Dario Fertilio

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Dario Fertilio (Modena, 9 ottobre 1949) è un giornalista e scrittore italiano di origine dalmata.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto a Milano, dove si è laureato in lettere all'Università Statale, a ventun anni ha iniziato il tirocinio di cronista al «Corriere d'Informazione» (edizione pomeridiana del «Corriere della Sera» diretto da Giovanni Spadolini) passando nel 1978 prima agli interni, poi alla redazione politica e infine a quella culturale del «Corriere».

Ha pubblicato diversi saggi e monografie, sia su temi politici che sull'informazione, nei quali afferma la necessità di ricercare e difendere le libertà individuali.

Nel 1998 ha fondato con lo scrittore e attivista russo Vladimir Bukovskij i Comitati per le libertà ("Libertates"), movimento il cui scopo è l'affermazione dei principi liberali quali la diffusione della democrazia, il libero mercato, il federalismo e la sussidiarietà.

Dario Fertilio è stato l'ideatore, con gli stessi cofondotari dei Comitati per le Libertà, di una significativa iniziativa denominata Memento Gulag: la celebrazione della giornata in memoria delle vittime del comunismo; si celebra ogni 7 novembre.[1]

Nell'ottobre 2014 ha assunto la direzione della rivista trimestrale «Il Dalmata», giornale degli esuli dalmati. Dal 2015 interviene come articolista nel dibattito politico e culturale sui mass media italiani ed europei.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Grande Cervello (Sugarco) sulle tentazioni autoritarie della casta intellettuale. Il saggio, ispirato alle posizioni di George Orwell e Raymond Aron, prefigura, e denuncia a metà degli anni Ottanta, le compromissioni intellettuali con le ideologie conformistiche e politicamente corrette dell'Occidente. Indicata come "Fattore I", la lobby degli intellettuali viene analizzata nelle sue varie versioni: profetica, aristocratica, populista, militaresca, cortigiana, demolitrice, suicida e dubbiosa.
  • Le notizie del diavolo (Spirali) sulla storia e le tecniche della disinformazione. Il testo è ormai un classico di riferimento negli studi contemporanei sulla teoria della comunicazione e nelle scuole di giornalismo.
  • Il fantasma della libertà (Rubettino), per una definizione complessiva della cultura delle libertà.
  • Maledetta proporzionale (Bibliotheca Albatros, collana Libertates), sui rischi connessi alla frantumazione del consenso e alla mancanza di alternanza del potere; in favore del presidenzialismo, del federalismo e del sistema elettorale maggioritario
  • Fuori i secondi! Il presidenzialismo che ci può salvare (Bibliotheca Albatros – Libertates): la proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica con poteri esecutivi, per rafforzare l'efficienza dello Stato, il sistema maggioritario e la democrazia diretta.
  • "Il virus totalitario, guida per riconoscere un nemico sempre in agguato" (Rubbettino). Un'analisi che aggiorna quella classica di Hannah Arendt e paragona ogni moderno fenomeno totalitario a un virus organico. Come tale, esso è parassitario, sempre pronto a trasformarsi, a infettare e poi conquistare cellule culturali e sociali sane, puntando attraverso di esse alla "maculazione universale", cioè a una propagazione senza limiti. Il libro esamina anche fenomeni correlati apparentemente folli e inspiegabili, come il terrorismo omicida e suicida, oltre al genocidio: essi sono antichi quanto l'umanità, ma è la combinazione ideologica e tecnologica che si è realizzata all'inizio del Novecento ad aver ingigantito il loro impatto. Questo studio sui fenomeni totalitari consente inoltre di accostare, analizzandone le affinità di fondo, il nazionalsocialismo hitleriano, il comunismo sovietico, il tardo fascismo italiano delle leggi razziali; ma anche i fenomeni contemporanei dell'islamismo radicale, del nazicomunismo postsovietico, del terzomondismo di matrice sudamericana, dei nuovi nazionalismi autoritari. Infine, con una tesi che ha suscitato molti dibattiti, denuncia la crescita di un pre-totalitarismo tutto occidentale, volto al controllo sociale e all'emarginazione dei dissidenti mediante il conformismo ideologico, la moltiplicazione dei diritti soggettivi, visioni apocalittiche come il riscaldamento globale, una transgenetica che relativizza i concetti stessi di vita e di morte.

Romanzi e racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • La morte rossa (Marsilio), storie di italiani vittime del comunismo, dall'Urss alla Jugoslavia di Tito, al triangolo rosso dell'Emilia e Romagna. La raccolta dei racconti si conclude con il diario del primo Memento Gulag, tenutosi a Roma nel 2003. Il volume integrale è stato ripubblicato nel 2016-17 all'interno della collana "Storia del comunismo" edita dal Giornale - Biblioteca Srorica
  • La via del Che (Marsilio) un reportage avventuroso e una storia d'amore nella Cuba attuale sullo sfondo del mito di Guevara.
  • Musica per lupi (Marsilio) su un terribile esperimento carcerario avvenuto nel carcere romeno di Pitesti, fra il 1949 e 1951. Venne definito da Aleksandr Solgenitsin il più grande atto di barbarie del Novecento.
  • Teste a pera e teste a mela (Rubettino), una favola allegorica sulla minaccia totalizzante delle contrapposizioni ideologiche. Ne è stato tratto il balletto La storia inaudita di Laura Pulin.
  • La lingua degli angeli per principianti (Skira, con disegni dell'architetto Mario Botta e il balletto di Laura Pulin,Canto), un atto di fede nel linguaggio e nelle forze superiori che ci guidano.
  • L'ultima notte dei fratelli Cervi (Marsilio), un romanzo storico, un giallo ambientato nel triangolo della morte emiliano
  • Guida ai vicoli ciechi (Skira), una raccolta di aforismi illustrati dall'architetto Mario Botta con i suoi "materiali artistici" (rappresentato a Padova in chiusura del festival Prospettiva Danza Teatro 2015 con le coreografie di Mario Coccetti e Laura Pulin).
  • L'anima del Führer (Marsilio): il dramma della pietà cristiana e del perdono di fronte ai crimini nazisti. Due personaggi storici, il vescovo austriaco Alois Hudal e un soldato sovietico spia di Mosca si incontrano nel 1945 a Roma, al Collegio Teutonico di Santa Maria dell'Anima, in un crescendo avventuroso che cambierà entrambi. Da Roma infatti parte la "via dei ratti", cioè la rete segreta organizzata dalla chiesa cattolica per la fuga dei criminali nazisti in Sud America; da un lato il sogno di "cristianizzare il nazismo", dall'altro la fede cieca nella missione del bolscevismo
  • L'aria di Bog, una favola oltre la linea del mistero (La Vita Felice) con le illustrazioni di Fabio Sironi. In un'isola della Dalmazia il piccolo Gaston discende nell'inferno dei suoi incubi infantili e risale al paradiso delle sue gioie. Una parabola in cui i bambini sono protagonisti e gli adulti si possono ritrovare, quando cercano di far rivivere le sensazioni perdute d'infanzia. E una sfida letteraria in cui i personaggi di Walt Disney si trasformano in compagni di strada e agenti di salvezza. Il racconto ha ispirato varie composizioni musicali: fra esse il Tema de "L'aria di Bog" di Claudio Resentini per contrabbasso, saxofono, glockenspiel e marimba; l'ouverture "Les maines de l'amour" di Alessio De Bernardi per pianoforte e orchestra.

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

  • E Milano va (Mursia, con prefazione di Carlo Tognoli) sui protagonisti della metropoli negli anni Ottanta
  • Arrembaggi e pensieri (Rizzoli), una conversazione con Enzo Bettiza su giornalismo, letteratura e impegno

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Concerto per carri armati o l'invasione fraterna della Curonia (Santi Quaranta), una commedia che richiama l'invasione di Praga del 1968 e la lotta contro il totalitarismo (prima rappresentazione nel 2012 al festival Musicultura di Macerata; direttore artistico: Piero Cesanelli; primo attore. Piero Piccioni)
  • "Uomini e cyborg - Récit in omaggio all'Ucraina" (con Olena Ponomareva,LibertatesLibri) Un dramma teatrale sulla guerra combattuta nelle regioni orientali contro gli invasori russi: parlano i testimoni, i protagonisti e i "cyborg", eroici difensori dell'aeroporto di Donets'k. "ЛЮДИ ТА КІБОРГИ Документальна театралізована оповідь на шану України": prima esecuzione in occasione della celebrazione del Giorno del difensore della Patria, il 15 ottobre 2016, in forma di radiodramma trasmesso dalla Compagnia Radiofonica Nazionale Ucraina, attori principali Natalia Sumska e Olexij Bohnanovych. La versione ucraina di "ЛЮДИ ТА КІБОРГИ Документальна театралізована оповідь на шану України" è stata pubblicata a Kiyv nel 2017 dalla casa editrice Pul'sari-
  • "La peste a Budapest, Albert Camus e la rivolta d'Ungheria" (Centro Internazionale di Brera - Biblioteca Storica di Critica Sociale): un récit a tre voci in cui si incontrano un giovane rivoltoso di Budapest, destinato alla forca, e il famoso scrittore Albert Camus, che sostenne pubblicamente l'insurrezione. L'azione scenica è condotta da una Dama in Rosso, allegoria dell'Ungheria in rivolta contro l'oppressione sovietica. Lo sviluppo drammatico è contenuto nell'interrogativo: pesò di più l'impegno di un grande intellettuale o il sangue versato nelle strade dai rivoltosi? Prima esecuzione il 20 novembre 2016 al Teatro dell'Accademia di Brera, nel sessantesimo anniversario della ribellione ungherese contro i sovietici. Musiche di Riccardo Nova, allestimento di Domenico Nicolamarino, realizzazione di Stefano Carluccio. Interpreti: Roberta Nanni (la Dama in Rosso), Andrea Bonati (Albert Camus), Thomas Centaro (il Rivoltoso).
  • "La bambina che amava Stalin" , un monologo ispirato alla storia vera di Nina Schveizova Vasilievna, che indirizzò una lettera rimasta senza risposta al "Caro compagno Stalin" nell'Urss degli anni Trenta. Una donna che allora la incontrò, ma non ebbe il coraggio di aiutarla, ne evoca il fantasma sulla scena. Un dramma in cui fede, inganno, delitto e pentimento si intrecciano indissolubilmente. Il monologo, dedicato a Isabel Russinova, è andato in scena in prima rappresentazione italiana il primo ottobre 2017 al Teatro Stabile di Potenza; protagonista Agnese Nano con Carmela Fortunato e regia di Rodolfo Martinelli Carraresi

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Walter Tobagi per Il Grande Cervello
  • Premio Diego Fabbri per e Milano va
  • Premio Alfredo Cattabiani per La morte rossa
  • Premio Niccolò Tommaseo 2008 per la cultura e letteratura dalmata[2]
  • Premio Acqui Storia 2013 per il romanzo storico "L'ultima notte dei fratelli Cervi"
  • Premio Lucio Colletti 2015 per il giornalismo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Storie di italiani vittime del comunismo" postfazione di Frediano Sessi, su www.marsilioeditori.it
  2. ^ Premio Tommaseo 2008 a Dario Fertilio, Centro di documentazione multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata, su www.arcipelagoadriatico.it, 24 settembre 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN26043048 · ISNI: (EN0000 0000 8208 6522 · SBN: IT\ICCU\CFIV\063897 · LCCN: (ENn85175920 · BNF: (FRcb13577901d (data)
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