Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Daisaku Ikeda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Daisaku Ikeda nel 2010

Daisaku Ikeda (giapponese: 池田大作, Ikeda Daisaku; Tokyo, 2 gennaio 1928) è un maestro buddhista giapponese e terzo ed attuale presidente della Soka Gakkai International.

Ikeda è stato definito come uno dei più importanti leader spirituali buddhisti della seconda parte del XX secolo e degli anni 2000, assieme al Dalai Lama e a Thích Nhất Hạnh, anche se per molti critici rimane una figura estremamente controversa.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Tokyo nel 1928. A diciassette anni durante la seconda guerra mondiale, i suoi quattro fratelli maggiori vengono arruolati nell'esercito e il più grande muore al fronte. Il giovane Ikeda decide di dedicare la vita a sradicare le cause profonde della violenza fra esseri umani[3].

Inizi nella Soka Gakkai[modifica | modifica wikitesto]

A diciannove anni conosce Josei Toda, che diventerà il suo maestro, secondo presidente della Soka Gakkai, e aderisce alla fede del Buddismo di Nichiren Daishonin. Nel 1949 inizia a lavorare per l'azienda di Toda[4]. Tra i due, entrambi pacifisti, nasce un sodalizio spirituale e umano[3].

Il 3 luglio 1957, quando era responsabile della divisione giovani, fu arrestato con l'accusa di violazione della legge elettorale giapponese. La detenzione durò due settimane, e dopo 48 udienze, fu definitivamente assolto nel gennaio 1962.

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 maggio 1960 si assunse la responsabilità dell'intero movimento divenendo il terzo presidente della Soka Gakkai. Inizia a viaggiare all'estero, per far conoscere i valori ed i principi del Buddismo di Nichiren Daishonin sino a quel momento praticato in modo molto diffuso ma nel solo Giappone grazie al grandissimo ed esemplare sforzo compiuto da Josei Toda dopo la sua scarcerazione - avvenuta nel 1945 - (aveva infatti trascorso due anni in carcere rimanendo fermamente accanto al suo maestro - nonché fondatore della Soka Gakkai - Tsunesaburo Makiguchi: le autorità di militari giapponesi li avevano perseguiti per non aver sottostato all'obbligo di ossequiare il simbolo shintoista del culto dell'imperatore) .

Daisaku Ikeda nel 1961

Dopo aver contribuito allo sviluppo della Soka Gakkai in Giappone, nell'ottobre del 1960 parte per le isole Hawaii, prima tappa del suo viaggio oltreoceano per diffondere gli ideali di pace buddisti. Al fine di perseguire l'obiettivo di pace e dialogo fra i popoli, negli anni, ha costruito una rete di conoscenze e cooperazioni in tutto il mondo. Nel 1968 si attiva per promuovere la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone[5] e nel 1974 visita sia la Cina che l'Unione Sovietica. Ha in seguito incontrato noti capi di Stato ed esponenti culturali, da Nelson Mandela a Fidel Castro, da Henry Kissinger a Michail Gorbačëv, da Zhou Enlai a Corazon Aquino, al di là di ogni schieramento politico e ideologico, dichiarando di volere: «lavorare per la pace contro qualsiasi forma di violenza e contribuire al benessere dell'umanità attraverso la diffusione di una cultura e di una educazione umanistica».

Soka Gakkai International[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975, a Guam si tiene il primo vero meeting internazionale dei membri Soka, nel quale viene fondata la Soka Gakkai International (SGI), con Ikeda presidente

Lo scopo della SGI è il perseguimento della pace del mondo, la sua denuclearizzazione e la crescita di un forte senso di responsabilità per la società con uno spirito di cittadinanza globale

Scisma con la Nichiren Shoshu[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979, in seguito alle critiche, rivoltegli dal clero, di devianza dall'originaria dottrina della Nichiren Shoshu (la principale rappresentanza storica di fedeli e monaci buddhisti della scuola Nichiren, nata nel XIII secolo dal riformatore del buddhismo giapponese, Nichiren Daishonin), rassegna le dimissioni dalla Presidenza, rimanendo tuttavia sostanzialmente alla guida spirituale della SGI e presidente onorario della divisione giapponese, al cui vertice siederà provvisoriamente Hiroshi Hojo, in un periodo caratterizzato anche da dissidi con il partito vicino alla Soka Gakkai, il Komeito. Successivamente Ikeda riprese attivamente la carica alla guida della Soka Gakkai, sempre come "terzo Presidente".[6]

I dissidi tra clero e laici, con accuse di eterodossia, da parte della Nichiren Shoshu, e di conservatorismo esteriore, da parte della Soka Gakkai, continuarono per più di un decennio, e sfociarono con la "scomunica" tramite decreto di apostasia ed espulsione, nel 1991, da parte di Nikken Shonin, guida spirituale della Nichiren Shoshu, nei confronti di Ikeda e dell'intera Soka Gakkai, che allora si staccò dal clero Nichiren divenendo un'organizzazione completamente laica e indipendente.[7][8][9][10][11][12] Dopo la scomunica, alcuni membri della Soka Gakkai cominciarono a descrivere il loro gruppo come il primo movimento protestante del buddhismo, facendo un paragone con la vicenda di Martin Lutero in ambito cristiano, sebbene la Soka Gakkai venga descritta come un nuovo movimento religioso di origine buddhista ma separato sostanzialmente dal buddhismo classico, in paragone con le comunità restaurazioniste del cristianesimo.[13][14]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ikeda vive a Tokyo con la moglie Kaneko (1932), sposata il 3 maggio 1952, dalla quale ha avuto tre figli: Hiromasa (1952), vice presidente Soka Gakkai, Shirohisa (1953-1984) e Takahiro (1958)

Iniziative e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1983 ogni anno rende pubblica una proposta di pace che, oltre a riguardare temi sempre attuali e globali come il nazionalismo, il disarmo nucleare, la povertà, l'analfabetismo e le crisi ambientali, propone delle possibili soluzioni. Lo stesso anno gli viene consegnata la UN Peace Medal.[15]

Nel 1994 collaborò a Los Angeles con il Simon Wiesenthal Center, un'organizzazione ebraica impegnata nella lotta contro l'antisemitismo e per ottenere giustizia dei crimini nazisti impuniti, per una mostra giapponese sull'olocausto "Il coraggio di ricordare", che ha ricevuto oltre 2 milioni di visitatori.

Ikeda riceve il Premio Leonardo

Ikeda ha sostenuto, tramite l'organizzazione, il partito giapponese Komeito, che dal 2007 è alleato del Partito Liberal Democratico nazionale[16]. Ha inoltre aderito alla Carta della Terra e supportato un film documentario sull'ambiente: "Una tranquilla rivoluzione".

Le Camere dei Rappresentanti degli stati americani di Georgia, Illinois e Missouri ha riconosciuto il suo impegno e la dedizione per "aver dedicato tutta la sua vita alla pace, promuovendo i diritti umani e gli scambi culturali con profonda convinzione per un'umanità condivisa tra l'intera comunità globale" nel quale "valorizza educazione ed istruzione come prerequisiti per la creazione di una vera pace in cui la dignità e diritti fondamentali di tutte le persone sono rispettati".

Il suo amore per la cultura l'ha portato a fondare numerosi enti culturali, tra cui la Soka University in Giappone e USA, le scuole Soka primarie e secondarie in Giappone, Hong Kong, Malesia, Brasile e Singapore, la casa delle letteratura "Victor Hugo" in Francia, il comitato internazionale per gli artisti per la pace in USA, la compagnia teatrale Min-On in Giappone, il Tokyo Fuji Art Museum, l'istituto per le filosofie orientali giapponese con studi in Francia, Russia, Hong Kong, Singapore e Gran Bretagna, oltre all'Istituto Toda per la Pace Globale e la Ricerca Politica in Giappone e Usa.

Ha tenuto conferenze in molti atenei del mondo[17], ha scritto numerosi saggi ed, in virtù delle sue attività in nome della pace e della cultura, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e lauree honoris causa. È cittadino onorario di alcuni comuni italiani.

È membro onorario del Club di Roma. Ha inoltre finanziato, anche con donazioni personali, il restauro della sede della Soka Gakkai italiana, situata nella Villa Le Brache a Firenze, un'edificio di grande importanza storica e artistica che versava in condizioni di grave incuria prima di essere acquistato dalla SGI.

Alcuni membri della SGI e personalità non membre hanno proposto Ikeda al Premio Nobel per la Pace, ma la SG Italia si è dissociata in quanto "il suo agire non è legato ad altro che alla pace stessa" e non al conferimento di premi, mai proposti da appartenenti al movimento in passato, ma comunque accettati da Ikeda stesso.[18]

Controversie e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Da taluni critici Ikeda viene descritto come un despota di destra a cui interessa solo il potere[4], da altri viene invece designato come un comunista a causa dei suoi stretti legami con i leader cinesi. Di sicuro è una delle personalità più influenti del Sol Levante. In una classifica[19] stilata nel 2001 del settimanale Asiaweek, Ikeda figura al 19º posto fra gli uomini più potenti dell'Asia. Tra i suoi power points vi sarebbero i 12 milioni di adepti giapponesi della Soka Gakkai e la «vasta influenza» sul sistema politico giapponese. Viene inoltre descritto come oggetto di un culto della personalità, che varcherebbe i limiti della normale venerazione buddhista tributata dall'allievo al maestro. I seguaci della SGI fanno notare, però, che anche altri leader religiosi e politici godono di grande ammirazione e venerazione, ad esempio il pontefice della Chiesa cattolica e il Dalai Lama del buddhismo tibetano, quest'ultimo ritenuto addirittura incarnazione vivente di un bodhisattva, Avalokitesvara, cosa che Ikeda non viene invece ritenuto.[1]

Daisaku Ikeda viene anche criticato per aver incontrato, in passato, discussi capi di Stato come Mao Tse Tung, Fidel Castro, Noriega e Ceausescu[20] e il 12 aprile 2005, per l'accoglienza riservata a Tokio, al presidente della Colombia Álvaro Uribe Vélez a cui, però, precedentemente era stata indirizzata una dura lettera aperta in cui lo si accusa di stare consolidando l'impunità di crimini contro l'umanità nel suo paese. In particolare è stato criticato anche per non aver difeso abbastanza la questione del Tibet nei suoi incontri col leader cinese Hu Jintao. Tuttavia egli ha incontrato anche molti altri leader, attivisti politici e capi di Stato, tra cui i Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, che lottò contro la dittatura militare argentina e che ha scritto la prefazione a un libro su Ikeda[2], Nelson Mandela (che dichiarò di aver trovato ispirazione anche da un libro di Ikeda durante la sua lunga prigionia) e Michail Gorbačëv.[21] Inoltre questi incontri sono stati occasione per Ikeda di toccare argomenti delicati, specie nel dialogo con paesi dittatoriali, o per mediare la soluzione pacifica di un conflitto.[22]

Ikeda ha da sempre una posizione contro la pena di morte, così come l'intera Soka Gakkai[23], anche se in Giappone, l'associazione non ha mai svolto una vera attività abolizionista, limitandosi a farla all'estero e attirandosi molte critiche di opportunismo politico, soprattutto quando il Komeito, il partito centrista vicino al gruppo, ha fatto parte del governo di Shinzo Abe e non avrebbe sollevato la questione della pena di morte in Giappone in maniera significativa[24]. Tuttavia, durante il primo governo di centro-destra, con il Komeito al potere assieme a Junichiro Koizumi, esponente moderato del Partito Liberaldemocratico, si è avuta una moratoria della pena di morte, in quanto il Ministro Seiken Sugiura (2005-2006), in ossequio al suo credo buddhista, rifiutò di applicare la pena capitale. Questo è cambiato con il successivo leader del LDP, Shinzo Abe, esponente nazionalista. Il partito ha comunque presentato mozioni parlamentari per l'abolizione della pena capitale, sebbene rimaste isolate e senza grande seguito.[25]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Grande Ufficiale della Repubblica Italiana (2005, Italia)
  • Tagore Peace Award (1997, India)
  • Rizal International Peace Award (1998, Filippine) dal Regno di Rizal
  • International Literary Award per la Comprensione e l'Amicizia (2003, Pechino, Cina) dalla Fondazione letteraria Cinese e dall'Associazione Scrittori Cinesi
  • Jamnalal Bajaj Award (2005, India) per "Lo straordinario contributo nella promozione dei valori Gandhiani all'estero tra i cittadini stranieri"
  • Sigillo della Pace della città di Firenze 25 marzo 2007[26].
  • Ordine dell'Amicizia (2008, Russia)
  • Indology Award (2011, India) for “incredibile contributo nel campo degli indici di ricerca e la saggezza orientale” dai Motilal Banarsidass Publishers
  • Golden Heart Award (2012, Filippine) dal Regno di Rizal

Selezione di opere[modifica | modifica wikitesto]

Daisaku Ikeda è autore di moltissimi libri e pubblicazioni tra cui:

  • La rivoluzione umana, 1965, Feltrinelli (a cui sono seguiti i 16 volumi de La nuova rivoluzione umana)
  • Dialoghi. L'uomo deve scegliere, con Arnold J. Toynbee, 1972
  • Buddhismo: il primo millennio, 1977
  • Letters of four seasons, 1980
  • I misteri di nascita e morte: la visione buddista della vita, 1988
  • Space and Eternal Life: A Dialogue Between Daisaku Ikeda and Chandra Wickramasinghe, 1988
  • La vita. Mistero prezioso, Bompiani, 1995
  • Scegliere la pace, con Johan Galtung, Esperia
  • In cammino con i giovani: domande e risposte su come affrontare la vita, 2000
  • I protagonisti del XXI secolo. Vol. 2: Dialoghi con i giovani, Esperia, 2001
  • L'età della saggezza. Gli anziani nell'epoca contemporanea, Esperia, 2001
  • L'educazione soka: creazione di valore e cittadinanza globale, 2001
  • L'essenza dell'uomo, 2001
  • One by One: The World Is Yours To Change, 2002
  • Ai miei cari amici italiani, Soka Gakkai Italia, 2003
  • Un nuovo umanesimo, Esperia, 2004
  • Artefici della rivoluzione umana. Illustri figure femminili nel mondo moderno, Esperia, 2004, nuova edizione 2011
  • La religione e i valori umani. Dialogo sul ruolo sociale della religione, con Bryan Wilson, Esperia, 2005
  • La saggezza del Sutra del Loto, Mondadori, 2005
  • Le nostre vie si incontrano all'orizzonte, con Michail Gorbachev, 2005
  • Cittadini del mondo. L'impegno di ognuno per costruire un futuro sostenibile, con Hazel Henderson, Sperling e Kupfer, 2005
  • I capitoli Hoben e Juryo, Esperia, 2005
  • La saggezza del Sutra del Loto, vol. 2, Mondadori, 2006
  • Dialoghi sulla pace, con Joseph Rotblat, Sperling e Kupfer, 2006
  • Rivoluzioni. Aver cura dell'ambiente e del cuore umano, con Monkombu S. Swaminathan, Esperia, 2007
  • L'apertura degli occhi. Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin, Esperia, 2007
  • La saggezza del Sutra del Loto, vol. 3, Mondadori, 2007
  • Il quaderno di Hiroshima, Sperling e Kupfer, 2007, romanzo
  • Gli eterni insegnamenti. Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin, Esperia, 2008
  • Il raggiungimento della buddità in questa esistenza. Audiolibro, Esperia, 2008
  • L'eredità della legge fondamentale della vita. Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin, Esperia, 2008
  • Il gosho e la missione di kosen rufu. Riflessioni sugli scritti di Nichiren Daishonin. Vol. 2, Esperia, 2009
  • Lettera da Sado, lettera ai fratelli. Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin, Esperia, 2010
  • I misteri di nascita e morte, Esperia, 2010
  • Gioia nella vita, gioia nella morte, Esperia, 2010
  • Zadankai. La riunione di discussione, Esperia, 2010
  • Una rivoluzione della leadership, Esperia, 2010
  • In cammino con i giovani. Domande e risposte su come affrontare la vita, Esperia, 2010
  • Il mondo del gosho, Esperia, 2011
  • Pace e solidarietà globale. L'azione dei cittadini per un mondo libero dalla violenza, Esperia, 2011
  • Giorno per giorno, Esperia, 2011
  • Amore e amicizia. I protagonisti del XXI secolo, Esperia, 2011
  • La vita del Budda, Esperia, 2011
  • Scuola e lavoro. Protagonisti del XXI secolo, Esperia, 2012
  • Cultura, arte e natura, Esperia, 2012
  • Personalità e carattere, Esperia, 2013
  • I tre tipi di tesori, Esperia, 2013
  • Preghiera e azione, Esperia, 2013
  • Il bene più prezioso, Esperia, 2014
  • Il voto dell'Ikeda Kayo-Kai, Soka Gakkai Italia, 2014
  • Fiori di felicità, con Kaneko Ikeda, Soka Gakkai Italia, 2014
  • Giovani cittadini del mondo, Esperia, 2014
  • Campanello d'allarme per il XXI secolo, con Aurelio Peccei, Esperia, 2014
  • Qualunque fiore tu sia sboccerai. Scopri il tuo filosofo interiore e trasforma la tua vita, con Lou Marinoff, Piemme, 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bluck, Robert (2008). British Buddhism Teachings, Practice and Development. Routledge. pp. 98–99. ISBN 978-0415483087.
  2. ^ a b Ikeda, il buddista che «semina cammini». Libro con prefazione del Nobel Esquivel
  3. ^ a b "Terzo Presidente della Soka Gakkai" sul sito della Soka Gakkai italia
  4. ^ a b (EN) Japan's Crusader or Corrupter? articolo de The Los Angeles Times, 15 marzo 1996
  5. ^ China Daily 4-07-2012, Ultima visita: 17 settembre 2012
  6. ^ Shimada, Hiromi: Kōmeitō vs. Sōka Gakkai ("Conflicts between Komeito and Soka Gakkai"). Asahi Shinsho, Tokyo: May 2007. ISBN 978-4-02-273153-1. p. 114. (Japanese)
  7. ^ Timeline of Ikeda's life, daisakuikeda.org
  8. ^ Strand, Clark, "Waking the Buddha", Middleway Press, 2014. ISBN 978-0-97792456-6-1. pp. 149-150
  9. ^ Métraux, Daniel A., "The Dispute Between the Soka Gakkai and the Nichiren Shoshu Priesthood: A Lay Revolution Against a Conservative Clergy", Japanese Journal of Religious Studies, 1992, 19/4, pp. 328 and 330
  10. ^ Wilson, Bryan and Dobbelaere, Kareland, "A Time to Chant: The Soka Gakkai Buddhists in Britain", Clarendon Press, 1994. ISBN 978-0-19-827915-0. p. 240
  11. ^ Mizoguchi, Atsushi: Ikeda Daisaku: Kenryokusha no Kōzō ("Daisaku Ikeda: The structure behind a man with power"). Tokyo: Kōdansha, 2005. ISBN 4-06-256962-0. p. 396 (JA)
  12. ^ Taisekiji: Nichiren Shōshū Nyūmon ("An introduction to Nichiren Shōshū"). Fujinomiya, 2002. p. 332 (chronology) and p. 240 (JA)
  13. ^ Howard W. French, "A Sect's Political Rise Creates Uneasiness in Japan", 14 November 1999. Accessed 19 November 2011.
  14. ^ Conversione e Nuovi Movimenti Religiosi
  15. ^ Timeline of SGI efforts toward nuclear abolition (1980s)
  16. ^ [1]
  17. ^ "Conferenze in celebri atenei in tutto il mondo" sul sito della Soka Gakkai italia
  18. ^ A proposito della richiesta di conferimento del Premio Nobel per la Pace a Daisaku Ikeda
  19. ^ Classifica
  20. ^ Giappone, potere occulto
  21. ^ Mikhail Gorbachev and Daisaku Ikeda Meet in Tokyo
  22. ^ Alcune precisazioni di Roberto Minganti su Daisaku Ikeda e sulla Soka Gakkai
  23. ^ Soka Gakkai: contro la pena di morte
  24. ^ Articolo critico su Ikeda
  25. ^ Soka Gakkai e politica, Istituto Buddista Soka Gakkai Italia
  26. ^ Comune di Firenze

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio La Spina, Daisaku Ikeda, idee per il futuro dell’umanità, prefazione di Adolfo Pérez Esquivel, editori Internazionali Riuniti, 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 41841688 · LCCN: n80057248 · GND: 118555391 · BNF: cb11908183k (data)