Cucina cipriota

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La cucina cipriota è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata a Cipro. Rientra tra le cucine mediterranee, con contaminazioni provenienti dalla cucina del Vicino Oriente[1]. In particolare ha subito influenze della cucina greca, turca, araba e inglese[2].

Antipasti[modifica | modifica wikitesto]

Vi è l'usanza di iniziare il pasto con le meze (è una selezione di antipasti tipici della cucina del levante, di quella greca e di quella turca)[3].

Carni[modifica | modifica wikitesto]

La tsamarella è una tipica ricetta pastorale a base di carne di capra essiccata al sole e coperta di sale e origano, e che è, ancora oggi, prodotta nella regione di Limassol.

Formaggi[modifica | modifica wikitesto]

Halloumi fresco affettato.

Tipico della cucina di tutta l'isola è l'halloumi (hellim a Cipro del Nord)[4]: un formaggio prodotto con latte misto che può essere consumato anche dopo essere stato fritto[2].

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

Tra i dolci caratteristici della cucina cipriota, vi è la baklava[2], tipica della tradizione culinaria ottomana[5].

Alcolici[modifica | modifica wikitesto]

Il vino è consumato sull'isola sin da tempi remoti: fonti storiche testimoniano l'uso di tale bevanda sin dal 735 a.C. Tra i più noti vi è il Koumandaria, vino dolce prodotto sui monti Troodos[6]. Nell'isola viene consumato abitualmente caffè[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.turismo.it
  2. ^ a b c d (EN) www.cyprus.com Archiviato il 2 aprile 2015 in Internet Archive.
  3. ^ www.britannica.com
  4. ^ (EN) European Commission: denomination information: Halloumi/Hellim, su Agriculture and rural development. URL consultato il 29 giugno 2019.
  5. ^ Charles Perry, "The Taste for Layered Bread among the Nomadic Turks and the Central Asian Origins of Baklava", in A Taste of Thyme: Culinary Cultures of the Middle East (ed. Sami Zubaida, Richard Tapper), 1994. ISBN 1-86064-603-4.
  6. ^ www.mondointasca.org[collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Lenia et Barnim Heiderich, Zyprisch kochen, Berlino, edizione diá, 1992.

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