Czupryna

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La patena di Płock fondata da Konrad Mazowiecki. Su essa possiamo vedere Konrad, la sua moglie Agafia, e i suoi figli: Siemowit e Kazimierz.
Enrico I il Barbuto e Jadwiga dai Andechs nella scena di matrimonio, XIV secolo. I polacchi sono dalla parte sinistra, con le teste rasate da sotto. Ai polacchi del medioevo non piacevano i capelli lunghi: la barba di Enrico era molto strana ai per i suoi connazionali, e da questo lo hanno chiamato "Il Barbuto".

Czupryna (in polacco anche podgolony łeb, łaszczówka, czub) - è una tradizionale acconciatura polacca per i nobili, associata maggiormente con il sarmatismo, però esisteva nella Polonia anche nel medioevo. Consiste nella rasatura dei capelli sopra le orecchie e sulla nuca, più o meno alla stessa altezza, lasciando i capelli sull'apice della testa. Era tipica della Polonia per tanti secoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine di czupryna non è conosciuta: oggi è impossibile dire quanto sia vecchia. Era probabilmente conosciuta già prima il XII secolo fino alla lenta scomparsa della usanza intorno al XVIII secolo. Sulla czupryna nel medioevo scriveva, tra l'altri un anonimo frate francescano dal 1308,[1] Vincenzo da Kielcza[2](metá del XIII secolo), un poeta austriaco Sigfrido Helbling(fine del XIII century)[3][4] che malediceva le influenze ceche e polacche in Austria. Nella cronaca di Mierzwa(inizio del XIV secolo) dalla Cracovia, si può anche leggere che principe Leszek il Nero(morto in 1288) ha fatto crescere i suoi capelli per soddisfare i Germani, che era uno scandalo ai suoi tempi e anche ai tempi della cronaca. C'è anche la patena (metá del XIII secolo) dalla cattedrale di Płock che era fondata da Konrad Mazowiecki, e la patena fondata da Mieszko il Vecchio(anno 1195)[5] al monastero degli cistersi in Ląd, e anche il pavimento di Wiślica(anni 1175-1180).[6]

Czupryna è gli altri Slavi[modifica | modifica wikitesto]

È possibile, che non solo i polacchi, ma anche altri slavi conoscevano questa usanza. Un francescano inglese, Bartholomeus Anglicus nel anno 1235 scrisse nella sua enciclopedia che in maggioranza tutti gli Slavi (eccetto i rutheni e questi mischiati con Germani e Latini) rasano i loro capelli.[7] Bartholomeus, che visse in Magdeburg per tanti anni conosceva bene i paesi slavi.[8] Il mondo slavo per lui si estendeva dalla Sassonia alla Rutenia, e dalla Dalmazia, Carinzia e Serbia fino all Mar Baltico. Delle teste rasate e disprezzo per le barbe scrisse anche Saxo Grammaticus durante la descrizione del tempio di Arcona.[9] Secondo lui, il privilegio di far crescere i capelli lunghi e le barbe era riservato solamente ai sacerdoti.[10] Anche in un manifesto sassone diretto contro i pagani slavi proveniente dall'anno 1108, che gli slavi vestivano gli scalpi dei sassoni sconfitti per fingerli.[11] I sassoni avevano i capelli lunghi[12] e perciò gli slavi dovevano avere un'acconciatura completamente contraria: molto corta.È così, la usanza di portare czupryna, che nel XIII secolo era conosciuta come tipica per i polacchi, probabilmente prima aveva delle dimensioni più grandi. Ci sono però prove evidenti confirmanti la esistenza della czupryna anche nelle terre degli slavi di Polabie (che è un nome storico delle terre slave occidentali dal Mar Baltico fino ai Monti Metalliferi, oggi appartenente alla Germania).

C'è per esempio una piccola statuetta di bronzo, trovata vicino a una vecchia fortezza slava di collina in Schwedt/Oder, datato al X-XI secolo. Il figurino ha baffi, e testa rasata da sotto.[13][14] Sembra che un'acconciatura così ha anche la statua di legno di Altfriesack(vicino a Berlino), cosiddetto Altfriesack Götze. La statua è alta circa 160 centimetri, ed è datata ai secoli VI–VII, che è il periodo delle migrazioni delle tribú slave dal Polabie agli Balcani.[15] Oltre a questo c'è anche una statuetta, proveniente da Gatschow vicino a Demmin, rappresentante una figura umana seduta, è datata al XI–XII secolo. Sul schizzo fatto dal tedesco Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt si può facilmente vedere che la testa è mezz' rasata.[16]. La scoperta più distante è una scultura della testa, che sulla testa probabilmente ha una czupryna. È stata trovata nel Sud della Germania, proviene da Merserburg vicino a Leipzig.[17].

Anche nelle antiche tombe croate si può spesso trovare dei rasoi, però il problema della conoscenza di questa tradizione nelle altre terre slave non è ancora esaminato per bene.[18] Riguardo alla Rutenia, dalla descrizione di Leone il Diacono, secondo quale, Svjatoslav I di Kiev aveva una testa completamente rasata, con un lungo oseledets. Per primo, però, dalla descrizione di Leone viene chiaramente il fatto, che l'acconciatura di Svjatoslav era un segno di nobiltá(allora non era per niente popolare) e per secondo, Svjatoslav era un Varegho, non slavo, perciò non si può del tutto constatare sé seguva le tradizioni vareghe o slave.
Stanisław Koniecpolski
Alessandro Benedetto Sobieski, circa il 1690
Stanisław Koniecpolski
Giorgio Ossoliński, circa il 1635. Un'altra, popolare ma meno vecchia versione della czupryna con un ciuffo di capelli legati all'apice della testa.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anonymi descriptio Europeae Orientalis, wyd.
  2. ^ Vita minor, cap. 24, MPH IV, s. 272: Ob cuius dispesacionis beneficium ac recordacionis memorabile signum indictum est Polonis, ut in tonsura rotunda conformarent se moribus religiosorum; to samo powtarza Vita maior, cap. 12, MPH IV, s382.
  3. ^ Seifrief Helbling, Der Kleine Lucidarius, III 225 n.
  4. ^ Ibidem, VIII 793n., s. 210 n.: und swer in disem lande snit/gewant nâch der Pôlân sit,/ daz dem sin hâr waer geschorn / hôch úf für die ôrn/ daz sold im nimer washen.
  5. ^ Sztuka polska przedromańska, il. 1058; P Skubiszewski, Patena kaliska, Rocz.
  6. ^ Sztuka polska przedromańska, il. 696, 703; L. Kalinowski, Romańska posadzka z rytami figuralnymi w krypcie kolegiaty wiślickiej, w: Odkrycia w Wiślicy.
  7. ^ A. E. Schönbach, Des Bartolomeus Anglicus Beschreibung Deutschlands gegen 1240, Mitteilungen des Instituts für österreichsche Geschichstforschung 27 (1906), s. 54-90, tu s. 71: qui omnes se intelligunt et in multis sunt similes, quo ad linguam et quo ad mores, dispares tamen quo ad ritum, – omnes etiam isti pro maiori parte in coma sunt attonsi, exeptis Ruthenis et ilis, qui mixti sunt cum Teutonicis et Latinis.
  8. ^ Lexikon des Mittelalters, t.
  9. ^ Saxo Grammaticus, Gesta Danorum, lib.
  10. ^ Ibidem, cap. 39,4: sacerdos praeter communem patriae ritum barbae comaeque prolixitate spectandus.
  11. ^ Urkundenbuch des Erzstifts Magdeburg, wyd.
  12. ^ Por. choćby u Widukinda lib.
  13. ^ http://www.lda-lsa.de/landesmuseum_fuer_vorgeschichte/fund_des_monats/2009/dezember/ ilustracja Abb.3
  14. ^ http://www.lucivo.pl/2012/09/bawany.html
  15. ^ http://www.lucivo.pl/2012/09/bawany.html Zdjęcia głowy: http://swinow.livejournal.com/58500.html
  16. ^ http://lucivo1.rssing.com/browser.php?indx=7563107&item=11 Link do szkicu (Abb.6): http://www.lda-lsa.de/landesmuseum_fuer_vorgeschichte/fund_des_monats/2012/januar/
  17. ^ http://www.lda-lsa.de/landesmuseum_fuer_vorgeschichte/fund_des_monats/2012/januar/
  18. ^ Cf. Maja Petrinec, Gräberfelder aus dem 8. bis 11.