Deinogalerix

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Deinogalerix
Deinogalerix koenigswaldi.JPG
Cranio di Deinogalerix
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Eulipotyphla
Famiglia Erinaceidae
Sottofamiglia Galericinae
Genere Deinogalerix
Specie
  • D. brevirostris
  • D. freudenthali
  • D. intermedius
  • D. koenigswaldi
  • D. minor

Il Deinogalerix ("porcospino terribile") era un mammifero predatore di piccoli animali, lungo circa 35-60[1] cm, vissuto durante il Miocene superiore, circa 10 milioni di anni fa. Abitava il Gargano, che al tempo costituiva un'isola situata presso la costa dell'Italia.

Deinogalerix significa "toporagno terribile", ma in realtà assomiglia a un grande ratto lunare, un tipo primitivo di porcospino, che si trova oggi in Asia sud-orientale, il quale possiede una coda lunga e una pelliccia al posto degli aculei.[1]

Un predatore di poche pretese[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambiente isolato in cui viveva, il Deinogalerix non doveva competere con molti altri predatori per conquistarsi il cibo. Era un animale capace di cacciare indistintamente piccole lucertole, uccelli, mammiferi anche più grossi di lui, insetti, lumache e vermi (infatti pesava quanto un grande gatto). Deinogaleryx è un classico esempio di come piccoli animali tendano a diventare grandi sulle isole dove non devono competere con predatori maggiori, come gatti, cani e orsi.[1]

Un fiuto sottile[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Deinogalerix a confronto con Erinaceus europaeus[2]

Quando andava a caccia il Deinogalerix si aggirava veloce nel sottobosco su quattro corte zampe e con il naso munito di baffi sempre in azione. Aveva un muso affusolato e le sue mandibole avevano denti aguzzi: quelli anteriori più lunghi servivano per azzannare le prede così da immobilizzarle.

Un riccio peloso[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli attuali ricci, il Deinogalerix aveva una folta pelliccia anziché degli aculei. Questa pelliccia gli dava una buona protezione anche nei confronti dei predatori, perché era spessa e indigesta. Durante il Miocene superiore sul Gargano viveva infatti anche il barbagianni gigante Tyto gigantea che potrebbe aver cacciato Deinogalerix.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Vita nella Preistoria-Dalle Origini della Terra all'Homo sapiens.
  2. ^ DeMiguel, M. (2016). Disentangling adaptive evolutionary radiations and the role of diet in promoting diversification on islands. Scientific Reports 6. DOI:10.1038/srep29803

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