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Criminalità in Giappone

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La criminalità in Giappone è tra le più basse in confronto agli altri paesi industrializzati.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema di giustizia penale del Giappone.

Yakuza[modifica | modifica wikitesto]

La yakuza esisteva in Giappone assai prima dell'Ottocento e seguiva codici simili al bushido dei samurai. Le loro prime organizzazioni erano solitamente molto unite, e il capo aveva nei confronti dei suoi uomini rapporti padre-figlio. Sebbene questa disposizione tradizionale continui ad esistere, le attività della yakuza sono sempre più sostituite da bande di tipo moderno che dipendono dalla forza e dal denaro come concetti operativi. Nondimeno, gli yakuza spesso si dipingono come custodi delle virtù tradizionali giapponesi in una società postbellica, talvolta formando legami con gruppi tradizionalisti che sposano le stesse opinioni e attirando cittadini insoddisfatti della società.

Si stimava che i gruppi della yakuza nel 1990 ammontassero a più di 3.300 e che insieme contenessero più di 88.000 membri. Sebbene concentrati nelle maggiori prefetture urbane, la yakuza opera nella maggior parte delle grandi città e spesso riceve protezione da funzionari di alto rango. Dopo la pressione concertata della polizia negli anni 1960, le bande minori scomparvero o cominciarono a consolidarsi in organizzazioni simili a sindacati. Nel 1990, i tre maggiori sindacati (Yamaguchi-gumi, Sumiyoshi-kai, Inagawa-kai) dominavano la criminalità organizzata nella nazione e controllavano più di 1.600 bande e 42.000 malviventi. Il loro numero da allora ha subito aumenti e contrazioni, spesso in coincidenza con l'andamento delle condizioni economiche del paese.

La tradizione della yakuza nel XX secolo si diffuse anche nell'Isola di Okinawa. Il Kyokuryu-kai e l'Okinawa Kyokuryu-kai sono i due maggiori gruppi conosciuti della yakuza nella prefettura di Okinawa ed entrambi sono registrati dal 1992 come gruppi boryokudan, designati in base alla Legge sulle contromisure contro la criminalità organizzata.[2][3][4]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la polizia identificò oltre 2,2 milioni di violazioni del Codice penale. Due tipi di violazioni — furto (65,1% delle violazioni totali) e omicidio o lesioni colpose in conseguenza di incidenti (26,2%) — rappresentavano oltre il 90% dei reati penali.[5] Nel 1989 il Giappone sperimentò 1,3 rapine e 1,1 omicidi ogni 100.000 abitanti.[6] Le autorità giapponesi risolvono anche il 75,9% dei casi di rapina e il 95,9% dei casi di omicidio.[6]

Negli anni recenti, il numero dei crimini in Giappone è diminuito. Nel 2002, il numero dei crimini registrato era 2.853.739. Questo numero si dimezzò entro il 2012 con 1.382.154 crimini registrati. Nel 2013, il tasso complessivo di criminalità in Giappone calò per l'11º anno consecutivo e anche il numero degli omicidi e dei tentativi omicidi raggiunse il minimo postbellico.[7][8]

Deterrenti legali[modifica | modifica wikitesto]

La detenzione di pistole è vietata al pubblico, i fucili da caccia e le spade cerimoniali sono registrate presso la polizia e la fabbricazione e la vendita di armi da fuoco sono regolamentate. Anche la produzione e la vendita di munizioni cariche e a salve sono controllate, come il trasporto e l'importazione di tutte le armi. I crimini raramente sono commessi con armi da fuoco, tuttavia i coltelli rimangono un problema che il governo sta esaminando a fondo, specialmente dopo il massacro di Akihabara.

Crimini[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare preoccupazione per la polizia sono i crimini associati alla modernizzazione. L'accresciuta ricchezza e sofisticazione tecnologica ha portato nuovi crimini dei colletti bianchi, come le truffe informatiche e con le carte di credito, i furti riguardanti le casse automatiche e le truffe assicurative. L'incidenza dell'abuso di droghe è minuscola, in confronto alle altre nazioni industrializzate e limitata principalmente agli stimolanti. Le autorità di polizia giapponesi si sforzano di controllare questo problema mediante un esteso coordinamento con le organizzazioni investigative internazionali e una severa punizione dei tragressori giapponesi e stranieri. Gli incidenti e le vittime del traffico consumano sostanziali risorse della polizia. Ci sono anche prove di criminali stranieri che vengono dall'estero per approfittare della sicurezza negligente del Giappone. Nella sua autobiografia Undesirables ("Indesiderabili"), il criminale britannico Colin Blaney affermava che i ladri inglesi hanno preso di mira la nazione a causa del basso tasso di criminalità e perché i Giapponesi sono impreparati al crimine.[9] È noto che anche bande di ladri d'auto pachistani, russi, sri lnkani e birmani hanno preso di mira il Giappone.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Global Study on Homicide 2013 (rapporto completo in PDF). Pubblicato in aprile 2014, dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (United Nations Office on Drugs and Crime, UNODC). Vedi la pagina iniziale per lo Studio globale sull'omicidio (Global Study on Homicide). Si collegherà all'ultima versione. Vedi comunicato stampa del 10 aprile 2014. Vedi il rapporto completo e i suoi annessi metodologico (pp. 109ss) e statistico (pp. 121ss) alla fine. L'annesso statistico contiene grafici dettagliati sui conteggi e le percentuali degli omicidi per paese con i dati del 2000–2012. Usa il comando "ruota vista" nel tuo lettore PDF. La cartina 7.2 a p. 112 è una cartina mondiale che mostra l'ultimo anno disponibile sul conteggio degli omicidi per ciascun paese o territorio. La p. 21 dichiara un totale di omicidi stimati pari a 437.000 a livello mondiale. Le figure 1.1 e 1.2 (pp. 21 e 22) hanno le percentuali e i conteggi esatti per regioni. La figura 1.3 a p. 23 è un grafico a barre delle percentuali degli omicidi per le sottoregioni. La figura 1.16 a p. 34 mostra i diagrammi temporali per sottoregione.
  2. ^ Bōryokudan (暴力団? "gruppi violenti") è propriamente il nome con cui la polizia giapponese, e i mezzi di comunicazione su richiesta della polizia, chiamano gli yakuza, mentre questi ultimi chiamano sé stessi ninkyō dantai (任侠団体 o 仁侠団体? "organizzazioni cavalleresche"), con riferimento al loro codice d'onore. In questo ambito, un boryokudan designato (指定暴力団 Shitei Bōryokudan?) è un gruppo yakuza "particolarmente nocivo" registrato dalle Commissioni prefetturali per la pubblica sicurezza in base alla Legge sulle contromisure contro la criminalità organizzata (暴力団対策法 Bōryokudan Taisaku Hō?) entrata in vigore nel 1991.
  3. ^ (JA) "Boryokudan Comprehensive Measures — The Condition of the Boryokudan" ("Misure complete contro i boryokudan — La condizione dei boryokudan"), dicembre 2010, Polizia prefetturale di Hokkaido
  4. ^ (JA) "Outline of Boryokudan in Okinawa Prefecture" Archiviato il 14 febbraio 2012 in Internet Archive. ("Descrizione dei boryokudan nella prefettura di Okinawa"), ottobre 2007, Polizia prefetturale di Okinawa
  5. ^ "Comparative Criminology | Asia - Japan | San-Diego University" ("Criminologia comparativa | Asia - Giappone | Università di San Diego")
  6. ^ a b The Japanese Industrial System (De Gruyter Studies in Organization, 3ª edizione), p. 46
  7. ^ (JA) 刑法犯、10年で半減…昨年の認知は138万件, in Yomiuri Shimbun, 10 gennaio 2013. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  8. ^ Crime rate in Japan falls for the 11th straight year, The Japan Times. URL consultato il 22 marzo 2014.
  9. ^ Colin Blaney, Undesirables, John Blake, 2014, pp. 76–78, ISBN 978-1782198970.
  10. ^ Car Theft Rings Are Hot Stuff in Japan, in Los Angeles Times, 22 ottobre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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