Crescenzo Del Monte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Crescenzo Del Monte

Crescenzo Del Monte (Roma, 2 maggio 1868Roma, 27 luglio 1935) è stato un poeta italiano, di origine ebraica, è considerato il massimo autore in dialetto giudaico-romanesco[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio ghetto: Arco delle Azimelle (1880 circa)

Detto il "Gioachino Belli" della Roma ebraica[senza fonte], nacque a Roma nel 1868 in una casa del ghetto. Scrisse sonetti in giudaico-romanesco nei quali rappresentò, con affettuosa e pungente ironia, gli ebrei romani nel momento di passaggio dal ghetto all'emancipazione, ovvero alla conquista dei diritti civili e politici dopo la presa di Roma del 1870 e la sua annessione al Regno d'Italia. In altri sonetti descrisse i tempi passati con tutte le vessazioni a cui gli ebrei erano sottoposti, tra cui l'agitazione che c'era nel ghetto durante la giornata dell'udienza che il papa ("Apifior" in dialetto giudaico romano) concedeva ai capi della comunità ebraica. In un altro sonetto ricordò il dolore di una madre, alla quale era stato portato via il figlio per essere forzatamente convertito al cristianesimo.

I suoi sonetti furono pubblicati in varie edizioni a partire dal 1908. Fu anche autore di sonetti in romanesco, che egli chiamava romanesco comune, per distinguerlo dal giudaico-romanesco. Il suo bilinguismo gli permise infatti di spaziare con successo sui fronti di entrambi i vernacoli di Roma. Collaborò, inoltre, scrivendo un'appendice per le vicende successive al 1870, a una Storia degli ebrei di Roma di Giacomo Blustein.[1] Fu il primo studioso ad occuparsi del linguaggio giudaico-romanesco, in cui tradusse alcuni testi medievali, cinquecenteschi e opere di Dante e Boccaccio.

Fiero della sua "italianità", vivendo nella giovinezza il periodo in cui gli ebrei italiani (i romani per ultimi) acquisirono i diritti civili e politici,[2] si entusiasmò di fervore patriottico negli anni della prima guerra mondiale e vide con una certa simpatia, non scevra di qualche perplessità, l'affermarsi del fascismo. La morte nel 1935, poco prima dell'emanazione delle leggi razziali (1938) gli risparmiò l'infamia delle persecuzioni antiebraiche e il rastrellamento del ghetto romano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sonetti giudaico-romaneschi, Roma, Tip. Fornari, 1908.
  • Nuovi sonetti giudaico-romaneschi. Con note esplicative ed alcune osservazioni preliminari sulle peculiarità e sulla presumibile derivazione del dialetto romano giudaico, Roma, P. Cremonese, 1932.
  • Sonetti postumi giudaico-romaneschi e romaneschi, prefazione di Benvenuto Terracini, Roma, Israel, 1955.
  • Sonetti giudaico-romaneschi, sonetti romaneschi, prove e versioni, edizione integrale a cura di Micaela Procaccia e Marcello Teodonio, La Giuntina, 2007. ISBN 9788880572787.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo Blustein, Storia degli ebrei in Roma dal 140 av. Cr. fino ad oggi, Roma, Maglione & Strini, 1921.
  2. ^ Menorah L'Italia ebraica online Sonetti Giudaico-Romaneschi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alan Freedman, Italian Texts in Hebrew Characters, University of Michigan, 1972.
  • Lynn M. Gunzberg, Strangers at Home, University of California Press, 1992. ISBN 0520078403.
  • Sandra Debenedetti Stow, The Judeo-Italian Sonnets of Crescenzo del Monte, in Proceedings of the International Symposium on "Jewish Identity and Italian Culture", Bar-Ilan University, 6-7 Dec. 1995, ed. Giuntina, Firenze 1998, pp.33-42.
  • Sandra Debenedetti Stow, I sonetti di Crescenzo del Monte, in Juliette Hassine, Jacques Misan-Montefiore, Sandra Debenedetti Stow Appartenenza e differenza, Editrice La Giuntina, 1998. ISBN 8880570706.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN14902993