Unione Sportiva Cremonese

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US Cremonese
Calcio Football pictogram.svg
Uscremonesestemma.png
Grigiorossi, Tigri, Violini, la Cremo
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Grigio Strisce-Flag.svg Grigio · rosso
Simboli Un braccio con una palla d'oro in mano
Inno È tempo di volare
Diskorario
Dati societari
Città Cremona
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1903
Proprietario Italia Giovanni Arvedi
Presidente Italia Paolo Rossi
Allenatore Italia Attilio Tesser
Stadio Giovanni Zini
(20 641 posti)
Sito web www.uscremonese.it
Palmarès
Trofei internazionali 1 Coppa Anglo-Italiana
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Unione Sportiva Cremonese, meglio conosciuta come Cremonese, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cremona.

La squadra ha disputato 7 campionati di Serie A, l'ultimo risalente alla stagione 1995-1996. Oltre a vari titoli conquistati nelle serie minori nazionali, in campo internazionale la Cremonese vanta la vittoria della Coppa Anglo-Italiana 1992-1993.

Sono degni di nota i colori sociali del club, il grigio e il rosso, da cui l'appellativo di Grigiorossi ai calciatori cremonesi. Disputa le proprie partite casalinghe allo stadio Giovanni Zini.[1]

Milita in Serie B, seconda divisione del campionato italiano di calcio nel quale vanta la 31ª miglior tradizione sportiva.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al primo dopoguerra: i primi successi[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'Unione Sportiva Cremonese, avvenne il 24 marzo 1903, presso la trattoria "la Varesina" di piazza Sant'Angelo a Cremona. Il sodalizio fondato da un gruppo di amici, inizialmente era una società polisportiva, che aveva lo scopo di «diffondere e facilitare tra la gioventù l'educazione fisica, l'amore agli esercizi sportivi, alla disciplina ed alla concordia, onde possa rendersi utile a sé ed alla patria». Il primo presidente era il sarto Emilio Faia, e i colori sociali che furono scelti erano il bianco e il lilla. Di fatto, il calcio all'interno della società cominciò a essere praticato nel 1910 e in quegli stessi anni in città nacquero altre squadre di calcio, insieme al diffondersi dei primi tornei dedicati a questa disciplina.

L'occasione per affacciarsi al mondo agonistico arrivò nel 1911, quando Nino Gandelli venne scelto come primo allenatore della squadra, con il compito di assemblare una squadra che possa essere competitiva. Intorno a sé, egli raccolse il meglio dell'esperienza calcistica cittadina come: Zini, Defendi, Lanfritto, "Bay" Bonazzoli, Ardigò, i fratelli Mainardi, Lombardi, Bonzio, Cottarelli, Leida, i fratelli Bignamini e molti altri[2]. Nel 1912, poi, sotto la presidenza di Piva, la società partecipò alla prima edizione del Trofeo "Città di Cremona". Nel 1913, dopo la fusione con l'Associazione Calcio Cremona, la Cremonese decise di affiliarsi alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, partendo dal campionato di Promozione. La prima formazione ufficiale era composta da: Zini, Mainardi, Lanfritto, Curtabili, Tornetti, Talamazzini, Costa, Albertoni, Bignamini, Lombardi, Defendi.

Una formazione della Cremonese nei primi anni 1920

Il debutto in una partita ufficiale disputata dal sodalizio a livello agonistico, avvenne contro il Varese, perdendo 5-1, con la prima rete ufficiale di Guido Costa. La prima stagione nel campionato di Promozione 1913-1914 si rivelò subito formidabile per la Cremonese, in quanto venne immediatamente promossa in Prima Categoria. Successivamente, nel corso del campionato, la società decise di cambiare i colori sociali in grigio e rosso, che ancora oggi rappresentano il segno distintivo della società. Negli anni successivi però la squadra, pur non retrocedendo mai, non riuscì a superare le eliminatorie regionali. Con lo scoppio della prima guerra mondiale, tutti i giocatori dal 1915 al 1918 vennero arruolati e mandati al fronte, tra cui anche il portiere Giovanni Zini, idolo del tifo cremonese, che morirà a Cividale del Friuli per un'infezione.

Terminata la Grande Guerra nel 1918, la Cremonese, sotto la guida del presidente Ferdinando Arcari, tentò di ricostruire una squadra che possa di nuovo partecipare alle competizioni ufficiali e così nel 1919, il club partecipò alla Coppa delle Province Lombarde, vincendola nella finale contro il Chiasso per sette reti a zero, poi, durante l'estate la società trasferì il proprio campo di gioco e decise di intitolarlo a Giovanni Zini. Nella stagione 1919-1920, la squadra si classificò quinta nel girone eliminatorio A Lombardo di Prima Categoria, invece, in quella successiva riuscì a piazzarsi al terzo posto nel girone B. Nel campionato 1921-1922, approfittando della mancata iscrizione al campionato federale delle 24 maggiori squadre del nord iscritte al concorrente campionato CCI, la Cremonese ottenne il suo miglior piazzamento nei campionati regionali di Prima Categoria con un ottimo secondo posto nel girone lombardo. Questo piazzamento le permise di restare nella massima serie rinominata Prima Divisione in seguito alla riunificazione tra FIGC e CCI senza passare per gli spareggi salvezza stabiliti dal Compromesso Colombo.

In quegli anni, quando il gioco del calcio cominciò a suscitare l'interesse dei giornali, le società concorrenti cominciarono ad organizzarsi, iniziando il mercato dei giocatori, e anche la Cremonese tentò di adeguarsi col presidente Gobbi che ingaggiò l'allenatore professionista Eugen Payer e gli attaccanti Jezmas e Wilhelm, tutti provenienti dall'Ungheria e che nella stagione 1925-1926 portarono i grigiorossi al secondo posto, seppur distaccata di 12 punti, alle spalle della Juventus, campione d'Italia, di Gianpiero Combi[3].

Il periodo interbellico: il declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, per la prima volta nella sua storia, la Cremonese entrò in crisi finendo il campionato al penultimo posto, ma senza retrocedere a causa dell'allargamento dei gironi della Prima Divisione. A livello societario, venne confermato Balestreri presidente col gerarca fascista Roberto Farinacci nella carica di presidente onorario, inoltre, la perdita dei migliori giocatori, tesserati da squadre più competitive, insieme a disponibilità economiche limitate, portarono il sodalizio verso un lento e inevitabile declino.

Con l'istituzione della Serie A a girone unico, dopo un biennio la squadra retrocedette in Serie B finendo in diciottesima posizione, dove il 29 giugno 1930, ci fu l'esordio di Aristide Rossi che a soli 15 anni, 9 mesi e 21 giorni, fece il suo ingresso in un campo di Serie A con la maglia grigiorossa. Dall'arrivo della retrocessione, la Cremonese partecipò per un lustro consecutivo in Serie B fino al campionato 1934-1935, quando nonostante l'ottava posizione a pari merito con il Foggia nell’anno del riordino delle varie divisioni calcistiche, i grigiorossi persero contro la formazione dauna per 1-1 dopo i tempi supplementari nel match di andata, e per 1-0 nella partita di ritorno.

Nella stagione 1935-1936, la Cremonese, inserita in uno dei quattro gironi della Serie C, grazie allo sfruttamento delle ricchezze del proprio vivaio, tornò immediatamente in Serie B vincendo il proprio girone, poi, l'anno successivo la squadra restò saldamente nella serie cadetta, piazzandosi al quinto posto. Nonostante i risultati positivi degli anni precedenti, nel campionato di Serie B 1937-1938, i grigiorossi dopo appena un biennio retrocedettero in Serie C con 693 minuti di astinenza da gol, e un terzultimo posto in classifica maturato con sole 5 vittorie e 19 sconfitte.

Dal 1938, la Cremonese disputò la Serie C arrivando più volte a sfiorare le posizioni di testa per l'immediato ritorno in cadetteria. Questo arrivò nel decennio della seconda guerra mondiale, al termine del campionato di Serie C 1941-1942, con al debutto un giovane Giacomo Mari a calpestare l'erba del campo di gioco. La stagione successiva vide il club al settimo posto finale in classifica, poi, dall'annata successiva tutte le attività sportive vennero sospese per l’imminente tracollo del conflitto disputando solamente qualche amichevole a livello locale e dei tornei benefici.

Dal secondo dopoguerra agli anni 1960: gli anni bui[modifica | modifica wikitesto]

Erminio Favalli, calciatore e poi storico dirigente del club.

Subito dopo la fine della guerra, alla ripresa ufficiale dei campionati, la sede societaria venne spostata dal Bar Flora al Bar Cremonese di Piazza Roma e il presidente Giovanni Zucchi volle riportare la squadra ad essere competitiva. Infatti, i grigiorossi allenati da József Bánás, si classificarono al primo posto nel girone B del campionato di Serie B-C Alta Italia 1945-1946, ma perse le finali con l'Alessandria, perdendo l'occasione della promozione in Serie A. Negli anni successivi, il club disputò alcuni campionati di Serie B, punteggiati di onorevoli piazzamenti. In questo periodo, vi furono due eventi importanti tra cui: il passaggio del club nella stagione 1947-1948 al commendatore Guido Grassi, proprietario dell'Ocrim; e l'affermazione del talento Pasquale Vivolo, protagonista nella stagione 1948-1949 con 34 presenze e 10 gol.

La discesa agli inferi della Serie C, avvenne poi al termine del campionato di Serie B 1950-1951 con un penultimo posto in graduatoria e solo 28 punti maturati sul campo. Nell'annata successiva, per i grigiorossi seguì un'altra retrocessione in Quarta Serie, dovuta ad una profonda crisi economica che portò i giocatori ad autotassarsi per poter affrontare alcune trasferte, poi, nel biennio in Quarta Serie, la Cremonese arrivò dapprima al quarto posto nel girone B e successivamente tornò di nuovo nella terza divisione professionistica arrivando prima nel girone C dopo aver vinto le finali contro il Bolzano. Il club, durante il periodo di Serie C durato 13 anni dimostrò comunque di saper crescere validi giocatori, come Franco Zaglio che sarà protagonista nella metà degli anni 1950, Magnavacca che segnò 21 reti nella stagione 1955-1956 ed altri come i fratelli Armanno ed Erminio Favalli, Emiliano Mondonico, Attilio Tassi, Luciano Cesini e molti altri.

I grigiorossi scendono in campo in una partita del vittorioso campionato di Serie D 1967-1968

L'arrivo degli anni 1960 per le sorti grigiorosse, inizialmente portò una sostanziale stabilità con la Cremonese situata nelle posizioni alte della classifica durante il triennio 1954-1957 oltre ad obiettivi di salvezza come nella stagione 1962-1963, quando la squadra si salvò in extremis, dopo un esordio col botto, a causa dell'impraticabilità dello stadio Zini per neve per circa un mese e mezzo. Il campionato 1962-1963, vide in estate la costituzione di un gruppo di finanziatori composto da: ing. Barassi, avv. Mondini, avv. Quaini, dott. Saccani, dott. Caldonazzo, e rag. Riccardi che diedero respiro alle casse societarie, eliminando i problemi economici degli anni precedenti ma con obiettivi di rilancio pressoché inesistenti e che fecero navigare i grigiorossi nelle posizioni di media classifica senza infamia e senza lode.

Dopo una serie di risultati mediocri, costellati anche dall'arrivo alla presidenza di Maffezzoni, nell'annata in Serie C 1966-1967 la società allestì una squadra per un campionato di vertice, ma le cose non andarono come sperato e con un diciottesimo piazzamento finale la Cremonese ritornò nel baratro della Serie D seguito da prestazioni altalenanti con salite e discese molto rapide tra Serie C e Serie D. Alla fine del 1967, la società venne commissariata con Celeste Cottarelli e Domenico Luzzara alla guida di una società completamente da rilanciare.

Anni 1970: l'inizio dell'era Luzzara[modifica | modifica wikitesto]

L'evento sicuramente più importante degli anni 1970, fu l'arrivo alla presidenza della Cremonese di Domenico Luzzara nella stagione 1970-71, in cui nei successivi 33 anni la storia grigiorossa si identificherà col suo presidente[4]. Sotto la presidenza Luzzara, i risultati migliorarono sensibilmente con la Cremonese che non retrocesse più in Serie D e con le giocate di Aristide Guarneri e Bruno Franzini insieme a molti altri.

La Cremonese della stagione 1976-1977, che ottenne dopo un quarto di secolo il ritorno in Serie B.

Il nuovo decennio che segnò la rinascita della Cremonese, iniziò con l'arrivo in panchina di Battista Rota che prese per mano la squadra portandola successo dopo successo a vincere il campionato di Serie D e la Coppa Disciplina di categoria. Nei 6 anni successivi in Serie C, i grigiorossi videro tra le sue fila il ritorno di Emiliano Mondonico nella stagione 1972-1973 che segnò 11 gol in 34 partite giocate, insieme all'addio al calcio giocato di Guarneri; gli esordi importanti di Giancarlo Finardi e l'approdo in prima squadra del futuro campione del mondo Antonio Cabrini il 17 marzo 1974 oltre al debutto di Cesare Prandelli nel campionato successivo.

Nell'annata in Serie C 1976-1977, dopo aver sfiorato la promozione nello scorso campionato, la Cremonese tornò in Serie B dopo 26 anni dall'ultima partecipazione, con Stefano Angeleri in panchina, e in squadra calciatori come Prandelli e il capitano Alberto Sironi forti di una corazzata con all'attivo 42 reti segnate di cui 15 da Nicolini e solamente 18 gol subiti. Un altro record maturato in stagione, fu quello di 713 minuti di inviolabilità della porta difesa da Bodini.

L'esperienza in cadetteria, però durò solamente un anno e i grigiorossi tornarono immediatamente in Serie C, nonostante l'arrivo del promettente Domenico Marocchino. Dopo due campionati anonimi, nella neonata Serie C1, il riscatto arrivò nella stagione 1980-1981, quando la Cremonese ritornò in Serie B con Guido Vincenzi al timone della squadra.

Anni 1980: il ritorno in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Emiliano Mondonico, già calciatore grigiorosso negli anni 1960 e 1970, e tecnico del ritorno in Serie A negli anni 1980.

Il 10 maggio 1981, con Guido Vincenzi in panchina, durante il campionato di Serie C1 1980-1981 in cui la Cremonese tornò in cadetteria arrivando primo nel girone B a pari merito con la Reggiana, arrivò il debutto del giovane diciassettenne cresciuto nelle giovanili grigiorosse Gianluca Vialli, in occasione della partita Parma-Cremonese e che diventerà protagonista indiscusso nelle successive tre stagioni.

Dall'annata successiva, i grigiorossi tornati in Serie B, grazie all'arrivo di Mondonico al posto di Vincenzi alla 32ª giornata, dopo una serie di prestazioni altalenanti, si salvarono a sette giornate dal termine con un decimo posto finale. Il campionato seguente, segnato dall'arrivo di nuovi giocatori come: Claudio Bencina, Sauro Frutti, Stefano Di Chiara e il ritorno di Fulvio Bonomi, fece nutrire ai grigiorossi la speranza di ritornare nella massima serie fino all'ultima giornata, ma il sogno si infranse sul campo di Varese, e la squadra dovette giocarsi lo spareggio di Roma contro il Catania e il Como, da cui ne uscì senza la gioia della promozione nella massima serie.

Il cremonese Gianluca Vialli, protagonista nella promozione in Serie A del 1984, dopo oltre mezzo secolo di assenza.

L'appuntamento con la promozione in Serie A, arrivò al termine della stagione 1983-1984 dove l'obiettivo venne finalmente centrato dopo 54 anni di attesa. Successivamente, nell’estate del 1984, a seguito della ristrutturazione ed ampliamento dello stadio Giovanni Zini venne presa la storica decisione di spostare il cuore del tifo grigiorosso dalla Curva Nord alla Curva Sud, inoltre, per la prima volta la società decise di acquistare a campionato in corso due calciatori stranieri come il libero polacco Władysław Żmuda e l'attaccante brasiliano Juary.

La prima stagione in Serie A per la Cremonese, non fu felice e dopo aver ceduto Vialli alla Sampdoria, la squadra allenata da Mondonico retrocesse immediatamente in Serie B grazie ad un ultimo posto a pari merito con la Lazio e non andando oltre il nono posto in classifica nel successivo campionato in cadetteria. Nel 1986-1987, dopo l'addio di Emiliano Mondonico e l'arrivo sulla panchina di Bruno Mazzia la Cremonese sfiorò il ritorno nella massima serie perdendo agli spareggi contro Cesena e Lecce.

La svolta per il ritorno in Serie A venne centrata nella stagione 1988-1989, dopo aver vinto lo spareggio ai rigori contro la Reggina con il tiro decisivo di Attilio Lombardo, il 25 giugno 1989. Nell'annata del ritorno nella massima serie, sotto la guida di Tarcisio Burgnich, anche in questo caso la retrocessione per i grigiorossi fu immediata, nonostante i numerosi gol della rivelazione Gustavo Dezotti, le vittorie ottenute contro Milan e Lazio, i pareggi contro Juventus e Napoli e giocatori come Anders Limpar e Gustavo Neffa.

Anni 1990: dalla ribalta internazionale al declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel successivo campionato di Serie B 1990-1991 Burgnich venne riconfermato, ma dopo ventitré giornate venne sostituito da Gustavo Giagnoni che riportò subito la Cremonese in Serie A. Ma anche quest'esperienza fu molto breve e culminò in una nuova retrocessione, addolcita il 10 maggio 1992 dalla vittoria per 2-0 sull'Inter a San Siro, con una doppietta di Dezotti.

La Cremonese, di ritorno da Wembley, festeggia allo Zini il successo nella Coppa Anglo-Italiana 1992-1993

Con l'arrivo di Gigi Simoni nell'estate del 1992, la Cremonese visse gli anni più gloriosi della propria storia, dapprima con la promozione in Serie A, al termine del campionato di Serie B 1992-1993 stabilendo allora il record di otto vittorie consecutive iniziali per una squadra professionistica italiana, poi, con tre stagioni consecutive in Serie A conclusesi al decimo posto in classifica stabilendo il miglior piazzamento nella stagione 1993-1994 e la conquista, il 27 marzo 1993, del Trofeo Anglo-Italiano, con una spettacolare vittoria sul Derby County per 3-1 nella finale al leggendario stadio londinese di Wembley[5]. I grigiorossi di Simoni, che nel 2003, in occasione delle celebrazioni del centenario della società, fu votato "allenatore del secolo" della formazione del torrione, nel momento del successo a Wembley fu la seconda squadra italiana di club a espugnare il tempio del calcio mondiale nella storia del calcio, dopo il Milan nella finale di Coppa dei Campioni del maggio del 1963.

L'allenatore Gigi Simoni e il presidente Domenico Luzzara, tra i maggiori protagonisti della storia grigiorossa.

Dopo le tre stagioni consecutive in Serie A archiviate con il penultimo posto nel campionato di Serie A 1995-1996, per la squadra cominciò un periodo difficile che portò i grigiorossi nel giro di due stagioni ad affondare in Serie C1 dopo 16 anni grazie all'ultimo posto in classifica nell'annata di Serie B 1996-1997.

La successiva stagione, però, la società forte di una rosa giovane, allenata da Giampiero Marini e con giocatori come Vanni Pessotto, Denis Godeas e Mattia Collauto tra tutti, si guadagnò immediatamente il ritorno in Serie B vincendo ai play-off contro il Lumezzane in semifinale e il Livorno in finale. Il ritorno in cadetteria durò solo un anno, e la Cremonese retrocedette nuovamente in Serie C1 scivolando addirittura in Serie C2 alla fine della stagione 1999-2000 dopo aver perso gli spareggi play-out contro il Lecco.

Anni 2000: la fine dell'era Luzzara[modifica | modifica wikitesto]

L'8 marzo 2002, a seguito di una profonda crisi economica che si trascinava da anni, Luzzara cedette ufficialmente la società a Graziano Triboldi, con Luigi Gualco che gestì la società affiancato da Rispoli.[6]. Dopo quattro campionati di Serie C2 conclusi a metà classifica, in due sole stagioni la Cremonese riuscì a ritornare in Serie B con una doppia promozione culminata al termine del campionato di Serie C1 2004-2005, per ritornare, però, l'anno successivo in Serie C1.

Nell'estate del 2007 la società, in grave crisi finanziaria, viene acquistata dall'imprenditore cremonese Arvedi che vuole riportare subito la società in campionati più gloriosi[7]. Il direttore sportivo Favalli porta a Cremona calciatori come Lamberto Zauli, Leonardo Colucci, Gabriele Graziani e molti altri giocatori di categoria per tentare subito la scalata alla Serie B. Il 18 aprile 2008 la società deve piangere la tragica d improvvisa scomparsa di uno dei suoi rappresentanti più amati e conosciuti, Erminio Favalli, storico direttore sportivo della Cremonese, deceduto a 64 anni per un infarto. In campionato giunge al secondo posto dietro al Sassuolo e nei play off elimina il Foggia in semifinale. Nella finale di andata vince 1-0 a Cittadella ma vede sfumare la promozione a causa della sconfitta interna per 1-3 subita nella partita di ritorno contro la formazione veneta, sconfitta causata da un fallo sul grigiorosso Ferrarese in occasione dell'1-3 di Carteri, oltre che per un gol del cremonese Cozzolino apparso regolare ma annullato al 93' (in caso di parità di gol segnati nelle due gare di finale, sarebbe stata promossa la squadra lombarda, meglio posizionata in classifica al termine della stagione regolare).

L'anno successivo la squadra ha partecipato alla Lega Pro Prima Divisione, avendo mancato la tanto attesa promozione in Serie B. Dopo un inizio abbastanza positivo (19 punti nelle prime 11 partite), la squadra subisce quattro sconfitte nelle successive 5 partite e di fatto la zona play-off si allontana. Perciò viene richiamato Emiliano Mondonico, allenatore della squadra nel campionato precedente, per cercare di risollevare la squadra e riportarla in zona play-off. Ma tale obiettivo non viene raggiunto nonostante un nuovo cambio di allenatore (esonero di Mondonico e debutto sulla panchina lombarda di Roberto Venturato) e la squadra chiude il campionato al nono posto. Nel campionato 2009-2010, confermato in panchina Roberto Venturato) la squadra conclude la stagione al 3º posto, qualificandosi ai play-off. Superata la semifinale, avversario l'Arezzo (2-0 in Toscana, sconfitta 1-2 allo stadio Zini), in finale l'avversario è il Varese; dopo il successo nell'andata della finale play-off con vittoria dei grigiorossi per 1-0, a Varese la sconfitta per 2-0 spegne le speranze di promozione della Cremonese.

Anni 2010: la Lega Pro e il ritorno in Serie B[modifica | modifica wikitesto]

In un comunicato stampa apparso il 12 luglio 2010 sul sito dell'U.S. Cremonese Calcio, il presidente Arvedi ha rassegnato le proprie dimissioni, per conoscenza alla presidenza della Lega Pro e al vice presidente della F.I.G.C. a partire dal 7 luglio.[8] Ciò sembra essere un tentativo di denuncia delle gravi irregolarità, pagate a caro prezzo dalla sua società, per richiamare l'attenzione della F. I.G.C. e della Lega Pro. La stagione 2010-2011 nasce all'insegna di un riassetto societario e tecnico, con la nomina a Direttore Sportivo di Manuel Gerolin, proveniente dall'Associazione Calcio Siena, così come il nuovo allenatore Marco Baroni, che nella passata stagione ha guidato la Primavera senese. Il vice allenatore è Riccardo Rocchini. Il 25 ottobre 2010, con uno scarno comunicato, la società esonera l'allenatore Baroni che viene sostituito da Leonardo Acori, anch'esso sostituito, a scarse giornate dal termine della stagione, da Montorfano che fece uscire la squadra dalla zona di Play-out.[9] Il ritorno del cavaliere, dopo un anno da dimenticare, è stato ben accolto in città. Il suo ritorno è accompagnato da Giancarlo Finardi, ex giocatore grigiorosso e dell'Atalanta.

Il 7 giugno 2011, con Oscar Brevi nuovo allenatore, nell'estate di quell'anno il precampionato è scosso dalle vicende del calcioscommesse. Il processo, in seguito alla denuncia della Cremonese stessa, si svolge presso il Tribunale di Cremona e vede coinvolti anche alcuni tesserati della società grigiorossa. Per la regola della responsabilità oggettiva applicata all'ambito sportivo la squadra sarà costretta a giocare l'intero campionato con 6 punti di penalizzazione. Nonostante il forte handicap la squadra di Brevi, inserita del girone B della Lega Pro Prima Divisione, inizia bene il campionato, con cinque vittorie consecutive, tra le quali la storica vittoria in trasferta per 1-3 nel sentito "derby del Po" contro il Piacenza Football Club. Al termine della stagione conquista il quinto posto qualificandosi per la terza volta nell'ultimo lustro ai play-off promozione. In semifinale affronta il Trapani, terzo in classifica, ma a seguito di due pareggi per 1-1 saranno questi ultimi ad accedere in finale in virtù del miglior piazzamento. Al termine della stagione il Cav. Giovanni Arvedi, pur garantendo nuovamente il suo impegno nel progetto grigiorosso, affida la carica di presidente a Maurizio Calcinoni, il quale nomina come nuovo direttore sportivo Moreno Zocchi.

In panchina, per il campionato 2012-2013 viene confermato Oscar Brevi e la Cremonese viene inserita nel girone A. Il 25 settembre 2012 l'allenatore domese Giuseppe Scienza sostituisce Oscar Brevi sulla panchina dei grigiorossi. La squadra si piazzerà settima al termine del campionato di Prima Divisione, senza qualificarsi ai play-off. Il 4 giugno 2013 dal Bari arriva come allenatore Vincenzo Torrente. Pur navigando sempre nelle zone alte della classifica, l'allenatore sarà esonerato l'11 marzo 2014; viene rimpiazzato in panchina da Davide Dionigi che porterà la squadra al quarto posto in campionato, valevole per l'accesso ai play-off promozione. Nei quarti di finale i grigiorossi eliminano l'AlbinoLeffe vincendo in casa 8-7 ai tiri di rigore (i tempi regolamentari si erano chiusi sul 2-2); in semifinale incontrano il Südtirol, che li elimina dalla corsa promozione pareggiando all'andata per 1-1 e vincendo il ritorno a Bolzano per 2-1.

Dopo due stagioni consecutive conclusesi a metà classifica a ridosso della zona play-off, al termine della stagione 2016-2017, dopo una partenza in sordina, i grigiorossi vincono il proprio girone rimontando l'Alessandria capolista del girone A e tornando in Serie B dopo 11 anni dopo la sofferta vittoria all'ultima giornata contro la Racing Roma per 3-2 in casa.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Cremonese
  • 1903 - Fondazione della società polisportiva Cremonese.
  • 1910 - La società assume denominazione di Unione Sportiva Cremonese iniziando l'attività calcistica.

  • 1912 - Il sodalizio inizia l'attività calcistica agonistica ufficiale affiliandosi alla FIGC.
  • 1913 - La società assorbe la neonata Associazione Calcio Cremona mantenendo la propria denominazione originaria.
  • 1913-1914 - 1ª nella Promozione Lombarda. Promossa in Prima Categoria.
  • 1914-1915 - 5ª nel girone lombardo E della Prima Categoria. Retrocessa in Promozione e successivamente riammessa.
  • 1915-1916 - Rinuncia alla Coppa Federale prima che inizi.
  • 1916-1917 - 3ª nel girone A della Coppa Lombardia riservata alle squadre riserve.
  • 1917-1919 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1919 - Alla ripresa delle attività, la società assorbe il Football Club Aurora di Cremona.
  • 1919-1920 - 6ª nel girone lombardo A della Prima Categoria dopo aver perso lo spareggio di Brescia contro la Libertas di Milano. Retrocessa in Promozione e successivamente riammessa.
Vince la Coppa delle Provincie Lombarde da lei organizzata.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.


Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
 ? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.

 ? di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa Anglo-Italiana (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1997-1998 - 2ª nel girone A della Serie C1. Promossa in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1999-2000 - 16ª nel girone A della Serie C1. Retrocessa in Serie C2 dopo aver perso i play-out contro il Lecco.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 - 2ª nel girone A della Serie C2. Promossa in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Supercoppa di Lega di Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Attilio Lombardo con la classica divisa del club: maglia a righe verticali grigiorosse, con pantaloncini e calzettoni rossi.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1903, anno della sua fondazione, i colori sociali scelti per la Cremonese furono il bianco e il lilla, quest'ultimo riservato a colletto e bordini della maglia; la divisa era completata da pantaloncini neri.[10] In occasione del campionato di Promozione 1913-1914, la società decide per un cambio dei colori sociali negli attuali grigio e rosso.[10] Dopo aver utilizzato queste due tinte su diversi template — dapprima una casacca grigia con bordini rossi, poi grigia con croce rossa e, tra il 1926 e il 1929, grigia con fascia rossa —, la squadra adottò in pianta stabile l'odierna maglia palata grigiorossa;[10] i pantaloncini, inizialmente bianchi, divennero con il tempo rossi così come i calzettoni.

L'uniforme di riserva della Cremonese è tradizionalmente bianca con dettagli grigiorossi.[10]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo della squadra è lo stesso della città di Cremona, cioè un braccio con una palla d'oro in mano.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Giovanni Zini.

Lo stadio di Cremona ha una capienza di 20.641 posti ed è sito in via Persico. Fu inaugurato il 2 settembre del 1919 ed è intitolato a Giovanni Zini, portiere dell'U.S. Cremonese deceduto durante la prima guerra mondiale. Dal 2007 il piazzale antistante lo stadio e la tribuna centrale sono intitolati a Domenico Luzzara, storico e tuttora amato presidente della Cremonese, scomparso nel 2006. Il 19 aprile 2009 la curva di casa dei tifosi grigiorossi è stata intitolata all'amato Erminio Favalli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

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Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1977-1981 ...
  • 1981-1984 Grana Padano
  • 1984-1985 Latteria Soresina
  • 1985-1987 Iag Salumi
  • 1987-1988 Naonis
  • 1988-1991 Majestic
  • 1991-1992 Andreotti Costruzioni
  • 1992-1995 Moncart
  • 1995-1998 Negroni
  • 1999-2000 Bossini
  • 2000-2004 Vanoli
  • 2004-2005 Car Club
  • 2005-2006 Air Seychelles
  • 2006-2009 La 220 energia per l'intelligenza
  • 2009-2011 Èpiù - Edilkamin
  • 2011-2014 Iltainox (casa) - Arinox (trasferta) - Èpiù
  • 2014-oggi Iltainox (casa) - Arinox (trasferta)

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'U.S. Cremonese

Tra gli allenatori, oltre a Gigi Simoni, fondamentale nella storia recente del club grigiorosso è stato Emiliano Mondonico, l'allenatore della formazione che conquistò lo storico "ritorno" in Serie A al termine del campionato 1983-84. Tra Mondonico e Simoni sulla panchina della Cremonese si sono alternati Bruno Mazzia (una promozione in A nel 1987), Tarcisio Burgnich e Gustavo Giagnoni (una promozione in A nel 1991). Negli anni 1970 molto amato fu Titta Rota, seguito da Stefano Angeleri che, nel 1977, conquistò la promozione in Serie B.

Non si possono dimenticare due allenatori del recente passato molto importanti: Gianpiero Marini che ha riportato in Serie B i grigiorossi nella stagione 1997-98 vincendo i play-off contro il Livorno e l'amato dagli ultras Giorgio Roselli, riuscendo a fare il salto di due categorie in due annate consecutive dalla Serie C2 alla Serie B dal 2004-05 al 2005-06.

Allenatori
Presidenti
  • 1903-1904 Italia Emilio Faia
  • 1904-1905 Italia Giuseppe Stroppa
  • 1905-1906 Italia Achille Ciboldi
  • 1906-1907 Italia Giuseppe Chiappari
  • 1907-1910 Italia Pietro Gavini
  • 1910-1911 Italia Omero Boldori
  • 1911-1912 Italia Pietro Gavini
  • 1912-1913 Italia Peppino Piva
  • 1913-1916 Italia Ferdinando Arcari
  • 1916-1917 Italia Luigi Araldi
  • 1917-1918 Italia Luigi Gabbi
  • 1918-1921 Italia Ferdinando Arcari
  • 1921-1922 Italia Luigi Araldi
  • 1926-1927 Italia Luigi Gabbi
    Italia Adelchi Mazza
  • 1927-1928 Italia Cesare Balestreri
  • 1928-1929 Italia Giuseppe Moretti
  • 1929-1930 Italia Giuseppe Gerevini
    Italia Cirillo Quilleri
  • 1930-1933 Italia Giuseppe Carotti
  • 1933-1935 Italia Giovanni Moruzzi
  • 1935-1936 Italia Enrico Ronconi
  • 1936-1937 Italia Pino Soldi
  • 1937-1941 Italia Gerardo Corna
  • 1941-1943 Italia Franco Bonera
  • 1943-1945 Italia Gianni Zucchi
  • 1945-1947 Italia Riccardo Aldighieri
  • 1947-1950 Italia Guido Grassi
  • 1950-1951 Italia Olimpio Antonioli
  • 1951-1956 Italia Arturo Soncini
  • 1956-1966 Italia Guido Maffezzoni
  • 1966-1967 Italia Luciano Grandi
  • 1967-1972 Italia Domenico Luzzara
  • 1972-1973 Italia Luciano Grandi
  • 1973-2000 Italia Domenico Luzzara
  • 2000-2001 Italia Stefano Mastagni
    Italia Domenico Luzzara
  • 2001-2007 Italia Luigi Gualco
  • 2007-2010 Italia Giovanni Arvedi
  • 2010-2011 carica vacante[11]
  • 2011-2012 Italia Giovanni Arvedi
  • 2012-2014 Italia Maurizio Calcinoni
  • 2014-2016 Italia Luigi Simoni
  • 2016-2017 Italia Michelangelo Rampulla
    Italia Maurizio Ferraroni
  • 2017-2018 Italia Paolo Rossi

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'U.S. Cremonese
23 febbraio 1992: il portiere Michelangelo Rampulla segna di testa in Atalanta-Cremonese. È il primo portiere a segnare su azione in Serie A.

Tra i giocatori più celebri ad aver vestito la maglia grigiorossa (e della nazionale) si ricordano Aristide Guarneri, il campione del mondo Antonio Cabrini, Gianluca Vialli, Attilio Lombardo, Salvatore Sirigu, Michelangelo Rampulla (uno dei pochi portieri a segnare su azione, fece gol all'Atalanta di testa[12]) ed Enrico Chiesa - oltre al campione e nazionale argentino Gustavo Abel Dezotti, l'unico giocatore grigiorosso ad aver disputato una finale mondiale mentre era in organico alla Cremonese. Anche l'ex C.T. della nazionale italiana Cesare Prandelli dal 1974 al 1978 con la maglia grigiorossa ha totalizzato 88 presenze e 4 reti.

Contributo alle Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

(La militanza nella rispettiva Nazionale può essere avvenuta in un periodo diverso dalla militanza nella Cremonese.)

Nazionalità Calciatore Stagioni Anni
Italia Italia Renato Olmi 4 1933 - 1936, 1944 - 1946
Italia Italia Pietro Arcari 3 1939 - 1942
Italia Italia Giacomo Mari 4 1942 - 1946, 1960 - 1961
Italia Italia Piero Pasinati 1 1946 - 1947
Italia Italia Aristide Guarneri 3 1970 - 1973
Italia Italia Antonio Cabrini 2 1973 - 1975
Italia Italia Cesare Prandelli 4 1974 - 1978
Italia Italia Gianluca Vialli 4 1980 - 1984
Polonia Polonia Władysław Żmuda 3 1984 - 1987
Italia Italia Michelangelo Rampulla 7 1985 - 1992
Italia Italia Attilio Lombardo 4 1985 - 1989
Italia Italia Giuseppe Favalli 4 1987 - 1992
Argentina Argentina Gustavo Abel Dezotti 5 1989 - 1994
Svezia Svezia Anders Limpar 1 1989 - 1990
Italia Italia Enrico Chiesa 1 1994 - 1995
Australia Australia John Aloisi 2 1995 - 1997
Italia Italia Giandomenico Mesto 1 2000 - 2001
Ghana Ghana John Mensah 1 2005 - 2006
Italia Italia Fabio Gatti 1 2006
Italia Italia Davide Astori 1 2007 - 2008
Italia Italia Salvatore Sirigu 1 2007 - 2008

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992-1993

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1935-1936 (girone B), 1941-1942 (girone B), 1976-1977 (girone A)
2004-2005 (girone A)
2016-2017 (girone A)
1953-1954 (girone C)
1967-1968 (girone B), 1970-1971 (girone B)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1913-1914 (girone lombardo)
  • Coppa delle Province Lombarde: 1
1919

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1986-1987
1984, 2015, 2017
1973-1974, 1975-1976

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 4 1922-1923 1925-1926 14
Divisione Nazionale 3 1926-1927 1928-1929
Serie A 7 1929-1930 1995-1996
Serie B 27 1930-1931 2017-2018 28
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 26 1935-1936 1976-1977 43
Serie C1 8 1978-1979 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 6 2008-2009 2013-2014
Lega Pro 3 2014-2015 2016-2017
Serie C2 4 2000-2001 2003-2004 4
IV Serie 2 1952-1953 1953-1954 5
Serie D 3 1967-1968 1970-1971

In precedenza la Cremonese aveva partecipato a quattro tornei di Prima Categoria e a uno di Seconda Categoria del Comitato Regionale Lombardo. Nel 1944 ha partecipato al Campionato Alta Italia.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Uscremonesestemma.png
Serie A
Uscremonesestemma.png
Serie B

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco, aggiornato al 15 maggio 2017, tiene conto di presenze e reti registrate nelle gare di campionato e di coppe disputate dalla Cremonese dalla sua nascita ad oggi. Sono segnalati in grassetto calciatori attualmente in attività.

Uscremonesestemma.png
Record di presenze
Uscremonesestemma.png
Record di reti[13]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi grigiorossi in trasferta allo stadio Romeo Menti, durante Vicenza-Cremonese del 14 giugno 1987.

I primi gruppi di tifosi organizzati a Cremona nascono negli anni 1970 quando allo stadio compaiono i Boys, gruppo guida fino al termine della stagione 1981-82. Negli anni 1980 in Curva Nord si formano nuovi gruppi, tra cui il gruppo Gioventù Grigiorossa, nel 1981, gruppo che in seguito sarà rinominato Red Grey Supporters. Dalla stagione 1984-85, causa di alcuni dissidi interni, alcuni gruppi di tifosi grigiorossi decidono di spostarsi in Curva Sud, dando vita al C.U.C.S. acronimo di Collettivo Ultras Curva Sud. Nel 1987 il gruppo più rappresentativo è quello dei Longobards, che però non è in piena sintonia con il C.U.C.S. Altro gruppo di spicco furono i Roads Kids, che cercarono di rilanciare il tifo cremonese, dal 1989, per poi unirsi ai C.U.C.S., e dare vita ai Sanitarium, il cui simbolo era Joker. L'era del Sanitarium si concluse nel 1999 quando il testimone passo agli Ultras Cremona, spesso indicati come UCR, e formati da ex militanti dei Sanitarium. Al fianco di quest'ultimi si sono formati gruppi minori come Vecchio Joker, Baraonda, Ciop Palvareto, Underfives, Nep e Alcooligans. Dal 19 aprile 2009 la Curva Sud è intitolata a Erminio Favalli, storico giocatore e dirigente della squadra.[14][15]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Lombardia.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Unione Sportiva Cremonese 2017-2018.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 13 dicembre 2017.[16]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Nicola Ravaglia
2 Italia D Matteo Procopio
3 Brasile D Claiton
4 Italia D Simone Salviato
5 Italia C Daniele Croce
6 Italia C Gaetano Castrovilli
7 Italia A Antonio Piccolo
8 Italia C Michele Cavion
9 Italia A Andrea Brighenti (capitano)
10 Brasile A Paulinho
14 RD del Congo A Benjamin Mokulu
15 Italia D Ivan Marconi
16 Italia P Eduardo D'Avino
18 Italia C Simone Pesce
19 Italia A Stefano Scappini
N. Ruolo Giocatore
20 Italia C Giampietro Perrulli
21 Italia D Michele Canini
23 Italia C Fabio Scarsella
24 Italia D Filippo Forni
27 Kosovo P Samir Ujkani
29 Italia D Alberto Almici
31 Rep. Ceca C Roman Macek
33 Italia D Francesco Renzetti
34 Italia C Mariano Arini
35 Italia C Antonio Cinelli
40 Spagna D Pol García
Italia C Daniele Galloppa
Argentina A Juan Gómez Taleb
Italia A Francesco Stanco

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica[17]
  • Italia Attilio Tesser - Allenatore
  • Italia Mark Tullio Strukelj - Vice allenatore
  • Italia Leonardo Cortiula - Preparatore portieri
  • Italia Ivano Tito - Preparatore atletico
  • Italia Giovanni Bozzetti - Medico sociale
  • Italia Sandro Rivetti - Fisioterapista
  • Italia Andrea Gualteri - Fisioterapista
  • Italia Samuele Ponzoni - Fisioterapista
  • Italia Federico Dall'Asta - Team manager
  • Italia Stefano Giammarioli - Direttore sportivo
  • Italia Stefano Giammarioli - Direttore generale
  • Italia Giovanni Bonavita - Responsabile del Settore Giovanile

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadio Giovanni Zini, su uscremonese.it. URL consultato il 30 maggio 2013.
  2. ^ Storia della Cremonese: le origini, su ramella.org. URL consultato il 30 maggio 2013.
  3. ^ Storia della Cremonese: primi calci ingrigiorosso, su ramella.org. URL consultato il 30 maggio 2013.
  4. ^ Storia della Cremonese: nel 1966 arriva Luzzara, su ramella.org. URL consultato il 30 maggio 2013.
  5. ^ COPPA ANGLO ITALIANA 27 marzo 1993, su cremonesecalcio.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  6. ^ Serie B, la Cremonese è in vendita, su gazzetta.it. URL consultato il 19 marzo 2013.
  7. ^ 2007 L'era del Cavalier Arvedi, su uscremonese.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  8. ^ http://www.uscremonese.it/uploads/media/Presidente.pdf
  9. ^ UFFICIALE: Cremonese, Baroni nuovo allenatore - TUTTO MERCATO WEB
  10. ^ a b c d Welter, p. 58
  11. ^ Organigramma US Cremonese 2010/11 Le funzioni di presidente vengono svolte dal vicepresidente Maurizio Calcinoni
  12. ^ 23 febbraio 1992: il gol storico di Rampulla, su tuttomercatoweb.com. URL consultato il 21 marzo 2013.
  13. ^ Brighenti fa 61 come Finardi: nella storia solo Mondonico ha segnato di più in grigiorosso, http://www.sportgrigiorosso.it/, 19 marzo 2017. URL consultato il 18 novembre 2017.
  14. ^ US CREMONESE, su www.veneziaunited.com. URL consultato il 06 novembre 2015.
  15. ^ ultras.wikia.com, http://ultras.wikia.com/wiki/%D0%9A%D1%80%D0%B5%D0%BC%D0%BE%D0%BD%D0%B5%D0%B7%D0%B5.
  16. ^ Rosa Cremonese, uscremonese.it. URL consultato il 13 dicembre 2017.
  17. ^ Organigramma US Cremonese

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Welter, Cremonese, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 58-61, ISBN 978-88-905512-9-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]