Cupola dell'Ascensione

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Cupola dell'Ascensione
Jerusalem-2013-Temple Mount-Dome of the Ascension 04.jpg
La cupola dell'Ascensione
StatoIsraele Israele
Palestina Palestina[1]
LocalitàFlag of Jerusalem.svg Gerusalemme
ReligioneIslam
TitolareMaometto
Inizio costruzione1140-1160[2]

Coordinate: 31°46′41.58″N 35°14′05.96″E / 31.778217°N 35.234989°E31.778217; 35.234989

La cupola dell'Ascensione (in arabo: قبة المعراج‎, Qubbat al-Miʿrāj[2]; in ebraico: כִּיפָּת הַעֲלִיָּיה?, Kippat Ha'Aliyah) è una piccola cupola a pianta ottagonale di epoca crociata[3]. Si trova poco a nord-ovest della più imponente Cupola della Roccia sul Monte del Tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme.

L'episodio nel Corano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Isrāʾ e Miʿrāj.

Secondo la tradizione islamica la cupola sorge nel punto esatto in cui Maometto pregò prima di ascendere al cielo. L'esperienza viene narrata in numerosi ḥadīth e viene ripresa nel Corano alle sure XVII:1, LIII:1-12 e LXXXI:19-25.

La narrazione inizia con Maometto che viene svegliato nottetempo dall'angelo Gabriele, fatto salire sul destriero alato Burāq e condotto a Gerusalemme. Qui il profeta intraprende la propria ascesa al cielo per mezzo di una scala (miʽrāg); attraversa gli otto cieli dove incontra in ognuno un profeta, fino a raggiungere il trono di Dio, da cui riceve il Corano. Visita il Paradiso, l'Inferno e riceve spiegazioni da Gabriele. Tornato sulla terra, viene riportato alla Mecca dove tenta di convincere i propri concittadini della veridicità del suo viaggio[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile ed i materiali utilizzati per la cupola risalgono all'epoca crociata. L'edificio faceva parte del Templum Domini cristiano e probabilmente fungeva da battistero[3]. Un'iscrizione araba del 1201 ricorda la completa riedificazione[5] e la contestuale conversione dell'edificio in un waqf islamico da parte del governatore di Gerusalemme 'Izz ad Din 'Othman ibn 'Ali Az Zanjili[2][3], dopo che la precedente struttura era stata quasi interamente distrutta[2].

Sotto la dominazione Ayyubide la cupola veniva chiamata Cupola del Profeta (da non confondere con l'attuale Cupola del Profeta) e fu solo in seguito - certamente entro il 1225[2] - che variò la propria denominazione in Cupola dell'Ascensione[2].

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'entrata della cupola rivolta a sud. Sopra l'apertura è possibile notare l'iscrizione che commemora la restaurazione del 1200.

La cupola, sulla cui sommità si trova una piccola torre, poggia su una struttura a base ottagonale. Originariamente, i lati dell'ottagono erano formati da archi ogivali aperti e fu solo in un secondo momento che vennero murati con lastre di marmo[2]. Gli archi sono supportati da un paio di colonne ciascuno. Il miḥrāb si trova nella facciata nord, mentre l'entrata in quella sud. Sopra la porta è riportata l'iscrizione che ricorda la restaurazione del 1200[2].

La struttura è simile alla cappella dell'Ascensione cristana situata sul monte degli Ulivi che, secondo la tradizione, sorge nel luogo esatto dove Gesù salì al cielo dopo la resurrezione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gerusalemme Est è amministrata de facto da Israele nonostante la maggioranza degli Stati dell'ONU non la riconosca come appartenente a tale Stato.
  2. ^ a b c d e f g h Pringle, pp. 413-414.
  3. ^ a b c Prawer&BenShammai, p. 86.
  4. ^ Libro della Scala in Enciclopedia Dantesca, su treccani.it. URL consultato il 10 agosto 2017.
  5. ^ (EN) Guy le Strange, Collected Works of Guy Le Strange: The Medieval Islamic World, vol. 1, p. 155, ISBN 978-1848856707.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) J. Prawer, H. Ben-Shammai, The History of Jerusalem: The Early Muslim Period (638-1099), ISBN 978-0814766392.
  • (EN) Denys Pringle, The Churches of the Crusader Kingdom of Jerusalem: Volume 3, The City of Jerusalem: A Corpus, ISBN 978-0521172837.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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