Cremino (cioccolatino)

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Cremino
Cremino Feletti nocciola.jpg
Cremino Feletti con ripieno alla nocciola
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegionePiemonte
Creato daFerdinando Baratti
Dettagli
Categoriadolce
Ingredienti principalicioccolato gianduja con ripieno di nocciole o mandorle
 

Il cremino è un tipo di cioccolatino composto da tre strati di cioccolato, quelli esterni di gianduia e quello interno di pasta di cioccolato al caffè, al limone o alla nocciola tipicamente a formare un cubo avvolto poi in una pellicola di alluminio con una fascetta di carta che riporta il marchio della ditta produttrice.

Questo cioccolatino fu inventato nella seconda metà del XIX secolo da Ferdinando Baratti che aveva aperto col socio Edoardo Milano una liquoreria-confetteria a Torino col nome di "Baratti & Milano" tuttavia i primi documenti ufficiali risalgono solo al 1934[1][2].

Oggi sono produttrici di cremini diverse aziende italiane tra cui: Caffarel[3], Feletti[4], Majani[5], Pernigotti, Venchi[6] e San Carlo[7].

Cremino FIAT[modifica | modifica wikitesto]

Al cremino è legata anche la casa automobilistica FIAT che nel 1911 lanciò un concorso fra i cioccolatieri d'Italia per creare un nuovo cioccolatino in occasione del lancio del nuovo modello Tipo 4. Il concorso venne vinto dalla Majani di Bologna, prima azienda del cioccolato nata in Italia nel 1796, che realizzò un cremino con quattro strati invece di tre, gli strati scuri composti da cioccolato gianduja e quelli chiari da cioccolato con pasta di mandorle[5][8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elsa Mazzolini, Alessandra Meldolesi, L'Italia del cioccolato, Touring Editore, 2004, p. 96, ISBN 978-88-365-3292-6.
  2. ^ Ferdinando Baratti, su The Light Canvas. URL consultato il July 3, 2017.
  3. ^ Cremosi: cremini assortiti, su Caffarel. URL consultato il July 3, 2017.
  4. ^ Cremini, su Feletti. URL consultato il July 3, 2017.
  5. ^ a b Majani ed il Cremino FIAT - Centenario del Cremino, su Majani. URL consultato il July 3, 2017 (archiviato dall'url originale il luglio 29, 2017).
  6. ^ Cremino Venchi, su Venchi. URL consultato il July 3, 2017.
  7. ^ San Carlo, su www.sancarlo.it. URL consultato il 06 marzo 2018.
  8. ^ Gabriele Cremonini, Cibò, Edizioni Pendragon, 2007, p. 46, ISBN 88-8342-596-0.

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