Dario Binetti

Dario Binetti (Brindisi, 29 marzo 1964) è un artista e fotografo italiano la cui ricerca si sviluppa principalmente attraverso l’uso espressivo del bianco e nero, talvolta "contaminato" dal colore e dall'uso di tecniche miste di stampa, grazie ad un linguaggio che unisce la fotografia digitale alla sperimentazione materica e concettuale.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Laureatosi in Scienze dell’Informazione presso l’Università di Bari nel 1986, si è formato parallelamente nell’ambito fotografico, approfondendo sin dagli anni Ottanta le tecniche di camera oscura e la stampa tradizionale analogica. Il suo approccio è da subito improntato ad un rigore formale e ad un’indagine poetica dei luoghi, dei corpi e degli stati interiori.[1]
Dopo una prima serie di sperimentazioni visive, nel 1992 presenta la sua prima mostra personale, Vivere fra i Sassi, dedicata a Matera e ai suoi rioni storici, in un momento in cui la città non era ancora protagonista del riscatto culturale internazionale, che l'avrebbe portata a diventare Capitale europea della cultura nel 2019.[2]
Nel corso degli anni Novanta prende parte a diversi workshop formativi condotti da maestri della fotografia, quali Gianni Berengo Gardin, Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna e Wim Wenders. In questo periodo avvia collaborazioni con istituzioni culturali come la Fondazione Italiana per la Fotografia e Il Giornale dell'Arte, e partecipa a conferenze e incontri presso centri culturali e fondazioni, tra cui la Fondazione Agnelli di Torino. L’attenzione alla dimensione del racconto fotografico lo porta a elaborare progetti seriali, con un taglio autoriale fortemente riconoscibile.[3]

Dal 2005 inizia a sviluppare un ciclo fotografico articolato in più fasi dal titolo Io È L’altro, concepito come un'indagine sull’identità, la relazione e il corpo. Il progetto viene esposto in diverse città italiane, tra cui Bari,[4] Manfredonia,[5] Roma,[6] Casamassima,[7] Ascoli Piceno,[8] Londra[9] e Milano.[10][11][12] In quest’ambito, Binetti porta avanti un lavoro di "scavo visivo" ed emotivo, unendo alla fotografia tradizionale interventi manuali sui supporti, sovrapposizioni e materiali non convenzionali. Nel 2007 riceve un riconoscimento ufficiale dalla Presidenza della Repubblica Italiana tramite la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF), per il suo contributo artistico nell’ambito della fotografia contemporanea.[13]
La ricerca di Dario Binetti è stata presentata negli ultimi anni in diverse sedi espositive di rilievo, tra cui la Galleria Bargehouse, presso la Oxo Tower di Londra nel 2021,[14] la Fondazione Giacomo Casanova, a Palazzo Zaguri a Venezia, nel 2023.[15][16] In seguito, nell’ambito della 60ª Biennale d’Arte di Venezia (2024),[17][18] viene allestita la mostra Archetipi nell’oblio, una raccolta di opere realizzate a quattro mani con Andrea Benetti, un lavoro incentrato sulla riflessione tra tempo, simboli e memoria. Sempre nel 2024, presenta la personale Ombre alchemiche, presso lo Spazio ArTheoria di Milano[19][20] e, nello stesso anno, realizza la mostra Tra il visibile e l’invisibile, presso il Palazzo Ducale di Presicce.[21][22]
Nel 2025, insieme ad Andrea Benetti, ha esposto nelle sale di Palazzo dei Capitani, ad Ascoli Piceno, la mostra Luce nel silenzio, un progetto artistico promosso e patrocinato dal Comune marchigiano.[23][24][25]
A partire dagli anni Novanta, parallelamente alla propria attività artistica, Binetti ha svolto un'intensa attività didattica, tenendo corsi e seminari in diverse città italiane. Il suo insegnamento si è focalizzato sulla diffusione delle tecniche della fotografia analogica e digitale, con un’attenzione particolare alla valorizzazione del linguaggio fotografico come strumento espressivo e critico.[26]
Musei e Collezioni
[modifica | modifica wikitesto]Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui:
- Collezione del Museo d'arte contemporanea italiana in America (San Josè - Costa Rica)[27]
- Collezione dell'ARTinGENIO Museum (Pisa - Italia)[28]
- Collezione dell'UNESCO (Bologna - Italia)[29]
- Collezione della Fondazione Giacomo Casanova (Venezia - Italia)[30]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ La biografia sul sito Arte 360, su arte360.art.
- ↑ La biografia sul sito dell'AMACI - Associazione dei musei d'arte contemporanea italiani, su amaci.org.
- ↑ La biografia sul sito di 'Artribune, su artribune.com.
- ↑ Sul sito di LSD Magazine, su lsdmagazine.com.
- ↑ La notizia sul sito del Teatro Comunale di Manfredonia, su bottegadegliapocrifi.it.
- ↑ La notizia sul quotidiano la Repubblica, su bari.repubblica.it.
- ↑ La notizia della mostra sul sito della FIAF, su fiaf.net.
- ↑ La notizia della mostra sul sito del Gruppo Fotografico Antenore (PDF), su fotoantenore.org.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito “Art Rabbit”, su artrabbit.com.
- ↑ Il comunicato stampa sulla mostra sul sito dell'ANSA, su ansa.it.
- ↑ La notizia della mostra sul sito di Milano Today, su milanotoday.it.
- ↑ La notizia della mostra sul sito di IO Donna, su iodonna.it.
- ↑ La notizia sul sito di Arti Lbere, su artilibere.info.
- ↑ La mostra citata sul sito dell'Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani, su amaci.org.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito di Venezia Today, su veneziatoday.it.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito di Venezia Eventi, su veneziaeventi.com.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito de' La Gazzetta del Mezzogiorno, su lagazzettadelmezzogiorno.it.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito di Venezia Today, su veneziatoday.it.
- ↑ La notizia sul sito di Mentelocale Milano, su mentelocale.it.
- ↑ La notizia della mostra sul sito Arte.Go, su arte.go.it.
- ↑ La mostra sul sito di Lecce Prima, su lecceprima.it.
- ↑ La mostra sul sito di Juliet Art Magazine, su juliet-artmagazine.com.
- ↑ Il comunicato stampa sul sito del Comune di Ascoli Piceno, su comune.ap.it.
- ↑ L'annuncio della mostra sul sito di Marche News 24, su marchenews24.it.
- ↑ La mostra sul sito della Gazzetta di Ascoli, su gazzettadiascoli.com.
- ↑ La storia di Binetti sul sito di Gregorio Rossi, su gregorio-rossi.it.
- ↑ Sul sito del Museo MACIA, su museomacia.org.
- ↑ Sul sito dell'ARTinGENIO Museum, su artingenioedizioni.it.
- ↑ Sul sito dell'UNESCO, su unesco.bo.it.
- ↑ Sul sito di Itinerari nell'Arte, su itinerarinellarte.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Io È L’altro, catalogo della mostra a cura di Rocco Fazzini, su comune.ap.it, Ascoli Piceno, 2016.
- I is the Other, catalogo della mostra a cura di Stefania Rosiello, Artfullframe ltd, Londra, United Kingdom, 2022;[1]
- Lo spirito dei luoghi, catalogo della mostra a cura di Gregorio Rossi e Diletta Iacuaniello, su libreriauniversitaria.it, Venezia, 2023, ISBN 9791281171091.
- Ombre alchemiche, catalogo della mostra a cura di Luciana Apicella e Tiziana Fuligna, alchemical shadows, Milano, Italia, 2023, ISBN 9791280919908;
- Tra il visibile e l’invisibile, catalogo della mostra a cura di Paola Ponzo, alchemical shadows, Presicce (LE), Italia, 2024, ISBN 9791221078190;
- Luce nel silenzio, con Andrea Benetti, catalogo della mostra a cura di Stefano Papetti e Francesco Paolo Campione, Ascoli Piceno, Italia, alchemical shadows, 2025, ISBN 9791221087475;
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Dario Binetti - Sito ufficiale, su dariobinetti.com.
- Sito di Artribune, su artribune.com.
- Sito di Exibart, su exibart.com.
- ↑ Il catalogo della mostra “I is the Other”, su artrabbit.com.