De Ceccano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

I de Ceccano (o Conti di Ceccano) furono una potente famiglia[1] che, dalla rocca di Ceccano, dominò parte della Ciociaria e dei territori limitrofi per circa cinquecento anni. Le prime notizie certe sui conti si hanno a partire dalla seconda metà del X secolo e provengono da alcuni documenti rinvenuti presso l'abbazia di Montecassino. In questi scritti si parla dei conti Leone, Uberto e Amato di Ceccano, i quali donarono molti beni all'Abbazia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In realtà il Gregorovius e altri importanti storici fanno iniziare l'albero genealogico di questa famiglia con il conte Gregorio, morto nel 1104, ma si sa con certezza che la contea ceccanese è molto più antica, come provano i documenti di Montecassino e altre fonti. È certo, infatti, che Ceccano costituiva un'entità importante già intorno al 750, quando fu conquistata dal re longobardo Astolfo. Più di un secolo prima la città aveva abbandonato l'antico nome di Fabrateria Vetus in onore di Petronio Ceccano, console di Campagna, padre di papa Onorio I. Non si può, comunque, ritenere con certezza che la famiglia medievale dei de Ceccano discenda direttamente dai primissimi conti né tanto meno da Petronio Ceccano. Anzi il Gregorovius ritiene che i de Ceccano siano di origine tedesca. È quindi probabile che abbiano assunto il governo del territorio in precedenza dominato da altre famiglie.

Pur non essendo certi dell'appartenenza alla stessa famiglia del conte Amato, vissuto nel 900, e del conte Gregorio, morto nel 1104, non si può non citare la grandezza del primo. Marito di Maria della famiglia di sant'Eustachio, fu amico di san Domenico di Sora al quale donò molti beni per l'erezione di un monastero in Patrica alle falde del Monte Cacume che, dal Tosti, venne paragonato al monastero di Trisulti. Benefattore dell'Abbazia di Montecassino, fu Rettore di Campagna.

Partendo dalla genealogia del Gregorovius si deve citare il conte Landolfo e suo fratello il cardinale Giordano (elevato alla porpora nel 1189) nonché Giovanni, figlio del primo, il quale fu nominato cavaliere dall'imperatore Enrico e, in seguito (1200) giurò fedeltà a papa Innocenzo III nella cattedrale di Anagni. Famoso condottiero dell'epoca, sconfisse i Colonna, devastando la loro rocca di Morolo e sconfiggendo il loro alleato Ruggero dell'Aquila, conte di Fondi. Ordinò la costruzione della chiesa di Santa Maria a Fiume che, in epoca moderna, sarà monumento nazionale, facendola consacrare da suo zio il cardinale Giordano, già abate di Fossanova. Giovanni ebbe un illustre fratello, il cardinale Stefano, anch'egli, come lo zio, fu abate di Fossanova. Stefano fondò l'abbazia di San Galgano e fu camerlengo di Innocenzo III. Come tale ebbe frequenti contatti con le corti di tutta Europa ed ebbe importanti riconoscimenti dal Re d'Inghilterra.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della famiglia è il medesimo adottato dal comune omonimo che raffigura l'aquila dei Di Ceccano associato all'emblema degli Stefaneschi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su ceccanoonline.it. URL consultato il 5 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2010). Conti de Ceccano
Storia di famiglia Portale Storia di famiglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Storia di famiglia