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Deidamia II

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Deidamia II
Regina epirota
Predecessore Pirro III
Successore repubblica
Nome completo Δηιδάμεια
Morte Ambracia, 233 a.C. circa
Casa reale Eacidi
Padre Pirro II

Deidamia II (in greco antico: Δηιδάμεια, Deidàmeia o Laodamia (in greco antico: Λαοδάμεια, Laodàmeia); Epiro, ... – Ambracia, 233 a.C. circa) fu una regina epirota, figlia del re Pirro II ed ultima rappresentante della dinastia Eacide prima dell'instaurazione della repubblica in Epiro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del re Pirro II, salì al trono come ultima rappresentante della dinastia regale dopo la morte del padre, dello zio Tolomeo e del figlio di quest'ultimo, Pirro III.[1]

Aveva una sorella, di nome Nereide, che sposò Gelone II, tiranno di Siracusa, e la aiutò nel corso della rivolta epirota che avrebbe portato all'estinzione della dinastia Eacide inviando in suo soccorso ottocento mercenari.[2]

In seguito alla rivolta, nel 233 a.C. circa,[3] Deidamia si rifugiò ad Ambracia nel tempio di Artemide, dove fu assassinata da un certo Milone, che a sua volta poi si suicidò.[4][5][6][7] Con lei si estinse, dopo un secolo di regno, la dinastia eacide e la monarchia cedette il passo all'instaurazione della repubblica, sotto il controllo della lega epirota.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Errington, pag. 174.
  2. ^ Hatzopoulos, pag. 80.
  3. ^ Smith.
  4. ^ Pausania, Periegesi della Grecia, 4, 35.
  5. ^ Polieno, Statagemmi, 8,52.
  6. ^ Giustino, Epitome, 28, 3.
  7. ^ Lemprière, pag. 452.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie