Deathcrush

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Deathcrush
ArtistaMayhem
Tipo albumEP
Pubblicazione16 agosto 1987
Durata18:33
Dischi1
Tracce8
GenereBlack metal
Death metal
EtichettaPosercorpse Music,
Deathlike Silence Productions
ProduttoreMayhem, Erik Avnskog
RegistrazioneCreative Studios a Kolbotn, Norvegia nel febbraio-marzo 1987
Mayhem - cronologia
EP successivo
(1997)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 2.5/5 stelle[1]
Onda Rock Consigliato[2]
Sputnikmusic 3/5 stelle[3]
Metallized.it 99/100[4]
Truemetal.it 83/100[5]

Deathcrush è il primo EP della black metal band norvegese Mayhem. È stato pubblicato il 16 agosto 1987 dalla Posercorpse Music in versione vinile e cassetta, entrambi limitati a mille copie numerate a mano (si pensa dal chitarrista Euronymous[senza fonte]), in CD nel 1993 dalla Deathlike Silence Productions (la casa discografica di Euronymous) ed infine in altre edizioni limitate dalla Posercorpse nel 1998 e dalla GMR Music nel 2003.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

La formazione classica dei Mayhem (da sinistra a destra: Euronymous, Dead, Hellhammer, Necrobutcher)

Sebbene Deathcrush risulti essere in assoluto la prima incisione in studio uscita ufficialmente sulla scena black metal norvegese, tuttavia, l'album è contaminato da evidenti influenze thrash e death metal, presentando sonorità leggermente differenti dalle seguenti produzioni. Tratto caratteristico sono le parti vocali, esasperatamente strillate ed assolutamente indistinguibili nella loro cieca violenza. Nel disco non sono presenti le tematiche occulte contenute nel De Mysteriis Dom Sathanas, quanto piuttosto inni alla violenza e al sangue. La svolta "satanica" si ebbe con l'entrata nel gruppo del cantante Per "Dead" Ohlin, che portò testi molto oscuri, e il chitarrista Euronymous (Øystein Aarseth) cominciò a rinnegare la maggior parte dei gruppi death metal i cui testi trattavano di "tematiche sociali"[6] e "vita di tutti i giorni"[7] perché "voleva che le cose si facessero più serie ed estreme".[7]

«Oggi è una grande tendenza del tutto normale vestirsi con quei dannati abiti da jogging e cantare su "questioni importanti", e chiamarlo death metal. Queste persone possono morire, hanno tradito la scena. Il death metal è per persone brutali che sono in grado di uccidere, non per i bambini idioti che vogliono divertirsi con gli hobby dopo la scuola. [...][8]»

(Euronymous, in un'intervista alla fanzine Slayer Magazine n. 8, 1991.)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La traccia iniziale Silvester Anfang, brano di straniante musica elettronica incentrata sulla drum machine che non lascia presagire la tempesta sonora a venire, è stata composta da Conrad Schnitzler dei Tangerine Dream. Schnitzler, dopo che Euronymous aveva scovato il suo indirizzo e si era accampato fuori casa sua[2], incuriosito dal giovane, lo aveva invitato ad entrare.[9] Euronymous chiese quindi a Schnitzler di comporre una intro per l'album; piuttosto che incidere una nuova composizione, Schnitzler diede a Euronymous un pezzo preso dal suo archivio, che divenne Silvester Anfang. La title track, Deathcrush, violenta, sguaiata e caratterizzata da un celebre riff di chitarra ormai entrato nella storia del metal, introduce l'urlo sgraziato e feroce di Maniac che si dipana su un tappeto percussivo di batteria da parte di Manheim. A prima vista il testo sembra essere il resoconto di un brutale omicidio, compiuto da uno psicopatico ai danni di una vittima innocente, ma la presenza nel testo di una crocifissione, potrebbe far pensare a una sorta di inno contro la figura di Cristo. Deathcrush, secondo Metal-Archives sarebbe una delle canzoni metal più reinterpretate di sempre con, grazie anche a un riff semplice ed immediato, oltre 140 band nel mondo che l'hanno reinterpretata.[10] Necrolust inizia in maniera rallentata, con un'introduzione sepolcrale, per poi accelerare fino allo spasimo appena oltrepassato il minuto. (Weird) Manheim è una breve traccia strumentale composta con il pianoforte scordato. Witching Hour è una reinterpretazione estremizzata e stravolta di un brano dei britannici Venom incluso nel loro album di debutto Welcome to Hell del 1981. Chainsaw Gutsfuck possiede secondo alcuni uno dei testi più brutali di tutto il metal fino a quel momento: è stato infatti definito dalla rivista musicale Blender il più cruento della storia della musica.[11] Chiude il disco la nichilista Pure Fucking Armageddon, dove in due minuti e dieci vengono condensati un primordiale istinto animalesco e un'attitudine votata al puro frastuono. Nella versione originale in vinile è presente anche un'ulteriore traccia intitolata Outro, una sorta di scherzo dove i membri del gruppo intonano in crescendo una canzoncina infantile. Presente solamente nella versione LP, Outro è una presa in giro goliardica ai danni dell'ascoltatore.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'uscita del demo Pure Fucking Armageddon, la cui prima edizione era limitata a 100 copie, e diversi piccoli concerti, incluso uno in Germania, i Mayhem si separarono nell'estate del 1986 dall'allora cantante Eirik "Messiah" Nordheim. Egli fu sostituito da Sven Erik "Maniac" Kristiansen. Dopo diverse prove, il materiale per la loro seconda demo Deathcrush poté dirsi pronto nel 1987. La band registrò le tracce da febbraio a marzo ai Creative Studios di Kolbotn. Una versione in LP fu pubblicata dall'etichetta della band Posercorpse Music ed era limitata a 1000 copie. Questa prima pubblicazione è oggi considerata una rarità ricercata dai collezionisti.

Lo stile intransigente di questa incisione rese noti i Mayhem negli ambienti underground della scena metal. A causa della situazione finanziaria, tuttavia, sarebbero dovuti trascorrere sei anni prima della versione CD e di una seconda edizione in vinile per l'etichetta Deathlike Silence Productions.

Il batterista Kjetil Manheim dichiarò in seguito che il sound della band era "qualcosa che i tecnici in studio non sapevano come registrare [...] così prepararono lo studio e il gruppo incise semplicemente". Egli notò inoltre come non ci fossero stati "missaggi, prima o dopo" e: «Nessuna sovraincisione: basso, batteria, chitarra furono tutte registrate dal vivo e poi incidemmo la voce».[12]

Nel 2008, Daniel Ekeroth, autore di Swedish Death Metal, scrisse: "I due visionari [Aarseth e Per "Dead" Ohlin] si spinsero sempre più nell'oscurità a vicenda, e in qualche preciso momento del 1990 decisero finalmente di adottare l'immagine satanica che sarebbe diventata di cruciale importanza per il genere [...] È ben documentato che Øystein inizialmente era molto preso dal death metal e dal grindcore".[13]

Secondo Dead, la maggior parte dei testi dei brani contenuti nell'EP, ma non tutti, furono scritti dal bassista Necrobutcher.[14]

Maniac si occupò della voce solista in tutte le tracce tranne Pure Fucking Armageddon, dove la voce è di Messiah. La cover dei Venom venne cantata insieme da Messiah e Maniac.[15] Manheim suonò il pianoforte in (Weird) Manheim.[15]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina del disco mostra una fotografia in bianco e nero delle mani mozzate di un ladro in Mauritania al tempo del colonialismo, su uno sfondo rosso acceso.[16] Da notare la presenza di un logo, nel retro del disco, anti Scott Burns. Sulla copertina sopra il celebre logo della band con le croci rovesciate, c'è l'aggiunta della scritta "The True" ("I veri"), poiché esistevano diverse band con il nome Mayhem.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • Tutte le tracce sono composte da Maniac, Euronymous, Necrobutcher, Manheim, Messiah; eccetto dove indicato diversamente.
  1. Silvester Anfang – 1:56 (Conrad Schnitzler)
  2. Deathcrush – 3:33
  3. Chainsaw Gutsfuck – 3:32
  4. Witching Hour – 1:49 (Bray/Dunn/Lant) (cover dei Venom)
  5. Necrolust – 3:37
  6. (Weird) Manheim – 0:48
  7. Pure Fucking Armageddon – 2:09
  8. Outro – 1:09

In alcune versioni in compact disc (Weird) Manheim e Pure Fucking Armageddon sono inserite in un'unica traccia.

La traccia 8 Outro è presente solo nella versione in vinile.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti aggiuntivi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eduardo Rivadavia, Deathcrush – Mayhem : Songs, Reviews, Credits, Awards : AllMusic, in AllMusic. URL consultato il 16 settembre 2012.
  2. ^ a b Lorenzo Pagani, Mayhem. I padri del black-metal norvegese, www.ondarock.it. URL consultato il 4 settembre 2019.
  3. ^ (EN) Mayhem - Deathcrush, www.sputnikmusic.com. URL consultato il 7 agosto 2019.
  4. ^ Mayhem - Deathcrush, www.metallized.it. URL consultato il 7 novembre 2019.
  5. ^ Recensione: Deathcrush, www.truemetal.it. URL consultato il 7 novembre 2019.
  6. ^ The True Mayhem. In: Metalion: Metalion: The Slayer Mag Diaries. Brooklyn, NY: Bazillion Points Books 2011, pag. 209.
  7. ^ a b Kristiansen, Jon: Metalion: The Slayer Mag Diaries. Brooklyn, NY: Bazillion Points Books 2011, pag. 221.
  8. ^ Slayer Magazine, n° 8, 1991, pag. 33.
  9. ^ Black Metal: Evolution of the Cult, Dayal Patterson, p. 135.
  10. ^ Recensione su metallized.it
  11. ^ Most Gruesome Lyrics … Ever! - Blender Archiviato il 30 settembre 2007 in Internet Archive.
  12. ^ Black Metal: Evolution of the Cult, Dayal Patterson, pag. 136.
  13. ^ Ekeroth, Daniel: Swedish Death Metal. Brooklyn, NY: Bazillion Points Books 2008, pp. 245–246.
  14. ^ Cooking with Satan – The Mayhem Archive Part II: Dead Interview, in cookingwithsatan.com, 11 luglio 2010. URL consultato il 16 settembre 2012.
  15. ^ a b Mayhem - Deathcrush - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives, su www.metal-archives.com. URL consultato il 10 agosto 2018.
  16. ^ (EN) Mayhem - Deathcrush, su Discogs. URL consultato il 12 novembre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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