'arresto veniva scarcerato Michele Misseri, poiché erano trascorsi i termini della custodia cautelare per il reato di soppressione di cadavere[19].

Le indagini preliminari si concludevano il 1º luglio con l'incriminazione di 15 persone per reati che vanno dal concorso in omicidio alla soppressione di cadavere, sequestro di persona, furto, false dichiarazioni al Pm, soppressione di documenti, infedele patrocinio, favoreggiamento e intralcio alla giustizia[20]. Successivamente, Misseri riferiva che le accuse alla figlia gli erano state suggerite nell'incidente probatorio del 19 novembre 2010 dal suo legale Galoppa e dalla dott.ssa Bruzzone, che, a loro volta, denunciavano Misseri per il reato di calunnia. Misseri affidava la difesa di questo processo per calunnia al penalista avv. Fabrizio Gallo al fine di smontare le accuse dell'incidente probatorio.

Particolarmente controverse, infatti, sono state pure le vicende occorse ai rispettivi uffici legali: la difesa legale di Sabrina Misseri è affidata al noto avvocato penalista romano Franco Coppi[21], che entrava nel collegio difensivo[22] con i penalisti tarantini Emilia Velletri e Vito Russo, successivamente costretti a rinunciare al mandato, ai sensi dell'art. 5 del Codice Deontologico Forense[23], in quanto indagati nello stesso procedimento della loro assistita. Stessa sorte toccava all'avvocato difensore di Michele Misseri, costretto anch'egli a rimettere il mandato dopo essere stato indagato nel medesimo procedimento dell'assistito[24].

Nel novembre del 2011 l'avvocatessa Velletri, a seguito di giudizio abbreviato, veniva assolta dalle accuse per insussistenza del fatto, e l'avvocato Russo, che invece aveva optato per il rito ordinario, veniva prosciolto in udienza preliminare da due capi di imputazione sempre per insussistenza del fatto-reato. Contemporaneamente venivano assolti, a seguito di abbreviato, gli altri due avvocati imputati nello stesso processo, sempre con la formula dell'insussistenza del fatto[25][26].

Il processo si è aperto davanti alla Corte d'assise di Taranto il giorno 10 gennaio 2012, e vede come principali imputati Sabrina Misseri con l'accusa di omicidio volontario, la madre Cosima con l'accusa di concorso in omicidio e il padre Michele con l'accusa di soppressione di cadavere. Il comune di Avetrana si è costituito parte civile[27]. A deporre sono state chiamate anche alcune amiche di Sabrina, che hanno riferito di com'era ossessionata dal ragazzo[28], col quale scambiava numerosi sms dal contenuto sessuale esplicito. Ivano Russo ha confermato di avere avuto una fugace relazione con l'imputata e di avere poi troncato il rapporto. Durante la deposizione il giovane, ripercorrendo la serata del ritrovamento del corpo di Sarah, ha spiegato che furono lui ed Alessio Pisello ad accompagnare Sabrina nella contrada Mosca - dove il padre Michele aveva appena fatto rinvenire il cadavere di Sarah - su indicazione della stessa, dopo che questa aveva parlato al telefono con la madre la quale stava seguendo gli sviluppi riferiti in diretta dalla trasmissione Chi l'ha visto?. A indicare la strada fu però l'amico Alessio Pisello poiché Sabrina non conosceva l'ubicazione di detta località.

Il 5 dicembre 2012, in un'udienza alla Corte d'assise di Taranto, rispondendo alle domande del legale di sua figlia Sabrina, Michele Misseri confessa tra le lacrime di essere colpevole per l'omicidio della nipote.[29][30] Dopo queste dichiarazioni, il suo difensore rimette il mandato, facendo sospendere il processo in attesa di un nuovo avvocato per Misseri. [31][32]

Il corpo di Sarah riposa presso il cimitero comunale di Avetrana[33].

Il 20 aprile 2013 la Corte d'assise di Taranto condanna all'ergastolo Sabrina Misseri[34] e Cosima Serrano per l'omicidio di Sarah Scazzi. Michele Misseri invece viene condannato a 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Per lo stesso reato vengono inflitti 6 anni ciascuno a Carmine Misseri difeso dall'avvocato Lorenzo Bullo e Cosimo Cosma, difeso dall'avvocato Raffaele Missere, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri. Anche l'ex difensore di Sabrina viene condannato, a due anni di reclusione in questo caso, per intralcio alla giustizia.

Attualmente Michele Misseri è difeso dall'avvocato Luca La Tanza e dalla consulente Anna Maria Casale.

Il 27 luglio 2015 la Corte d'Assise d'Appello di Taranto ha confermato la condanna all'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, sua madre. La Corte ha confermato anche la condanna a otto anni di reclusione per Michele Misseri, marito di Cosima Serrano e padre di Sabrina, per concorso in soppressione di cadavere. Per quanto riguarda gli altri imputati accusati di reati minori la pena per alcuni di essi viene riconfermata o ridotta: un anno e quattro mesi a Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina Misseri (due anni in primo grado per favoreggiamento personale), cinque anni e 11 mesi a Carmine Misseri, fratello di Michele che in primo grado aveva preso sei anni per concorso nella soppressione del cadavere di Sarah.[1].

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Michele Misseri viene citato nel singolo Killer Star di Immanuel Casto[35].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ergastolo per Sabrina e Cosima,I giudici d’appello: uccisero Sarah Corriere del mezzogiorno 27 luglio 2015
  2. ^ Sarah, ergastolo per Sabrina e Cosima condannato a 8 anni Michele Misseri - Bari - Repubblica.it
  3. ^ Sentenza d'appello Scazzi
  4. ^ Morto Cosimo Cosma
  5. ^ a b Gesto di delicatezza nella tv verità Corriere della sera 8 ottobre 2010
  6. ^ a b L'identità segreta di Sarah e il mistero dei 700 metri Corriere della sera 3 settembre 2010
  7. ^ Sarah Scazzi, si teme il rapimento Liberonews.it
  8. ^ a b c d e Sarah preparava la fuga: pensò alla foto per le ricerche Corriere della sera 6 settembre 2010
  9. ^ Gli amici e un diario, il mistero di Sara La pista del sequestro Corriere della sera 1º settembre 2010
  10. ^ a b c Dalla scomparsa alla verità, la tragedia di Sarah Scazzi virgilionews.it
  11. ^ La mamma comunica la lista dei sospetti Italianwes
  12. ^ a b Le cinque versioni di zio Michele Corriere della Sera 6 novembre 2010
  13. ^ Sarah, arrestata la cugina. "Aiutò il padre ad uccidere" TG24sky.com
  14. ^ a b Riesame: «Sabrina agì per gelosia Può fuggire e commettere altri delitti» Il Messaggero 22 novembre 2010
  15. ^ Misseri ritratta: nessuno stupro. Fermo convalidato, Sabrina nega Adkronos 18 ottobre 2010
  16. ^ Verbale interrogatorio Misseri Corriere della sera 10 novembre 2010
  17. ^ Omicidio Scazzi, l’intercettazione che incastra Cosima Misseri
  18. ^ Omicidio Sarah Scazzi. I Ros inchiodano Cosima "Pure lei era in garage" Gazzetta del Mezzogiorno 28 marzo 2012
  19. ^ di scena, scarcerato zio Michele Corriere del mezzogiorno 30 maggio 2011
  20. ^ Avetrana, conclusione delle indagini La procura: indagate quindici persone Corriere del Mezzogiorno 1º luglio 2011
  21. ^ Sarah Scazzi, il penalista Franco Coppi avvocato di Sabrina Misseri: difese Andreotti e Cossiga Blitz quotidiano
  22. ^ La nuova carta di Sabrina Misseri: Franco Coppi nel collegio difensivo
  23. ^ Codice deontologico forense
  24. ^ Sarah, la maledizione degli avvocati. Lascia De Cristofaro La gazzetta del mezzogiorno
  25. ^ Agenzie su assoluzione avvocati imputati ad Avetrana. 21 novembre 2011
  26. ^ Sarah/Cosima e Sabrina a processo Assolti da ogni accusa tre avvocati Quotidiano di puglia, 21 novembre 2011
  27. ^ Omicidio Scazzi: Comune Avetrana si costituisce parte civile AdnKronos 10 gennaio 2012
  28. ^ Sarah, slitta la testimonianza di Ivano L'amica di Sabrina: "Era ossessionata da lui" Bari Repubblica.it 17 gennaio 2012
  29. ^ Delitto di Avetrana: lo zio Michele:"L'ho uccisa io"
  30. ^ Misseri ri-ritratta: "Sarah l'ho uccisa io"
  31. ^ Michele Misseri si accusa dell'omicidio udienza nel caos, il difensore lascia Repubblica.it
  32. ^ Michele:«Ho ucciso Sarah con la corda» E il suo legale rimette il mandato
  33. ^ GALLERY: Pellegrinaggio sulla tomba - Italia - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica
  34. ^ Sabrina Misseri: persona propensa al delitto, di Roberto Loizzo in corrieredellepuglie.com
  35. ^ IMMANUEL CASTO: guarda il video di "Killer Star" il nuovo singolo!, Rock Rebel Magazine, 19 settembre 2011. URL consultato il 5 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boeri Mariella, La bambina di Avetrana, Edizioni Anordest, 2010, p. 274.
  • Fumarola Domenico, Sarah Scazzi. La morte segreta, Calcangeli, 2011, p. 66.
  • Andrea Jelardi, Bianco, Rosso e...Giallo - Piccoli e grandi delitti e misteri italiani in venticinque anni di cronaca nera (1988-2013), Kairòs, Napoli 2014, ISBN 978-88-98029-98-7
  • Antonio Giangrande, Sarah Scazzi, il delitto di Avetrana. Il resoconto di un avetranese. Quello che non si osa dire. La Condanna e l'Appello Pagine 820. Anno 2015. E-Book
  • Aldo Tarricone, "La fine dei giochi. Ipotesi di un delitto". pagine 80, anno 2013