Critica Liberale

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Critica Liberale
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
FondatoreCritica Liberale (partito)
Fondazione1967
SedeRoma, Via delle Carrozze
EditoreEdizioni Dedalo
DirettoreEnzo Marzo
VicedirettoreNadia Urbinati
 

Critica Liberale è una rivista politica fondata nel 1967, in quattro serie, è diretta da Enzo Marzo.

Attualmente la rivista è edita con cadenza mensile. Dal gennaio 2003 “Critica Liberale” è pubblicato per i tipi delle Edizioni Dedalo di Bari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 una rivista liberale indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica.[1][2]

La rivista è espressione del liberalismo di sinistra e del pensiero laico italiano, seguendo la tradizione che ha avuto per protagonisti figure come Giovanni Amendola e Benedetto Croce, Piero Gobetti e i fratelli Rosselli, Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, Luigi Einaudi e il "Mondo" di Mario Pannunzio, gli "azionisti" e Norberto Bobbio.

A partire dal gennaio 2005 Critica liberale pubblica, in collaborazione con l'Ufficio Nuovi Diritti della Cgil nazionale, un “Rapporto annuale sulla secolarizzazione e la laicità in Italia”, basato su una capillare raccolta di dati sullo stato della laicità delle istituzioni e sulla secolarizzazione della società italiana.

Critica liberale è membro del Cric, Coordinamento delle riviste italiane di cultura.

Linea editoriale[modifica | modifica wikitesto]

"Critica Liberale si oppone all'ondata di ciarlatani populisti nel sistema politico e la società italiana, denunciando una presunta sua corruzione economica, politica, civica e culturale, e l'estremo clericalismo oscurantista che ha reimpostato artificialmente sul paese, i suoi innati istinti anti-europei".[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondazione Critica Liberale - Home page, su archivio.criticaliberale.it. URL consultato il 30 settembre 2018.
  2. ^ Fondazione Critica Liberale - Chi siamo, su archivio.criticaliberale.it. URL consultato il 30 settembre 2018.
  3. ^ (IT) About us, in Fondazione Critica Liberale, dal 1969 la voce del liberalismo, 6 dicembre 2017. URL consultato il 30 settembre 2018.
    «Critica liberale opposes the wave of populist charlatanry currently dominating the Italian political system and society, its inherent economic, political, civic and cultural corruption, and the extremist the obscurantist clericalism it artificially reimposed on the country, its inborn anti-European instincts.».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]