Crudele amore

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Crudele amore
AutoreMario Biondi
1ª ed. originale1990
Genereromanzo
Sottogeneresentimenti
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneNew York, Parigi, Istanbul, Milano, Lago di Como. 1943 - 1947
ProtagonistiDelio Curbaga
CoprotagonistiIrène Serero
Altri personaggiBiko Bacsányi, Luchino Curbaga, Lena Block
Preceduto daUn amore innocente

Crudele amore è un romanzo dello scrittore italiano Mario Biondi, pubblicato nel 1990. Con il precedente Un amore innocente, costituisce una "bilogia" narrativa imperniata sulla medesima vicenda: l'amore impossibile tra una giovanissima e un uomo adulto. Il titolo è ripreso da Virgilio:

(LA)

«improbe amor, quid non mortalia pectora cogis?»

(IT)

«Crudele amore, a che cosa non costringi i cuori dei mortali?»

(Eneide, IV, 412)

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1943. Irène Serero, giovane ebrea riparata a New York da Parigi con la famiglia per sfuggire al nazismo, vive in una sorta di torpore mentale per il trauma di un turbolento amore "vietato" che l'ha legata da adolescente a un uomo adulto, lo scrittore italiano Delio De Curbaga. Quasi contemporaneamente, a Parigi, dove è riparato e riesce a vivere insegnando letteratura italiana, Delio viene catturato dalla Gestapo in quanto legato alla Resistenza. I due non si incontreranno mai più ma porteranno con sé a lungo il ricordo e i segni di quel dolorosissimo amore impossibile, Irène nel Nuovo Mondo, Delio in una serie di vicissitudini che lo porteranno a un campo di concentramento nazista e a un faticoso (dal punto di vista psicologico) reinserimento nell'Italia del dopoguerra (specificamente a Milano e Lago di Como) come uomo, padre e scrittore.

«[L'editore] doveva essere informato al più presto che Crudele amore, romanzo di Delio Curbaga, sarebbe stato il primo titolo pubblicato dalla Parigini Nuova Editrice.»

(Mario Biondi, Crudele amore)

Giudizi critici[modifica | modifica wikitesto]

«Mario Biondi è uno scrittore a cui piace raccontare: i suoi intrecci sono complessi e armoniosi, larghi e appassionati, i suoi personaggi vivi e curiosi, al punto che l’autore stesso un po’ se ne innamora, tanto da non volerli più abbandonare. In Delio, Biondi si rispecchia con arguzia e ironia fino al punto che il nuovo romanzo che Curbaga ha terminato di scrivere ha lo stesso titolo di quello che Biondi ora pubblica, le sue polemiche con i critici, le sue professioni di poetica, i suoi contrasti con gli editori hanno sempre il sapore di una confessione, ma anche quello di una disincantata presa in giro di se stesso.»

(Cesare De Michelis, Il gazzettino, estate 1990)

«Mario Biondi è probabilmente l'autore italiano meno «provinciale»… New York, Milano, Parigi, Costantinopoli, l'intera Europa dolente sono i palcoscenici del romanzo costruito a quadri, che adagio compongono l'insieme…»

(Giuseppe Pederiali, Il giorno, estate 1990)

«Io non so se ci sono metafore o allegorie sottese. Non le ho cercate, mi sono rifiutato, preso com'ero a seguire l'incrociarsi e il dipanarsi di linee che sembravano separate, distanti o parallele, e puntualmente si incontravano per la più romanzesca delle virtù, le «stravaganze del caso»…»

(Folco Portinari, L'unità, estate 1990)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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