Cristoforo Clavio

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Christophorus Clavius

Christophorus Clavius, meglio noto in Italia come Cristoforo Clavio (Bamberga, 25 marzo 1538Roma, 12 febbraio 1612), è stato un gesuita, matematico e astronomo tedesco, noto soprattutto per il suo contributo alla definizione del calendario gregoriano.

Biografia[edit | edit source]

In Sphaeram Ioannis de Sacro Bosco commentarius, 1585

Christophorus Clavius nacque a Bamberga, in Franconia il 25 marzo 1538. Dei primi anni della sua vita non si sa nulla: non è certo nemmeno il suo nome di battesimo: secondo alcuni, Christophorus Clavius sarebbe la latinizzazione di Christoph Clau (o Christoph Klau). Secondo altri, potrebbe essere una semplice traduzione di Christoph Schlüssel (che in tedesco significa chiave, clavis in latino).

Nel 1555 entrò nella Compagnia di Gesù e l'anno successivo venne inviato a Coimbra, presso il gesuita Colégio das Artes. A Coimbra seguì il triennio di studi filosofici tenuto dal celebre teologo Pedro da Fonseca. Il 21 agosto 1560 eseguì a Coimbra le osservazioni astronomiche su un'eclissi solare totale cominciando ad indirizzarsi agli studi astronomici. Lo stesso anno si trasferì a Roma dove studiò teologia presso il Collegio Romano, e nel 1564 fu ordinato sacerdote. L'anno successivo iniziò ad insegnare matematica al Collegio Romano, attività che continuerà, con l'eccezione di un soggiorno di due anni a Napoli, fino alla fine dei suoi giorni.

Clavius fece del Collegio Romano uno dei principali centri di studi matematici del suo tempo. Grazie al suo impegno dagli ultimi decenni del XVI secolo fino alla seconda metà del XVIII, le scuole e i collegi gesuitici svolsero un ruolo importante nello sviluppo e nella trasmissione delle conoscenze matematiche, non solo in Europa ma anche in Estremo Oriente, in particolare in Cina.[1]

Divenuto il più autorevole matematico gesuita, Clavius fu autore di un gran numero di testi che ebbero grande influenza. Le sue opere maggiori sono un'autorevole versione degli Elementi di Euclide (1574) arricchita di note originali e un commento alla Sfera di Giovanni Sacrobosco (1581), ristampato per ben sedici volte in successive sette edizioni rivedute, corrette e volta per volta arricchite di nuovi capitoli.

Il cratere Clavius sulla Luna.

Nel 1579 venne nominato Primo Matematico nella Commissione pontificia per la riforma del Calendario giuliano. La definizione del nuovo calendario ottenne grande successo, e venne adottata nei paesi cattolici nel 1582 (e nei decenni successivi anche nei paesi protestanti) per ordine del Papa Gregorio XIII (è il calendario ancora oggi in uso nel mondo occidentale). Come riconoscimento di questa sua attività venne soprannominato l'Euclide del XVI secolo.

Clavius fu un sostenitore del geocentrismo tolemaico, e si oppose fieramente alla teoria eliocentrica proposta da Niccolò Copernico nel De revolutionibus orbium coelestium. Tuttavia, riconoscendo i problemi del modello tolemaico, apportò correzioni al sistema geocentrico elevando da nove a undici il numero dei cieli. All'inizio del XVII secolo Clavius era uno dei più autorevoli astronomi europei, e Galileo gli fece visita nel 1611 per discutere con lui le osservazioni che aveva eseguito con il telescopio. Clavius accettò le nuove scoperte, pur nutrendo dubbi sulla presenza di montagne sulla Luna (ironia della sorte, a Clavius è dedicato uno dei maggiori crateri lunari).

Clavius intrattenne una vasta corrispondenza con matematici e studiosi di tutta Europa, gesuiti e no, pubblicata nel 1992 da Ugo Baldini e Pier Daniele Napolitani.

Nel film di Kubrick 2001: Odissea nello spazio, è nel cratere di Clavius che viene scoperto il "monolite prismatico", simbolo e testimone dei mutamenti epocali nella storia umana.

Gli è stato dedicato un asteroide, 20237 Clavius[2].

Opere[edit | edit source]

  • (LA) Christophorus Clavius, Algebra, Aurelianae Allobrogum, Estienne Gamonet, 1609. URL consultato il 15 giugno 2015.

Note[edit | edit source]

  1. ^ Umberto Bottazzini, Italy, in Joseph W. Dauben e Christoph J. Scriba (a cura di), Writing the History of Mathematics: Its Historical Development, Springer, 2002, p. 65, ISBN 9783764361679.
    «Clavius made the Jesuit Collegium Romanum in Rome one of the outstanding mathematical centers of his day. From the last decades of the 16th century until the second half of the 18th century, Jesuit schools and colleges played an important role in the development and transmission of mathematical knowledge, not only throughout Europe but also in the Far East, most notably China.».
  2. ^ (EN) M.P.C. 110623 dell'11 luglio 2018

Bibliografia[edit | edit source]

  • Monumenta paedagogica Societatis Iesu 1540-1556, a cura di L. Lukács, 1° vol., Roma 1965.
  • Ugo Baldini, La nova del 1604 e i matematici e filosofi del Collegio Romano: note su un testo inedito, «Annali dell’Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze», 1981, 2, pp. 63-98.
  • Luigi Maierù, La polemica fra J. Peletier e C. Clavio circa l’angolo di contatto, in Storia degli studi fondamentali della matematica e connessi sviluppi interdisciplinari, Atti del convegno internazionale, Pisa-Tirrenia (26-31 marzo 1984), 1° vol., Roma 1984, pp. 226-56.
  • Romano Gatto, Tra scienza e immaginazione. Le matematiche presso il collegio gesuitico napoletano (1552-1670 ca.), Firenze 1994.
  • Christoph Clavius e l’attività scientifica dei gesuiti nell’età di Galileo, Atti del convegno internazionale, Chieti (28-30 aprile 1993), a cura di Ugo Baldini, Roma 1995.
  • Bernardino Baldi, Le vite de’ matematici, ed. annotata e commentata della parte medievale e rinascimentale, a cura di Elio Nenci, Milano 1998.
  • Romano Gatto, Christoph Clavius’ “Ordo servandus in addiscendis disciplinis mathematicis”, and the teaching of mathematics in Jesuit colleges at the beginning of the modern era, «Science & education», 2006, 2-4, pp. 235-58.
  • Romano Gatto, Cristoforo Clavio e l’insegnamento delle matematiche nella Compagnia di Gesù, in Il Rinascimento italiano e l’Europa, 5° vol. Le scienze, a cura di A. Clericuzio, G. Ernst, con la collab. di M. Conforti, Treviso-Costabissara 2008, pp. 437-54.
  • Christoph Clavius, Corrispondenza. Edizione critica a cura di Ugo Baldini e Pier Daniele Napolitani, 7 voll., Edizioni del Dipartimento di Matematica dell'Università di Pisa, Pisa, 1992.
  • Giovanni Stein S.I., "Galileo Galilei e il padre Cristoforo Clavio" in "Sapere" 14 (1941), pp. 333–335.
  • (EN) James M. Lattis, Between Copernicus and Galileo: Christoph Clavius and the collapse of Ptolemaic cosmology, Chicago, University of Chicago Press, 1994.

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