Dangerous Visions
| Dangerous Visions | |
|---|---|
| Titolo originale | Dangerous Visions |
| Autore | Autori vari; a cura di Harlan Ellison |
| 1ª ed. originale | 1967 |
| 1ª ed. italiana | 1991 |
| Genere | antologia di racconti |
| Sottogenere | fantascienza |
| Lingua originale | inglese |
| Seguito da | Again, Dangerous Visions |
Dangerous Visions è un'antologia di racconti di fantascienza curata da Harlan Ellison e pubblicata nel 1967.[1][2]
Considerata un'antologia innovativa e massiccia (33 racconti inediti con ampio apparato introduttivo), Dangerous Visions fu presto identificata con la New Wave statunitense.[2][3] Isaac Asimov, nella prima prefazione dell'antologia, definì questo ricambio di sensibilità come «la seconda rivoluzione».[4]
Ellison introdusse l'antologia in apertura e presentò ogni singolo racconto, mentre gli autori fornirono appendici/postfazioni alle proprie storie;[2] le illustrazioni interne sono di Leo e Diane Dillon.[1]
Storia editoriale
[modifica | modifica wikitesto]Il volume apparve per Doubleday nel 1967 come antologia di inediti (33 racconti) con ricco apparato prefatorio e paratestuale curato da Ellison.[1][2] Tra le ristampe l'edizione tascabile Signet/New American Library (1975).[5]
L'antologia fu tradotta in italiano per Arnoldo Mondadori Editore nella collana Varia Fantascienza nel 1991.[6]
Le storie e la stessa antologia sono stati candidati e vincitori di numerosi premi.
Racconti
[modifica | modifica wikitesto]- Prima prefazione. La seconda rivoluzione (introduzione, Foreword 1 – The Second Revolution) di Isaac Asimov; traduzione di Vittorio Curtoni. Asimov inquadra storicamente la "seconda rivoluzione" della fantascienza a fine anni sessanta.[4]
- Seconda prefazione. Harlan e io (introduzione, Foreword 2 – Harlan and I) di Isaac Asimov; traduzione di Vittorio Curtoni. Cenni personali e professionali sul rapporto con Ellison e sul progetto dell'antologia.[4]
- Introduzione. Trentadue veggenti (Thirty-Two Soothsayers) di Harlan Ellison; traduzione di Vittorio Curtoni. Ellison presenta intento e taglio "pericoloso" dei contributi.[2]
- Vespro (racconto breve, Evensong, 1967) di Lester del Rey; traduzione di Marzia Iori. È descritta dall'autore come un'allegoria. Vi si descrive la cattura di un essere, identificato alla fine della storia come Dio, dall'Uomo, che ha usurpato il potere di Dio.
- Mosche (racconto, Flies, 1967) di Robert Silverberg; traduzione di Marzia Iori. Un uomo trasformato dagli alieni affronta colpa e manipolazione. È ispirata a una citazione da Re Lear: "As flies to wanton boys are we to the gods. They kill us for their sport."
- Il giorno che arrivarono i Marziani (racconto breve, The Day After the Day the Martians Came, 1967) di Frederik Pohl; traduzione di Delio Zinoni. L'arrivo dei marziani mette a nudo pregiudizi terrestri.
- I cavalieri del Salario Purpureo ovvero La Grande Abbuffata (romanzo breve, Riders of the Purple Wage, 1967) di Philip José Farmer; traduzione di Riccardo Valla. Satira di una società a reddito universale incentrata su un artista; Premio Hugo (ex aequo) 1968 al miglior romanzo breve.[7]
- Il Sistema Malley (racconto, The Malley System, 1967) di Miriam Allen De Ford; traduzione di Antonella Pieretti. giustizia penale e riabilitazione tra etica e controllo sociale.
- Un giocattolo per Juliette (racconto breve, A Toy for Juliette, 1967) di Robert Bloch; traduzione di Antonella Pieretti. Un viaggiatore del tempo procura vittime a una sadica nel passato vittoriano.
- L'ombra in caccia nella città sull'orlo del mondo (racconto, The Prowler in the City at the Edge of the World, 1967) di Harlan Ellison; traduzione di Vittorio Curtoni. Risposta e variazione ellisoniana al racconto di Bloch con figura di Jack lo Squartatore.
- La notte in cui scoppiò il tempo (racconto, The Night That All Time Broke Out, 1967) di Brian W. Aldiss; traduzione di Gabriella Campioni. Una sostanza che "libera" il tempo provoca caos sociale.
- L'uomo che andò sulla luna. Due volte (racconto, The Man Who Went to the Moon... Twice, 1967) di Howard Rodman; traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo. Memoria ambigua di un viaggio lunare tra ricordo e illusione.
- La fede dei nostri padri (racconto lungo, Faith of Our Fathers, 1967) di Philip K. Dick; traduzione di Paola Andreaus. In uno stato totalitario, sostanze allucinogene velano la vera natura del potere; finalista all'Premio Hugo 1968 (novelette).[7]
- L'uomo-puzzle (racconto, The Jigsaw Man, 1967) di Larry Niven; traduzione di Antonio Bellomi. Distopia dei trapianti d'organo e derive punitive della legge.
- Alea iacta est (racconto, Gonna Roll the Bones, 1967) di Fritz Leiber; traduzione di Antonio Bellomi. un giocatore sfida il destino in una partita estrema; Premio Nebula 1967 (novelette) e Premio Hugo 1968 (novelette).[8][7]
- Lord Randy, figlio mio (racconto, Lord Randy, My Son, 1967) di Joe L. Hensley; traduzione di Susanna Molinari. Ambizioni paterne e poteri psichici con esiti cupi.
- Eutopia (racconto, Eutopia, 1967) di Poul Anderson; traduzione di Antonio Bellomi. Viaggiatore tra linee temporali confronta "utopie" e relativismo morale.
- Incidente a Moderan (racconto breve, Incident in Moderan, 1967) di David R. Bunch; traduzione di Marzio Tosello. Visione frammentaria di una civiltà metallica e disumanizzata.
- Via di fuga (racconto breve, The Escaping, 1967) di David R. Bunch; traduzione di Marzio Tosello. Fuga impossibile da un mondo tecnocratico.
- La casa delle bambole (racconto, The Doll-House, 1967) di James Cross; traduzione di Daniela Rossi. Una "casa delle bambole" nasconde un oracolo che distrugge chi lo usa senza pazienza.
- Il sesso e/o il signor Morrison (racconto, Sex and/or Mr. Morrison, 1967) di Carol Emshwiller; traduzione di Corinna Augustani. Rapporto enigmatico tra una donna e un vicino forse sovrumano.
- Tu dov'eri? (racconto breve, Shall the Dust Praise Thee?, 1967) di Damon Knight; traduzione di Marzia Iori. Il Giudizio Universale giunge su una Terra già autodistrutta.
- Se tutti gli uomini fossero fratelli, lasceresti che tua sorella ne sposasse uno? (racconto lungo, If All Men Were Brothers, Would You Let One Marry Your Sister?, 1967) di Theodore Sturgeon; traduzione di Marzia Iori. Tabù e morale comparata su un pianeta che pratica l'incesto.
- Cos'è successo ad Auguste Clarot? (racconto breve, What Happened to Auguste Clarot?, 1967) di Larry Eisenberg; traduzione di Cristina Rosettini. Esperimento di ringiovanimento dagli esiti imprevisti.
- Ersatz (racconto breve, Ersatz, 1967) di Henry Slesar; traduzione di Giuliano Acunzoli. Sostituti artificiali e perdita dell'autenticità.
- Vai, vai, vai, disse l'uccello (racconto breve, Go, Go, Go, Said the Bird, 1967) di Sonya Dorman; traduzione di Giuliano Acunzoli. Post-apocalisse e rituali di sopravvivenza.
- La razza felice (racconto, The Happy Breed, 1967) di John T. Sladek; traduzione di Anna Maria Sommariva. Satira di conformismo e controllo domestico automatizzato.
- Incontro con un villano (racconto breve, Encounter with a Hick, 1967) di Jonathan Brand; traduzione di Cristina Rosettini. scontro di culture tra provinciale e viaggiatore del futuro.
- Dall'Ufficio Stampa del Governo (racconto breve, From the Government Printing Office, 1967) di Kris Neville; traduzione di Giuliano Acunzoli. Burocrazia e segreti di stato in un futuro distopico.
- Terra dei Grandi Cavalli (racconto breve, Land of the Great Horses, 1967) di R. A. Lafferty; traduzione di Hilia Brinis. Ritorno mitico di un popolo nomade alle proprie terre.
- Mattatoio (racconto, The Recognition, 1967) di James G. Ballard; traduzione di Laura Serra. Percezione alterata e violenza rituale in una cornice urbana.
- Giuda (racconto breve, Judas, 1967) di John Brunner; traduzione di Raffaela Ciampa. Tradimento, potere e sacrificio in un futuro teocratico.
- Test di distruttività (racconto lungo, Test to Destruction, 1967) di Keith Laumer; traduzione di Lydia di Marco. Prova estrema per un agente in un scenario di guerra tecnologica.
- Angeli cancerogeni (racconto breve, Carcinoma Angels, 1967) di Norman Spinrad; traduzione di Raffaela Ciampa. Malattia come entità "intelligente" e autodistruzione programmata.
- Auto-da-fè (racconto breve, Auto-da-fè, 1967) di Roger Zelazny; traduzione di Corinna Agustoni. Stregoneria e roghi in un mondo futuro che rievoca inquisizioni.
- Sì, e Gomorra... (racconto, Aye, and Gomorrah, 1967) di Samuel R. Delany; traduzione di Paolo Busnelli. "Spacers" neutri e desiderio deviante in un gioco di ruoli sessuali; Premio Nebula 1967 miglior racconto breve.[8]
Ogni racconto è accompagnato da una tavola/illustrazione di Leo e Diane Dillon.[1]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]La raccolta è stata considerata, fin dalla pubblicazione, un'opera di svolta per temi e registro, capace di «pungolare» i tabù della fantascienza e di rendere visibile, in ambito statunitense, l'estetica della New Wave.[2] La rilevanza storica e il ruolo di Dangerous Visions nella transizione verso sensibilità post-New Wave sono oggetto di trattazione specifica nel Cambridge Companion to American Science Fiction.[3] In sede premi, l'antologia e diversi racconti ottennero riconoscimenti di primo piano (Nebula 1967; Hugo 1968) e un premio speciale della Worldcon al curatore per «il libro di fantascienza più significativo e controverso pubblicato nel 1967».[8][7][9]
Premi e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto](elenco non esaustivo)
- Premio Nebula 1967, miglior racconto breve: Sì, e Gomorra… (Aye, and Gomorrah…) di Samuel R. Delany (vincitore).[8]
- Premio Nebula 1967, miglior racconto lungo (novelette): Alea iacta est (Gonna Roll the Bones) di Fritz Leiber (vincitore).[8]
- Premio Hugo 1968, miglior romanzo breve (novella): I cavalieri del Salario Purpureo ovvero La Grande Abbuffata (Riders of the Purple Wage) di Philip José Farmer (ex aequo con La cerca del Weyr di Anne McCaffrey).[7]
- Premio Hugo 1968, miglior racconto lungo (novelette): Alea iacta est (Gonna Roll the Bones) di Fritz Leiber (vincitore).[7]
- Premio Hugo 1968, miglior racconto lungo (novelette): La fede dei nostri padri (Faith of Our Fathers) di Philip K. Dick (finalista).[7]
- Riconoscimento speciale del comitato della 26ª World Science Fiction Convention (Baycon, 1º settembre 1968) ad Harlan Ellison «per avere curato il libro di fantascienza più significativo e controverso pubblicato nel 1967».[9]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]L'antologia è frequentemente indicata dalla critica come una pietra miliare della New Wave statunitense, per ampiezza di voci e per la programmatica volontà di affrontare temi tabù e registri sperimentali.[3] La centralità di Dangerous Visions per il genere è ribadita anche nella Cambridge History of Science Fiction, che inquadra l'opera nel cuore del rinnovamento novecentesco tra anni sessanta e settanta.[10] In sede teorica e militante, lo stesso Ellison rivendicò il ruolo editoriale dell'antologia nel dibattito sulla "nuova ondata", in interventi successivi apparsi in sedi accademiche.[11]
Seguiti
[modifica | modifica wikitesto]Al volume del 1967 fece seguito Again, Dangerous Visions, pubblicato da Doubleday nel 1972, con quarantasei racconti originali e ampio apparato editoriale.[12] Il terzo tomo annunciato, The Last Dangerous Visions, dopo decenni di rinvii è stato infine pubblicato da Blackstone Publishing il 1º ottobre 2024, a cura dell'esecutore letterario dell'eredità Ellison.[13][14]
Edizioni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Harlan Ellison (a cura di), Dangerous Visions, illustrazioni di Leo e Diane Dillon, 1ª ed., Garden City, N.Y., Doubleday, 1967.
- Harlan Ellison (a cura di), Dangerous Visions, collana Varia Fantascienza, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1991, ISBN 88-04-35083-0.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 (EN) Dangerous visions : 33 original stories, su WorldCat, OCLC/WorldCat. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Dangerous Visions, su The Encyclopedia of Science Fiction, SFE, 7 ottobre 2024. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- 1 2 3 (EN) Darren Harris-Fain, Dangerous Visions: New Wave and Post–New Wave Science Fiction, in Gerry Canavan e Eric Carl Link (a cura di), The Cambridge Companion to American Science Fiction, Cambridge, Cambridge University Press, 2015, p. 31–43.
- 1 2 3 Isaac Asimov, Prima prefazione. La seconda rivoluzione [Foreword 1 – The Second Revolution], a cura di Harlan Ellison, collana Harlan Ellison presenta Dangerous Visions, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1991.
- ↑ (EN) Dangerous Visions (Signet J6240, 1975), su WorldCat, OCLC/WorldCat. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ Harlan Ellison presenta Dangerous Visions (1991), su OPAC SBN - Istituto Centrale per il Catalogo Unico. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) 1968 Hugo Awards, su The Hugo Awards (Worldcon). URL consultato il 19 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) 1967 Nebula Awards®, su Science Fiction and Fantasy Writers Association (SFWA). URL consultato il 19 ottobre 2025.
- 1 2 (EN) Baycon Hugo Awards Ceremony Transcription (PDF), World Science Fiction Society / The Hugo Awards, 1968, p. 3. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Gerry Canavan e Eric Carl Link (a cura di), The New Wave, in The Cambridge History of Science Fiction, Parte II, Cambridge, Cambridge University Press, 2019. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Harlan Ellison, A Few (Hopefully Final) Words on "The New Wave", in Science Fiction Studies, 1974. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Again, Dangerous Visions : 46 original stories (Doubleday, 1972), su WorldCat, OCLC/WorldCat. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) The Last Dangerous Visions (eBook, 2024), su WorldCat, OCLC/WorldCat. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) The Last Dangerous Visions (print, 2024), su WorldCat, OCLC/WorldCat. URL consultato il 19 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Darren Harris-Fain, Dangerous Visions: New Wave and Post–New Wave Science Fiction, in Gerry Canavan e Eric Carl Link (a cura di), The Cambridge Companion to American Science Fiction, Cambridge, Cambridge University Press, 2015, p. 31–43.
- (EN) Gerry Canavan e Eric Carl Link (a cura di), The New Wave, in The Cambridge History of Science Fiction, Parte II, Cambridge, Cambridge University Press, 2019. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- (EN) Harlan Ellison, A Few (Hopefully Final) Words on "The New Wave", in Science Fiction Studies, 1974.
- (EN) David Seed (a cura di), A Companion to Science Fiction, Oxford, Blackwell Publishing, 2005.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Dangerous Visions, su The Encyclopedia of Science Fiction.
- (EN) Edizioni e traduzioni di Dangerous Visions, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Edizioni di Dangerous Visions, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- Bibliografia italiana di Dangerous Visions, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
