Cronologia dell'evoluzione dell'Universo

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Linea del tempo per l'espansione dell'universo

Eone Proteiminerano[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 13,798 miliardi di anni fa[1][2]
    • Inizio dell'Eone Proteiminerano (fino a 4568 milioni di anni fa).[1]
    • l'Eone Protominerano è un'aggiunta relativamente recente alla scala cronologica, essendo stata proposta da Goldblatt et al.. Inizialmente era noto come Eone prenepeliano nel 2010, non essendo allora stato suddiviso o formalmente definito un eone. Tuttavia, non è più il primo eone sulla scala temporale, essendo preceduto dall'Eone Teocronico a causa di recenti studi che suggeriscono che un universo più vecchio è crollato, dando origine a quello attuale e che attualmente potrebbero esistere più universi. Il Proteimerano inizia con la fase di Big Bang del Big Bounce (vedi Eone Teocronico) e continua fino alla formazione della prototerra, conosciuta anche come Tellus. Il Proteimerano include la formazione dell'Universo (attuale), della Via Lattea (così come la maggior parte delle altre galassie) e del sistema solare (così come i vari altri sistemi planetari noti. Il Protomimerano è suddiviso in tre epoche: il Paleoproteimerano, il Mesoproteimerano e il Neoproteimerano.

Era Paleoproteimerana[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Precelestiale[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 13,798 miliardi di anni fa[2]
    • Inizio del Periodo Precelestiale (fino a 13,600 miliardi di anni fa).[1]

Periodo Protocelestiale[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 13,600 miliardi di anni fa
    • Inizio del Periodo Paleocelestiale (fino a 13,550 miliardi di anni fa).[1]

Era Mesoproteimerana[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Eogalattico[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 13,550 miliardi di anni fa
    • Inizio del Periodo Eogalattico (fino a 13,200 miliardi di anni fa).[1]

Periodo Neogalattico[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 13,200 miliardi di anni fa
    • Inizio del Periodo Neogalattico (fino a 5 miliardi di anni fa).[1]
  • intorno a 8,1 miliardi di anni fa

Epoca dei Filamenti di galassie[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 7,8 miliardi di anni fa
    • l'Universo comincia ad organizzarsi in strutture più grandi e più ampie, i Filamenti, delle superstrutture costituite da ammassi di galassie, Superammassi di galassie e vuoti, i quali si stabilizzano proprio in questo periodo. Come avviene questa stabilizzazione è ancora un argomento di discussione. Certamente, è possibile che la formazione di super-strutture come la Grande muraglia di Ercole sia avvenuta molto prima (circa 10 Gya), forse nello stesso periodo in cui le galassie iniziarono ad apparire. Ad ogni modo l'Universo osservabile diventa più moderno.
    • Molte galassie come NGC 4565 (52 Mal dalla Terra) diventano relativamente stabili. Si formano Galassie ellittiche tramite collisioni fra Galassie a spirale e altre galassie estremamente massicce delle dimensioni attuali di IC 1101 (diametro di circa 6 Mal, 76 volte la Via Lattea).
  • intorno a 7,5 miliardi di anni fa
    • Si forma la stella 51 Pegasi (47,9 al. dalla terra), una nana gialla di M=1,04 M visibile nella costellazione del Pegaso, intorno alla quale orbita il gioviano caldo 51 Pegasi b scoperto nel 1995[3], il primo ad essere scoperto attorno a una stella simile al nostro Sole. Il pianeta dista 0,0527 UA dalla stella madre e percorre una rivoluzione in 4,230785 ± 0,000036 giorni. Ha una massa minima pari a 0,472 ± 0,039 MJ.
    • Viene emesso il GRB 080319B, il Lampo gamma visibile ad occhio nudo più distante (e più veloce) finora conosciuto, dalla durata di in 30 secondi, rilevato sul nostro pianeta il 19 marzo 2008. Si tratta dunque dell'oggetto più distante finora conosciuto (7,5 al) mai osservato ad occhio nudo.
  • intorno a 7,3 miliardi di anni fa
    • Si forma la stella HD 10180 (128 ± 3 al. dalla terra), una nana gialla di M=1,062 ± 0,017 M visibile nella costellazione dell'Idra Maschio, intorno alla quale orbitano sette pianeti confermati, di cui probabilmente uno roccioso, HD 10180 b, scoperto nel 2010[4], e confermato nel 2012 da Mikko Tuomi et al.[5]. Il pianeta dista 0,02 UA dalla stella madre e percorre una rivoluzione in poco più di 1 giorno. Ha una massa minima, che corrisponde alla massa della Terra.
  • intorno a 7,1 miliardi di anni fa[6].
  • intorno a 6,9 miliardi di anni fa
    • Si forma la stella Arturo (36,7 ± 0,3 al. dalla terra), una gigante arancione di M=1,08 M, la seconda stella più luminosa dell'emisfero boreale dopo Sirio, visibile nella costellazione del Boote.
  • intorno a 6,7 miliardi di anni fa[7].
  • intorno a 6,4 miliardi di anni fa
  • intorno a 6 miliardi di anni fa
  • intorno a 5,82 miliardi di anni fa
  • intorno a 5,6 miliardi di anni fa
  • intorno a 5,3 miliardi di anni fa
    • Viene emesso il GRB 101225A, il "Christmas Burst", il Lampo gamma più lungo finora conosciuto, dalla durata di in 28 minuti. Verrà poi rilevato sul nostro pianeta il 25 dicembre 2010, da cui il nome.

Epoca dell'Espansione accelerata[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 5 miliardi di anni fa (fino a 4,680 miliardi di anni fa).[1]
    • Inizia l'epoca della Espansione accelerata dell'Universo, , ovvero che la velocità con cui si espandeva cominció ad aumentare. Il fenomeno fu scoperto nel 1998 da Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam Riess sulla base di osservazioni di supernove di tipo Ia in galassie lontane[9][10]. Le supernove di tipo Ia, luminose quanto la galassia ospitante, presentano anche ben definite curve di luminosità e spettro, e per questo sono utilizzate come candele standard, permettendo una misura molto precisa della loro distanza. Questa, insieme con la misura dello spostamento verso il rosso, ha permesso di misurare la velocità di espansione in corrispondenza a diverse distanze spazio-temporali ed evidenziare così l'accelerazione dell'espansione.[11][12] Le osservazioni del 1998 sono state ripetute e confermate.[13][14].[15]. L'Universo in accelerazione implica che la velocità a cui una galassia si allontana dalle altre aumenta nel tempo. Se l'accelerazione continuerà la distanza massima alla quale sarà possibile osservare altre galassie diminuirà progressivamente, finché in un lontano futuro l'intero universo extragalattico non sarà più visibile. In uno scenario estremo e altamente ipotetico, si arriverebbe al disgregamento di tutta la materia: il Big Rip (Grande Strappo).
    • Ipotesi più retrodatante sulla formazione dell'ammasso stellare aperto M67 (10 al da noi). In base a tale ipotesi, alla sua vicinanza e al movimento di alcune stelle nell'ammasso, fu anche ipotizato che questo fosse l'ammasso aperto dal quale ebbe origine e successivamente fu espulso il Sole, ma tale ipotesi è stata anche recentemente esclusa.[16]

Era Neoproteimerana[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 4680 milioni di anni fa
    • Inizio dell'Era Neoproteimerana (fino a 4568 milioni di anni fa)[1], la terza e ultima era dell'eone Proteimerano. Il Neoproteimerano inizia con la Nebulosa solare che diventa un sistema chiuso rispetto alla Nube molecolare gigante e termina quando viene emessa la prima luce dal sole, e si forma il protopianeta Tellus, la prototerra. Durante questa era, si sarebbe formato il protosole, all'inizio del periodo Erebreano.

Periodo Nefelano[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 4680 milioni di anni fa
    • Inizio del Periodo Nefeleano (fino a 4630 milioni di anni fa),[1]primo periodo dell'Era di Neoproteimerano e il quinto periodo dell'Eone Proteimerano. Il Nefeleano inizia con la formazione della Nebulosa solare e termina con la formazione del protosole che a quel momento non era ancora capace di emettere luce, in quanto non aveva ancora innescato le reazioni di fusione nucleare sufficienti per irradiare onde luminose.
  • intorno a 4670 milioni di anni fa
    • Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, si aggrega con altre due stelle in modo da formare il sistema ternario Alpha Centauri. Probabilmente queste si formarono nella stessa Nube molecolare gigante che diede origine al Sole, e si ritiene che facessero parte dello stesso ammasso aperto, detto Ammasso primordiale, oggi ormai disgregatosi.
  • intorno a 4662 milioni di anni fa
    • La Supernova primordiale, ovvero una supernova da poco esplosa nelle vicinanze della nebulosa solare oramai separatasi dalla nube molecolare gigante originaria, probabilmente innesca la Formazione del sistema solare, tramite un'onda d'urto che compresse i gas della nebulosa stessa: al centro di questa nebulosa poi si formò circa 32 Mya dopo il protosole.

Periodo Erebreano[modifica | modifica wikitesto]

  • intorno a 4630 milioni di anni fa
    • Inizio del Periodo Erebreano (fino a 4568 milioni di anni fa). Il periodo Erebreano è il secondo e ultimo periodo dell'Era Neoproteimerana e il sesto e ultimo periodo dell'Eone Protominerano. L'Erebreano inizia con la formazione del protosole - che non ha ancora emesso la sua prima luce - e termina con la prima luce emessa dal sole (questo punto nel tempo generalmente segna il protosole che si evolvein una vera e propria stella, ovvero nel sole che conosciamo oggi).
    • Nasce il Protosole. La Nebulosa protoplanetaria inizia il suo processo di accrescimento che porterà alla formazione prima di planetesimi, poi dei protopianeti.
  • intorno a 4592 milioni di anni fa
    • Quattro pianeti gioviani (Giove, Saturno, Urano, Nettuno) ruotano intorno al sole, e probabilmente iniziano la migrazione verso le loro attuali orbite.[17]

Tabelle temporali[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia precedente:
Prima del big bang
∞ miliardi di anni fa
13,798 miliardi di anni fa ca.
Cronologia corrente:
Evoluzione dell'Universo
13,798 miliardi di anni fa circa
4,570 miliardi di anni fa circa
Cronologia seguente:
Evoluzione della vita
4570 milioni di anni fa circa
542 milioni di anni fa circa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Geologic Data Scale
  2. ^ a b c How Old is the Universe? space.com By Nola Taylor Redd June 08, 2017
  3. ^ C. Lovis et al., A Jupiter-mass companion to a solar-type star, in Nature, vol. 378, 8 agosto 2010, DOI:10.1038/378355a0.
  4. ^ C. Lovis et al., The HARPS search for southern extra-solar planets XXVII. Up to seven planets orbiting HD 10180: probing the architecture of low-mass planetary systems, in Astronomy & Astrophysics, vol. 528, 8 agosto 2010, DOI:10.1051/0004-6361/201015577.
  5. ^ Mikko Tuomi et al., Evidence for 9 planets in the 10180 system (PDF), in Astronomy & Astrophysics.
  6. ^ Metcalfe, Travis S., Creevey, Orlagh L., Davies, Guy R., Asteroseismic Modeling of 16 Cyg A & B using the Complete Kepler Data Set, in The Astrophysical Journal Letters, vol. 811, 2015, Bibcode:2015ApJ...811L..37M, DOI:10.1088/2041-8205/811/2/L37.
  7. ^ Metcalfe, Travis S., Creevey, Orlagh L., Davies, Guy R., Asteroseismic Modeling of 16 Cyg A & B using the Complete Kepler Data Set, in The Astrophysical Journal Letters, vol. 811, 2015, Bibcode:2015ApJ...811L..37M, DOI:10.1088/2041-8205/811/2/L37.
  8. ^ Lalitha, Poppenhaeger, Singh, Czesla, Schmitt, X-Ray Emission from the Super-Earth Host GJ 1214, in Astrophysical Journal letters, vol. 790, n. 1, 2014, pp. 15, DOI:10.1088/2041-8205/790/1/L11, arXiv:1407.2741.
  9. ^ Goldhaber, G and Perlmutter, S, A study of 42 type Ia supernovae and a resulting measurement of Omega(M) and Omega(Lambda), Physics Reports-Review section of Physics Letters, 307 (1-4): 325-331, Dec. 1998.
  10. ^ Garnavich PM, Kirshner RP, Challis P, et al. Constraints on cosmological models from Hubble Space Telescope observations of high-z supernovae, Astrophysical Journal, 493 (2): L53+ Part 2, Feb. 1 1998.
  11. ^ S. Perlmutter, Measurements of Omega and Lambda from 42 high redshift supernovae, in Astrophysical Journal, vol. 517, n. 2, 1999, pp. 565–86, DOI:10.1086/307221, arXiv:astro-ph/9812133.
  12. ^ A. G. Riess, Observational evidence from supernovae for an accelerating Universe and a cosmological constant, in Astronomical Journal, vol. 116, n. 3, 1998, pp. 1009–38, DOI:10.1086/300499, arXiv:astro-ph/9805201.
  13. ^ B. Leibundgut, J. Sollerman, A cosmological surprise: the universe accelerates, in Europhysics News, vol. 32, n. 4, 2001. URL consultato il 1º febbraio 2007.
  14. ^ Confirmation of the accelerated expansion of the Universe, Centre National de la Recherche Scientifique, 19 settembre 2003. URL consultato il 3 novembre 2006.
  15. ^ [astro-ph/0604051v2] Robust Dark Energy Constraints from Supernovae, Galaxy Clustering, and Three-Year Wilkinson Microwave Anisotropy Probe Observations
  16. ^ L'Ammasso che ospitò il Sole- MEDIA INAF
  17. ^ Luca Amendola; Stephen Appleby; Anastasios Avgoustidis; David Bacon; Tessa Baker; Marco Baldi; Nicola Bartolo, Cosmology and fundamental physics with the Euclid satellite, in Living Reviews in Relativity, vol. 21, n. 1, Springer, 2018, pp. 1-345, DOI:10.1007/s41114-017-0010-3, ISSN 1433-8351 (WC · ACNP), OCLC 7812617697. URL consultato il 7 dicembre 2019 (archiviato il 7 dicembre 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]