Danzaterapia

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La danzaterapia è una forma di psicoterapia nella quale il terapista utilizza l'interazione dei movimenti come mezzo primario per raggiungere gli scopi terapeutici. È quindi una tecnica di riabilitazione che utilizza l'espressività corporea per regolare le emozioni e regolare il sé psicofisico dell'individuo.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La danzaterapia ha radici che vanno indietro nei tempi: nelle danze di celebrazione e di crisi, nelle danze che definiscono identità di gruppo o individuali, per esempio la Santeria. Prima che negli USA (i primi dati risalgono al 1940) la danzaterapia era già impiegata nel Regno Unito agli inizi del XX secolo. Marian Chace, seguace degli insegnamenti di Mary Wigman, è considerata una tra i fondatori in America della danzaterapia. Possiamo affermare che la danza intesa come terapia deriva dalla trasformazione della Danza Moderna contrapposta alla Danza Accademica nel senso della Danza Espressiva, cioè dal 1960 in poi. Si parla quindi all'inizio di danzatori e coreografi come Ted Shawn, Ruth S. Denise, Isadora Duncan, Doris Humphrey, E. Jaques Dalcroze, Rudolf Laban, Mary Wigman e siamo arrivati al 1975. Poi José Limòn e Merce Cunningham. Come si può notare d'italiani non ce sono. (Siamo in America e in Francia) e sono tutti danzatori o coreografi ricercatori, l'ultima, che è poi venuta in Italia, è stata Maria Fux. Se si danza seguendo un brano musicale tra il fondamenti della danzaterapia bisogna citare anche la musicoterapia nelle vesti di Rolando Benenzon. La musica viene scelta in modo accurato come forza vibrazionale induttiva all'esperienza e come traduzione di quella precisa qualità di energia che si desidera sviluppare anche a livello corporeo. E l'operatore coinvolgendo i partecipanti del gruppo su tutti i piani fino ad arrivare ai canoni della cantoterapia, ai mantra, ovvero al cantare insieme in una coreografia di corpi che si fondono in una armonia rigenerativa sul piano energetico e spirituale, passando per le tecniche di rebirthing e di meditazione desterà ogni movimento che mostrerà nel tempo un miglioramento funzionale a cui corrisponderà anche un cambiamento del suo aspetto esistenziale nel metodo Trasmuda ideato e sperimentato dalla ricercatrice Renata Righetti, dopo anni di lavoro in diversi ambiti clinici, e dalla sua scuola di formazione per operatore di Trasmuda biopsicospirituale. Diverso è l'approccio che si può riassumere in "Ciò che non potete trovare nel corpo, non potrete trovarlo da nessun'altra parte", così G.I. Gurdjeff ha fatto della scienza dei Movimenti una delle basi del suo insegnamento, riconoscendo che è il corpo a ricevere e trasformare le energie e ricercando quindi l'equilibrio, la misura, ed il perfezionamento della sua stessa sostanza. La Danza Sacra è la testimonianza più vitale del lavoro di un maestro come Gurdjeff.

Principi[modifica | modifica sorgente]

L'idea di base è che il corpo e la mente siano inseparabili e dunque:

  • i movimenti del corpo nello spazio, i movimenti degli arti e l'interazione con il gruppo riflettono la personalità, lo stato emotivo dei soggetti, nonché la situazione ambientale in cui si trovano per esempio a disagio piuttosto che sentirsi al sicuro in un ambiente protetto;
  • attraverso la relazione tra il terapeuta e il paziente, o tra l'operatore e il praticante che si instaura grazie innanzitutto ad un rapporto di fiducia, alla purezza del suono oloquantico appartenente ad un genere musicale meditativo come la campana tibetana, ai mantra, alla terapia della respirazione e poi al movimento e al dinamismo della gestualità come espressione e rivelazione, associando dei contenuti ad una serie di gesti arcaici in una accezione antropologica, più comunemente codificati come Mudra, oltre che ad un ambiente appropriato e confortevole, in termini di abbigliamento senza scarpe e calze, comodo e idoneo per la danza, di spaziosità rapportata al numero di partecipanti, di silenziosità, di luminosità, di temperatura ambiente idonea, di una pavimentazione adatta, per esempio in legno come parquet e per l'assenza di ostacoli in cui inciampare o sbattere nelle varie evoluzioni della danza come espressione della volontà di cambiamento, insomma la danzaterapia può stimolare e favorire il cambiamento emotivo del comportamento, oppure può indurre il rilassamento rigenerativo contro lo stress metropolitano, ma può fare emergere i blocchi latenti nella nostra psiche che impediscono di affermare la nostra realizzazione nella vita quotidiana come persona, con regressioni che vanno gestite da un terapeuta qualificato;
  • i cambiamenti che avvengono impiegando varie articolazioni del movimento possono avere un effetto globale sul benessere psicofisico della persona [1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marian Chace Personal conversation, training, lecture notes St. Elisabeth'S Hospital 1965 Washington D.C) Levy, Fran J., Dance Movement Therapy: A Healing Art, (Reston, VA: The American Alliance for Health, Physical Education, Recreation, and Dance, 1988).
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