Déjà Vu II: Lost in Las Vegas

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Déjà Vu II: Lost in Las Vegas
Sviluppo ICOM Simulations
Pubblicazione Mindscape
Serie Déjà Vu
Data di pubblicazione Macintosh
1988
Amiga/IIGS/ST
1989
DOS
1990
Genere Avventura grafica
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Mac OS, Amiga, Apple IIGS, Atari ST, MS-DOS, CD-i, Microsoft Windows
Motore grafico MacVenture
Supporto Floppy Disk, Cartuccia, CD-ROM
Periferiche di input Mouse, Gamepad
Preceduto da Déjà Vu

Déjà Vu II: Lost in Las Vegas è un videogioco di ICOM Simulations, pubblicato nel 1988 per Macintosh e negli anni successivi per diversi computer, oltre che per CD-i. È il sequel di Déjà Vu.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni quaranta, Theodore "Ace" Harding si risveglia in una stanza al Lucky Dice Hotel and Casino di Las Vegas. Il noto gangster Tony Malone ha perso 112,000$ in seguito agli eventi del primo capitolo, di cui Ace è stato il capro espiatorio.

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

L'ambientazione è una scarsamente popolata Las Vegas, con poche zone da esplorare. Al giocatore è comunque data la possibilità di prendere il treno e visitare altre città, ad esempio Chicago; prendere il treno per Los Angeles o St. Louis comporterà ad una delle numerose scene di morte del gioco, in cui Ace viene ucciso da uno degli antagonisti, l'assassino Stogie Martin. Visitando Chicago sarà possibile riesplorare le stesse aree del prequel, che presentano alcuni cambiamenti: ad esempio, il telefono nell'ufficio al Joe's Bar contiene un oggetto importante, mentre in Déjà Vu non era possibile esaminarlo; per raggiungere l'ufficio si deve passare per la scala antincendio, che nel primo capitolo era inutilizzabile perché troppo alta da raggiungere.

Come nei precedenti giochi MacVenture, anche in Déjà Vu II c'è un tempo limite: qui è dettato dall'assassino Stogie Martin, che periodicamente ricorderà ad Ace di "venire con i soldi". Anche se non è più limitato dall'amnesia indotta da farmaci (come in Déjà Vu), Ace può ancora avere flashback entrando a contatto con determinati ambienti o fotografie.

Il gioco è la quarta ed ultima avventura grafica sviluppata da ICOM Simulations sul motore grafico MacVenture. Insieme con il suo predecessore, è considerato dai fan il più difficile di questi, e richiede un sacco di pensiero logico. Come in Déjà Vu, il gameplay prevede il posizionare le prove raccolte nei posti giusti. Questa parte è la più difficile del gioco, dal momento che il significato di ogni indizio può essere difficile da interpretare.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Computer Gaming World ha recensito negativamente la versione per Macintosh, commentando: «Giochi dal testo lineare del tipo "indovina i comandi" sono in fondo alla nostra lista delle cose noiose con cui perdere tempo». Un esempio riportato nella recensione è il comando "Operate - Flashlight" corrisponde ad usare la torcia elettrica come arma, mentre per accenderla il comando è "Flashlight - Operate - Flashlight"[1]. Le vendite piuttosto basse rispetto ai tre titoli precedenti portarono alla cancellazione del porting per Nintendo Entertainment System.

Un remake del gioco e del prequel è stato pubblicato per Game Boy Color nel dicembre 1999 col titolo Déjà Vu I & II: The Casebooks of Ace Harding.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dave Arneson, Seems Like Old Times in Computer Gaming World, maggio 1989, pp. 36, 50.
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