Dacriocistorinostomia

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La dacriocistorinostomia è una procedura chirurgica oculistica mirata alla ricanalizzazione del canale lacrimale. La tecnica consiste nel creare una via accessoria per mettere in comunicazione il sacco lacrimale con il naso.

Indicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Si effettua in presenza di dacriocistiti, ovvero sacche di liquido dovute ad un'occlusione del canale lacrimale causata da infezioni oculari o nasali e in tutti i tipi di ostruzioni basse e con infezioni del sacco lacrimale (mucocele). L’ostruzione del dotto nasolacrimale è la causa più comune di lacrimazione occhi (epifora o occhio che lacrima) nelle persone adulte. L’obiettivo è quello di ristabilire una comunicazione tra il sacco lacrimale e la cavità nasale.

Procedura chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

La procedura chirurgica prevede la necessità di fare un buco a livello osseo. Fino ad ora, con la dacriocistorinostomia tradizionale, l’intervento doveva essere eseguito in anestesia generale e venivano posizionati dei tubicini di silicone lungo il nuovo tragitto creato, che poi venivano asportati in ambulatorio dopo circa quattro mesi senza dolore e senza anestesia.

Ad oggi la nuova tecnica della dacriocistorinostomia laser [1] consente di effettuare l’intervento in anestesia locale o sotto sedazione con una sonda laser da 810 o 980 nanometri, che viene introdotta attraverso la via lacrimale sotto controllo visivo di un semplice sinuscopio.

Vantaggi[modifica | modifica wikitesto]

I vantaggi di questa tecnica chirurgica mininvasiva sono molteplici, prima di tutto la precisione operatoria e la sicurezza del risultato, due fattori determinanti che garantiscono l’efficacia dell’intervento. Inoltre, la tecnica comporta anche una riduzione del trauma chirurgico, una minore durata dell’intervento, la rapidità dei tempi di guarigione e la diminuzione delle complicanze post-operatorie.

Tra i vantaggi molto importante è il fatto che non vengono eseguite incisioni in quanto la fibra del laser viene introdotta nel puntino lacrimale inferiore fino a toccare la parete dell’osso lacrimale. L’energia viene concentrata sulla punta della fibra ottica immessa nel canalino lacrimale inferiore ed il laser provoca una nuova apertura dell’osso lacrimale, in alternativa a quella già ostruita.

La dacriocistorinostomia laser consente inoltre di ritrattare la zona interessata sia con la stessa tecnica sia con ulteriori interventi più invasivi, anche se questo può avvenire solo dopo diversi anni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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