Creso (agronomia)

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La Creso è una cultivar di frumento duro (Triticum durum) autunno-primaverile medio-precoce. È stata ottenuta mediante ibridazione e successiva selezione: proviene dall'incrocio di un frumento duro del Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo - CIMMYT ((Yt 54 N10-B)Cp2-63)Tc2, derivato da un incrocio tra grani duri e teneri con una linea mutante (Cp B144) indotta da una irradiazione combinata di neutroni e raggi gamma[1] nel frumento duro Cappelli, entrambi a paglia corta[1][2].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Creso fu ottenuto da Alessandro Bozzini e Carlo Mosconi[3][4] all'interno del gruppo di genetisti del Centro della Casaccia del CNEN, ora ENEA (Bagnara, D'Amato, Rossi, Scarascia Mugnozza ed altri). La sua principale caratteristica è quella di avere una taglia ridotta (70‐80 centimetri) rispetto ai frumenti duri esistenti all'epoca (130‐150 cm), che ha reso la cultivar molto resistente all'allettamento. Grazie anche alla resistenza a molte razze di ruggine bruna e al Fusarium graminearum, il Creso presentava livelli produttivi decisamente superiori a quelli delle cultivar italiane fino ad allora coltivate, come per esempio i grani duri antichi siciliani.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Iscritto al registro delle varietà nel 1974, Creso ebbe immediata e ampia diffusione per la sua larga adattabilità, produttività, e buone qualità di pastificazione (negli anni '80 e '90 ha rappresentato oltre il 50% della produzione di frumento duro in Italia)[5].

La cultivar è ancor oggi largamente diffusa in Italia (rappresenta ancora quasi il 10% della produzione italiana di frumento duro), soprattutto nel Centro-Nord (dove ha sostituito il grano tenero in alcune aree) grazie alla sua tardività che le permette di esprimere appieno le sue potenzialità produttive (fino a 10 tonnellate per ettaro in condizioni particolari)[6].

Diffusione nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre, si può considerare che buona parte della produzione mondiale di frumento duro è ottenuta da cultivar derivate dal Creso. Esso è stato infatti utilizzato in programmi di miglioramento genetico in molti paesi, dalla Cina all'Australia, all'Argentina, agli USA, al Canada e presso i grandi Centri di Ricerca Internazionali (CIMMYT, ICARDA, CSIRO, ecc.)[7].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il Creso e le cultivar da esso derivate, sono state sospettate[8] di essere la causa di un aumento nel numero di casi di celiachia, in ragione del suo contenuto di glutine che si dice essere più elevato del normale; si tratta tuttavia di accuse prive di fondamento e non supportate da ricerche scientifiche, inoltre l'indice di glutine del Creso non è diverso da quello di diverse altre varietà di grano[8][9][10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, The contribution of Italian wheat geneticists: From Nazareno Strampelli to Francesco D'Amato (in The Wake of the Double Helix) (PDF), Università di Bologna.
  2. ^ Frumento Duro. Ciclo medio-tardivo. CRESO (PDF), Agroservice. URL consultato il 1º maggio 2016.
  3. ^ Brevetti ENEA
  4. ^ Bozzini, A.; Mosconi, C., Creso - a new durum wheat of interesting agronomic features, in Genetica Agraria, vol. 30, nº 2, Sep 1976, pp. 153-162.
  5. ^ Creso (PDF), enea.it. URL consultato il 15 settembre 2015.
  6. ^ Rosella Motzo, Francesco Giunta, Simonetta Fois - Coordinatore Prof. Mauro Deidda, Evoluzione varietale e qualità in frumento duro (Triticum turgidum subsp. durum): dalle vecchie popolazioni alle attuali cultivar - Dipartimento di Scienze agronomiche e Genetica vegetale agraria dell'Università degli Studi di Sassari.
  7. ^ Caso Creso (PDF), enea.it. URL consultato il 15 settembre 2015.
  8. ^ a b PuntodivistaCeliaco, Celiachia e Grano Creso: un processo ancora aperto, altogiornale.org, 11 febbraio 2011. URL consultato il 15 settembre 2015.
  9. ^ SIC: Sperimentazione Interregionale sui Cereali, a cura di Rosella Brandini e Maurizio Romanò, Unita per la Valorizzazione Qualitativa del Cereali - ex-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura).
  10. ^ Dario Bressanini, Pane e bugie: La verità su ciò che mangiamo. I pregiudizi, gli interessi, i miti, le paure, Chiarelettere Reverse, 2013 ISBN 8861904459

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini, I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane, Bologna 1996 Nuova edizione 2010 ISBN 9788896459010
  • Andrea Brandolini, Monococco per L'Innovazione Cerealicola ed Alimentare, Milano, 2008, Quaderni della Ricerca, n. 95 - ottobre 2008. Regione Lombardia.