Dark Horse (singolo George Harrison)

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Dark Horse
ArtistaGeorge Harrison
Tipo albumSingolo
Pubblicazione18 novembre 1974
Durata3:54
Album di provenienzaDark Horse
GenereRock
Pop rock
EtichettaApple Records
ProduttoreGeorge Harrison
Noten. 15 Stati Uniti
Singoli di George Harrison - cronologia
Singolo precedente
(1974)
Singolo successivo
(1975)

Dark Horse è un brano musicale composto ed eseguito da George Harrison. La canzone è la title track del suo omonimo album del 1974, e successivamente fornì l'ispirazione per il nome della casa discografica fondata dall'ex-Beatle, la Dark Horse Records.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il termine "dark horse" venga abitualmente utilizzato in lingua inglese per definire un vincitore a sorpresa in precedenza poco accreditato, Harrison raccontò nella sua autobiografia I Me Mine, che all'epoca della composizione del brano non conosceva il significato recondito del termine. Secondo quanto riferito dall'autore il testo del brano si riferirebbe invece ad un uomo che intrattiene una o più relazioni sessuali clandestine contemporaneamente con diverse donne; un "dark horse" nel gergo di Liverpool. La canzone esprime i sentimenti di Harrison circa la disintegrazione del suo matrimonio con Pattie Boyd, che lo aveva lasciato per mettersi con il chitarrista (ed amico comune) Eric Clapton.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

1973: traccia base[modifica | modifica wikitesto]

Harrison iniziò a lavorare alla canzone a Friar Park nel suo studio personale FPSHOT nel novembre 1973, ma la traccia restò incompiuta a causa dell'imminente inizio del tour americano del 1974.[1][2] Con l'approssimarsi della data di pubblicazione del nuovo album, e con Harrison colpito da una forte laringite che gli compromise la voce, la traccia venne registrata nuovamente in tutta fretta in uno studio statunitense, con la sua tour band, incluso Billy Preston alle tastiere.

Insieme ad altri brani di futuri artisti della scuderia Dark Horse Records come Ravi Shankar e Splinter, Harrison incluse la canzone su un nastro che compilò per David Geffen prima di partire per l'India a fine gennaio 1974.[1][3] Questa prima versione incompleta di Dark Horse conteneva il contributo di Harrison alla chitarra acustica e alla voce, del bassista Klaus Voormann e di Ringo Starr o Jim Keltner alla batteria,[4] oltre ad essere molto più lenta rispetto alla versione ufficiale poi pubblicata.[1]

Versione ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

In ottobre, quando Harrison arrivò a Los Angeles per preparare il tour, i vari problemi d'affari nei quali era impelagato, uniti alla lavorazione dei progetti per la Dark Horse Records, e a uno stile di vita dissoluto che Simon Leng, biografo di Harrison, definì "un drink di troppo, troppo frequentemente"[5], portarono un inevitabile rallentamento nella produzione dell'album Dark Horse.[6][7] Per tre settimane, ogni giorno Harrison provò con la sua tour band, che comprendeva Tom Scott, Billy Preston, Jim Horn, Robben Ford, Willie Weeks e Andy Newmark,[8] agli A&M Studios di La Brea Avenue, Hollywood.[9][10] Alla sera, egli aggiungeva il cantato solista ed altre sovraincisioni alle tracce che aveva registrato a Friar Park.[11][12] Harrison avrebbe voluto completare anche il brano Dark Horse in questa maniera ma alla fine decise di ri-registrare la canzone, dato che i musicisti della band dovevano comunque imparare il brano per l'inclusione nella scaletta del tour.[13][14]

Già stressato ed esausto ancor prima di arrivare a Los Angeles,[15] Harrison perse quasi completamente la voce durante le prove e contrasse una laringite,[16][17] problema ampiamente riscontrabile nelle canzoni incise, in particolar modo in Dark Horse.[18] La canzone venne registrata dal vivo da George con i musicisti della sua tour band presso gli studi A&M alla fine di ottobre,[19] con Norm Kinney come ingegnere del suono.[20] Lon & Derrek Van Eaton, che, come Preston, erano ex-artisti della scuderia Apple passati alla A&M Records,[21] aggiunsero alla traccia i cori di sottofondo poco tempo dopo.[22]

La versione definitiva della canzone inclusa nell'album è notevole per l'arrangiamento, che incorpora elementi di funk e jazz,[23] ma anche per il particolare cantato di Harrison, descritto da alcuni come simile a quello di Louis Armstrong.[24] Successivamente Harrison disse ai giornalisti che il risultato finale lo soddisfaceva abbastanza,[25][26] ma secondo Andy Newmark, l'ex-Beatle era preoccupato di come il pubblico avrebbe potuto reagire alla sua malridotta voce.[27] La registrazione contiene un trio di flautisti, capitanati da Tom Scott; Billy Preston al pianoforte elettrico; e Robben Ford alla chitarra acustica a raddoppiare le parti suonate da Harrison,[28] come fatto da Pete Ham tre anni prima in Here Comes the Sun in occasione del The Concert for Bangladesh.[29][30] La sezione ritmica costituita da Weeks e Newmark contribuì alla traccia donando una sonorità più contemporanea al pezzo.[31] In aggiunta, Emil Richards suonò uno strumento a percussione chiamato "crochet".[32]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

La canzone venne pubblicata come singolo negli Stati Uniti il 18 novembre 1974 (n. cat. Apple 1877), raggiungendo la posizione numero 15 della classifica Billboard Hot 100.[33][34] La B-side del singolo era un brano non presente nell'album, I Don't Care Anymore. In Gran Bretagna, la traccia fu pubblicata come secondo singolo estratto dall'album,[35] nel febbraio 1975 (n. cat. Apple R 6001).[36] (B-side Hari's on Tour (Express)), ma non entrò in classifica.

Dark Horse ebbe un buon riscontro negli Stati Uniti, raggiungendo con facilità la Top 20.[37] In Canada, dove il tour ebbe inizio il 2 novembre,[38] Dark Horse raggiunse la posizione numero 26 nella classifica RPM.

A causa dei ritardi nel completamento dello stesso, la Capitol non fu in grado di pubblicare l'album Dark Horse fino alla seconda settimana di dicembre, verso la fine del tour.[39] Nel formato originale in vinile, Dark Horse apparve come seconda traccia della seconda facciata dell'LP,[40] tra Ding Dong, Ding Dong, l'altro singolo del disco, e Far East Man.[41][42] Nelle note interne dell'album da lui scritte, Harrison inserì la futura moglie Olivia Arias tra i musicisti che avevano contribuito al pezzo;[43] il suo contributo è accreditato come "sbalorditivo". La coppia si era incontrata durante le prime settimane di permanenza dell'ex-Beatle a Los Angeles,[44] e i due fecero coppia fissa per tutto il resto del tour.[45][46]

Dark Horse venne inclusa nella compilation The Best of George Harrison del 1976 ma è stata successivamente esclusa dalla raccolta Let It Roll: Songs by George Harrison del 2009.[47]

Tracce singolo USA (1974)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Dark Horse (George Harrison) - 3:54
  2. I Don't Care Anymore (George Harrison) - 2:40

Tracce singolo UK (1975)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Dark Horse (George Harrison) - 3:54
  2. Hari's on Tour (Express) (George Harrison) - 4:43

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Madinger & Easter, p. 444.
  2. ^ Spizer, p. 259.
  3. ^ Leng, pp 142 fn, 154.
  4. ^ Clayson, p. 336.
  5. ^ Leng, pag. 148.
  6. ^ Madinger & Easter, pag. 442.
  7. ^ Rolling Stone, pag. 44.
  8. ^ Badman, pag. 137.
  9. ^ Madinger & Easter, pp. 442, 444, 447.
  10. ^ Leng, pag. 167.
  11. ^ Rodriguez, pag. 58
  12. ^ Madinger & Easter, pag. 442
  13. ^ Clayson, pag. 336
  14. ^ Huntley, pag. 111
  15. ^ Badman, pag. 197.
  16. ^ Olivia Harrison, pag. 312.
  17. ^ Lavezzoli, pag. 195.
  18. ^ Woffinden, pag. 84.
  19. ^ Leng, pag. 155
  20. ^ Spizer, pag. 260.
  21. ^ Spizer, pp. 340, 344.
  22. ^ Madinger & Easter, pag. 444
  23. ^ Rolling Stone, pag. 188
  24. ^ Clayson, pag. 338.
  25. ^ Clayson, pag. 338
  26. ^ Lavezzoli, pag. 196.
  27. ^ Leng, pag. 167.
  28. ^ Castleman & Podrazik, pag. 196.
  29. ^ Matovina, pag. 143.
  30. ^ Lavezzoli, pag. 192.
  31. ^ Rodriguez, pag. 169.
  32. ^ Spizer, pag. 260
  33. ^ Spizer, pag. 259
  34. ^ Castleman & Podrazik, pag. 143.
  35. ^ Spizer, pag. 259
  36. ^ Castleman & Podrazik, pag. 149.
  37. ^ Madinger & Easter, pag. 444
  38. ^ Lavezzoli, pag. 196
  39. ^ Madinger & Easter, pag. 443.
  40. ^ Spizer, pag. 263.
  41. ^ Leng, pp. 153–57.
  42. ^ Inglis, pp. 46–48.
  43. ^ Spizer, pp. 265, 267.
  44. ^ Badman, pag. 135.
  45. ^ Tillery, pp. 115–16.
  46. ^ Rolling Stone, pag. 46.
  47. ^ Inglis, pp. 65, 128.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dale C. Allison Jr., The Love There That's Sleeping: The Art and Spirituality of George Harrison, Continuum (New York, NY, 2006; ISBN 978-0-8264-1917-0).
  • Keith Badman, The Beatles Diary Volume 2: After the Break-Up 1970–2001, Omnibus Press (Londra, 2001; ISBN 0-7119-8307-0).
  • Roy Carr & Tony Tyler, The Beatles: An Illustrated Record, Trewin Copplestone Publishing (London, 1978; ISBN 0-450-04170-0).
  • Harry Castleman & Walter J. Podrazik, All Together Now: The First Complete Beatles Discography 1961–1975, Ballantine Books (New York, NY, 1976; ISBN 0-345-25680-8).
  • Alan Clayson, George Harrison, Sanctuary (London, 2003; ISBN 1-86074-489-3).
  • Rolling Stone, Harrison, Rolling Stone Press/Simon & Schuster (New York, NY, 2002; ISBN 0-7432-3581-9).
  • Joshua M. Greene, Here Comes the Sun: The Spiritual and Musical Journey of George Harrison, John Wiley & Sons (Hoboken, NJ, 2006; ISBN 978-0-470-12780-3).
  • George Harrison, I Me Mine, Chronicle Books (San Francisco, CA, 2002; ISBN 0-8118-3793-9).
  • Olivia Harrison, George Harrison: Living in the Material World, Abrams (New York, NY, 2011; ISBN 978-1-4197-0220-4).
  • Chris Hunt (ed.), NME Originals: Beatles – The Solo Years 1970–1980, IPC Ignite! (Londra, 2005).
  • Elliot J. Huntley, Mystical One: George Harrison – After the Break-up of the Beatles, Guernica Editions (Toronto, ON, 2006; ISBN 1-55071-197-0).
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  • Andrew Grant Jackson, Still the Greatest: The Essential Solo Beatles Songs, Scarecrow Press (Lanham, MD, 2012; ISBN 978-0-8108-8222-5).
  • Peter Lavezzoli, The Dawn of Indian Music in the West, Continuum (New York, NY, 2006; ISBN 0-8264-2819-3).
  • Simon Leng, While My Guitar Gently Weeps: The Music of George Harrison, Hal Leonard (Milwaukee, WI, 2006; ISBN 1-4234-0609-5).
  • Chip Madinger & Mark Easter, Eight Arms to Hold You: The Solo Beatles Compendium, 44.1 Productions (Chesterfield, MO, 2000; ISBN 0-615-11724-4).
  • Dan Matovina, Without You: The Tragic Story of Badfinger, Frances Glover Books (2000; ISBN 0-9657122-2-2).
  • Jörg Pieper, The Solo Beatles Film & TV Chronicle 1971–1980, lulu.com (2012; ISBN 978-1-4092-8301-0).
  • Robert Rodriguez, Fab Four FAQ 2.0: The Beatles' Solo Years, 1970–1980, Backbeat Books (Milwaukee, WI, 2010; ISBN 978-1-4165-9093-4).
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  • Bruce Spizer, The Beatles Solo on Apple Records, 498 Productions (New Orleans, LA, 2005; ISBN 0-9662649-5-9).
  • Gary Tillery, Working Class Mystic: A Spiritual Biography of George Harrison, Quest Books (Wheaton, IL, 2011; ISBN 978-0-8356-0900-5).
  • Bob Woffinden, The Beatles Apart, Proteus (London, 1981; ISBN 0-906071-89-5).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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