Daniele Badiali

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Daniele Badiali

Daniele Badiali (Faenza, 3 marzo 1962Acorma, 18 marzo 1997) è stato un presbitero e missionario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Volontariato[modifica | modifica wikitesto]

Daniele Badiali nacque a Ronco di Faenza da una famiglia di agricoltori. Iniziò la sua attività a favore dei poveri da adolescente con l'Operazione Mato Grosso, che ha da sempre avuto un forte gruppo nella città di Faenza. Come volontario partecipò alle operazioni di aiuto alle popolazioni dei terremoti del Friuli e dell' Irpinia. Dopo il servizio civile svolto negli anni 1981-1982, visse per due anni (dal 1984 al 1986) sulla Sierra Andina Peruviana, nella parrocchia di Chacas, collaborando con il parroco padre Ugo De Censi, fondatore dell'Operazione Mato Grosso. Là si accese in lui il desiderio di donare la vita ai poveri e agli affamati di quella terra diventando sacerdote.

In missione[modifica | modifica wikitesto]

Rientrato in Italia, frequentò il seminario regionale di Bologna dal 1986 al 1991. Consacrato sacerdote, nell'estate del 1991 fu inviato come missionario "fidei donum" dalla diocesi di Faenza-Modigliana come parroco di San Luis, sulle Ande peruviane.

Visse in quella parrocchia sei anni di intensa attività pastorale, aiutando la popolazione sia dal punto di vista sociale (scuola, formazione professionale dei giovani, aiuto alle famiglie), sia dal punto di vista religioso (oratorio, preparazione ai sacramenti, celebrazioni).

La musica[modifica | modifica wikitesto]

Padre Daniele aveva imparato a suonare la chitarra fin da ragazzo e amava portare la sua testimonianza anche con la musica: ha lasciato un ricco repertorio di musica religiosa, con canti scritti e musicati da lui, sia in italiano sia in spagnolo.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Domenica 16 marzo 1997, mentre ritornava in parrocchia dopo aver celebrato in uno dei villaggi più lontani, un bandito fermò la jeep su cui viaggiava insieme ad alcuni volontari. Il malvivente voleva rapire un italiano per ottenerne un riscatto: padre Daniele si consegnò volontariamente ai rapitori al posto di una giovane donna. Fu trovato morto da una bambina del luogo due giorni dopo, ucciso da un colpo di pistola alla testa, probabilmente perché aveva riconosciuto i rapitori.

Secondo alcuni, invece, Badiali sarebbe stato ucciso dal Gruppo Colina, uno squadrone della morte legato ai servizi segreti del regime di Alberto Fujimori; l'assassinio, mascherato da atto di criminalità comune, sarebbe avvenuto perché Badiali era impegnato nella difesa dei diritti umani.[1][2]

Una grandissima quantità[3] di persone parteciparono ai funerali, sia in Perù che in Italia. Il corpo è tumulato nel cimitero di Ronco.

Processo di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Faenza-Modigliana ha promosso il processo per la causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Daniele Badiali. La sessione di apertura del processo si è svolta pubblicamente il 20 marzo 2010.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristiano Morsolin, Perù paese a terra in Avvenimenti, 24-11-2005. URL consultato il 13-07-2008.
  2. ^ Speciale Perù. URL consultato il 13-07-2008.
  3. ^ Fabrizio Pasi,Settesere, 10 marzo 2007, p. 4 [1].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Ogni giorno partirò. Pensieri e testimonianze su padre Daniele Badiali nel decimo anniversario della morte, Edizioni Tempo al Libro, 2007, ISBN 8895297016
  • Padre Daniele Badiali. Cuore, mani e piedi sul sentiero di Dio, Lettere e testimonianze, a cura di Giulio Donati, Edizioni Il Piccolo, settimanale diocesani di Faenza - Modigliana, 1997

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]